Il Patrimonio UNESCO della Toscana

Natura, cultura, patrimonio artistico e storico: questo è da secoli la Toscana, la cui ricchezza è riconosciuta dall'UNESCO con 7 siti Patrimonio dell’Umanità.

 

Luoghi che custodiscono bellezza artistica e paesaggistica e tramandano la memoria di uno straordinario passato che, ogni giorno, è fonte di nuova cultura e ispirazione per le future generazioni. Amati da artisti e intellettuali che da sempre viaggiano e vivono in Toscana, sono luoghi che si dovrebbero visitare almeno una volta.

Cappella di Vitaleta in Val d’Orcia © CICERUACCHIO / Flickr.com

 

Il Centro Storico di Firenze

Sviluppatosi sopra la città romana, il centro storico di Firenze conserva i più importanti beni culturali della città ed è un prezioso scrigno di opere d’arte, umanesimo e architettura.

In Piazza del Duomo si affacciano i simboli del Rinascimento: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, l’architettura tipica del gotico italiano, affiancata dal famosissimo Campanile di Giotto e sovrastata dall’imponente cupola del Brunelleschi. Di fronte al duomo è il Battistero, una combinazione di architettura romanica e paleocristiana, con le Porte del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, così da renderlo uno degli edifici più antichi di Firenze.

Vista panoramica della città di Firenze e la cattedrale Santa Maria del Fiore / Shutterstock.com

Si passa poi a Palazzo Medici Riccardi, il primo edificio rinascimentale di Firenze, progettato da Michelozzo. Lì vicino la Basilica di San Lorenzo, progettata anch’essa dal Brunelleschi con il patronato dei Medici e contenente al suo interno le pregevoli sagrestie di Donatello e Michelangelo. Per vedere una delle opere più grandi del Buonarroti, alla Galleria dell’Accademia in mostra tutta la magnificenza del David di Michelangelo. A poca distanza la Piazza della Santissima Annunziata, con il Loggiato degli Innocenti.

Basilica e piazza di Santa Croce © GTS Productions / Shutterstock.com

Passando per la Via dei Calzaiuoli, si arriva in Piazza della Signoria, il centro politico – culturale dove si affacciano Palazzo Vecchio e la Galleria degli Uffizi, che protegge i capolavori della pittura rinascimentale. In prossimità si trova la Basilica di Santa Croce.

Piazza della Signoria e il Palazzo Vecchio / Shutterstock.com

Oltrepassando il Ponte Vecchio, si entra nel quartiere dell’Oltrarno, dove ancora oggi è possibile trovare piccoli negozi storici che utilizzano nelle loro creazioni le tecniche del passato. Quindi, al di là dell’aspetto monumentale, si rivive tutt’ora le tradizioni delle botteghe artigianali, simboli di produzione di alto livello qualitativo. Non dimentichiamoci poi Palazzo Strozzi e la Chiesa di Santa Maria Novella.

Firenze ci offre un’eredità del passato, possiamo così beneficiare e godere di un luogo unico e speciale a livello mondiale

 

Il Centro Storico di Siena

Nel centro storico di Siena ogni edificio è stato disegnato e progettato per armonizzarsi all’interno della struttura urbana, contribuendo a comporre un capolavoro di inventiva unico al mondo. I suoi monumenti medievali e gotici testimoniano con grande evidenza l’ineguagliabile livello tecnico ed espressivo raggiunto dagli artisti che nei secoli hanno lavorato a Siena.

Vista panoramica della città di Siena e della cattedrale di Santa Maria Assunta © Botond Horvath / Shutterstock.com

Qui troverete una concentrazione incredibile di bellezze architettoniche risalenti all’epoca rinascimentale, tutte da scoprire in itinerari percorribili a piedi, capaci di farvi sentire parte integrante della città. La passeggiata potrà essere all’insegna dei luoghi emblema della vita civile della Siena Rinascimentale e può iniziare da uno dei suoi monumenti più noti, il Palazzo Pubblico in Piazza del Campo, al cui interno la fastosa Sala del Concistoro fu decorata da Domenico Beccafumi con Episodi delle Virtù civiche, impresa durata dal 1529 al 1535, uno dei più affascinanti cicli pittorici dell’epoca.

Le strade della città medievale / Shutterstock.com

Poco lontano, nella via dei Pellegrini, che conduce al Battistero, lo stesso Beccafumi elaborava una complessa rievocazione di episodi con personaggi mitologici e della storia antica su commissione del proprietario Marcello Agostini, ciclo riconosciuto come uno delle più alte espressioni del Cinquecento italiano. Quasi di fronte si trova il Palazzo del Magnifico, la residenza di Pandolfo Petrucci, signore di Siena, di cui rimane oggi solo la struttura architettonica poiché arredi e decorazioni sono suddivisi tra musei cittadini ed esteri. Ciò che resta delle figurazioni si può vedere nelle due suggestive scene dipinte ad affresco da Girolamo Genga (Riscatto di prigionieri, Enea fugge da Troia) alla Pinacoteca Nazionale, sede di una delle più ricche collezioni di arte medievale e rinascimentale di Toscana.

Vista della Piazza del Campo a Siena © Ventura / Shutterstock.com

Poco distante è il Palazzo Piccolomini, fatto costruire dagli eredi di Pio II dopo la sua morte: esempio purissimo di architettura rinascimentale, progettato su disegno forse di Bernardo Rossellino, l’architetto del pontefice. Nel Palazzo è oggi ospitato l’Archivio di Stato di Siena, con il Museo delle Biccherne, che presenta l’eccezionale collezione di tavolette dipinte, in origine copertine dei registri della magistratura finanziaria del Comune di Siena.

Dopo la visita ai tesori pittorici senesi, potrete spingervi sino al cospetto di Palazzo Chigi Saracini in Via di Città, che conserva alcuni dei più notevoli lavori di Sano di Pietro, Girolamo del Pacchia, del Sodoma e del Beccafumi.

 

Pienza, la Città perfetta

Da borgo medievale a centro monumentale per volontà del Papa Pio II, Pienza è diventata il simbolo della perfezione architettonica rinascimentale. Città ideale, con spazi e scenografie di suggestiva bellezza grazie al lavoro dell’Alberti e del suo collaboratore Rossellino, rappresenta la prima applicazione dei concetti umanistici nella pianificazione urbana.

Centro storico di Pienza, Piazza Pio II: al centro – la Cattedrale di Santa Maria Assunta, a sinistra – Palazzo Vescovile, a destra – Palazzo Piccolomini / Shutterstock.com

Pienza sorge nella meravigliosa Val d’Orcia ed è nota come la città di Papa Pio II, che vi nacque nel 1405. Pio II volle creare un centro urbano fortemente degno e in ideale antitesi con l’altra città che l’aveva, con la sua famiglia, ingiustamente emarginato: Siena. Pretese così che architetti famosi e artisti di grido lavorassero ad un progetto nel quale fossero impliciti i canoni costruttivi e filosofici di un’età che si apriva ricca di promesse: il Rinascimento italiano. In soli tre anni, dal 1459 al 1462, sorse Pienza, la Città d’Autore, la Città Ideale, la Città Utopia. La città “nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” come scrisse Giovanni Pascoli.

 

San Gimignano e le sue Torri

Caratterizzata dalle sue torri ancora orgogliosamente levate sopra i palazzi, San Gimignano è una testimonianza eccezionale della civiltà medievale dove arte, architettura e storia si fondono e creano una città elegante e solenne, che conserva una serie di capolavori dell’arte italiana del XIV e del XV secolo.

Vista panoramica della città di San Gimignano / Shutterstock.com

Una delle perle della Val d’Elsa e dal profilo inconfondibile, ovunque tu la osservi vedi svettare nel cielo le antiche torri, la caratteristica che rende San Gimignano unica e famosa in tutto il mondo. L’aspetto del Duecento e del Trecento toscano è rimasto intatto, camminando per le strade del paese infatti sembra di rivivere ancora oggi l’atmosfera di questo periodo storico.

Adagiata su un colle verdeggiante, è un luogo unico e speciale dove tutt’ora si respirano le tradizioni del passato e un pezzo di storia che ha caratterizzato questa regione. Camminando nel centro storico si contano 13 torri, nel massimo periodo di splendore erano addirittura 72 tra torri e case-torri.. La torre come simbolo del potere, le famiglie più importanti facevano a gara per costruirle e per renderle più altre rispetto alle rivali.

Piazza del Duomo di San Gimignano / Shutterstock.com

San Gimignano è famoso anche per la Vernaccia, vino bianco fra i più prestigiosi d’Italia, prodotto delle campagne del territorio comunale fin dal 1200. Un altro prodotto storicamente importante è lo zafferano, prezioso fin dal Medioevo nell’economia sangimignanese.

 

La Piazza dei Miracoli di Pisa

Conosciuta come Piazza dei Miracoli, rappresenta la perfezione architettonica dello stile romanico Pisano, un abbinamento di motivi classici, paleocristiani, lombardi e orientali. I monumenti che qui si affacciano sono il Duomo, il Battistero, il Camposanto e, naturalmente, l’universalmente nota Torre Pendente.

Il Duomo e la Torre pendente in Piazza dei Miracoli di Pisa © ELEPHOTOS / Shutterstock.com

Il Battistero: la costruzione, a cura di Diotisalvi, iniziò nel 1152 e per completare la chiesa furono impiegati 200 anni. All’interno è presente il pulpito di Nicola Pisano. Da notare una curiosità data dall’eco con tonalità diverse che si ottiene emettendo suoni stando di lato alla vasca battesimale. Nella medesima piazza, detta “dei Miracoli”, si trova il Camposanto Monumentale: lungo 130 metri. Si affaccia sulla piazza con 43 arcate cieche. A destra del Camposanto si erge la Cattedrale, capolavoro assoluto dell’architettura romanico-pisana, costruito a partire dal 1063. Un enorme edificio interamente ricoperto di marmo. Ed ecco la notissima Torre pendente, alta circa 56 metri.

 

La Val d’Orcia, arte e paesaggio

Vissuta al ritmo lento della bici questa terra che ha ispirato poeti, scrittori e artisti offre un ambiente collinare dove trionfa l’armonia. I cipressi si allungano leggeri verso il cielo e accompagnano strade di campagna lungo imprevedibili e accattivanti traiettorie. Ai bagliori dell’alba o nella luce soffusa del crepuscolo i cipressi sono punte di pennello che dipingono l’orizzonte.

All’alba nella vallata di San Quirico d’Orcia © Shaiith / Shutterstock.com

Agli elementi paesaggistici e naturalistici, come le crete, i calanchi, le biancane, le colline ricche di vigneti, uliveti e coltivazioni, fanno da contrappunto gioielli urbani quali Pienza e Montalcino, nonché architettonici, come l’Abbazia di Sant’Antimo, le rocche di Radicofani e d’Orcia, la Collegiata di San Quirico, le terme medievali di Bagno Vignoni e la grancia di Spedaletto. Tutto si integra in un affresco di rara bellezza.

 

Ville e Giardini Medicei

E’ un sistema che comprende l’insieme di 14 ville e giardini della famiglia Medici, testimonianze di architettura civile e residenziale progettate dai più valenti specialisti del tempo tra il XV secolo e la prima metà del XVIII.

Villa Medicea di Poggio a Caiano, chiamata anche Ambra / Shutterstock.com

Le prime ville medicee sono quelle del Trebbio e di Cafaggiolo al Mugello, zona di origine dei Medici. A Poggio a Caiano è situata la Villa Medicea che Giuliano da Sangallo ricavò, verso la fine del XV secolo, da una precedente villa degli Strozzi. Appartenne a Lorenzo il Magnifico e ospitò illustri personaggi regali, tra i quali Vittorio Emanuele II. Splendida è l’architettura, con un portico terrazzato al pianterreno. Una scala a duplice rampa conduce alla pregevolissima loggia centrale, ispirata da motivi classici. L’interno è una sorta di piccolo museo (notevoli gli affreschi del XVI secolo), mentre tutto attorno la villa è circondata da un bellissimo parco.

Vista aerea della Villa Medicea di Artimino, chiamata anche La Ferdinanda o Villa dei cento camini, e del parco © immaginefoto.com

Nelle vicinanze di Comeana si trova invece “La Ferdinanda”, nota anche come Villa di Artimino, commissionata da Ferdinando I de’ Medici al Buontalenti verso la fine del XVI secolo.

Presso la località omonima, sorge la Villa Medicea di Castello, una bella architettura rinascimentale, restaurata dal Vasari e circondata da un bel giardino progettato dal Tribolo. La villa è sede dell’Accademia della Crusca.

La Villa Medicea della Petraia è annoverata tra le più belle residenze nei dintorni del capoluogo. Fu trasformata secondo un progetto del Buontalenti (seconda metà del XVI sec.), che aveva ricevuto l’incarico da Ferdinando I. Non distante da Fiesole è la Villa Medici, nota anche come Belcanto o Palagio di Fiesole. Fu voluta da Cosimo il Vecchio che la commissionò a Michelozzo (1458-1461).

Villa Medicea della Petraia. Vista aerea della villa e del giardino © footage.framepool.com

Alla periferia di Firenze è situata anche la Villa Medicea di Careggi, acquisita dai Medici nella prima metà del XV secolo e ristrutturata da Michelozzo per Cosimo il Vecchio. La residenza, contornata da uno splendido parco, fu tra le preferite di Cosimo, che vi morì nel 1464.

Villa Medicea a Fiesole. Parterre della terrazza inferiore © Cecil Pinset / Wikimedia Commons

La villa mediceo lorenese del Poggio Imperiale è situata ad un chilometro da Porta Romana e domina da un lato la vallata dell’Ema e dall’altro tutta la città di Firenze. Datata 1427, appartenne alle famiglie Baroncelli, Pandolfini e Salviati, prima di passare ai Medici. Le ristrutturazioni più importanti avvennero tra il 1622 e il 1625 con l’opera dell’architetto Giulio Parigi e – negli ultimi anni del Settecento – sotto la proprietà di Pietro Leopoldo che affidò all’architetto Gaspare Maria Paoletti, il rifacimento della residenza estiva. Fu invece Pasquale Poccianti a trasformare la Villa di Poggio Imperiale nel corso dell’Ottocento, con un’impronta fortemente neoclassica. La villa nel 1864, per volontà del re Vittorio Emanuele, divenne sede del Collegio della Santissima Annunziata.

Villa Medicea La Magia di Quarrata © viaggiointorno.it

La Villa Medicea La Magia di Quarrata, situata su un’altura alle pendici settentrionali del Montalbano, domina incontrastata le dolci colline circostanti, ergendosi con la sua compatta massa quadrata di residenza fortificata che ha assunto nel corso dei secoli. La tenuta venne acquistata dal granduca Francesco I dei Medici nel 1583, fu lui a promuovere la ristrutturazione dell’intero castellare. Alle opere ingegneristiche di rifacimento della villa sembra che abbia lavorato anche l’architetto Bernardo Buontalenti.

 

Luogo
Toscana
Parole chiave
arte, natura, storia

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