La Roma del Caravaggio

Il nostro itinerario guiderà i visitatori per le vie del centro storico di Roma alla scoperta dei capolavori del grande artista Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.
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Caravaggio, Ottavio Leoni, 1621 © Wikimedia Commons

Si parte dalla Galleria Borghese che gode del primato di possedere la serie più numerosa di opere di Caravaggio, qui, infatti, è possibile ammirare ben sei tele del tormentato artista: il Fanciullo con canestro di frutta (1593–1594) e il Bacchino malato (1593–1594) opere giovanili provenienti dal sequestro della collezione del Cavalier d’Arpino, la Madonna dei Palafrenieri (1605–1606) commissionata dall’Arciconfraternita dei Palafrenieri papali per il loro altare nella basilica di San Pietro, dalla quale venne poi rifiutata e in seguito acquisita dal nipote di Paolo V Borghese, David con la testa di Golia (1605–1606) realizzato durante il suo secondo soggiorno napoletano probabilmente per ottenerne la benevolenza del cardinale Scipione Borghese nella prospettiva di un ritorno a Roma.

San Girolamo scrivente (1605–1606) eseguito direttamente per il cardinale Scipione Borghese come segno di gratitudine del pittore che era stato tratto fuori da un guaio con la giustizia e Ritratto di Papa Paolo V (1605-1606).

L’itinerario prosegue verso il Casino Ludovisi dove, nella piccola volta del camerino del laboratorio alchimistico, Caravaggio dipinse ad olio su muro le divinità Giove, Nettuno e Plutone, figli di Cronos, signore dell’Universo.

Continuiamo verso la Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini dove troviamo la Decapitazione di Oloferne che può essere identificata con la Giuditta dipinta da Caravaggio per il banchiere Ottaviano Costa e il Narciso la cui attribuzione a Caravaggio, assai dibattuta, è stata oggi definitivamente accolta dopo il restauro.

La prossima tappa è la Galleria Doria Pamphilj, qui è possibile ammirare Il Riposo dalla fuga in Egitto che riassume in maniera efficace il periodo di formazione dell’artista e La Maddalena.

Ci spostiamo quindi verso la Pinacoteca Capitolina dove sono conservati la Buona Ventura che fu realizzata per il cardinale Del Monte ed è databile al 1594 e Il San Giovanni Battista dipinto pressoché dimenticato fino a quando venne riscoperto con clamore nel 1953 all’interno dell’ufficio del sindaco. Si tratta probabilmente del dipinto pagato a Caravaggio nel 1602 dal nobile Ciriaco Mattei che lo commissionò in relazione al nome del suo primogenito Giovanni Battista, che lo ereditò. Anche i maestosi Musei Vaticani conservano una testimonianza del celebre artista: la Deposizione di Cristo , realizzata tra il 1602 e il 1604.

A questo punto il nostro itinerario alla scoperta delle opere di Caravaggio presenti a Roma si sposta nelle chiese, prima tra tutte la Chiesa di San Luigi dei Francesi, tra il 1599 e il 1600 il pittore eseguì, nella cappella Contarelli, la Vocazione di san Matteo e il Martirio di san Matteo, qui l’artista interpreta in maniera originale una tendenza della pittura della Controriforma che insisteva nella celebrazione dei santi martiri. Sempre nella Chiesa di San Luigi dei Francesi troviamo la seconda versione della pala con San Matteo e l’angelo, la prima fu rimossa, perché non era stata gradita.

Lasciata San Luigi dei Francesi entriamo nella Chiesa di Sant’Agostino, sull’altare della prima cappella a sinistra, appartenuta alla famiglia Cavalletti è collocata la Madonna dei Pellegrini.

Per completare il nostro giro delle chiese di Roma sulle orme di Caravaggio non può mancare la chiesa di Santa Maria del Popolo, a sinistra dell’altare maggiore è la cappella Cerasi. Qui accanto alla pala centrale di Annibale Carracci troviamo due celebri quadri di Caravaggio raffiguranti la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro.

 

Galleria nazionale d’arte antica, Palazzo Barberini

© projects.dhpress.org

La Galleria Nazionale d’Arte Antica, istituita nel 1895 dall’unione delle Collezioni Corsini e Torlonia, dal 1949, occupa il piano nobile e il secondo piano di palazzo Barberini e raccoglie opere di grandi maestri della pittura italiana e straniera, dal XIII al XVIII secolo.

Al piano nobile si trova la Madonna col bambino di Filippo Lippi, la Fornarina di Raffaello, Giuditta e Oloferne e Narciso di Caravaggio, Et in Arcadia ego del Guercino, Ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein. Nelle stanze dell’appartamento settecentesco troviamo Le Vedute di Venezia del Canaletto, Vedute della campagna romana e Roma di Gaspare Vanvitelli, i ritratti a pastello di Rosalba Carriera, Annette a vent’anni di Jean-Honorè Fragonard.

Molto ben rappresentata è anche la pittura del Settecento. Si articola in nuclei per scuole che danno un panorama completo e molto omogeneo per qualità, della pittura italiana del periodo, con in più un raro nucleo di dipinti francesi del Settecento.

Giuditta e Oloferne © Wikimedia Commons

Il palazzo Barberini fu iniziato nel 1625 da Carlo Moderno, al quale subentrò Francesco Borromini, ben presto sostituito da Gian Lorenzo Bernini che terminò i lavori tra il 1629 e il 1633. A Carlo Moderno sono attribuiti il piano di costruzione e le due ali, mentre sono del Borromini i disegni delle finestre e la facciata posteriore, nonchè la rampa a chiocciola con colonne binata sulla destra del palazzo. La facciata principale è del Bernini così come lo scalone.

Il palazzo è ricchissimo di decorazioni pittoriche: gli affreschi del grande salone al primo piano raffiguranti Il Trionfo della Divina Provvidenza e le decorazioni della cappellina e della galleriola del piano nobile di Pietro da Cortona. Di Andrea Sacchi sono il Trionfo della Divina Sapienza nella settima sala.

 

Chiesa di Sant’Agostino in Campo Marzio

© cult-turist.ru

La chiesa risale al 1296 per volere di Bonifacio VIII, ma fu portata a termine solo nel 1420. L’aspetto attuale è frutto della ricostruzione degli anni 1479-1483 ad opera di Jacopo di Pietrasanta e Sebastiano Fiorentino.

Madonna dei Pellegrini, 1604 © celesteprize.com

Nel 1756 Luigi Vanvitelli trasformò radicalmente l’interno della chiesa e ne modificò il campanile quattrocentesco. Nella prima cappella a sinistra si trova il celebre dipinto della “Madonna dei Pellegrini” del Caravaggio (1604), mentre il terzo pilastro di sinistra della navata centrale è decorato con un affresco di Raffaello raffigurante il “Profeta Isaia” (1512). Sull’altare maggiore, realizzato nel 1627 su progetto del Bernini, è collocata la “Vergine con Bambino” proveniente dalla chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Di particolare rilievo la pala raffigurante “Sant’Agostino, Giovanni Evangelista e Girolamo” del Guercino (1591-1666) nella cappella del transetto destro dedicata al santo titolare.

 

San Luigi dei Francesi

© content.time.com

La Chiesa Nazionale Francese, fondata dal cardinale Giulio dei Medici (poi Clemente VII) nel 1518, e completata nel 1589 da Giacomo della Porta e Domenico Fontana è famosa per i tre dipinti del Caravaggio dedicati a San Matteo e per gli affreschi del Domenichino.

Il martirio di San Matteo © magazineroma.it

La vasta facciata tardo-rinascimentale, probabilmente attribuita a Giacomo della Porta, è ripartita da lesene in cinque campate, con tre portali e due nicchie con statue del Lestache (1758). L’interno è a tre navate con cinque cappelle per lato ed un ricco coro centrale decorato da marmi; lo stile di tutta la chiesa è indiscutibilmente barocco.

 

Galleria Borghese

© Wikimedia Commons

Situata nel verde del parco pubblico più amato dai romani, la Galleria Borghese è un autentico scrigno di tesori artistici, frutto del collezionismo del Cardinale Scipione Borghese, che nei primi del 1600 fece costruire questa villa proprio per collocarvi la sua raccolta.

Occorre tenere a mente che la Galleria Borghese nasce come collezione privata e che le opere e la loro disposizione non rispondono a criteri didattici (periodo, soggetto), ma riflettono piuttosto il gusto e gli intenti dei suoi antichi proprietari.

San Gerolamo © rozmilla.wordpress.com

Imperdibile la serie di sculture realizzate per il cardinale dal giovane Gian Lorenzo Bernini (Enea, Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, e il David) che sembrano volerci invitare a partecipare alle loro vicende, l’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, i capolavori di Caravaggio e la mirabile Principessa Paolina Borghese, sorella prediletta di Napoleone, ritratta dal Canova come Venere Vincitrice.

 

Musei Capitolini

© latuaguidadiroma.it

Nati nel 1471 quando papa Sisto IV donò alcune statue di bronzo alla cittadinanza sono i più antichi musei pubblici del mondo.

Le raccolte dei Musei Capitolini sono esposte nei due edifici che insieme al Palazzo Senatorio delimitano la piazza del Campidoglio: il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo. I due palazzi sono collegati tra loro da una galleria sotterranea che ospita la Galleria Lapidaria e conduce all’antico Tabularium, le cui arcate monumentali si affacciano sul Foro Romano.

Buona ventura © artinvest2000.com

All’interno è conservato l’originale della statua equestre in bronzo di Marco Aurelio.

Vale la pena fare una sosta al punto di ristoro dei Musei Capitolini, sulla suggestiva terrazza di Palazzo Caffarelli, il locale offre un panorama veramente spettacolare. Ci si può fermare per il brunch, per mangiare sandwich e sfizi vari, bere un caffè o un tè, un cocktail o un liquore.

 

Luogo
Lazio
Parole chiave
arte, Caravaggio, itinerario, Roma, storia

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