La Palermo arabo-normanna

Il 2 luglio 2015 la Palermo araba-normanna è stata iscritta al Patrimonio dell’Umanità UNESCO! Quale occasione migliore per conoscere uno dei tesori italiani più importanti e meno noti al grande pubblico?

 

La dominazione araba e poi quella normanna lasciarono profonde tracce nel substrato culturale ed architettonico di Palermo, con edifici particolari e caratteristici. Molto interessanti sono i mosaici, come quelli della Cattedrale e della Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni. Molti edifici di culto nati come moschee furono in seguito trasformati in chiese, come la chiesa della Magione che presenta ancora i resti di una torre araba, o San Cataldo che ha tre cupole rosse di gusto orientaleggiante. Altre strutture furono costruite in pieno stile arabo, ad esempio il Castello della Zisa, al cui interno si ammira anche una collezione di arte islamica.

 

La Cattedrale

La Cattedrale di Palermo / Shutterstock.com

La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Vergine Maria Santissima Assunta in cielo, è un edificio in cui convivono diversi stili. Il primo nucleo dell’edificio risale al 1185, quando l’arcivescovo Gualtiero Offamilio ne pose le prime pietre. Queste furono poste sull’area di una basilica trasformata in moschea dai Saraceni, e l’ultimo rimaneggiamento della Cattedrale risale alla fine del Settecento, quando l’interno della chiesa fu stravolto da Ferdinando Fuga. La cattedrale presenta quattro torri normanne ai lati e una facciata decorata da maestranze del Trecento e Quattrocento. Gotiche sono invece le torri a bifore e colonnine e le merlature del lato destro.

 

Il Palazzo Reale o dei Normanni

Il Palazzo Reale o dei Normanni e le cupole della chiesa San Giovanni degli Eremiti / Shutterstock.com

Il Palazzo Reale o dei Normanni sorge sui resti dei primi insediamenti punici di Palermo, di cui rimangono tracce visibili nei sotterranei. Il primo nucleo del Palazzo risale alla dominazione araba nel IX secolo. I Normanni in seguito trasformarono il Castello nel centro nevralgico della loro monarchia e realizzarono quattro torri collegate tra loro da portici e giardini. Si deve a Ruggero II la costruzione di una magnifica cappella interna al palazzo, definita “Cappella Palatina”, dedicata ai santi Pietro e Paolo e consacrata nel 1140.

Il complesso era collegato in origine alla Cattedrale da una via coperta. Gli Svevi vi ospitarono la Scuola Poetica Siciliana. Tornò in auge nel 1556 come dimora dei Vicerè spagnoli, che demolirono le torri e realizzarono l’imponente facciata. Oggi il Palazzo svolge un’importante funzione direttiva, essendo sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

 

Chiesa S. Maria dell’Ammiraglio o San Nicolò dei Greci, detta La Martorana

I mosaici all’interno della chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio / Shutterstock.com

La chiesa, destinata al rito greco bizantino, fu edificata nel 1143 da Giorgio Antiocheno, ammiraglio agli ordini di Ruggero II, e affidata al clero greco. Trae il nome dal vicino convento della Martorana, dal nome della fondatrice Eloisa Martorana. La chiesa, a croce greca, subì diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, dovuti soprattutto al passaggio dal rito greco a quello latino e viceversa; alla fine del Settecento furono abbattuti l’abside e il presbiterio.

 

Chiesa della Magione o della Santissima Trinità del Cancelliere

La facciata della chiesa della Magione / Shutterstock.com

La chiesa fu fondata nel 1191 dal cancelliere del regno normanno Matteo d’Ajello – da cui il nome – ed annessa all’abbazia cistercense contigua. Nel 1197 venne ceduta all’ordine dei Cavaliere Teutonici che ne aumentarono il prestigio. Nel 1782 la chiesa passò ai Borboni che ne ammodernarono la struttura, trasformandola da edificio medievale in neoclassico. Successivamente, per i danneggiamenti subiti fu parzialmente ricostruita. All’esterno la chiesa presenta un portale barocco e un interessante gioco di archi ciechi dietro le absidi. L’interno è a pianta basilicale con tre navate. Gli spazi ampi testimoniano il passato di abbazia, quando il rito era presieduto da tutta la comunità dei monaci. Molto interessante il chiostro cistercense in stile arabo normanno del XII secolo, con i resti di una torre araba.

 

Chiesa San Cataldo

La chiesa San Cataldo / Shutterstock.com

La chiesa fu edificata tra il 1154 e il 1160 da Majone di Bari e poi affidata ai Benedetti che la custodirono fino al 1787. Si presenta con elementi di gusto orientaleggiante come le tre cupole rosse che sovrastano la navata centrale, ed esternamente ha linee semplici arricchite da archi e merlature. Presenta tre navate suddivise da colonne di riuso. Molto bello il pavimento originale a mosaico. Oggi la chiesa è sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

 

Castello della Zisa e Museo d’arte islamica

Il castello della Zisa / Shutterstock.com

Il castello della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”) risale al XII secolo ed è una delle migliori testimonianze della dominazione arabo-normanna in Sicilia. Sorto come residenza estiva fuori città per lo svago del re, fu costruito dai Normanni su modello delle ricche residenze dei loro predecessori arabi. Oggi la Zisa ospita il Museo d’arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall’area mediterranea prodotte tra il IX e il XII secolo. Tra queste molto interessante risulta un’iscrizione cristiana in quattro lingue: ebraico, latino, greco bizantino e arabo, testimonianza della multietnicità di Palermo.

 

I Qanat

 

I qanat, nei Paesi asiatici e mediterranei, sono un’opera di ingegneria idraulica, che consente di sfruttare la falda acquifera sotterranea per portarla in zone lontane, per irrigazione o per altri bisogni, senza fare evaporare l’acqua. A Palermo i qanat, o “ngruttati, sono strette gallerie sotterranee scavate nel sottosuolo friabile della città, in calcarenite. Lungo i qanat si aprivano dei pozzi verticali in comunicazione con la superficie, consentendo l’approvvigionamento idrico di case, giardini e campi. Grazie a queste gallerie, la Palermo arabo normanna si arricchì di fontane, giardini, bagni pubblici e palazzi lussureggianti. I qanat oggi visitabili a Palermo sono tre: Il Gesuitico basso (o della Vignicella), il Gesuitico alto e quello dell’Uscibene, in cui è presente una splendida Camera dello Scirocco.

 

La Cuba

Il castello della Cuba © Sebastian Fischer / Wikimedia Commons

Insieme alla Zisa, la Cuba è rappresentativa dell’architettura fatimita in Sicilia. Fu costruita nel 1180 da Guglielmo II come luogo per il riposo del sovrano nelle ore più calde. L’edificio ha pianta rettangolare con quattro torri e la sua architettura lascia pensare che fosse costruita in modo da accogliere al meglio i venti freschi e offrire così riparo dalla calura. Nel corso dei secoli la Cuba cambiò spesso destinazione d’uso e se nel XVI sec. divenne un lazzaretto per gli appestati, durante il periodo borbonico fu adibita a caserma.

 

Il Duomo di Monreale

All’interno del duomo di Monreale © Andreas Zerndl / Wikimedia Commons

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Nuova, è stato costruito nel 1174 da Guglielmo II d’Altavilla. La facciata è abbellita da un portico a trifora e da due torri fortificate. All’interno le tre navate sono divise da colonne antiche sormontate da capitelli di evidente origine classica; la navata centrale è coperta con una struttura lignea a doppia falda. Le pareti delle tre absidi sono rivestite da decorazione musiva in oro, realizzata tra il XII e il XIII secolo da artisti locali e veneziani di scuola bizantina.

foto nello slider © Cezary Wojtkowski / Shutterstock
Luogo
Sicilia
Parole chiave
arte, Palermo, Sicilia, storia, UNESCO

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