10 ragioni per visitare la Sicilia

 

1. Perdersi nella Valle dei Templi ad Agrigento

Non potete perdervi questa meraviglia, dichiarata nel 1997 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La Valle dei Templi di Agrigento racchiude uno dei più grandi tesori dell’architettura greca. Questa include sette templi greci risalenti a un arco temporale che va dalla fine del VI secolo fino la fine del V secolo a.C. Fra questi il tempio detto della Concordia è ritenuto il meglio conservato al di fuori della Grecia, quelli di Ercole e Giunone sono parzialmente ricostruiti ed infine l’armonioso tempio detto dei Dioscuri è uno dei più famosi monumenti della Sicilia. Da Luglio a Settembre vengono organizzate anche visite notturne.

 

2. Assistere a uno spettacolo al teatro greco di Taormina

Il Teatro Greco è sicuramente il monumento più rappresentativo e importante presente a Taormina. Molto probabilmente il teatro venne costruito dai greci e venne poi ristrutturato in epoca romana. Il Teatro, che era nato per ospitare rappresentazioni drammatiche o musicali, si era trasformato durante l’epoca romana per far posto ai giochi gladiatorii e alle battaglie navali.

Il Teatro di Taormina è per grandezza il secondo più grande di Sicilia, dopo quello di Siracusa, ma è il più conosciuto al mondo ed il più ammirato. Lo squarcio, che il tempo ha aperto, lo ha arricchito della magnifica vista del golfo di Schisò e dell’imponenza dell’Etna, magnifica col suo pennacchio imbiancato per gran parte della stagione. A partire dagli anni ’50 è stato sfruttato per ospitare varie forme di spettacolo che spaziano dal teatro ai concerti, dalle cerimonie di premiazione del David di Donatello ai concerti sinfonici, dall’opera lirica al balletto.

 

3. Scoprire il barocco siciliano nella Val di Noto

Il Val di Noto rappresenta il mix ideale per chi vuole una vacanza a base di mare e di cultura: arte, spiagge bellissime, siti archeologici, centri storici e un paesaggio naturalistico mozzafiato. Nel 2002 l’Unesco iscriveva tra i siti Patrimonio dell’Umanità le otto città tardo-barocche del Val di Noto: Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli. Sono passati 13 anni e il Val di Noto continua ad essere una delle mete preferite delle vacanze in Sicilia. Una terra meravigliosa, ricca di monumenti, spiagge incantevoli, percorsi naturalistici, siti archeologici e prodotti tipici. Si tratta di otto importanti testimonianze dell’arte e dell’architettura barocca inserite in una cornice naturale unica al mondo.

 

4. Nuotare alle Isole Eolie

Le Isole Eolie, dette anche Isole Lipari, sono un Arcipelago di origine vulcanica, situato nel Mar Tirreno, a Nord della costa siciliana. Comprendono ben due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di vulcanismo secondario. Nell’anno 2000, le Isole Eolie sono state designate Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Dedicate una giornata all’Isola di Vulcano. La bellissima spiaggia nera vulcanica e la possibilità di immergersi nei fanghi, sempre vulcanici, fa ben presto dimenticare qualsiasi problema: dotati di grandi proprietà rigeneranti, i fanghi vulcanici sembrano quasi vivere di vita propria, e costituiscono già di per sé un’esperienza. La spiaggia, completamente nera, si arroventa tanto al sole da render impossibile camminarci a piedi nudi, e ha acque così limpide da rendere irresistibile un tuffo.

Lipari è l’isola più grande dell’arcipelago: le strette viuzze di case bianche e azzurre ricordano alcune isole greche o tunisine. Ma siamo in Sicilia, e i profumi e i sapori del luogo sono inconfondibili. A Lipari nasce infatti la Malvasia di Lipari DOC, un vino dolce dal colore dorato, che profuma di pesca, datteri e albicocche.

 

5. Ammirare i mosaici bizantini a Palermo

La Cappella Palatina ©  Renata Sedmakova / Shutterstock.com

I mosaici bizantini sono apparsi in Sicilia intorno al 1130, quando salì al trono Ruggero II, della dinastia degli Altavilla. I primi furono realizzati nelle più antiche chiese siciliane: nella chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio di Palermo e nella cattedrale di Cefalù.

La chiesa di Martorana a Palermo è stata decorata intorno al 1143 e il mosaico s’ispira a quello della Cappella Palatina col Cristo seduto sul trono al centro e circondato da quattro angeli. In una forma particolare devono essere inquadrate le opere artistiche che appartengono alla “Sala di Re Ruggero”, che indicano toni più cortesi e, da un certo punto di vista, più ispirati al mondo profano, con influenze a motivi musulmani.

I mosaici bizantini decorati nell’abside del Duomo di Monreale sorsero tra il 1180 e il 1190, anche se in parte prefigurati dalle decorazioni nelle navate della Cappella Palatina ai tempi di Guglielmo I. L’arte figurativa di Monreale si differenzia dalla continua frammentazione della linea e dai colori accesi.

 

6. Contrattare al Mercato della Vucciria a Palermo

La Vucciria © robertonencini / Shutterstock.com

La Vucciria si trova nel cuore del centro storico della città di Palermo, tra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, all’altezza dei Quattro Canti. Sorta fra il X e l’XI secolo, con l’interramento del porto antico, questo mercato offre di tutto, specialmente generi alimentari. Sembra infatti che il termine derivi – in epoca angioina – da una storpiatura del termine “boucherie”, che in francese indica il mercato della carne, mentre invece qualcuno sostiene che il nome rifletta la confusione che vivacizza ogni mercato, e che nel dialetto palermitano si chiama appunto “vuccirìa”.

Nel fine settimana, al calar della sera il mercato diventa invece il luogo di incontro dei più giovani che si riuniscono attorno al bancone dello “stigghiolaro” per gustare appunto le “stigghiola” (interiora condite con limone, pepe e sale abbondante) o il polpo appena bollito.

La Vuccirìa è un mondo a sé, un concentrato di colori, di odori, di sapori, di voci antiche: se ne accorse il pittore siciliano Renato Guttuso (1912-1987), che della Vuccirìa ha lasciato un quadro stupendo.

 

7. Ammirare le marionette dell’Opera dei Pupi

Opera dei Pupi / Shutterstock.com

Il teatro delle marionette ha un’origine antichissima e diffusa in molti paesi del mondo. In Sicilia assume una caratterizzazione unica che prende il nome de «L’opera dei Pupi» che si distingue dall’originario teatro delle marionette sia per i contenuti che per la tecnica. Nelle epoche passate il successo fu tale che furono trasposte e riarrangiate in versione marionettistica anche famose opere liriche e teatrali. Per secoli i Pupi Siciliani, abilmente animati da generazioni di «Pupari», hanno costituito l’unica fonte d’istruzione e una delle poche occasioni di svago e di divertimento per le classi più umili, divenendo poi però molte apprezzati dalla borghesia.

Un’altra peculiarità dei pupi siciliani é data dal fatto che ciascuno di essi é un’opera d’arte unica, una scultura di legno, metallo e stoffa, mossa da due aste metalliche, una sulla testa e l’altra nella mano destra, e da alcuni fili generalmente di spago, differenziandosi ancora di più dalle tradizionali marionette.

 

8. Salire la scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone

Quasi al centro della Sicilia si trova Caltagirone, cittadina barocca famosa soprattutto per le sue bellissime ceramiche prodotte da più di 1000 anni. Il punto più suggestivo della città è la Scalinata di Santa Maria del Monte dove potrete acquistare le ceramiche più belle di tutta la Sicilia.

La città di Caltagirone si sviluppa sui due lati di Via Roma, che conduce fino alla famosa scalinata di Santa Maria del Monte, una ripida salita incastonata tra gli edifici della città. I palazzi e i monumenti barocchi da visitare a Caltagirone sono molti: Villa Comunale, Piazza Umberto I, Chiesa di Gesù, il carcere borbonico, il teatrino, Chiesa dei cappuccini e i caratteristici quartieri di San Giorgio e San Giacomo. Famosa per le sue ceramiche, Caltagirone sposa lo stile barocco con palazzi ornati di bellissime pavimentazioni, in un’esplosione di esuberanza che rende questa città del Val di Noto davvero unica.

 

9. Aspettare il tramonto nelle saline di Trapani

Le saline di Trapani sono un esempio di natura profondamente “rivisitata” dall’uomo. La Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco copre il territorio compreso fra le città di Trapani e Paceco e, più precisamente, l’area che va dalla zona sud del capoluogo fino alla frazione di Salina Grande. Qui le strutture create secoli fa per la lavorazione del sale si sono fuse armoniosamente con il paesaggio naturale per dare vita ad un ambiente unico e profondamente suggestivo. Se ne coglie appieno la bellezza soprattutto al tramonto: quando cala il sole, ognuna delle vasche assume una tonalità diversa, dal rosa intenso al rosso fino al dorato. La Riserva è stata istituita nel 1995 per proteggere uno degli ultimi bacini ad acqua salata ancora presenti nella Sicilia occidentale. I suoi 986 ettari, divisi fra riserva e pre-riserva, sono affidati alla cura del WWF Italia.

 

10. Scoprire la cucina siciliana, accompagnata dal Marsala, dal Nero d’Avola o da un Moscato di Pantelleria

La Sicilia si è sempre distinta per la produzione del Marsala e del Moscato e ora si muove verso la produzione di vini bianchi fruttati e leggeri. Gran parte della DOC è rappresentata dal Marsala e questo rimane l’orgoglio della Sicilia, nonostante il tempo abbia un po’ abbondato del suo uso in cucina. Qui non ci sono molti vini con la denominazione di origine controllata perché la maggior parte hanno la classificazione IGT di Sicilia. Ci sono altre tre produzioni in Sicilia con la classificazione DOC: il vino bianco secco d’Alcamo, il Moscato di Pantelleria e la Malvasia di Lipari. Sicuramente il vino rosso Nero d’Avola è uno dei più conosciuti in Italia, ottimo per le serate in compagnia e perfetto da bere in una cena all’aperto. Il Nero d’Avola si abbina bene a grandi arrosti di carni rosse, selvaggina, brasati e formaggi maturi e saporiti.

 

Luogo
Sicilia
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10 ragioni, Sicilia

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