I Teatri Lirici Italiani – Parte I

Vi invitiamo in un viaggio nella cultura e nella storia italiana, attraverso alcuni dei più bei teatri d’opera della Penisola.

 

L’Italia vanta un patrimonio di oltre 60 teatri lirici tutt’ora attivi. Ai capolavori architettonici noti in tutto il mondo come La Scala di Milano, la Fenice di Venezia e il San Carlo di Napoli, si affiancano decine di teatri storici che contribuiscono, rappresentazione dopo rappresentazione, a mantenere viva la grande tradizione operistica italiana e europea.

 

Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma

Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche istituzioni musicali al mondo: fondata ufficialmente nel 1585 da Papa Sisto V, è diventato nel tempo un Ente concertistico sinfonico di fama internazionale.

Nel XIX secolo, l’Accademia allargò il novero dei propri soci oltre l’ambito musicale, aprendo a poeti, danzatori, musicologi-filologi, liutai e perfino regnanti ed Ambasciatori in qualità di mecenati.

Tutti i maggiori esponenti del mondo musicale europeo, in qualità di soci onorari, furoni iscritti. Tra gli altri: Cherubini, Morlacchi, Mercadante, Donizetti, Mayr, Rossini, Pacini, Paer, Paganini, Spohr, Auber, Adam, Baillot, Liszt,Mahler, Cramer, Thalberg, Czerny, Moscheles, Mendelssohn, Berlioz, Thomas, Halévy, Gounod, Meyerbeer, le danzatrici Maria Taglioni, Fanny Cerrito, l’attrice Adelaide Ristori, i librettisti Jacopo Ferretti e Carlo Pepoli. Fra i regnanti, la Regina Vittoria d’Inghilterra con il marito Alberto, Gugliemo IV di Prussia e la moglie, Elisabetta Luigia, i sovrani di Napoli, Ferdinando II e la moglie, Maria Teresa Isabella d’Austria.

Evoluto come ente moderno, l’Accademia attuale affianca a un corpo accademico costituito da 70 membri effettivi e 30 onorari, nel quale figurano i maggiori musicisti italiani e stranieri, un’orchestra e un coro sinfonici noti e apprezzati in tutto il mondo.
Dal 2005 il direttore musicale dell’orchestra è Antonio Pappano. La sede attuale dell’Accademia è il complesso architettonico l’auditorium Parco della Musica, opera di uno dei più grandi architetti del XX secolo, Renzo Piano.

 

Arena di Verona

Costruita tra il I e il III secolo d.C., l’anfiteatro fu utilizzata, al pari del Colosseo, per offrire ai cittadini veronesi svariate tipologie di giochi e di spettacoli, tra i quali anche lo scontro tra gladiatori e il circo.

L’Arena di Verona è un grandioso anfiteatro romano, terzo per grandezza in Italia e il meglio conservato, e il monumento che più di ogni altro è simbolo di Verona in tutto il mondo.

L’impiego dell’Arena come teatro lirico risale al 1913 quando, il 10 ottobre, si tenne la prima rappresentazione dell’Aida, che aprì ufficialmente la stagione lirica in Arena, voluta dal tenore veronese Giovanni Zenatello per celebrare il centenario della nascita del compositore Giuseppe Verdi. Da allora ogni estate l’Arena ospita seicentomila spettatori ripartiti su una cinquantina di serate, con cinque o sei produzioni che si alternano, a cui hanno partecipato tutti i più grandi interpreti lirici del mondo.

Chi assiste ad uno spettacolo in Arena rimane colpito dalla grandiosità scenografie, che cambiano veloci durante gli intervalli; dalle dimensioni della buca d’orchestra, che accoglie 150 musicisti; dalle scene di massa durante le quali il palcoscenico contiene, oltre all’orchestra, anche 200 artisti del coro, 100 ballerini e 200 comparse.

 

Teatro Sferisterio di Macerata

Lo Sferisterio è una struttura unica per struttura architettonica e per la straordinaria acustica che caratterizza il Teatro. La costruzione ha avuto inizio nel 1820 per volere di cittadini maceratesi benestanti e l’inaugurazione risale al 1829; per circa un secolo lo Sferisterio ospita diversi tipi di spettacoli pubblici, celebrazione di feste pubbliche, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive.

Solamente nel 1921,dunque, la prima opera lirica – L’Aida di Giuseppe Verdi – debutta allo Sferisterio. Dopo la Seconda guerra mondiale, sotto la guida del Direttore Carlo Perucci, il Teatro riprende la sua ascesa, riprendendo le stagioni liriche che hanno successo a livello internazionale.

Da allora, gli artistici lirici più famosi al mondo ne calcano il palcoscenico:: tra gli altri Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Montserrat Caballé, Placido Domingo.

Dal 2012 il Festival, diretto da Francesco Micheli, ha preso il nome di “Macerata Opera Festival”.

 

Teatro alla Scala di Milano

La Scala è senza dubbio uno dei teatri più noti a livello internazionale e uno dei simboli della Città di Milano nel mondo.

Il teatro prende nome dalla Chiesa di Santa Maria alla Scala, a sua volta così intitolata in onore della committente Regina della Scala. La chiesa fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto al teatro, inaugurato il 3 agosto 1778 con “L’Europa riconosciuta”, opera composta per l’occasione da Antonio Salieri.

Nel 1812, con l’avvento di Rossini, la Scala diventa il luogo deputato del melodramma italiano, della sua evoluzione lungo un secolo e della sua tradizione esecutiva fino ai nostri giorni.

Il compositore la cui figura è maggiormente legata al teatro della Scala è tuttavia, senza dubbio, Giuseppe Verdi: il trionfo di Nabucco nel 1842, per il forte sentimento patriottico che suscita all’alba del Risorgimento italiano, rafforza le radici popolari del melodramma stesso e ne identifica l’immagine con la Scala.

La storia del teatro nel 900 è legata ai nomi dei grandi artisti che ne hanno calcato il palcoscenico. Una carrellata, necessariamente incompleta, non puo’ che ricomprende i direttori Arturo Toscanini, Claudio Abbado, Riccardo Muti e Daniel Barenboim, i cantanti Maria Callas, Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Giulietta Simionato, Mirella Freni, Shirley Verrett, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Nicolai Ghiaurov, Piero Cappuccilli, i registi Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, i grandi coreografi e i ballerini Leonide Massine, George Balanchine, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Luciana Savignano.

 

Teatro Carlo Felice di Genova

La costruzione del teatro Carlo Felice inizia nel 1825 su progetto dell’architetto genovese Carlo Barabino e dura tre anni. Il 7 aprile 1828, alla presenza dei sovrani del Regno di Sardegna, Carlo Felice e della Regina Maria Cristina di Savoia, si svolge l’inaugurazione, con la rappresentazione dell’Opera di Vincenzo Bellini, Bianca e Fernando.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero in grande parte il teatro, la cui ricostruzione ha richiesto diversi decenni. Nel 1991 si svolse la nuova inaugurazione: il nuovo teatro recupera in toto ciò che rimaneva delle antiche strutture, rinnovando completamente gli interni.

Il teatro ospita la stagione d’Opera lirica, il Balletto, una stagione Sinfonica oltre a diversi recital.

 

Teatro Comunale di Bologna

La costruzione del Teatro Comunale di Bologna risale al 1756, quando la Municipalità affidò incarico al celebre architetto Antonio Galli da Bibbiena di realizzare un nuovo «Teatro Pubblico» nel luogo dove sorgeva Palazzo Bentivoglio (la sfarzosa “Domus Aurea” della famiglia omonima, distrutta dal popolo bolognese nel 1507, ancora visibile nella sezione del teatro dov’è l’ingresso degli artisti).

La costruzione iniziò nel 1756 e il teatro fu inaugurato il 14 maggio 1763 con l’opera seria Il trionfo di Clelia su libretto di Metastasio, con musica di Gluck scritta per l’occasione.

Il teatro fu il primo in Italia a rappresentare in assoluto un’opera di Richard Wagner mettendo in scena nel 1871 il Lohengrin e altre opere quali il Tannhäuser (1872), Der fliegende Holländer (1877), Tristan und Isolde (1888), Parsifal (1914): in quegli anni Bologna fu pertanto soprannominata la “Città wagneriana” e venne concessa al compositore tedesco persino la cittadinanza onoraria.

Il XIX secolo vide la presentazione di venti opere di Gioacchino Rossini, mentre sette delle dieci opere di Vincenzo Bellini furono ivi rappresentate negli anni ’30 del secolo.
Tra i grandi direttori apparsi sulla scena bolognese ricordiamo: Mariani, Toscanini, Furtwängler, von Karajan, Gavazzeni, Celibidache, Solti, Delman e, più recentemente, Muti, Abbado, Chailly, Thielemann, Sinopoli, Gatti e Jurowski. Le grandi voci storiche del XIX secolo sono tutte passate sul palcoscenico del Comunale. Nel XX secolo cantanti quali Stignani, Schipa, Gigli, Di Stefano, Christoff, Tebaldi, Del Monaco e, più recentemente, Pavarotti, Freni, Bruson, Horne, Ludwig, Anderson si sono esibiti in questo teatro.

 

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze

La costruzione del Teatro Comunale di Firenze è particolarmente complessa e si sviluppa tra il 1861 e il 1968: la prima struttura si basava sull’anfiteatro aperto “Politeama di Barbano” che, dopo le modifiche realizzate dall’architetto fiorentino Bonaiuti, fu inaugurato nel 1862 alla presenza di circa 7000 persone.

Dopo circa un anno dall’inaugurazione, durante una festa da ballo il teatro fu colpito da un incendio che distrusse il palcoscenico e provocò gravi danni alle strutture e alle persone. Da allora venne avviata una profonda ristrutturazione del teatro, su progetto dell’ingegner Guglielmo Galanti. L’attività teatrale continuò molto intensa: solo nel 1896 vennero programmate 70 recite con opere quali Cavalleria rusticana, Zanetto, Pagliacci, La traviata, Il trovatore, I pescatori di perle, e due balli, Excelsior e Pietro Micca.

Durante la I Guerra Mondiale il teatro fu utilizzato come magazzino del vestiario militare. I continui lavori di manutenzione e le modifiche alla struttura proseguirono anche dopo la II Guerra Mondiale, quando il teatro fu sottoposto a bombardamenti aerei. Il palcoscenico fu completamente distrutto dalle fiamme, ma il resto dell’edificio rimase quasi intatto.

Il teatro rappresenta il cuore pulsante del Maggio Musicale Fiorentino, il prestigioso festival annuale di opere liriche, concerti, balletti e spettacoli di prosa fondato nel 1933 su iniziativa del mecenate Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano e del maestro Vittorio Gui.
Nel teatro si sono esibiti grandi nomi della musica classica e operistica e del balletto internazionale: Vittorio Gui, Bruno Walter, Wilhelm Furtwängler, Dimitri Mitropoulos, Zubin Mehta, von Karajan, Riccardo Muti, Maria Callas, Pietro Mascagni, Richard Strauss, Paul Hindemith, Béla Bartók, Igor Stravinskij, Luigi Dallapiccola, Luigi Nono, Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, ecc. Tra i registi vanno ricordati Max Reinhardt, Gustaf Gründgens, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Bob Wilson, Giorgio De Chirico ed Oskar Kokoschka.

 

Luogo
Lazio, Veneto, Marche, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana
Parole chiave
musica, opera, teatro

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