Le favole di legno dell’Alto Adige

L'Alto Adige, una provincia autonoma dell'estremo nord dello "stivale", assomiglia più all'Austria che all'Italia, e gli abitanti di Bolzano e dintorni parlano il tedesco come lingua madre. I turisti vengono qui per tre motivi: andare a sciare, scalare le montagne e visitare i famosi mercatini di Natale. L'artigianato locale dell'Alto Adige è molto apprezzato per l'uso virtuoso del legno, materiale abbondante nelle vallate locali e che è invece meno diffuso nel resto della penisola.

 

Storicamente qui tutto è in legno: dagli orologi a cucù da parete ai bassorilievi, dalle statue da giardino ai giocattoli per bambini, dai personaggi del presepe ai mattarelli, ai taglieri e agli stampini per burro e formaggio, ma anche armadietti, cassapanche, scatole e vari altri articoli per la casa. L’intaglio del legno veniva eseguito principalmente in inverno, quando non c’era più lavoro nei campi, ormai innevati, così il legno non solo riscaldava con il suo calore dagli accoglienti caminetti, ma forniva anche lavoro e profitto alle grandi famiglie di artigiani.

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Molte delle tradizioni natalizie di questa regione speciale sono associate agli alberi e al legname. La più particolare ci sembra questa: il 4 dicembre, nel giorno di S. Barbara, vengono colti i rami di un melo, di un pero, di un susino, di un ciliegio o di un biancospino. I rametti vengono posti in acqua tiepida vicino al camino, poi vengono potati di tre centimetri e si aspetta che fioriscano. Se i fiori sbocciano prima di Natale, l’anno sarà generoso e ricco di piacevoli sorprese.

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Ma l’usanza più spaventosa e allo stesso tempo divertente associata all’intaglio del legno è la creazione di maschere di legno fatte a mano per i krampus, ossia sono degli inquietanti diavoli che riempiono le piazze dell’Alto Adige il 6 dicembre, quando si tengono le processioni in onore di San Nicola. Grandi corna ramificate, campane e catene rumorose, fruste intrecciate, maschere spaventose, occhi ardenti e vestiti fatti di pelliccia e pelle di capra: ecco le parvenze dei krampus, che si aggirano per punire i bambini cattivi. Anche se, in effetti, fanno più paura agli adulti, quando cercano di dipingere i volti degli spettatori con carbone e grasso.

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Un’altra tradizione natalizia è una ghirlanda di rami di abete intrecciati con candele bianche o rosse, che può essere decorata con fiocchi, bacche, spezie. La cosa principale è che ci devono essere quattro candele, perché ogni domenica viene accesa una candela: più ci si avvicina alla vigilia di Natale, più luminosa deve essere la corona. Di solito, queste decorazioni natalizie per la casa vengono realizzate in famiglia insieme ai bambini.

 

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Assolutamente fondamentale una passeggiata con tutta la famiglia al mercatino di Natale. I piccoli chalet in legno costruiti su misura nei centri storici delle città colpiscono l’immaginazione. Ci sono addobbi natalizi e bambole, tovaglie e grembiuli, sciarpe e cappelli, palline di vetro con dentro paesaggi e ghirlande, lanterne e fiori secchi. Inoltre, naturalmente, i dolci tipici della regione, spezie e miele, prelibatezze di carne e vin brûlé, il cui profumo è avvertito dalle folle curiose in giro a fare acquisti anche ad un miglio di distanza. Per quanto riguarda, invece, gli innamorati, in Alto Adige si possono comprare i tipici cuori scolpiti nel legno: sono disponibili in diverse dimensioni e sono adatti a qualsiasi albero.

 

Luogo
Trentino-Alto-Adige
Parole chiave
Alto Adige, Natale, Trentino

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