Pienza “la città ideale”

I Piccolomini erano una ricca famiglia senese di letterati e cardinali, mercanti e soldati di ventura, ed Enea Silvio nacque nel castello del piccolo borgo di Corsignano, ma diventato potente, per ospitare come si conviene sé e la sua corte, volle trasformare completamente il volto del suo paese natale.

Fece allora abbattere e ricostruire tutto (risparmiando solo la chiesa di San Francesco), pur rispettando la struttura del borgo medioevale, allineato lungo l’unica arteria longitudinale da Porta al Ciglio a Porta al Prato, nella quale confluivano a pettine le piccole vie laterali. Anche il nome cambiò, e così nacque Pienza.

Centro storico di Pienza
Centro storico di Pienza / Shutterstock.com

L’opera è rimasta incompiuta, forzatamente sospesa per la morte nel 1464 dell’architetto e del papa che l’aveva ispirata, ma è quanto basta per rappresentare la “città ideale” concepita dalla cultura umanistica del Rinascimento, teorizzata dall’architetto e trattatista Leon Battista Alberti – maestro del Rossellino – studiando le proporzioni costruttive applicate nel mondo classico.

Pienza è città basata sull’armonia delle forme e degli spazi, ordinata e razionale, costruita a misura d’uomo.

Allora considerato il fulcro del mondo terreno ma in contatto con quello divino, nella quale l’amore sacro e quello profano vanno di pari passo.

Chiesa di San Francesco / Shutterstock.com

Pienza occupa la sommità di un colle della Val d’Orcia, una delle zone maggiormente ispiratrici dell’iconografia classica del paesaggio toscano; arrivarci è quindi un preludio assolutamente appagante. Ma, entrati nel borgo, il mondo esterno sembra scomparire e riappare solo come uno sfondo al di là dei cancelli di ferro battuto che chiudono i giardini all’italiana o incorniciato dalle finestre dei palazzi, quasi fosse un dipinto appeso alle pareti.

Val d'Orcia
Val d’Orcia / Shutterstock.com

Terme di Bagno Vignoni

Già gli antichi Romani conoscevano le qualità terapeutiche delle acque termali di Bagno Vignoni, un antico borgo della Val d’Orcia a quindici chilometri da Pienza, su un pianoro circondato dal verde dei cipressi e dal giallo delle ginestre. Pio II qui fece edificare una lussuosa villa (oggi Hotel Le Terme) dove ospitò prelati e politici. Le acque, leggermente radioattive, sono indicate nella cura di disturbi delle vie respiratorie, infiammatori, artrosi, sciatalgie, sgorgano a 51°C da una sorgente e vengono convogliate nella grande vasca cinquecentesca nel centro del paese. Aperta al pubblico è la piscina termale presso l’albergo Posta Marcucci.

Da vedere

Tutta Pienza si racchiude intorno alla piazza che porta il nome di Pio II, e che sorge sulla pianta dell’antico castello dei Piccolomini; trapezoidale nella forma, sobriamente pavimentata in cotto toscano, con al centro un pregevole pozzo e contornata dagli edifici allora considerati più importanti: la cattedrale, con l’interno di tipo gotico tedesco e la facciata in travertino ispirata agli edifici dell’Alberti; il Palazzo Comunale con il bel portico e le torri merlate; il Palazzo Vescovile (ora sede del Museo Diocesano con la ricchissima raccolta di opere d’arte, quadri, oreficeria, arazzi, arredi sacri, sculture lignee), e – ovviamente – il nuovo palazzo Piccolomini, ispirato al fiorentino palazzo Rucellai, con il cortile e la loggia affacciata sul giardino pensile. Discosti erano la piazza del Mercato e le case a schiera per i poveri, anch’esse volute da Pio II a completare “la città ideale”.

Luogo
Toscana
Parole chiave
arte, città ideale, itinerario, Pienza

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