10 ragioni per visitare la Sardegna

1. Scoprire il villaggio nuragico di Barumini

I nuraghi a Barumini © milosk50 / Shutterstock.com

I nuraghi sono eccezionali monumenti a metà tra l’edilizia difensiva e quella civile, realizzati dal II° millennio a.C. fino all’Età del bronzo e sopravvissuti fino ai giorni nostri a testimonianza di una cultura millenaria e diffusi a migliaia in tutta l’isola. Queste strutture architettoniche sono costituite da torri circolari a due piani, costruite con pietre di notevoli dimensioni. Nuraxi, come è conosciuto lo spettacolare villaggio nuragico di Barumini, rappresenta l’esempio più completo e meglio conservato di complesso nuragico, ed è stato dichiarato nel 1997 Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Sebbene molto sia ancora da scoprire, i nuraghi rappresentano una cultura complessa e differente da ogni altra fiorita nel Mediterraneo.

 

2. Esplorare le grotte di Nettuno

Viaggio in nave da Alghero fino alle grotte di Nettuno / Shutterstock.com

Situate sotto il promontorio di Capo Caccia, vicino alla bella cittadina medievale di Alghero,le grotte di Nettuno sono raggiungibili via terra e via mare. Nel primo caso è necessario raggiungere in auto il piazzale antistante Capo Caccia e scendere i 656 scalini che portano alla base del promontorio. Via mare, invece, occorre imbarcarsi in un traghetto delle compagnie private dedicate alle escursioni verso la grotta dal porto di Alghero. L’accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, e prosegue lungo un sentiero attraversando diverse sale, in un percorso fitto di concrezioni colonnari. Una sala vanta una colonna che si eleva fino alla volta, con la quale forma due arcate spettacolari; più avanti, una linea di colonne porta al bacino di uno specchio d’acqua alimentato dal mare, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima e, nell’ultima parte della grotta, il terrazzo chiamato Tribuna della musica, in cui in passato sono stati tenuti dei concerti per la famiglia regnante.

 

3. Osservare i fenicotteri rosa al tramonto nello stagno di Cabras

Fenicotteri rosa nel lago / Shutterstock.com

A nord del Golfo di Oristano, nella penisola del Sinis, si estende lo stagno di Cabras che, con le annesse zone umide di Mistras, Pauli ‘e Sali e con lo stagno di Sale Porcus, nei pressi di Putzu Idu, forma un ambiente umido di importanza internazionale, riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar. Lo stagno di Cabras occupa 2.200 ettari, e oltre ad essere uno degli ecosistemi palustri più ricchi del Mediterraneo testimonia la vita economica e sociale che da tempo vi si svolge intorno. Le costruzioni semidistrutte e le capanne pittoresche che si trovano nei suoi pressi testimoniano, infatti, l’attività principale svolta nelle sue acque: la pesca, soprattutto di muggini, da cui si ricava la pregiata bottarga, prelibatezza nota in tutto il mondo. Non solo le varietà ittiche arricchiscono l’ecosistema degli stagni del Sinis, ma permettono anche la frequentazione di numerose specie di uccelli acquatici, come il fistione turco, un’anatra a rischio di estinzione, e soprattutto il fenicottero rosa, che in stormi popola lo stagno in ogni stagione, arricchendo il paesaggio con la magnifica colorazione del suo piumaggio.

 

4. Navigare nel Parco Nazionale della Maddalena

Una delle isole dell’arcipelago La Maddalena / Shutterstock.com

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è formato da molte isole dotate di una bellezza schietta e travolgente. Unico nel suo genere, il Parco è un’eccezionale risorsa per l’intero Mediterraneo, immerso in un mare di vetro limpido e trasparente, protetto dal cielo pulito e fresco di Sardegna. Giustificano le tutele riservate all’intera area tutte le preziose particolarità in essa custodite: sono settecento le specie vegetali presenti fra le quali si contano ben 50 specie endemiche. Un terzo della flora sarda è ben protetta all’interno del Parco, che in sé nasconde numerosi habitat di importanza comunitaria.

Chi raggiunge l’arcipelago avrà la possibilità di ammirare questo angolo di mondo incantato nel quale i due fattori dominanti sono il mare e il vento. Le esperienze da vivere ospiti dell’arcipelago sono infinite: si potrà decidere di vistare le isole, le molte calette e le maestose spiagge, ci si potrà dedicare alla scoperta della flora e della fauna terrestre e marina, scoprire il passato dell’area ripercorrendo la storia delle sue fortificazioni, delle sue cave di granito o scoprendo i segreti archeologici dei fondali marini.

 

5. Inerpicarsi nelle strette vie del Castello di Cagliari

Veduta della città di Cagliari dal mare / Shutterstock.com

Cagliari, affacciata sul Golfo degli Angeli, è un’antica città fondata dai fenici. Considerata il centro della vita politica, economica, turistica e culturale della Sardegna, sorge su sette colli, Castello, Colle San Michele, Colle di Bonaria, Monte Urpinu, Monte Claro, Tuvu Mannu e Tuvixeddu. La parte alta della città vecchia, chiamata Castello custodisce le testimonianze più importanti di età medievale, soprattutto dal punto di vista architettonico e storico-artistico: parte delle antiche mura che recintavano la città mostrano ancora gli imponenti torrioni, belle chiese e magnifici palazzi si affacciano sulle stradine strette e contorte tipiche dell’epoca, in quello che è ancora oggi uno dei quartieri più vivi della città. Alla base ci si può perdere fra i vicoli pieni di ristoranti, negozi e locali del quartiere Marina, che forma un cuscinetto fra l’altura di Castello e il bellissimo lungomare della città.

 

6. Visitare Pula: la spiaggia più bella del Mediterraneo

Sito archeologico di Nora / Shutterstock.com

La cittadina di Pula si trova a poca distanza da alcuni dei luoghi più belli dell’isola: da non perdere la suggestiva baia di Nora, con la chiesetta romanica di Sant’Efisio affacciata sulla spiaggia e di fronte il sito archeologico di Nora, che mostra i resti di una vivace città punico romana; poco distante si trova anche un parco protetto marino, che offre la possibilità di visitare la baia in canoa o fare snorkeling ammirando i resti sommersi della città. Frequentate solo dai locali sono la spiaggia Is Figus, che si trova seguendo le indicazioni per l’hotel Baia di Nora e poi girando a sinistra per una stradina sterrata e quella di Su Guvventeddu. A poca distanza da Pula si trova inoltre la spiaggia di Santa Margherita: bianca e lunghissima, ha acqua sempre calda e di colore turchino, e alle spalle una grande pineta ombrosa in cui riposare. A quindici chilometri, in direzione Teulada, si trova la costiera di Chia, inserita tra le più belle del mediterraneo: molte e bellissime le spiagge, che a volte bisogna raggiungere camminando fra grandi saline popolate da fenicotteri rosa.

 

7. Assaggiare il Cannonau, il Vermentino e il Carignano del Sulcis

Vigne in Sardegna / Shutterstock.com

Con un nome che richiama lo spagnolo Canonanzo di Siviglia, il Cannonau proviene da un vitigno diffuso nell’intero territorio regionale. Ma le zone di maggiore produzione sono l’Ogliastra, la Baronia, la Barbagia, il Mandrolisai.

Il vino prodotto è rosso rubino, tendente al granata, caratterizzato da un bouquet intenso, ampio, fragrante, da un gusto secco, di buon corpo, morbido. Si accosta piacevolmente con i piatti di carni rosse, come la cacciagione e la selvaggina, ma non disdegna i forti sapori dei classici pecorini prodotti in Sardegna, come il Fiore sardo o il Pecorino sardo.

Giunto in Sardegna dalla Corsica che a sua volta lo accolse dalla Spagna, il Vermentino è un vino bianco, con aspetto paglierino dai leggeri riflessi verdognoli, caratterizzato da un bouquet fruttato e floreale. Il Vermentino di Sardegna è caratterizzato da sentori di acacia, quello di Gallura riporta ai fiori di campo. Si abbina ad antipasti, primi piatti dai sapori delicati, pesci, zuppe di mare, conchigliacei e crostacei senza cotture elaborate.

Giunto in Sardegna dalla Spagna, dove venne introdotto fin dal XII secolo, il vitigno del Carignano è stato diffuso in tutta l’Isola ma è coltivato soprattutto nelle coste del Sulcis e dell’Iglesiente, terre privilegiate per la coltura, insieme al Sarrabus e al Sinis. Il marchio DOC distingue due varietà: rosso e rosato. Il primo è rosso rubino brillante, tendente al violaceo, caratterizzato da un bouquet fruttato, un gusto secco, caldo, con una media acidità; il rosato ha un colore rosa pallido con riflessi viola, caratterizzato da un bouquet floreale, un gusto secco. Il Carignano del Sulcis si accosta piacevolmente, nel tipo rosso, agli antipasti di terra, ai primi piatti elaborati, agli arrosti e ai formaggi stagionati.

 

8. Fare windsurf in Costa Smeralda

Un golfo della Costa Smeralda / Shutterstock.com

Porto Puddu o Porto Pollo, tra Palau e Santa Teresa Gallura, è una grande insenatura di sabbia bianca circondata di macchia mediterranea nei pressi della foce del Liscia e dell’Isola dei Gabbiani, collegata alla terraferma da una sottile striscia di sabbia.

Le spiagge di sabbia finissima, le calette rocciose riparate, le acque trasparenti e smeraldine, i colori e gli odori della macchia mediterranea ricca di lentisco e cisto, sono la caratteristica di questo tratto di costa settentrionale della Sardegna. Il carattere ventoso della località, così come tutta questa zona della costa, attira una forte presenza di windsurfer e di velisti, per i quali la presenza di una scuola nelle vicinanze della spiaggia offre la possibilità di interessanti escursioni verso le isole circostanti. Le strutture ricettive, immerse in un ambiente di grande bellezza, rappresentano un’alternativa a costi minori rispetto a quelli prestigiosi della Costa Smeralda.

 

9. Perdersi tra le dune di Piscinas e visitare i villaggi dei minatori

Antiche miniere a Montevecchio / Shutterstock.com

Da Montevecchio fino a Masua e Nebida, passando per Fluminimaggiore, Ingurtosu e Buggerru, è tutto un susseguirsi di miniere e villaggi, strade sterrate nella macchia mediterranea e calette disadorne. Zone aspre e a loro modo rigogliose, nonostante i fiori alle volte crescano tra i fanghi rossi, ricordo ben presente delle lavorazioni dei cristalli di minerale che avvenivano nelle laverie, creando paesaggi insoliti. Come insolite sono le dune di Piscinas, che si inoltrano per un paio di chilometri nell’entroterra, pettinate dal maestrale e punteggiate di ginepri che cercano di ingabbiare quel che ingabbiare non si può, come fossero armature di un palazzo in eterno rifacimento: è questo l’unico ecosistema desertico censito in Europa, affacciato sul mare e circondato, alle spalle, dalle colline rigogliose che ospitavano le strutture minerarie: un accostamento unico al ondo per bellezza e suggestione.

 

10. Assistere alla tonnara sull’isola di San Pietro

Il promontorio ed il faro di Capo Sandalo sull’isola di San Pietro, Carloforte / Shutterstock.com

Per scoprire il tonno bisogna andare a San Pietro, nel Sudovest della Sardegna, davanti al Sulcis. Isola nell’isola non solo dal punto di vista geografico, ma per lingua e tradizioni: nel XVIII secolo accolse infatti le popolazioni di origine ligure scacciate dall’isola algerina di Tabarca, conservandone fino a oggi la parlata, la cucina e il modo di vivere. Qui il tonno è una religione laica oltre che, da secoli, fonte di ricchezza ed elemento identitario. I tonnarotti oltre che in denaro per contratto venivano pagati con le interiora del tonno che poi venivano lavorate (essiccandole, salandole, mettendole sott’olio) per essere conservate come alimento base per tutto l’anno. Una tradizione che ancora caratterizza la cucina tabarchina, per tanti aspetti diversissima da quella sarda e comunque legata al mare, sebbene l’antica tradizione della mattanza, osteggiata dagli animalisti, vada scomparendo, e con essa la storica lavorazione delle interiora del tonno di corsa pescato a Carloforte. Una volta non si buttava via nulla: il cuore veniva conservato salato e mangiato in insalata. Le uova diventavano bottarga, poi c’era la trippa di tonno, conservata come lo stoccafisso e cucinata proprio come le trippe. E ancora la ventresca sott’olio e l’oramai raro tonno salato, che veniva lavorato in salamoia come le acciughe in scatola. Tutti prodotti che ancora si trovano nei ristoranti dell’isola, realizzati artigianalmente e secondo tradizione dai vari ristoratori.

 

Luogo
Sardegna
Parole chiave
10 ragioni, Sardegna

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