Le ceramiche di Vietri sul Mare

L'intera costiera amalfitana brilla di colori vivaci e allegri. L'azzurro cristallino del mare, il verde rilassante dei boschi e il giallo dei limoni baciati dal sole dominano in questa zona. Queste mille sfumature di colore sono concentrate nella piccola cittadina di Vietri sul Mare, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche fatte a mano. Qual è la sua unicità?

 

La storia della ceramica vietrese, secondo gli studiosi, risale al V secolo a.C., al tempo degli Etruschi, e fiorì all’inizio del XIII secolo, quando questo prodotto divenne uno dei beni più venduti della Repubblica Marinara di Amalfi. Già nel XVI secolo si producevano non solo piastrelle per pareti e pavimenti, utensili da cucina e oggetti per la casa, ma anche orci per conservare spezie e pozioni, ciotole per l’acqua santa e molto altro.

Negli anni ’30, quando in Germania iniziò la persecuzione degli ebrei, molti artisti si trasferirono sulla costa di Vietri, offrendo la loro arte in cambio di un tetto sopra la testa. Questo diede nuovo slancio e varietà di stili all’antico mestiere. Furono inoltre scoperte formule di colori unici, tra cui il famoso “giallo di Vietri”.

Chi arriva qui dal mare entra subito in contatto con la ceramica locale in tutto il suo splendore, perché da lontano si vedono le maioliche dell’enorme cupola della Chiesa di San Giovanni Battista. Una volta giunti a riva si scopre che c’è molto di più da vedere: i vicoli, le case, i bar, i ristoranti, le botteghe e i templi. E già soltanto i muri, gli archi, i marciapiedi e le ringhiere vi incuriosiranno con decorazioni intricate, costringendovi inevitabilmente a scattare foto.

A Vietri la ceramica è un tutt’uno con il paesaggio, per non parlare delle numerose botteghe con piatti e boccali arcobaleno, tavolette e tavoli, anfore e vasi, statuine di asini. Non è un caso che questo museo a cielo aperto sia stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1997 per il suo ricco patrimonio artistico e culturale.

Terra, fuoco, aria e acqua sono quattro elementi senza i quali la ceramica è impossibile. Dall’argilla rossa, portata dalla provincia di Salerno, si ricava la forma desiderata su un tornio o mediante stampi a mano. Il fuoco e l’aria trasformano le materie prime in ceramica in un processo di cottura in due fasi. Invece l’acqua viene utilizzata per la smaltatura con smalto bianco, che conferisce lucentezza al prodotto finito e nel processo di verniciatura. Tutte le vernici utilizzate sono rigorosamente a base d’acqua e quindi atossiche, ideali per le stoviglie. Alcuni piatti sono delle vere e proprie opere d’arte, degne di un re: per esempio, l’ultimo re d’Italia, Umberto II di Savoia, scelse per la moglie un servizio da tavola vietrese.

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I segreti artigianali sono stati tramandati dal padre al figlio nel corso dei secoli. In città si diceva che anche il sangue dei maestri diventava multicolore, per abbinarsi alle loro creazioni. I soggetti per i dipinti venivano presi direttamente dalla vita quotidiana. Da qui l’abbondanza di barche e pescatori, venditori con cesti in testa, donne con vascelli o bambini piccoli, coppie di innamorati, processioni festose, musici e asini, divenuti poi un simbolo della ceramica locale. Ai disegni classici si aggiungono oggi scorci e panorami della costiera amalfitana, limoni come emblema della vicina Sorrento, decori marini, animali, motivi barocchi.

Per approfondire le tradizioni millenarie dell’antico mestiere dovete visitare il Museo della Ceramica, che occupa l’edificio di Villa Guarilla e si erge su una scogliera a picco sul mare, o semplicemente fare una piacevole passeggiata tra i vicoli di Vietri sul Mare.

 

Luogo
Campania
Parole chiave
arte, artigianato, ceramica

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