10 ragioni per visitare Palermo

Ecco una breve guida a 10 perle dello splendido Capoluogo siciliano.

1. Il Barocco grandioso di Casa Professa

© Roberta Reina

Entrate e resterete inebriati: Per ogni dove si estende un manto ininterrotto di decorazioni, composto dagli elementi più diversi: fiori, frutta, foglie, animali, puttini, in un intarsio marmoreo di estrema mobilità e grazia in una gamma pressoché infinita di colori.

La Chiesa del Gesù, meglio conosciuta come Casa Professa, sorge su un rialzo ricco di anfratti tenebrosi dove, secondo la tradizione, un tempo si rifugiavano santi eremiti e dove ancora si trovano catacombe paleocristiane. La prima costruzione sul poggiolo fu un convento di monaci basiliani, edificato nel IX secolo. A partire da quella data furono diversi gli edifici costruiti in questo luogo, fra i quali cinque chiese che furono assorbite dalla prima chiesa dei Gesuiti, fondata nel 1564. A sua volta questa chiesa fu inglobata in un’altra, la cui costruzione fu intrapresa nel 1591 e terminata nel 1633. Un violento bombardamento, nel 1943, distrusse gran parte del prestigioso monumento. I restauri hanno portato al ripristino di quasi tutti gli stucchi e gli affreschi, restituendo alla chiesa il suo aspetto originario. L’interno fonde il rigore tardo rinascimentale alla nuova spazialità barocca.

 

2. Le Stanze al Genio di Palermo

Le stanze al Genio

Il nome si riferisce alla vicina Fontana del Genio di Palermo a Piazza Rivoluzione. Varcato il grande portale già per le scale sarai attratto dalla ricca pavimentazione e gli affreschi originali del palazzo di fine del XVIII secolo. Quello che ti si presenterà davanti è una collezione unica al mondo di oltre 2300 mattonelle di maiolica italiane. Sono 2300 tessere di un enorme puzzle artistico che provengono soprattutto dal sud Italia, Campania e Sicilia prime della lista, e che coprono un periodo che va dalla fine del XVI secolo agli inizi del XX. Questi collezionisti ti porteranno in un altro mondo, dove l’arte ha le misure di un piccolo quadrato calpestabile.

La collezione si trova all’interno di un’abitazione privata – in questo momento è abitata da Pio – e le maioliche ricoprono le pareti di quattro grandi sale, del corridoio e della cucina. Maioliche decorate conmotivi esotici, altre che si ispirano all’Antica Grecia, altre raffigurano strane forme geometriche con effetti ottici modernissimi. Tutte provengono da luoghi inaspettati e sono state salvate dallo scorrere del tempo e da demolizioni.

Le stanze al Genio

Fate domande … Chiedete della prima maiolica che ha avviato questa singolare collezione, quali sono i pezzi unici, da dove provengono e scoprirete anche altro, storie di vita di Palermo e dell’Italia degli ultimi decenni.

Nelle sale trovi anche alcuni pezzi di antiquariato e modernariato bellissimi. In alcune vetrine collezioni di vecchi giocattoli e scatole di latta d’epoca, oggetti di cancelleria, bottiglie d’inchiostro ed etichette pubblicitarie. Trovi pezzi di design della metà del ‘900 meritevoli di sale dedicate ma ugualmente ben mostrate.

 

3. Passeggiare a Mondello

Mondello Spiaggia e Monte Pellegrino © R.Iannì

Una sabbia abbagliante, molto chiara, fa da tavolozza al mare, al sole e alle nuvole che vi dipingono sopra infinite tonalità dal turchese al verde smeraldo. Colori che restano impressi nella memoria. Una spiaggia lunga con un dolce declino nel mare, offre dalla primavera all’autunno, una balneazione sicura anche ai meno abili nel nuoto o ai bambini.

La passeggiata sul lungomare sotto gli alti pini marittimi, tra palme e sporadiche vecchie villette liberty, vi consentirà di mettere in ordine i vostri pensieri, chiacchierare, fare jogging, o semplicemente respirare il benefico odore del mare ricco di iodio.

Cabine balneari © Salvatore Lopez

Il borgo marinaro (detto “la piazza”) ci aspetta per rifocillarci con i suoi caffè e ristoranti sul mare, o i frutti di mare take away, i panini gustosamente prêt à porter.

La stagione balneare va da maggio a settembre, in questo periodo la spiaggia viene attrezzata con sdraio e ombrelloni e con le caratteristiche variopinte cabine di legno. Mondello abbandona la sua veste invernale solitaria e riflessiva e si riempie di voci spensierate di creme solari e di ragazzi in motorino. Il cambio di stagione viene segnato dal World Festival on the beach, la celebre rassegna internazionale di attività acquatiche.

 

4. Assistere a una prima al Teatro Massimo

© Maurizio Giannone

L’Opera lirica nel teatro più grande d’Italia, terzo teatro europeo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opera di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Simbolo della grandeur del periodo Liberty in cui Palermo era così bella ed elegante da affascinare e ospitare le corti europee più ambite. Oggi si può programmare una visita alla città e assistere ad una prima di Opera lirica, balletto, musica sinfonica, ritrovando ancora l’atmosfera dei gloriosi tempi dei Florio.

 

5. Opera dei Pupi – Patrimonio UNESCO

Opera dei Pupi

È stato il primo Patrimonio italiano a esser inserito tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità –UNESCO 2008. In tutta l’isola si può assistere a rappresentazioni dell’Opera dei Pupi con bravi artisti pupari, ma a Palermo ci sono i Figli d’Arte Cuticchio che hanno fatto di questa tradizione un’icona d’arte mondiale e insieme al Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino sono un’attrazione veramente unica.

 

6. Duomo e Chiostro di Monreale

© Andreas Zerndl / Shutterstock.com

Guglielmo il Buono, Re di Sicilia, fece costruire Il Duomo (S.Maria la Nuova) in breve tempo tra il 1174 e il 1176. Si narra che fu dopo aver sognato la Madonna che gli rivelava il luogo in cui era sepolto un ricco tesoro, che egli avrebbe dovuto utilizzare per uno scopo pio. Molto più probabilmente, Guglielmo era spinto dal desiderio di non essere da meno del nonno Ruggero, fondatore della Cattedrale di Cefalù, di S. Giovanni degli Eremiti e della Cappella Palatina a Palermo. La grande chiesa sarebbe servita così a perpetuare anche il suo nome nei secoli.

Per la progettazione della chiesa furono chiamati architetti islamici, legati all’arte fatimita, che trasferirono e adattarono al manufatto cristiano modi espressivi e soluzioni spaziali tipiche dell’architettura palaziale del loro paese. Il duomo è giunto ai giorni nostri sostanzialmente intatto nel suo splendore.

© Andreas Zerndl / Shutterstock.com

La facciata è decorata da un motivo di archetti ciechi, oggi parzialmente nascosti da un portico, realizzato nel XVIII secolo, sotto il quale si apre un grande portone dai battenti bronzei del 1186, opera di Bonanno Pisano. Lungo il fianco sinistro si svolge un altro lungo portico, opera cinquecentesca di Gian Domenico e Fazio Gagini, ed infine si incontrano le tre grandi absidi, ancora intatte e magnifiche nella loro decorazione in calcare e pietra lavica. L’interno del duomo si presenta ancora nell’aspetto che aveva nel XII secolo (a parte il soffitto ligneo, che è stato rifatto dopo un incendio nel 1811). La pianta è basilicale, la superficie vastissima: 102 m di lunghezza per 40 di larghezza. Le pareti sono quasi interamente coperte di un dorato manto musivo per un totale di 6340 mq. Il livello generale di queste decorazioni, sia riguardo al disegno che all’esecuzione, è sorprendentemente alto.

© duchy / Shutterstock.com

L’esecuzione dei mosaici fu affidata a maestranze bizantine e l’iconografia è infatti greca. Tuttavia gli atteggiamenti rilassati dei personaggi, le loro vesti morbidamente drappeggiate, il ritmo dei movimenti, rivelano una chiara evoluzione dello stile rispetto a quello della Cappella Palatina e della Martorana, un’evoluzione tipicamente italiana. Alla fine del XII secolo, infatti, erano gli artisti italiani a detenere il primato dell’arte iconografica. Il ciclo musivo svolge il concetto del trionfo del Cristianesimo in tre diversi momenti, raffigurando: fatti anteriori all’incarnazione (Antico Testamento); episodi della vita di Gesù (Vangelo); fatti posteriori alla morte di Cristo e vita degli Apostoli (Vangelo e Atti degli Apostoli). Il tutto è dominato da un gigantesco Cristo Pantocratore (la sola mano destra è lunga due metri) nell’abside maggiore, che rappresenta la sintesi e lo scopo di tutta la complessa figurazione.

ll Chiostro Benedettino, anch’esso risalente all’epoca di Guglielmo II, faceva parte di un’abbazia benedettina adiacente al duomo. Si tratta di un quadrato di 47 x 47 m, la cui indicazione planimetrica appartiene indubbiamente all’area cristiana, ma il cui tono generale rimanda allo spirito e all’atmosfera dei cortili porticati musulmani. Gli archetti che delimitano il ricco giardinetto sono sostenuti da 228 colonnine abbinate, tutte doviziosamente decorate e con i capitelli intarsiati di motivi vegetali, animali e fantastici.

 

7. Palermo – Emotional Tour

© masterok.livejournal.com

Un posto dove non andreste neanche morti? Dicono tutti così, poi vanno a vederli. Vi si conservano 8.000 corpi mummificati dai Cappuccini appartenenti a nobili, borghesi e rappresentanti del clero dal 1500 fino alla fine del XIX sec. Lo stato di conservazione degli innumerevoli cadaveri esposti rendono il cimitero del Convento dei Frati Cappuccini, conosciuto come le Catacombe dei Cappuccini di Palermo, uno dei luoghi più impressionanti da visitare al mondo. Uno spettacolo macabro che mette in evidenza gli usi, i costumi e le tradizioni della società cittadina palermitana che visse dal XVII al XIX secolo.

 

8. Palermo – Lapa Tour e carrozzelle

© Flickr.com

Diciamo subito che a Palermo si chiama “lapa” la celebre motocarrozzetta della Piaggio altrimenti conosciuta come Ape. La lapa è il centro dell’economia popolare palermitana, con essa si fanno traslochi, vendite ambulanti di gelati, panelle, sfincione e tutto quello che un palermitano può immaginare di vendere se trasportabile con la sua lapa. Il lapa Tour è una versione speciale (tipo TukTuk per chi è stato in oriente) con sedili e confort di vario tipo (anche “musica d’atmosfera”).

Per i più romantici (o nostalgici) altrettanto emozionante il tour in carrozzella, dall’alto della quale si possono vedere e sentire le nostre bellezze del centro storico.

 

9. Cappella Palatina, giusto per sapere cos’era la ricchezza

Cappella Palatina, Palermo © Miguel Angel /flickr.com

La Cappella Palatina è l’ambiente che da solo vale una visita a Palermo . Iniziata nel 1130, anno dell’incoronazione di Ruggero II a primo re di Sicilia, fu completata nell’arco di 13 anni e consacrata, come attesta un’iscrizione nella cupola, nel 1143. In questa chiesa, definita da Maupassant “il più bel gioiello religioso sognato dal pensiero umano“, si attua, tradotto in termini visivi, la fusione dei molteplici caratteri diversi di cui la Sicilia era formata: l’europeo, il siciliano, il bizantino, l’arabo.

La cappella ha la forma di una basilica occidentale a tre navate, divise da colonne di granito con ricchi capitelli corinzi dorati; sempre di stampo occidentale, seppure influenzati dal gusto meridionale, i pavimenti decorati e gli intarsi dei gradini, delle balaustre e della parte inferiore dei muri, come anche, infine, il gigantesco ambone (palchetto per le omelie), incastonato d’oro, malachite e porfido, ed il candelabro pasquale, un vero e proprio bestiario di marmo, donato dall’arcivescovo Ugo di Palermo in occasione dell’incoronazione di Guglielmo, figlio di Ruggero II. I mosaici sono i più bei prodotti dell’arte bizantina, senza eguali in alcuna delle chiese di Costantinopoli.

Cappella Palatina / Shutterstock.com

Si distinguono fra gli altri il Cristo Pantocratore della cupola, gli angeli che lo circondano e gli Evangelisti assorti nei loro studi, che sono i mosaici più antichi. La tradizione islamica è infine rappresentata dal soffitto ligneo a “muqarnas” (stalattiti), la più imprevedibile copertura per una chiesa cristiana. Si tratta infatti del classico soffitto che ci aspetteremmo di trovare nelle moschee più grandi ed eleganti, ma mai in una chiesa. Intricate decorazioni ornano le stalattiti e, caso più unico che raro nella storia dell’arte islamica, si tratta di decorazioni comprendenti figure umane. Gli artisti arabi infatti, nell’atmosfera tollerante della Palermo normanna, si convinsero ad azzardare questo tipo di figurazioni e così, con l’aiuto di un binocolo, possiamo distinguere oggi realistiche scene di vita quotidiana di dignitari ed ancelle affaccendate.

 

10. Palermo: Street food tours

Stigghiole – street food tipico di Palermo / Shutterstock.com

Una recente classifica, redatta dal network americano Virtual Tourist, pone Palermo al 5° posto tra i migliori produttori di “cibo da strada” al mondo. Oggi lo street food tour è un must insieme ai tour degli antichi mercati palermitani, un modo facile e rapido (generalmente una mattinata o un tour by night) per attraversare un paio di millenni di storia, arte, profumi, sapori, civiltà diverse.

 

Luogo
Sicilia
Parole chiave
10 ragioni, Palermo, UNESCO

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