I laghi del Veneto. Parte II

Specchi d'acqua limpidi, piccoli borghi, suggestivi porticcioli, paesaggi emozionanti, tanto sport e piatti a base di eccellenti prodotti tipici. Bastano davvero poche parole per riassumere la bellezza e l'unicità dei laghi del Veneto. Il più conosciuto è senza dubbio il Lago di Garda, con le sue località sparse lungo la sua sponda orientale, la famosissima "Riviera degli Ulivi".

 

Il Veneto racchiude anche altri piccoli specchi d’acqua, luoghi in cui convivono armoniosamente natura e storia, tutti incantevoli: i laghi di Santa Croce, del Cadore, dell’Agordino, di Revine, del Corlo e del Mis. Davvero un ampio ventaglio di proposte per chi vuole abbinare una vacanza che alterna il relax al divertimento, anche quello più sfrenato. Paradisi della vela, del windsurf e del kite-surf, del parapendio, della mountain bike, del trekking e del nordic walking, delle passeggiate a cavallo, della pesca sportiva e del golf, i laghi veneti offrono anche interessanti scorci paesaggistici e attrattive storico-culturali.

 

Laghi di Revine

Immersi nella Valmareno, tra le Prealpi venete e le colline trevigiane si trovano i due pittoreschi e caratteristici laghi glaciali di Santa Maria e di Lago, comunemente noti come Laghi di Revine.

Separati oggi da un piccolo istmo, formavano un tempo un grande specchio d’acqua nato dopo il ritiro del grande ghiacciaio del Piave. Un angolo suggestivo, a pochi passi dalle località di Vittorio Veneto e Conegliano. Sulle acque tranquille dei due laghetti, orlate di canneti e d’estate punteggiate di ninfee, si specchiano su una sponda le caratteristiche casette di sassi del comune di Revine Lago e delle sue frazioni, sull’altra quelle di Tarzo.

Le località che si affacciano sui piccoli laghi accolgono i turisti in cerca di un soggiorno a contatto con la natura e le antiche tradizioni, conservate gelosamente e rivissute nelle pittoresche manifestazioni e feste popolari.

L’origine degli insediamenti umani in questi luoghi si perde nella notte dei tempi: il ritrovamento di alcune selci in una torbiera di Colmaggiore, una frazione di Tarzo, ha provato l’esistenza di un antico villaggio di palafitte, visibile oggi nella ricostruzione del Parco Archeologico Didattico del Livelet. Dotato di strutture dedicate all’accoglienza, alla didattica e all’agricoltura sperimentale, il Parco propone un affascinante viaggio indietro nel tempo.

 

Lago del Mis

A pochi chilometri dal capoluogo Belluno, compresi nell’incantevole territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Lago e la Valle del Mis sono la meta ideale per gli amanti della natura e della tranquillità. Il silenzio avvolge le misteriose montagne che con i loro profili ricamano le limpide e fresche acque del lago.

All’ingresso della valle, ai piedi del Monte Vedana, l’omonima Certosa spicca nel paesaggio per la bellezza del suo complesso architettonico risalente al XV secolo. Visitabile solo esternamente, ospita attualmente una comunità di monache di clausura.

La Valle del Mis è stata decretata area protetta e conta al suo interno un numero ridotto di strutture ricettive. Nonostante ciò, a pochi chilometri di distanza si trovano alberghi, agriturismo, bed and breakfast e affittacamere che sanno accogliere i turisti in un clima familiare. Luogo ambito anche per la classica gita domenicale, dispone di un’attrezzata area pic-nic direttamente in riva al lago.

Gli sportivi possono praticare molte attività legate all’acqua: vela, windsurf, canotaggio e naturalmente la pesca.

Affascinanti itinerari escursionistici offrono la possibilità di scoprire le meraviglie del territorio del Parco. E’ possibile inoltrarsi nel sentiero naturalistico in Val Falcina, o spingersi fino ai Cadini del Brenton, splendide forre dalle verdi acque, o alla cascata della Soffia, grotta in cui l’acqua insinuandosi crea singolari spruzzi d’aria e schiuma. La strada panoramica che costeggia il lago dona una vista mozzafiato sui Monti del Sole.

 

Lago di Corlo

Un piccolo fiordo norvegese a pochi chilometri dalla pianura veneta, immerso nelle montagne bellunesi: questo è il Lago di Corlo ad Arsiè.

Foto: Shutterstock.com

Un gioiello incastonato nell’ampia conca verde tra la Valsugana, il Monte Grappa e le terre feltrine. Formato da uno sbarramento del Torrente Cismon, il lago si estende a sud di Arsiè, piccola località dalla quale prende il nome, fino alla suggestiva frazione di Rocca, del cui abitato, sommerso nel 1954, oggi rimane solo un piccolo gruppo di case.

Verso nord le sponde del lago sono dolci e arricchite da una vasta spiaggia ad erba, mentre a sud sono irregolari e frastagliate, scavate da bellissime insenature ammirabili percorrendo la stradina sterrata che si snoda sulla sponda opposta a quella della Rocca. Il punto più spettacolare è sicuramente il caratteristico Ponte delle Corde, costituito da funi d’acciaio.

Per chi desidera trascorrere qualche giorno di relax a contatto diretto con la natura due camping ben attrezzati sono situati direttamente sulle sponde del lago.

I turisti potranno inoltre trovare sistemazione nei numerosi bed and breakfast e agriturismi o nelle tipiche malghe di montagna, dove è possibile degustare ed acquistare i prodotti della provincia di Belluno come i formaggi d’alpeggio.

Un soggiorno in questa bella conca offre molte possibilità: dalle camminate sul comprensorio Col Perer, Cima Lan e Cima Campo alle passeggiate a cavallo fra prati, boschi e pascoli. Da visitare anche il Forte Leone, struttura militare in località Cima Campo. Lo splendido paesaggio, lontano dal traffico e dalla confusione, è indicato anche per trascorrere una vacanza all’insegna degli sport lacustri, tra i quali la pesca sportiva e la canoa, mentre per tutti, salire su un pedalò ed esplorare le sponde e le insenature del lago, può essere un’occasione di relax.

 

Lago di Fimon

Il lago di Fimon è un piccolo specchio d’acqua incastonato nell’incantevole paesaggio dei Colli Berici, a pochi chilometri da Vicenza. Nonostante le ridotte dimensioni e la scarsa profondità, il lago racconta una storia che risale addirittura al Neolitico e all’età del Bronzo, come testimoniano i numerosi e importanti ritrovamenti archeologici del diciannovesimo secolo.

Il periodo migliore per scoprire questo autentico gioiellino naturalistico va da aprile-maggio a ottobre inoltrato, passando quindi dalle multicolori fioriture primaverili alle malinconiche nebbie autunnali.

Oltre all’aspetto archeologico, il patrimonio del Lago e della vallata circostante è ricco soprattutto sotto il profilo botanico e faunistico.

Così i prati si alternano ai campi coltivati e a piccole aree boschive (sebbene il bosco quasi quaranta anni fa arrivasse fino allo specchio d’acqua) con una interessante vegetazione di salici e pioppi, canneti e delicate ninfee che si estendono fino al centro del piccolo specchio d’acqua. Meno agevole l’osservazione della fauna che popola il lago di Fimon: oltre a poche specie di anfibi (rospi e rane verdi), si possono osservare il Cannareccione e il Tarabusino, Folaghe, Gallinelle d’acqua e in primavera anche i Germani reali.

 

Luogo
Veneto
Parole chiave
lago, natura

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