“La sartoria italiana è arte, cultura e tradizione” – Intervista a Maurizio Marinella

Napoli. La sede storica del negozio “E. Marinella” alla Riviera di Chiaia n°287. Qui si respira l'aria di serenità, inconfondibile charme ed eleganza, la gentilezza del personale nel mostrare prodotti di qualità che il mondo apprezza.

 

Da qui nel 1914 è iniziata la storia di Eugenio Marinella fondatore del marchio prestigioso e di tre generazioni che testimoniano la tradizione napoletana.

Oggi suo nipote Maurizio Marinella rappresenta il marchio prestigioso della Maison “E. Marinella”. Accoglienza nello storico salotto è calorosa come abituale da queste parti che è rimasto così come’ era cent’anni fa. Un bel caffè caldo, una cordiale chiacchierata e via a parlare della storia che ci affascina.

 

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Maurizio Marinella – amministratore unico e rappresentante della terza generazione della famiglia Marinella.

Lei apre il suo negozio molto presto, alle 6.30 del mattino in punto. Fa parte della tradizione che suo nonno Le ha trasmesso? E se aprisse un pochino più tardi come fanno molti negozi di Napoli?

A prima mattina quando la città si sveglia, vivi dei momenti indimenticabili e devo dire che è una abitudine che ho imposto io personalmente. Per noi accogliere il cliente di prima mattina è una tradizione, è una forma di aggregazione e di lavoro al tempo stesso. Dove, con grande piacere, offri un caffè e una sfogliatella, fai due pensieri in un atmosfera serena e rilassata. È questo è un momento molto bello ed importante.

Il marchio Marinella è intramontabile, lo conoscono in tutto il mondo. È difficile oggi riuscire a preservare la tradizione mantenendola viva?

Si, il nostro marchio abbastanza diffuso. Per noi la tradizione, la storia vanno al passo con il tempo. Nel 1914 avevamo tanti articoli che oggi abbiamo abbandonato. Vendevamo bastoni, scarpe, i foulard che portavamo dalla Francia e Inghilterra,che oggi produciamo noi nei nostri laboratori. Consideri che 102 anni di attività è molto difficile conservare la tradizione ma noi lo facciamo con tanto entusiasmo e passione che trasmetto a tutti coloro che lavoro e che vengono nel negozio.

Oggi c’è tanta competizione tra chi produce cravatte. Qual’è il segreto della cravatta Marinella?

Noi produciamo cravatte di seta fatte esclusivamente a mano con sette pieghe e all’interno mettiamo lana e cotone. Ogni dieci giorni arriva un campionario e da ogni pezzo di stoffa produciamo quattro cravatte. Se le facciamo su misura ne escono cravatte perchè alcuni clienti vogliono la cravatta più lunga. Ecco quanto lavoro e passione mettiamo nel nostro lavoro, mantenendo la nostra cravatta, da più di un secolo, un prodotto che piace e che molti desiderano. Il lavoro di un artigiano oggi è prezioso perché è raro e pochi lo vogliono fare.

In quanti paesi del mondo è presente i brand E.Marinella?

Noi siamo artigiani e non riusciamo a fare una grande produzione. Da anni esportiamo il nostro brand a Barcellona, Londra, Hong Kong, Parigi, Tokio e da poco anche a Mosca.

Solo in due città in Italia, Napoli e Milano, si vendono le cravatte E.Marinella. È una scelta definitiva, oppure in futuro si potrà acquistare il prestigioso marchio anche in altre città?

Non riusciamo ad aprire altri negozi in Italia e per adesso va bene così. Dobbiamo salvaguardare la nostra attività a Napoli, che è la “capitale” della disoccupazione. Ci vuole tanto lavoro, tempo e passione per questa attività che non è facile, oggi come oggi.

Lei ha conosciuto tantissimi personaggi del mondo della politica, presidenti di vari stati del mondo, esponenti del mondo dell’imprenditoria, della cultura e dello spettacolo, rappresentanti di case regnanti come re Juan Carlos e il principe Alberto di Monaco, John Kennedy, Aristotele Onassis, l’avv. Gianni Agnelli e tanti altri. Potrebbe raccontarci qualche episodio legato ad uno di questi personaggi illustri che ricorda con molto piacere?

Abbiamo non solo clienti illustri ma molti altri che si affezionano alla nostra storia acquistando una cravatta, un foulard, una borsa. Ricordo con tanto piacere il presidente russo Vladimir Putin che tutt’ora acquista le nostre cravatte. In passato ho portato personalmente al G7 sette cravatte al presidente Boris Eltsin cucite su misura, perché lui era molto alto, come anche Eduard Shevarnadze cui piacevano le nostre cravatte e le ordinava spesso su misura. Bill Clinton e Hillari Clinton sono nostri clienti affezionatissimi. Conservo lettere di ringraziamento, esposte nel nostro negozio storico di Napoli, del principe Alberto di Monaco e di Carlo d’Inghilterra.

Un ricordo da bambino?

Avevo circa otto anni e si andava tutti quanti a mangiare da mio nonno. Una domenica mio nonno fece segno a mio padre di portarmi in una stanza e lì mi disse: “Maurizio, adesso sei grande da domani mattina devi scendere al lavoro”. Scendemmo giù e chiesi al nonno perché dovevo scendere al lavoro, visto che ero ancora piccolo. Mio nonno mi disse che dovevo venire a respirare l’atmosfera del negozio. Non capivo ancora cosa significasse ma poi mi spiegò che dovevo stare in un angolo per capire come andava la vendita, accogliere i clienti, magari prendere un caffè. Poi dopo mi sono iscritto all’università alla facoltà di economia e commercio. Per dimostrare al mio padre e a mio nonno che potevo farcela mi sono impegnato molto.

Oggi l’azienda produce alcuni accessori anche da donna: borse, foulard, profumi e accessori. Faccio una domanda provocatoria, chiedendo magari una cravatta da donna?

Quando siamo nati nel 1914 avevamo tanti articoli anche se la cravatta negli anni è diventata la più importante: quando si parla di Marinella si intende la cravatta.
Una quindicina di anni fa alcuni nostri clienti, comprando delle cravatte, ci chiesero anche un foulard o una borsa da donna. Così abbiamo creato un piccolo angolino dedicato alla donna. Nel nostro bilancio dopo la cravatta da uomo viene il foulard da donna. La cravatta da donna non si porta tantissimo, ma se qualche donna ci chiede una cravatta un pò più stretta, corta o a papillon, noi molto volentieri la facciamo, anche se preferiamo sempre la femminilità.

Per il suo impegno lavorativo e lo spirito imprenditoriale Le sono stati conferiti numerosi riconoscimenti tra i quali una laurea Honoris Causa, due prestigiosi premi come l’Internationalisation Business Award ed il Premio Leonardo Qualità Italia 2011, l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, quella dell’Ordine della Giarrettiera – quale fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese – e lo Stemma Borbonico. Cosa Le piacerebbe fare ancora da grande?

Nonostante tanti impegni mi ritengo una persona molto fortunata. Devo dire che nella vita ho avuto grandi impegni ma anche grandi soddisfazione. Forse da grande mi piacerebbe dedicare più tempo a mio figlio Alessandro che sta entrando pian piano in azienda e quindi fa parte della quarta generazione. Vorrei stare più vicino a lui come sono stati con me mio nonno e mio padre, che erano molto presenti anche se severi. Con mio figlio invece ho un rapporto diverso, un rapporto di amicizia oltre che essere suo padre. Vorrei che lui entrasse in azienda in punta di piedi ma che potesse vivere un rapporto di serenità all’interno dell’azienda. Non è facile essere “figli di”. Per mio padre è stato difficile essere figlio di mio nonno, per me è stato molto difficile essere figlio di mio padre, c’è sempre un idolo da superare, avvicinare, ma con l”umiltà, la passione e la tenacia, ce la si può fare. Io ce l’ho fatta, mio padre anche, quindi mi auguro che anche mio figlio con lo stesso spirito e umiltà.

La sua azienda è attiva nel sociale salvaguardando la cultura, finanziando il restauro di opere d’arte e monumenti.

Mi ritengo una persona fortunata, non ho macchine e barche di lusso, non faccio week-end, lavoro molto e quando posso aiuto le persone che hanno più bisogno di me. Da circa cinque anni aiutiamo i bambini dell’Ospedale di Bari e i bambini dell’Ospedale Pausillipon-SantoBono che soffrono di leucemia. Aiuto alcuni bambini sparsi nel mondo: bambini brasiliani, indiani, che hanno delle difficoltà. Inoltre sosteniamo iniziative di restauro. In passato abbiamo restaurato una colonna spezzata che si trova in difronte a piazza Vittoria, adesso con il ricavato della vendita del libro “Napoli & Napoli”, di Mimmo e Francesco Iodice, aiuterò il restauro di un monumento. Tutto ciò che posso fare per le persone, per la città, per vivere un mondo migliore e rivolto al prossimo, lo faccio con grande piacere.

Un augurio ai lettori del portale “La Tua Italia”?

Trovo che l’Italia sia un paese meraviglioso e molto ospitale. Il mio augurio ai lettori del vostro giornale è di venire nel nostro paese per scoprire la nostra arte, la nostra cultura, il cibo e la nostra tradizione. Sono stato poche volte in Russia. A Mosca ho visitato d’inverno la Piazza Rossa. Mi ha colpita la grandezza e la bellezza. Vorrei tornare però in estate per riprovare la stessa emozione che porto nel mio cuore.

 

Luogo
Campania
Parole chiave
moda, Napoli

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