La Reggia di Caserta

Progettata nel Settecento da Luigi Vanvitelli, su incarico di Carlo III di Borbone, la Reggia, che rappresenta il trionfo del barocco italiano, è una delle opere più importanti del famoso architetto napoletano: il suo visitatore resta incantato dalla bellezza degli interni e dalle magnificenze dell’esterno.

Curatissima nei dettagli ed articolata su quattro monumentali cortili, la costruzione è fronteggiata da uno scenografico parco oggi meta di migliaia di turisti.
Il sontuoso palazzo è una fusione ideale e originale di altre due residenze reali: la Reggia di Versailles dei re di Francia e il madrileno Palazzo dell’Escorial, sede dei re di Spagna.
La Reggia di Caserta e il suo parco sono due gioielli di ineguagliabile splendore, parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1997. E’ una delle mete assolutamente da non perdere in Italia! Grazie alla collaborazione con la testata Arte.it Vi presentiamo uno speciale in due parti dedicato alla Reggia e al Parco Reale.

 

Il Palazzo è il fulcro del complesso monumentale della Reggia di Caserta, progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli su commissione del Re Carlo di Borbone. Presenta una pianta rettangolare ed è diviso in quattro cortili interni da due corpi di fabbrica disposti ortogonalmente. Nel punto d’incrocio dei due corpi di fabbrica una lanterna sostituisce la grande cupola centrale prevista dal Vanvitelli. La costruzione occupa una superficie di circa 47.000 m², per un’altezza di 41 metri.

 

Scalone d’onore

Caserta. Palazzo Reale. Lo Scalone d’onore © paula soler-moya / flickr.com

Dall’ingresso principale del Palazzo Reale di Caserta si entra in una lunga Galleria assiale che attraversa la costruzione e costituisce una sorta di “cannocchiale prospettico”. La Galleria inquadra la “via d’acqua”, ossia la serie di fontane e vasche monumentali che conducono alla cascata posta sulla sommità, ai piedi del monte Briano. A metà del percorso si apre il vestibolo inferiore, di forma ottagonale, dal cui centro si possono vedere contemporaneamente i quattro cortili interni.

Sulla destra si diparte lo Scalone d’onore, cuore della struttura architettonica vanvitelliana e perfetta sintesi tra classicismo e scenografia teatrale barocca. Si tratta di una rampa centrale larghissima, vigilata alla sommità da due maestosi leoni in marmo, che si biforca salendo in due rampe laterali parallele. Sulla parete di fondo dello Scalone, si aprono tre nicchie che ospitano altrettante sculture disposte secondo un preciso programma iconografico, illustrato nella Dichiarazione dei Disegni di Luigi Vanvitelli.

Caserta. Palazzo Reale. Le sculture dello Scalone d’onore © glogog / flickr.com

Le statue, rimaste allo stato di gessi ma previste in marmo, raffigurano al centro la Maestà Regia e ai lati le personificazioni del Merito e della Verità , rispettivamente di Tommaso Solari, Andrea Violani e Gaetano Salomone. Sul pianerottolo di snodo delle due rampe, si coglie simultaneamente la migliore veduta dei due vestiboli, quello inferiore – dominato dalla colossale statua di Ercole – e quello superiore, che conduce agli Appartamenti Storici.

 

Volta

Il percorso denominato la “Scala Regia da cielo a terra” consente di apprezzare le scelte costruttive adottate da Luigi Vanvitelli per la costruzione del Palazzo Reale di Caserta.

Caserta. Palazzo Reale. Particolare della volta © selena morgillo / flickr.com

Dal vestibolo superiore si può accedere al livello delle coperture. Qui si può osservare l’affresco di Girolamo Starace Franchis (1730-1794) raffigurante La Reggia di Apollo contornata da quattro medaglioni raffiguranti le Stagioni, a indicare il sostegno alle arti garantito dal sovrano. Il calpestio dell’intradosso della seconda volta di sottotetto, invece, era utilizzato un tempo per accogliere i musicisti che avevano il compito di accompagnare l’avanzare degli ospiti della Corte.

 

Cappella Palatina

Caserta. Palazzo Reale. All’interno della Cappella Palatina © Matteo Cozzi / Shutterstock.com

Al piano nobile della Reggia, sul vestibolo superiore, si apre la Cappella Palatina, inaugurata nel Natale 1784. Simile nella planimetria alla Cappella della Reggia di Versailles, presenta un’unica navata con pavimento in marmi policromi, coperta da una volta a botte cassettonata e fiancheggiata da due passaggi laterali che conducono alla Sagrestia, dove è allestito il Museo degli Arredi Sacri.

Una scala circolare posta a destra dell’ingresso conduce alla Tribuna Reale e alla galleria superiore, dove sono tuttora visibili i danni prodotti dal bombardamento aereo del 27 settembre 1943.

Sull’altare maggiore, incorniciata da due coppie di colonne scanalate, è posta la tela con l’Immacolata Concezione di Giuseppe Bonito (1707-1789), unica tela superstite fra quelle commissionate per la Cappella. Nella zona absidale si trova anche l’altare, modello di quello definitivo in marmi pregiati e mai portato a termine.

 

Sala degli Alabardieri

Caserta. Palazzo Reale. Sala degli Alabardieri © Arte.it

La prima anticamera dell’Appartamento è decorata nella volta dall’affresco con Le armi di Casa Borbone sostenute dalle virtù di Domenico Mondo (1723-1806), il cui bozzetto preparatorio è conservato al Museo del Louvre. Sulle pareti decorazioni in stucco con trofei e armi eseguite dagli scultori Angelo Brunelli (1740-1806) e Andrea Calì (1775 ca.-1877) tra il 1786 e il 1789. L’arredo è costituito da mobili di manifattura napoletana della seconda metà del Settecento. Sulle consolles sono esposti i busti in marmo raffiguranti le regine che si sono succedute sul trono del Regno delle Due Sicilie. Anche questa sala, come la successiva, è illuminata da lampadari in bronzo dorato del XIX secolo e presenta un pavimento in cotto decorato con tecnica ad encausto a finto marmo.

 

Sala delle guardie del corpo

Caserta. Palazzo Reale. Sala delle guardie del corpo © dan / flickr.com

La seconda anticamera dell’Appartamento progettato da Luigi Vanvitelli per il re, denominata anche “sala degli Stucchi” per la ricchezza degli stucchi che la decorano, presenta alle pareti dodici bassorilievi.
Al centro della parete di destra è collocato il Monumento ad Alessandro Farnese in abito di condottiero romano. Nella volta della sala il pittore Girolamo Starace Franchis (1730-1794) ha raffigurato La Gloria del Principe e le dodici province del Regno.

 

Salone di Alessandro

Caserta. Palazzo Reale. Salone di Alessandro © Arte.it

Il salone di Alessandro è la terza anticamera dell’Appartamento progettato da Luigi Vanvitelli per il re, interamente dedicato al famoso condottiero macedone. Esattamente al centro della facciata principale del Palazzo, il salone funge da spartiacque tra gli ambienti settecenteschi e quelli ottocenteschi. La volta fu affrescata nel 1787 dal siciliano Mariano Rossi (1731-1807) con il Matrimonio di Alessandro Magno e Roxane per esaltare la pace e la prosperità del Regno. Alla volta si accorda il camino sul quale, inserito in una corona d’alloro, si trova un altorilievo in marmo col profilo di Alessandro Magno.

 

Sala di Marte

Caserta. Palazzo Reale. Sala di Marte © Arte.it

La sala – prima delle anticamere dell’Appartamento murattiano – è dedicata a Marte, dio della guerra. Le decorazioni neoclassiche sono un’esaltazione delle virtù militari che hanno consentito ai Francesi di conquistare il Regno di Napoli. Il progetto di decorazione della sala fu commissionato da Gioacchino Murat all’architetto Antonio de Simone.

 

Sala di Astrea

La sala di Astrea, che fungeva da “Anticamera per i Gentiluomini di Carriera, Ambasciatori, Segretari di Stato e di altre persone privilegiate”, prende il nome dal dipinto della volta con Il trionfo di Astrea che, secondo la mitologia, era la dea presente sulla terra nell’età aurea dell’umanità e simboleggiava la Giustizia.

Caserta. Palazzo Reale. Sala di Astrea © Matyas Rehak / Shutterstock.com

Il progetto di decorazione della sala fu commissionato da Gioacchino Murat ed eseguito dall’architetto Antonio De Simone, con la collaborazione di Etienne Chérubin Leconte. Il dipinto della volta, opera del francese Jacques Berger (1754-1822), raffigura appunto Astrea fra la Verità e l’Innocenza, “mentre fuggono la Prepotenza, l’Ignoranza, e l’Errore”.
Il pavimento, disegnato a labirinto, è in marmo di Carrara.

 

Sala del Trono

La sala del Trono magnifica il potere assoluto del sovrano: lunga più di quaranta metri, illuminata da sei finestre e caratterizzata da dorature, richiese un lungo progetto che subì varie modifiche. Iniziata sin dal 1811 durante il governo di Gioacchino Murat, i lavori furono terminati solo nel 1859. Sulle pareti lunghe vi sono 28 pilastri corinzi con capitelli scolpiti con i simboli borbonici. L’architrave della sala è decorato con i ritratti dei regnanti, mentre al centro del salone campeggia l’affresco, firmato e datato 1844 dal napoletano Gennaro Maldarelli (1769 ca.-1858), raffigurante La posa della prima pietra del Palazzo il 20 gennaio 1752.

Caserta. Palazzo Reale. Sala del Trono © Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione

In fondo alla sala si trova il trono: in legno intagliato e dorato, questo trono compare in diversi dipinti ufficiali dei sovrani borbonici con i suoi braccioli a forma di leoni alati e nel verso le due sirene, simbolo della città di Napoli. Secondo la mitologia la sirena Partenope, dopo aver cercato invano di sedurre Ulisse con il suo canto, si suicidò nel golfo di Napoli: il suo corpo viaggiò per giorni tra i flutti, per approdare sull’isolotto di Megaride, dove sorse la città partenopea.

Caserta. Palazzo Reale. Particolare del Trono © Arte.it

Il trono casertano, visibilmente un trono da barca a giudicare dalla base in legno tinto nero, dotata di quattro maniglie, fu probabilmente utilizzato per il Palazzo Reale di Napoli da Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la Restaurazione.

 

Appartamento di Murat

Caserta. Palazzo Reale. Appartamento di Murat © Arte.it

I lavori commissionati da Murat interessarono anche il gruppo di ambienti successivi alla sala del Trono. Le decorazioni pittoriche dei soffitti, ispirate a temi della mitologia e della letteratura greca, furono affidate in gran parte al napoletano Giuseppe Cammarano. Nell’Appartamento murattiano sono esposti anche mobili e dipinti

.

Teatro di corte

Il Teatro di Corte, molto simile al San Carlo di Napoli, è ubicato nel lato occidentale della Reggia di Caserta. Collocato all’interno del Palazzo ad uso esclusivo della Corte, il teatro fu inaugurato nel gennaio del 1769 dalla giovane coppia reale, Ferdinando e Maria Carolina.

Caserta. Palazzo Reale. Teatro di corte © Italparchi.it

Dotato di un ingresso riservato che consentiva al re di accedere direttamente al Palco Reale, ha una classica forma a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e colonne di marmo alabastrino, proveniente dalle cave di Gesualdo. Il palcoscenico, delimitato dalle statue della Musica e della Tragedia, è dotato di un portale che, aprendosi sul Parco, crea una suggestiva scenografia naturale.

Informazioni utili

Indirizzo:Viale Douhet, 2/A, Caserta (CE)

Telefono:+39 0823 448084

Sito E-Ticketing: Ticketone

E-mail: [email protected]

E-mail prenotazioni: [email protected]

Telefono prenotazioni: 892 101

Trasporti:

In aereo: 24 km dall’Aeroporto Internazionale di Napoli “Capodichino”

In auto: da Roma Autostrada A1( Milano-Napoli), uscita Caserta Nord. Da Napoli / Salerno / Bari. Autostrada A30, uscita Caserta Sud

In treno: Caserta è collegata a Napoli e Roma con treni ad alta velocità. A piedi dalla stazione circa 5 minuti

Luogo
Campania
Parole chiave
arte, Caserta, natura, storia, UNESCO

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