Milano: sulle orme di Leonardo da Vinci

Intorno ai trent'anni Leonardo approda a Milano in cerca di fama e fortuna, portando in dono al Moro uno strumento musicale che all'epoca in Italia nessuno sapeva suonare: una lira. Aveva scelto Milano per la sua ricchezza, pensando che vi avrebbe progettato armi e macchine da guerra per la signoria locale; finì invece col progettarvi tutt'altro, fortunatamente.

 

Per lo più rimasero disegni mai realizzati, come quelli del tiburio del Duomo o del sistema di chiuse dei Navigli; altre opere, tra cui la Vergine delle Rocce e la Dama con l’Ermellino, vennero portate a termine qui e vendute altrove.

Particolare del rilievo sul monumento a Leonardo da Vinci in Piazza della Scala / Shutterstock.com

Tra le opere rimase ci sono capolavori straordinari come l’Ultima Cena dipinta nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, il Ritratto di Musico e il Codice Atlantico conservati all’Ambrosiana, le sale del Castello Sforzesco destinate a ospitare le nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, e l’enorme cavallo in bronzo di fronte all’Ippodromo, che il maestro non riuscì a portare a termine in sedici anni di lavoro e che finì con l’essere costruito solo mezzo millennio più tardi, da un filantropo americano.

Ecco un itinerario per scoprire tutta la produzione artistica, ingegneristica e culturale di Leonardo da Vinci durante la sua permanenza ventennale a Milano. Si parte dal refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in corso Magenta, che conserva il capolavoro dell’Ultima Cena e si prosegue verso Palazzo delle Stelline per addentrarsi tra gli Orti di Leonardo. L’incontro con l’artista e lo scienziato diventa via via più diretto passando dal Castello Sforzesco verso il centro. Passeggiando lungo le mura esterne del Castello si fa visita alla Pinacoteca di Brera e, più a sud, a quella Ambrosiana. Infine, il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, in via San Vittore, per meglio comprendere il suo genio e il suo intuito senza tempo che si è poi tradotto nel capolavoro ingegneristico e architettonico del Naviglio Grande

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Monumento a Leonardo da Vinci in Piazza della Scala

Monumento a Leonardo / Shutterstock.com

La statua di Leonardo da Vinci si trova in Piazza della Scala, proprio davanti al tempio internazionale del bel canto. Il monumento offre un’immagine solenne e austera dello scienziato e ai piedi si trovano quattro suoi discepoli. La statua è stata realizzata con il marmo bianco di Carrara mentre, per il basamento, è stato utilizzato il granito proveniente da Baveno.

 

Cenacolo Vinciano o Refettorio di Santa Maria delle Grazie

Il Refettorio di Santa Maria delle Grazie accoglie uno dei capolavori assoluti dell’arte in Italia: il Cenacolo di Leonardo Da Vinci. La collocazione di quest’opera proprio all’interno del luogo dove i frati si riunivano per mangiare, non è per nulla scontata: la presenza di quest’opera, in mezzo al gesto quotidiano del pranzo e della cena, era di continuo richiamo ai frati, come a mostrare che la vita della comunità religiosa è un’estensione della vita di Cristo e degli Apostoli.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie © Luciano Mortula / Shutterstock.com

L’Ultima Cena venne commissionata a Leonardo da Ludovico Sforza, allora duca di Milano, nel contesto di un progetto di abbellimento del convento e della chiesa di Santa Maria delle Grazie. A questo progetto Ludovico Sforza ci teneva parecchio perché qui il principe intendeva situare la propria sepoltura.

Ultima Cena (Cenacolo Vinciano) © Wikimedia Commons

Leonardo con l’Ultima Cena creò in Italia settentrionale un mirabile esempio della nuova prospettiva, inaugurata nell’arte fiorentina, aprendo la parete di fondo del refettorio con l’illusione di una stanza spaziosa dal soffitto a cassettoni.

 

Palazzo delle Stelline

Il Palazzo delle Stelline è situato a poca distanza dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, uno dei monumenti milanesi più conosciuti e apprezzati. Da vedere nel Palazzo, gli scaloni di pietra e soprattutto il bel chiostro che crea un’atmosfera di raccoglimento e quasi di difesa dal mondo esterno.

Il chiostro del Palazzo delle Stelline © Institut français Milano / Flickr.com

Questo antico edificio, prende il nome dall’antico monastero delle suore Benedettine di Santa Maria della Stella (“Stelline”) che, trasformato più volte nei secoli, divenne orfanotrofio alla metà del Settecento. L’edificio nacque in questo contesto caratterizzato dall’impeto di carità e di solidarietà dei milanesi che non voleva dimenticare l’infanzia abbandonata e bisognosa.

Da non perdere anche il parco privato, di circa 5 mila metri quadrati, che la tradizione fa derivare dagli Orti di Leonardo, una vigna che Ludovico il Moro avrebbe donato all’artista in segno di riconoscimento per l’opera svolta al servizio del Ducato.

 

Castello Sforzesco

Замок Сфорца © Nattee Chalermtiragool / Shutterstock.com

Rocca difensiva, residenza, caserma militare, sede di musei e istituzioni culturali: diverse e complesse sono state le trasformazioni che nel corso dei secoli hanno modificato il Castello Sforzesco, tra i monumenti più rappresentativi e popolari di Milano.

All’interno va segnalata la Sala delle Asse, che si trova al primo piano del torrione nord-orientale del Castello Sforzesco di Milano. Prende il nome dalle assi di legno che si ritiene un tempo rivestissero le pareti. Gli intrecci vegetali con frutti e monocromi di radici e rocce sono una pittura parietale a tempera su intonaco di Leonardo da Vinci, databile al 1498 circa e conservata nella Sala.

Infine, all’interno del Castello ha sede inoltre la Raccolta Vinciana fondo librario dedicato a Leonardo da Vinci.

 

Pinacoteca Ambrosiana

Ospita la più ampia e stupefacente collezione di fogli leonardeschi, il Codice Atlantico, esposto grazie a mostre tematiche temporanee che si susseguono ogni tre mesi sia presso la Pinacoteca Ambrosiana che presso la Sacrestia del Bramante, all’interno del complesso di Santa Maria delle Grazie in Corso Magenta.

Con la prima di queste mostre, la Pinacoteca Ambrosiana ha aperto al pubblico anche l’Aula Leonardi, con lo splendido affresco dell’Incoronazione di spine di Bernardino Luini e nuova esposizione del Musico di Leonardo, l’incantevole Sala Federiciana, sede originaria della Biblioteca Ambrosiana, e il Peristilio, struttura seicentesca nella quale sono esposte altre opere leonardesche, come i nodi vinciani e il ritratto di Leonardo disegnato da uno dei suoi discepoli. Nessuna di queste tre sale era precedentemente visitabile dal pubblico.

Alla Pinacoteca è visibile anche la copia dell’Ultima Cena di Leonardo opera del Vespino, artista di Scuola Lombarda attivo a Milano nella prima metà del XVII secolo, facente parte della donazione Cardinale Federico Borromeo. Eseguita probabilmente dopo l’Ultima Cena, un’altra copia realizzata del Vespino, presente nella Pinacoteca, è La Vergine delle Rocce; l’originale si trova a Londra e all’epoca adornava la Cappella dell’Immacolata Concezione al Convento di S. Francesco Grande, vicino alla Basilica di Sant’Ambrogio.

 

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci

Ospitato in un monastero olivetano costruito nel XVI secolo, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” è il più grande museo scientifico e tecnologico italiano, con i suoi 40 mila metri quadrati di estensione.

Chiostro dell’antico monastero di San Vittore al Corpo, sede del Museo © drivingexpo2015.com

La collezione di modelli storici leonardeschi del Museo nacque per celebrare il quinto centenario della nascita di Leonardo. Sulla base dei manoscritti vinciani sono stati realizzati i modelli esposti. I disegni leonardeschi non sono solo progetti per macchine da costruire ma anche rilievi di opere già esistenti, proposte di miglioramento o studi sulla natura.

Presentazione del Museo

All’allestimento storico della Galleria Leonardo, dove l’esposizione dei modelli è arricchita da una serie di disegni sui suoi molteplici campi di interesse, si affianca un laboratorio dove è possibile utilizzare alcuni modelli interattivi per capirne il funzionamento e sperimentare le tecniche artistiche usate nel Rinascimento.

 

Conca dell’Incoronata

La conca deve il suo nome all’omonima chiesa del XIV secolo situata in fondo a corso Garibaldi. Successivamente fu chiamata anche, come il vicino ponte, Conca delle Gabelle perché in quel punto d’ingresso a Milano si esigeva il pagamento delle gabelle, cioè delle tasse indirette sugli scambi, i consumi di merci e il trasporto delle persone.

“Porte vinciane” © manoxmano.it

Presso la Conca dell’Incoronata, costruita nel 1496 con la consulenza di Leonardo da Vinci, si possono ancora oggi vedere un ponte antico in ceppo d’Adda e la chiusa, sprovvista di acqua, con i portoni di legno. Questi sono detti “porte vinciane” perché identici a quelli disegnati da Leonardo da Vinci e oggi visibili nel Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana.

 

Cavallo di Leonardo da Vinci

Una grande statua bronzea di un cavallo, ispirata ai disegni di Leonardo, si trova davanti al Parco dell’Ippodromo di Milano. L’opera è stata collocata qui nel 1999 su una struttura di marmo e granito che conferisce visibilità all’opera e assicura una fruizione completa da parte dei visitatori, che possono ammirarlo con lo splendido sfondo delle architetture liberty dell’Ippodromo.

Il Cavallo di Leonardo da Vinci di fronte all’Ippodromo © VisitaMilano / Flickr.com

L’importanza di quest’opera è data dal fatto che Leonardo era intenzionato a realizzare la più grande statua equestre del mondo, un lavoro impegnativo con il quale intendeva coniugare la bravura e l’estro artistico con le conoscenze tecniche del periodo.

L’idea di realizzare questo lavoro per celebrare le imprese di Francesco Sforza venne a Galeazzo Maria Sforza, il quale pensò di realizzare una statua di cavallo a grandezza naturale da collocare all’interno del Castello Sforzesco, o comunque in qualche altro luogo importante della città. Contattati vari artisti, il progetto non riuscì però a decollare. L’idea venne portata avanti, successivamente, dal fratello Ludovico nei primi anni del suo governo a Milano.

Biblioteca Reale di Torino. Gli studi sui cavalli di Leonardo da Vinci © blog.turismotorino.org

Leonardo però non si arrese e tentò di riprendere il lavoro, ma le speranze di portare a termine l’opera svanirono del tutto nel 1499, con la caduta del Moro. Leonardo lasciò Milano e il modello del cavallo venne addirittura distrutto dai soldati francesi che l’avevano scelto come bersaglio per le loro balestre.

 

Si ringrazia il portale Turismo Milano

Luogo
Lombardia
Parole chiave
Milano, stroria

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