Paestum

Il territorio di Paestum tocca i più bei tratti della costa tirrenica, ma anche i paesi lontani dalla costa non mancheranno di regalare ai visitatori uno splendido panorama. Il mare, il verde e le tradizioni fanno di questi posti le mete ideali per interessanti escursioni.

 

Potrebbe sembrare, a prima vista, un’esagerazione, ma il palcoscenico naturale e storico – archeologico di Paestum , dove mito e leggenda coesistono in un connubio inscindibile, sono una vera opera d’arte.

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Paestum / Foto: bbmelanellapaestum.com

 

Cosa vedere

Le aree sacre

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Tempio di Hera / Foto: Shutterstock.com

All’interno della città sono ubicati due grandi santuari urbani: l’Athenaion a nord e l’Heraion a sud. Nel temenos (lo spazio consacrato) del santuario meridionale, destinato alla dea Hera, furono eretti il più antico e il più recente dei tre grandi templi di Poseidonia; sul lato opposto dell’agora, circa 500 metri più a nord, fu invece costruito solo in epoca tardo-arcaica l’altro santuario, dedicato ad Atena.

 

Il Tempio di Atena

Il Tempio di Atena © P.R.F / Flickr.com

Dedicato alla dea Atena, come attesta soprattutto il rinvenimento di numerosi ex voto di terracotta con la figura della dea armata, l’edificio, di ordine dorico, fu eretto intorno al 500 a.C. nel santuario settentrionale. Il tempio si distingue per un raffinato senso estetico, espresso nello schema impostato secondo rigorosi rapporti geometrici.

 

Il Tempio di Hera (c.d. Basilica)

Foto: Shutterstock.com

Foto: Shutterstock.com

È il più antico dei tre templi dorici, risalente al VI secolo a.C. Presenta 9 colonne sui lati brevi e 18 sui lunghi e si erge su una piattaforma di 25 x 55 metri. Impropriamente denominato “Basilica” fin dal Settecento, quando il tempio, sia per la mancanza dei frontoni sia per il numero dispari di colonne sui lati brevi, fu ritenuto una basilica romana.

 

Il Tempio di Nettuno

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Il Tempio di Nettuno / Foto: Shutterstock.com

Nel santuario meridionale, accanto alla “Basilica” sorge il cosiddetto Tempio di Nettuno, su una lieve altura che ne esalta la monumentalità. Il Tempio, uno dei tre templi meglio conservati del mondo greco e la massima espressione dell’architettura dorica occidentale. Su un basamento di tre gradini si eleva un colonnato dorico con sei colonne sulla fronte e quattordici sui lati lunghi

 

La Tomba del tuffatore

Presente nel Museo di Paestum, si tratta di una tomba a cassa, costituita da cinque lastre calcaree in travertino locale che, al momento del ritrovamento, si presentavano fra loro accuratamente interconnesse e stuccate.

Il pavimento della cassa era costituito dallo stesso basamento roccioso su cui era realizzata la tomba.

Le pareti del manufatto sono interamente intonacate e decorate con pittura parietale di soggetto figurativo, realizzata con la tecnica dell’affresco.

Alcune delle scene rappresentate richiamano una cornice conviviale, interpretando schemi tipici e di ampia diffusione nella coeva ceramica attica a figure rosse. Dieci uomini inghirlandati, adagiati sui tipici letti triclinari (le klinai), sorpresi in pose simposiali, animano le raffigurazioni delle pareti più lunghe. Le mani sono impegnate a sorreggere le kylikes, o ad impugnare strumenti musicali, il diaulos o la lira.

Musica e conversazione si inframezzano a invocazioni al bere o all’intrattenimento del kottabos. Due ospiti, posate le coppe su un basso tavolino, indugiano in gesti di affetto omosessuale sotto lo sguardo incuriosito di un terzo. Alla kylix protesa da uno dei simposianti sembra fare eco, da una delle pareti corte, un giovane convitato il quale, attinto il vino da un grosso cratere inghirlandato, posato su un tavolo festonato, se ne allontana recando con sé una oinochoe. Un altro convitato, accompagnato dal flauto del suo vicino, si cimenta in un canto, reclina il capo e la mano va a toccarsi la fronte, abbandonandosi al gesto convenzionale dell’estasi.

Su una delle pareti piccole una giovane auleta inaugura un breve corteo scandendo, al suono del suo strumento, l’incedere leggero e danzante (partenza o arrivo?) di un efebo nudo, forse un atleta che, le spalle cinte appena da un leggero drappo azzurro, pare quasi indugiare nell’ampio gesto disteso della mano destra. Chiude il corteo un più maturo uomo barbato, forse un paidagogos, ammantato da un chitone ed appoggiato al nodoso bastone da passeggio.

Sulla lastra di copertura vi è infine la celebre scena che ha dato il nome alla sepoltura, un tema totalmente estraneo all’arte greca: un giovane nudo è sospeso per sempre nell’istante del tuffo solitario in uno specchio d’acqua.

 

La cinta Muraria

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Foto: commons.wikimedia.org

La cinta muraria di Paestum costituisce uno dei sistemi di fortificazione meglio conservati della Magna Grecia. Si sviluppa sttraverso un circuito di 4.750 metri, seguendo l’andamento del banco di travertino sul quale sorge la città, lungo un percorso grossomodo pentagonale, con il lato minore rivolto verso la costa.

Lungo il circuito si possono osservare 28 torri di forma generalmente quadrangolare, circolare ed una pentagonale, poste a difesa delle porte.

In corrispondenza dei punti cardinali e delle due arterie principali della città, si aprono le quattro porte principali d’accesso: Porta Marina ad ovest, Porta Aurea a nord, Porta Sirena ad est e Porta Giustizia a sud.

 

Porta Marina

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Foto: Globopix.net

Così chiamata poiché posta dal lato del mare, essa è la più imponente tra i vani di accesso della cinta e costituisce un complesso particolarmente interessante. Presenta all’interno un grandioso vestibolo, con muri poderosi e corpi di guardia, chiuso verso l’esterno con due torri circolari che ne difendevano l’ingresso; di esse si conserva solo la settentrionale, poiché la meridionale fu distrutta nel rifacimento di epoca romana della cinta.

 

Porta Sirena

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Foto: www.paestumanita.it

Posta ad est, è cosi chiamata poiché la chiave di volta del suo arco è ornata da un bassorilievo, ora poco distinguibile, rappresentante una Scilla con due code di pesce, erroneamente interpretata come una sirena. La porta, interamente conservata nella sua struttura, presenta due bastioni quadrangolari, cortile centrale, ingresso interno chiuso ed esterno sormontato da un arco a tutto sesto. All’interno, ai lati dell’apertura, sono due scale, che conducevano ai cammini di ronda sulle mura.

 

L’Agorà

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Foto: Shutterstock.com

Spazio politico per eccellenza di una città greca, destinato fin dalla fondazione della colonia a essere l’epicentro della vita politica e sociale della città, l’agora è stata riconosciuta in seguito all’individuazione di due edifici di particolare valore politico quali l’heroon (situato presso il Tempio di Cerere, è una singolare struttura rettangolare posta al centro di un probabile tumulo) e l’ekklesiasterion (edificio circolare situato a ridosso della strada moderna che taglia la città antica, articolato con gradinate concentriche ricavate tagliando la roccia).

 

Il Foro

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Foto: commons.wikimedia.org

Il Foro, circondato da portici di ordine dorico, uno dei più antichi Fori rettangolari dell’epoca romana, si raggiunge percorrendola Via Sacra (lunga 12 km , di epoca greca univa la città di Poseidonia al più antico tempio di Hera) che interessa l’area sacra della Dea Athena. La piazza, di forma rettangolare, misura circa 200 metri in senso est-ovest e 60 nord-sud. In età greca quest’area era parte dell’agorà. Ciò che della piazza è oggi visibile è frutto dei rifacimenti di età augustea.

Sul lato meridionale si nota un edificio quadrato e absidato, sorto su una precedente costruzione greca, forse una stoà.

Della fase di età imperiale si conservano tra l’altro quattro basi marmoree di colonne poste intorno ad un ottagono, per cui si tratta del macellum. Segue un edificio rettangolare comunicante con il precedente che presenta alle pareti semicolonne e un’esedra, probabilmente si tratta della curia. Sotto il suo muro meridionale sono i resti di un tempio italico di età romana repubblicana. Un’altra sala rettangolare rappresenta i resti delle Terme, parzialmente scavate e ricostruite; una piccola costruzione con tre podi sul muro di fondo invece era probabilmente il Larario cittadino.

Sul lato nord del Foro si trova il Tempio Italico, progettato attorno al 273 a.C. e compiuto con modificazioni non molto dopo, probabilmente doveva essere il Capitolium della città; esso sorge su un alto podio, preceduto da un’ampia gradinata, davanti alla quale c’ è un semplice altare rettangolare, aveva 6 colonne sulla fronte, e 8 sui lati lunghi. Sul lato orientale del tempio c’ è un edificio a gradinate in cui si riconosce il Comitium la cui area centrale è accessibile attraverso corridoi a volta sia dal Foro, dove la facciata fungeva da suggestum (podio per gli oratori), sia da oriente.

 

Paestum: non solo archeologia

02 Spiaggia della Linora a Paestum

Spiaggia di Lidoro a Paestum / Foto: Shutterstock.com

Dopo la gita d’obbligo alla zona archeologica non c’è niente di meglio di un po’ di relax in riva al mare. Anche da questo punto di vista Paestum non delude offrendo a turisti e visitatori lunghe spiagge di sabbia fine, con stabilimenti ben attrezzati e tratti di spiaggia libera. Le ampie spiagge e il mare non molto profondo rendono questo luogo ideale per il turismo familiare.

 

Il Parco Nazionale del Cilento

Se ci si allontana da Paestum si può fare un’escursione nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, iscritto nella lista del Patrimonio Unesco e secondo parco in Italia per dimensioni, che si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’appennino campano – lucano.

Alle straordinarie bellezze naturalistiche si affianca il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula.

Come arrivare

In auto

Autostrada A3, uscita Battipaglia se provenienti da Nord oppure Eboli se provenienti dal Sud, seguire Strada Statale 18 in direzione Sud sino all’uscita Paestum.

In aereo
  • Aeroporto di Capodichino: “Alibus” da Capodichino a Napoli Stazione C.le (P.zza Garibaldi). Treno regionale o interregionale per Sapri o Paola o Cosenza o Reggio Calabria (fermate intermedie Capaccio-Roccadaspide o Paestum).
  • Aeroporto di Salerno
In treno

Stazione di  Paestum o  Capaccio-Roccadaspide, www.trenitalia.it

 

Luogo
Campania
Parole chiave
archeologia, storia

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