Un weekend a… Verona

Verona è la seconda città dopo Roma, in Italia, ad avere tanti resti romani così ben conservati: l’Anfiteatro, il Teatro Romano, Ponte di Pietra sull'Adige, l’Arco di Trionfo dei Gavi e le porte della città a difesa e celebrazione dell’Impero romano.

 

Basta fare una semplice passeggiata perché ci si svelino i resti e i fasti della magnificenza di un tempo passato. Il viaggiatore cammina sopra i resti di ville e mosaici delle antiche domus romane che si trovano sotto il livello della strada e possono essere visitati nell’area archeologica degli Scavi Scaligeri o nella Villa di Valdonega.

 

La storia

Le tracce dei primi contatti con Roma risalgono al IV secolo a.C. quando le genti che abitavano in quest’area iniziarono a stabilire frequenti rapporti commerciali con l’Urbe. Con lo sgretolarsi dell’Impero Romano d’Occidente la città fu dapprima convertita al cristianesimo (tra il III ed il IV secolo) e poi divenne terra di conquista per numerosi invasori che giunsero d’oltralpe.

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Porta Borsari, patrimonio romano a Verona / www.shutterstock.com

Un breve periodo di prestigio in un’epoca buia fu quello dal 493 al 526, quando Teodorico, Re degli Ostrogoti, la scelse come una delle sue residenze favorite, dotandola di palazzi, acquedotti, terme e nuove mura difensive. Sede pontificia dal 1181 al 1185 con Papa Lucio III essa fu attiva nelle battaglie che portano i liberi comuni a difendere la propria autonomia dai tentativi di restaurazione del Barbarossa e di Federico II di Svevia.

Vista panoramica della città medievale / Shutterstock.com

Al tramonto delle libertà comunali, dopo la breve parentesi della signoria di Ezzelino da Romano, seguì il periodo degli Scaligeri, iniziato nel 1263 e protrattosi per oltre 120 anni. La famiglia Dalla Scala utilizzò ogni mezzo per giungere al potere, ma una volta al governo procurò alla città un lungo periodo di prosperità economica come non si ricordava dai tempi dell’antica Roma. Edificarono castelli, chiese e palazzi, facendo di Verona uno dei poli culturali dell’Italia tardo medioevale in cui furono ospitati i più celebrati artisti dell’epoca, tra cui Giotto, Dante e Petrarca, che nel 1345 scoprì nella Biblioteca Capitolare un codice dell’Epistolario di Cicerone.

Ponte di Castel Vecchio, conosciuto anche come ponte Scaligero, illuminato di notte / Shutterstock.com

Il 17 ottobre del 1797 con la firma del trattato di Campoformio l’intera regione passò sotto il controllo degli Austriaci, che prosegui per settant’anni sino al 1866, con una parentesi dal 1805 al 1814 nella quale Verona entrò a far parte del Regno Italico. In questo periodo vengono realizzate numerose opere di fortificazione, tra cui i forti militari di Pastrengo, l’Arsenale e castel San Pietro.

 

Cosa vedere

L’Arena

Uno spettacolo all’Arena di Verona © Foto Ennevi / Arena di Verona

E’ il monumento per eccellenza di Verona, sede d’importanti manifestazioni e rassegne musicali, quello che ricorda il passato romano della città e il terzo anfiteatro, tra quelli a noi giunti, per dimensioni dopo il Colosseo di Roma e l’Anfiteatro di Capua. L’Arena fu eretta nel I secolo d.C. Si tratta di una costruzione ellittica con una ininterrotta sequenza formata da 27 doppie arcate in pietra.

“Aida” all’Arena di Verona © Foto Ennevi / Arena di Verona

Durante gli anni dell’Impero romano (fu costruita durante tra l’impero di Augusto e quello di Claudio) accoglieva i combattimenti dei gladiatori e il nome deriva dalla sabbia “Harena” che ricopriva il terreno e che serviva ad assorbire il sangue rimasto dopo i combattimenti. Nel corso dei secoli ha ospitato tornei, giostre, duelli, balletti, circhi, corride e dal 1993 ospita la più grande stagione lirica all’aperto del mondo, un’esperienza da non perdere.

 

Piazza Bra

Per visitare Verona è naturale partire dalla centralissima Piazza Bra, che fonde nella solare ed accesa luminosità che l’attraversa edifici di epoche ed architetture diverse. L’Arena, palazzo Barbieri e la Gran Guardia sono quelli più celebri ed ammirati, ma non da meno sono la Fontana delle Alpi, il Liston con i suoi palazzi nobiliari, le mura viscontee, la statua di Vittorio Emanuele II e la Torre Pentagona.

Piazza Bra / Shutterstock.com

Nel mezzo dei secolari abeti che ornano il giardino centrale, c’è la Fontana delle Alpi, che dal 1975 ricorda il gemellaggio tra la città scaligera e Monaco di Baviera. I Veronesi con affetto la chiamano “struca limoni” per quella sua forma singolare che ricorda uno spremi agrumi, e amano festeggiare le grandi imprese sportive con un bagno nelle sue acque.

Piazza Bra. La facciata dell’Arena di Verona e un’installazione per il Natale © Isaac74 / Shutterstock.com

Di fronte c’e’ Palazzo Barbieri, sede dell’amministrazione municipale e delle riunioni del Consiglio Comunale. E’ un imponente edificio in stile neoclassico che fu realizzato tra il 1836 ed il 1848; ispirato alle forme degli antichi templi romani si presenta con una maestosità che lascia sconcertati, offrendo una visione globale di tutta la facciata. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio sporgente a cui si accede per un’ampia gradinata, sovrastato da un grande frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città. Le due ali sono decorate da grandi mezze colonne che ne amplificano la monumentalità e scandiscono le finestre rettangolari dei due piani; quelle al primo piano sovrastate da archetti incavati, e quelle al secondo da un mezzanino.

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Palazzo della Gran Guardia / (c) wikimedia.commons

Poco oltre si erge la Gran Guardia, un monumentale palazzo che pare quasi voler gareggiare con la gran mole dell’Arena; iniziato nel 1610, fu inaugurato solo nel 1853 a causa delle continue interruzioni nei lavori. Disposto su due piani e un attico ha una lunghezza di quasi novanta metri, con tredici maestose arcate in robusto bugnato rustico che sostengono il piano nobile. Questo si eleva su un architrave a metope e triglifi, finemente ritmato da grandi finestre rettangolari separate da semicolonne doriche binate, inquadrate in un’alternanza armonica di timpani triangolari e curvilinei.

 

Piazza delle Erbe

Per molti secoli Piazza Erbe è stata il fulcro della vita sociale, economica e religiosa di Verona. In epoca romana ospitava il Foro, di cui l’attuale piazza serba l’originale lunghezza: vi erano il Campidoglio, Templi e Terme, collegati da un porticato che ospitava numerosi negozi. Nel periodo comunale fu la sede del potere politico e con gli Scaligeri divenne un centro vivace di arti e commerci.

Piazza delle Erbe vista dalla Torre dei Lamberti © Christian Mueller / Shutterstock.com

Iniziando la visita dal lato orientale della piazza, quello sulla destra arrivando da via Mazzini, in primis si trova il duecentesco Palazzo della Ragione (anche detto Del Comune), che fu per secoli il centro del potere politico cittadino. Il palazzo è sovrastato dalla Torre dei Lamberti, eretta nel 1172 dall’omonima famiglia seguendo lo stile romanico tipico dell’epoca ed ancor oggi visibile nella parte bassa, realizzata con mattoni alternati al tufo. Nei secoli ha subito vari innalzamenti, in un susseguirsi di materiali e stili sempre tra loro felicemente intonati, sino al 1464 quando, con l’aggiunta della cella campanaria ottagonale è arrivata a 84 metri e diventata la torre più alta di Verona.

Turisti in Piazza delle Erbe © meunierd / Shutterstock.com

Sul lato nord occidentale della piazza, quello minore, sono presenti due costruzioni di notevole interesse storico ed artistico: il barocco Palazzo Maffei e l’antica Torre del Gardello. Il palazzo risale al XVII secolo e con esso lo stile barocco fece il suo maestoso ingresso a Verona, nell’imponenza di questo elegante e sofisticato edificio su tre piani in cui la bellezza della facciata rapisce in un lampo fulmineo di complessità. Particolare ammirazione meritano le sei statue mitologiche presenti sull’elegante balaustra, tutte in marmo locale, tranne quella di Ercole, che apparteneva ad un tempio risalente al I secolo a.C. (i cui resti sono ben visibili nei sotterranei del ristorante presente al pianterreno).

La fontana “Madonna Veronese” in Piazza delle Erbe e il palazzo Maffei in fondo sulla sinistra © meunierd / Shutterstock.com

La Torre del Gardello è duecentesca, ma deve il suo aspetto attuale a Cansignorio della Scala, che nel 1363 la fece sistemare ed elevare all’attuale altezza di 44 metri. All’angolo con via Pellicciai si erge la maestosa Domus Mercatorum, fatta edificare nel 1301 dagli Scaligeri come sede di Arti e Mestieri quando la piazza accolse il Mercato Nuovo voluto per ampliare il Mercato Vecchio sito nell’omonima piazzetta. Nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni e cambi di destinazione, tornando all’aspetto originario di casa-fortezza medioevale con merlature e finestre bifore alla fine dell’ottocento.

 

Ponte di Pietra

Venne costruito nel primo secolo avanti Cristo per sostituire un precedente ponte il legno. E’ sicuramente il più antico monumento romano della città, sicuramente uno dei monumenti più belli e uno dei simboli visivi di Verona. In epoca romana erano sette i ponti che attraversavano l’Adige in vari punti della città, e due lo facevano in prossimità del teatro Romano: il Ponte Marmoreus (Ponte di Pietra) ed il Ponte Postumius (ponte Postumio). Nel 905 quest’ultimo fu semidistrutto da una piena dell’Adige e, dopo tre secoli, nel 1239 esso cedette definitivamente al fiume.

Ponte di Pietra / Shutterstock.com

In oltre duemila anni di storia, numerose piene devastanti e crolli a cui seguirono altrettante ricostruzioni, hanno conferito al Ponte di Pietra l’attuale configurazione a schiena d’asino con arcate asimmetriche, assai diversa da quella originaria. La bellezza di Ponte di Pietra risiede proprio in quell’originale susseguirsi di materiali che testimoniano le diverse fasi costruttive e le vicissitudini subite. Il momento ideale per fare una passeggiata sul Ponte di Pietra è alla sera quando una sapiente illuminazione, i riflessi e lo sciabordio dell’acqua lo rendono uno dei posti più romantici della città scaligera.

 

Casa di Giulietta

Giulietta e Romeo, i due innamorati più famosi al mondo sono stati immortalati dalla penna di William Shakespeare. A fare da sfondo alla loro tragedia Verona, una della città più belle d’Italia, un patrimonio storico e culturale dell’umanità che ha incantato pittori, poeti, viaggiatori e personaggi illustri di ogni epoca. La storia dell’amore infelice di Giulietta e Romeo si ambienta in due luoghi ben precisi, la Casa di Giulietta e la tomba.

Famoso balcone nel cortile della casa di Giulietta / Shutterstock.com

La casa risale al XIII secolo. E’ una casa Torre per lungo tempo di proprietà della famiglia Dal Cappello il cui stemma è scolpito sull’arco interno del cortile. Sulla facciata si trova il famoso balcone dal quale Giulietta si sarebbe affacciata per parlare con Romeo. La Casa di Giulietta è visitabile e offre una verosimile ricostruzione di una dimora del quattordicesimo secolo disposta su più livelli e grazie al restauro degli affreschi che ne impreziosivano le pareti, alle cassapanche intarsiate, ai camini in mattoni. In fondo al cortile della dimora si trova la Statua di Giulietta. Opera dello scultore Nereo Costantini che, ogni anno, viene visitata da migliaia di turisti.

 

Teatro Romano

Costruito sulle pendici del colle di San Pietro verso la fine del I sec. a.C., oggi rimangono del teatro originario solo la cavea e la gradinata, oltre ad alcune arcate di logge e i significativi resti della scena. Nei secoli, alcuni edifici civili e religiosi furono costruiti sulle rovine del teatro. I lavori di recupero presero il via nel 1834.

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Teatro Romano / www.shutterstock.com

In posizione più elevata rispetto al Teatro Romano, il Museo Archeologico è situato nell’ex convento quattrocentesco di San Girolamo. Istituito nel 1924, il museo espone centinaia di reperti archeologici del territorio veronese e materiali di collezioni cittadine, sebbene siano molte di più le opere conservate nei suoi magazzini ed esibite in occasione di particolari mostre.

 

Torre dei Lamberti

Costruita in tufo, mattoni e marmo in epoca medievale, il restauro della Torre dei Lamberti risale al 1464 e il suo completamento con il grande orologio al 1779. Alta 84 m, sorge a fianco del Palazzo della Ragione, ed è famosa per le sue due campane, il Rengo e la Marangona, che un tempo scandivano la vita della città suonando le ore o gli allarmi d’incendio (Marangona) e radunando il Consiglio Comunale o richiamando alle armi i cittadini (Rengo).

Torre dei Lamberti vista dal cortile del Palazzo della Ragione / Shutterstock.com

La sommità della torre è raggiungibile sia con le scale che con l’ascensore. Da qui si può godere di uno dei panorami più belli del centro storico cittadino e dell’intero territorio.

 

Duomo

Seppur celata in una piazza minuscola ed austera, il Duomo di Verona è la chiesa più bella e preziosa della città. Esternamente armoniosa e alta sui tetti del centro, fu edificata sui resti di una precedente basilica paleocristiana; venne consacrata nel 1187 da Papa Urbano III e dedicata a santa Maria Assunta.

La cattedrale di Santa Maria Matricolare / Shutterstock.com

Nel corso dei secoli il Duomo di Verona è stato oggetto di numerosi interventi, volti ad accrescerne le strutture e migliorarne le forme: verso la metà del quattrocento fu ampliata, sopraelevando le navate ed inserendo sulla facciata elementi tardogotici; nel cinquecento l’architetto Michele Sanmicheli circondò l’abside con uno splendido Tornaco e progettò il campanile; nel XVIII secolo le cappelle laterali del SS Sacramento e della Madonna del Popolo furono riprese con forme barocche; nel 1880 venne rifatto il pavimento in marmo e nel 1913 ripresero i lavori per completare il campanile. La sua facciata, tripartita da contrafforti triangolari, è una singolare fusione di gotico e romanico: un’architettura di colori dominata dallo splendido protiro a due livelli.

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Interni e particolari del Duomo di Verona / www.shutterstock.com

Nella parte inferiore esso è sorretto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono un arco a tutto sesto, ai cui lati sono scolpiti motivi vegetali, scene di caccia e figure di santi. Nella parte superiore viene riproposto l’arco a tutto sesto, sormontato da un timpano con archetti che poggiano su otto colonne.

Particolare del portale. Le figure dei profeti © Renata Sedmakova / Shutterstock.com

Il magnifico portale è scolpito con immagini di profeti e di animali, sovrastato da una lunetta in cui è visibile un bassorilievo policromo che ritrae la Madonna in trono col Bambino, circondata dai Magi e dai Pastori accorsi all’annuncio. Volgendo lo sguardo verso l’alto si notano facilmente gli interventi che nel quattrocento e cinquecento portarono ad un innalzamento dell’edificio, inserendo in facciata le due grandi finestre biforate, il rosone centrale circondato da una loggia cieca con otto copie di piccole colonne; il tutto sovrastato da un ultimo slanciato livello che culmina nello stemma del cardinale Agostino Valier, che fu Vescovo di Verona per tre decenni (dal 1565 al 1599) e importante membro del Sant’Uffizio.

 

La cucina

La tradizione culinaria veronese è ricca di piatti che nascono dall’unione tra i prodotti tipici locali e la fantasia dei cuochi. Uno dei piatti storici veronesi nasce da un prodotto povero come la patata che diventa gnocco, celebrato ogni anno durante il venerdì grasso incontrastato re del carnevale veronese. Tra i primi piatti non si possono scordare i tortellini di Valeggio sul Mincio, i bigoli con l’anatra, e il risotto col tastasal.

Tortellini di Valeggio sul Mincio al tartufo

Non bisogna dimenticare nemmeno i grandi formaggi della terra veronese. Dai pascoli della Lessinia, il formaggio Monte Veronese viene prodotto in tre diverse tipologie. Gli ingredienti principali sono innanzitutto l’ottimo latte prodotto da aziende agricole ubicate nei territori della comunità montana, cui si aggiunge rispetto della tradizione, passione, esperienza e ambienti igienicamente controllati.

Riso col tastasal

A Verona troviamo tutta la cucina veneta, florida di tradizione, sostanziosa, fantasiosa. La varietà del territorio della provincia ha fatto sì che la tradizione culinaria si potesse avvalere di prodotti agricoli di straordinaria qualità, arricchendo la tavola in particolare con il delicato olio d’oliva del Garda e con eccellenti vini.

Bigoli con l’anatra

Con 2 milioni di quintali, pari a 1 milione e 500 mila ettolitri di vino a Denominazione di Origine Controllata, Verona è la prima provincia d’Italia per produzione di vini DOC. Dei 22 vini DOC prodotti nel Veneto, ben 10 provengono dalle colline veronesi, mentre entrambi i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Bardolino Classico DOCG e Recioto di Soave DOCG) sono Made in Verona. I vigneti veronesi seguono l’andamento dell’arco collinare che partendo dal lago di Garda abbraccia tutta la provincia fino alla Val d’Alpone al confine con Vicenza.

Le vigne della zona di Valpolicella

Un’ampia fascia di produzione che si traduce in una grande varietà di vini prodotti: attorno al lago e sulle sue colline moreniche troviamo Bardolino, Lugana, Custoza e Garda; Valpolicella, Val Pantena, Val Squaranto, Val Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone sono invece la patria del Valpolicella e del Soave; all’estremo est troviamo poi il Durello dei Monti Lessini; a nord lungo la Val d’Adige e la Val Lagarina dove è stato riscoperto e rivalutato un vitigno autoctono di grande tradizione: l’Enantio.

Come arrivare

In aereo

L’aeroporto della città è il Catullo/Villafranca, situato a 12 km dal centro di Verona. Per informazioni: Aeroporto di Verona. L’aeroporto è collegato alla stazione ferrovia di Porta Nuova. Verona è collegata con diversi voli di linea giornalieri con Milano Linate, Roma e le principali città del centro sud, così come con le maggiori città europee.

In treno

La stazione principale è Verona Porta Nuova, all’incrocio delle due più importanti linee ferroviarie Milano-Venezia e Roma-Brennero, oltre che la linea ferroviaria Verona-Mantova-Modena. Per informazioni: Trenitalia.

In auto

La città e’ raggiungibile con due autostrade, l’A4 Torino-Venezia (anche conosciuta come “Serenissima”) e l’A22 del Brennero.

Contatti

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Luogo
Veneto
Parole chiave
arte, storia, Verona, weekend

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