10 ragioni per visitare l’Abruzzo

 

1. Scoprire la “Regione verde d’Europa” e i suoi tre parchi nazionali

L’Altopiano Campo Imperatore. Il massiccio Gran Sasso d’Italia / Shutterstock.com

L’Abruzzo, terra dei parchi, è chiamata anche Regione Verde d’Europa. In questa regione infatti troviamo tre Parchi Nazionali, un Parco Regionale e 38 tra oasi e riserve regionali e statali. In totale le aree protette in Abruzzo rappresentano circa il 30% dell’intero territorio regionale. La scelta è ardua tra i tre Parchi Nazionali – lo storico Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, istituito nel 1923, quelli del Gran Sasso-Laga e della Majella -, il Parco Regionale Sirente-Velino e oltre 30 riserve e oasi naturalistiche. Gli accompagnatori di media montagna, le guide alpine, le guardie parco e forestali, affiancate dagli operatori turistici locali, offrono percorsi adatti a tutti: a piedi, a cavallo, in mountain-bike, con gli sci… E di tutte le difficoltà: dalla semplice passeggiata al trekking estremo, compresi anche i percorsi per disabili.

2. Esplorare i 130 km di spiagge della costa adriatica

Una spiaggia della costa adriatica / Shutterstock.com

La bellissima costa adriatica di 130 km è morfologicamente divisa in due parti: a nord ampia e sabbiosa con stabilimenti, servizi, pista ciclabile per tutta la sua lunghezza (circa 45 km), a sud calette e scogliere si alternano in una vegetazione mediterranea tra i tipici “trabocchi”. Il turismo estivo quindi, costiero e balneare, è anche molto sviluppato e vede affollare le spiagge di Montesilvano, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Alba Adriatica e Ortona. Le spiagge della costa dell’Abruzzo hanno un fascino particolare ed unico nell’Adriatico, caratterizzato dall’atmosfera degli antichi borghi dei pescatori a due passi dalle montagne, con il profilo caratteristico del Gran Sasso che si staglia davanti al mare.

 

3. Tentare la “pesca sui trabocchi”

La costa dei trabocchi. Il trabocco Punta Torre, borgo Rocca San Giovanni in provincia di Chieti / Shutterstock.com

I trabocchi sono singolari palafitte di legno sospese sul mare tra S.Vito e Fossacesia, testimonianze di un’antica attività di pesca. Queste stravaganti torrette sono usate dai pescatori che evitano così di dover prendere la barca e uscire in mare aperto. Con il trabocco si sfrutta un sistema di pesca chiamato “a bilancia”. Si lega con delle corde una rete rettangolare a due pali chiamati antenne, e queste con un meccanismo d’intrecci vengono dirette da un attrezzo chiamato argano che viene girato e che lentamente cala e alza la rete stringendola. Tra Ottobre ad Aprile,lungo la costa si possono pescare il Cefalo, le Spigole e il Mormorrore; mentre tra Aprile e Maggio le Seppie, il Bianchetto e le Alici.

 

4. Scoprire il gioiello romano di Alba Fucens

L’anfiteatro ad Alba Fucens ©Progetto Mirabilia / Shutterstock.com

Gioiello archeologico d’Abruzzo, è fondata dai romani. La città occupava una posizione strategica, elevata e ben fortificata (situata a quasi 1.000 m s.l.m.) ai piedi del Monte Velino ed era racchiusa tra una cinta muraria lunga circa 2,9 km conservatasi in gran parte fino ai giorni nostri. La città s’iniziò a sviluppare all’interno della cinta muraria nel III secolo a.C. e raggiunse la sua massima espansione in età imperiale. La struttura viaria urbana, ancor oggi chiaramente identificabile, era basata sull’incrocio degli assi stradari principali, tipico di altre città di fondazione latina. Edifici e monumenti di particolare interesse sono l’anfiteatro di Alba Fucens, Tempio di Ercole e Tempio Apollo (trasformato in chiesa cristiana e ampiamente ristrutturato in età medievale, noto come la chiesa di San Pietro che contiene antiche colonne ed alcuni mosaici di fine fattura cosmatesca).

5. Sciare sul ghiacciaio perenne più a sud d’Europa, nel Massiccio del Gran Sasso

Veduta del massiccio Gran Sasso d’Italia

Nella regione ci sono alcune tra le vette più alte d’Italia che sono anche note stazioni sciistiche – Il Corno Grande del Gran Sasso e il Monte Amaro del massiccio della Majella. La montagna più alta d’Abruzzo è appunto il Corno del Gran Sasso d’Italia, di 2912 metri dove si trova il ghiacciaio perenne (il Calderone) più a sud d’Europa.

 

6. Assaggiare gli arrosticini con un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo

Gli arrosticini, il piatto tradizionale abruzzese / Shutterstock.com

Di grande diffusione in quasi tutta la regione sono gli arrosticini, sottili spiedini di carne ovina cotti sulla carbonella, da consumare bollenti: non c’è festa popolare, sagra o scampagnata che si possa dire tale senza questi. Sono molte infatti le trattorie ‘specializzate’ e rinomate per la bontà di questo gustoso e socializzante cibo popolare.

Da non dimenticare poi che il vino abruzzese è ormai apprezzato in tutto il mondo e da anni non solo è considerato tra i migliori vini d’Italia, ma sono anche numerosi i premi e i riconoscimenti internazionali raccolti dai produttori della regione. I vitigni tradizionali dell’Abruzzo sono il Trebbiano d’Abruzzo tra i bianchi e il Montepulciano d’Abruzzo tra i rossi.

L’elenco dei vini Doc della regione include il rosso Montepulciano d’Abruzzo (che conta anche la tipologia Cerasuolo, rosata), profumato e dal sapore asciutto e robusto, il Trebbiano d’Abruzzo, secco e dal delicato profumo, e il Controguerra, nelle sue varie versioni di bianco e di rosso, specifiche di una precisa area del Teramano.

 

7. Scoprire i borghi abruzzesi

Veduta del borgo Pacentro / Shutterstock.com

Uno degli elementi più interessanti offerti dallo splendido territorio abruzzese è rappresentato, senza dubbio, dagli stupendi borghi antichi.

L’Aquila e provincia racchiudono alcuni tra i borghi più belli dell’Abruzzo: Castel del Montedeve deve il suo fascino all’ubicazione nel Parco nazionale del Gran Sasso, mentre a Scanno, all’interno dei Monti Marsicani e vicinissimo al Parco nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio, si può sciare in inverno.

La cosiddetta “città di pietra” della piccola e graziosa provincia di Chieti è il borgo di Guardiagrele, sede del Parco Nazionale della Majella. Celebre per le lavorazioni artigianali, Guardiagrele conserva splendide chiese in stile romanico, ma anche torri e porte appartenenti al circuito murario. Alla bellezza del centro storico del borgo di Rocca San Giovanni, si aggiungono i profumi della macchia mediterranea. Le strette e ripide vie dello stupendo borgo di Civitella del Tronto sono invece la strada d’accesso per ammirare il gioiello ingegneristico della provincia di Teramo: la Fortezza di Civitella del Tronto, estesa su una crosta rocciosa, occupa una superficie di circa 25.000 metri quadri. Infine per ritemprarsi dalla camminata, non c’è nulla di meglio di un piatto di ceppe, il principale piatto tipico del borgo, cui si possono accompagnare salumi, formaggi, legumi e pregiati tartufi.

 

8. Ammirare la Rocca di Calascio, la fortezza più alta d’Italia

Veduta della Rocca di Calascio / Shutterstock.com

Il fortilizio di Rocca Calascio, situato a 1460 metri d’altezza, è tra le fortificazioni più alte d’Italia e domina da tale altura la valle del Tirino e della piana di Navelli. Il suo impianto è di uso esclusivamente militare e si caratterizza per la capacità con la quale riesce a fondersi con l’impervio territorio circostante, dal quale non risulta affatto condizionato; è evidente come la sua sia una posizione assolutamente favorevole dal punto di vista difensivo.

Rocca Calascio è anche famosa per aver ospitato, in più occasioni, grandi set cinematografici, tra cui i film: “Lady Hawke”, “Il Viaggio della Sposa”, “Padre Pio”, “Il Nome della Rosa”, “L’orizzonte degli eventi”. Per la bellezza di questi luoghi, l’industria cinematografica ha nominato tutta la zona, da Rocca Calascio a Santo Stefano di Sessanio, “set per eccellenza”.

 

9. Leggere una poesia a Sulmona, la città di Ovidio

Chiesa di San Francesco della Scarpa e il portale laterale, parte della cosiddetta Rotonda di San Francesco / Shutterstock.com

Un posto ricca di storia, d’arte e di cultura, è anche noto come città natale di Publio Ovidio Nasone, autore delle “Metamorfosi”. Dell’antica Sulmo che fu “municipium” romano, sono riemerse le tracce dagli scavi nel Tempio di Ercole Curino, alle falde del monte Morrone.

Sulmona è famosa anche per la lavorazione dei metalli, nel Medioevo fu infatti sede di una importante scuola di oreficeria. Tra i monumenti più importanti ricordiamo l’antica Piazza Maggiore, luogo storico dove oggi si svolge la rievocazione della Giostra Cavalleresca, e l’acquedotto del 1256 che delimita la piazza, la Fontana del Vecchio (la costruzione risale al 1474), tra i primi monumenti rinascimentali sulmonesi e numerose chiese tra cui: Santa Maria della Tomba del XII sec., San Francesco della Scarpa edificata nel 1290 ed il complesso monumentale della SS.Annunziata, la Cattedrale di San Panfilo. Sulmona gode inoltre di fama internazionale per la pregevole produzione confettiera, la cui tradizione ha inizio alla fine del XV secolo.

 

10. Passare sotto le cascate di Caramanico Terme

Veduta della città di Caramanico Terme / Shutterstock.com

I centri benessere e lo stabilimento termale di Caramanico Terme, utilizzano acque dalle proprietà antinfiammatorie e diuretiche delle fonti solfuree e oligominerali Salute, Gisella e Pisciarello e propongono una vasta gamma di trattamenti per la cura delle patologie dell’apparato respiratorio, uditivo ed osteoarticolare oltre a trattamenti di massoterapia, fisioterapia, riabilitazione, estetica termale e fitness. Il Centro Termale dispone inoltre di un intero reparto pediatrico dedicato ai piccoli pazienti. Grazie alla posizione privilegiata di Caramanico Terme all’interno del Parco Nazionale della Maiella, è possibile abbinare il soggiorno nei centri benessere a escursioni naturalistiche nella zona circostante e visitare i numerosi musei e monumenti.

Luogo
Abruzzo
Parole chiave
10 ragioni, Abruzzo

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