I Teatri Lirici Italiani

Vi invitiamo in un viaggio nella cultura e nella storia italiana, attraverso alcuni dei più bei teatri d’opera della Penisola.

 

L’Italia vanta un patrimonio di oltre 60 teatri lirici tutt’ora attivi. Ai capolavori architettonici noti in tutto il mondo come La Scala di Milano, la Fenice di Venezia e il San Carlo di Napoli, si affiancano decine di teatri storici che contribuiscono, rappresentazione dopo rappresentazione, a mantenere viva la grande tradizione operistica italiana e europea.

 

Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma

Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche istituzioni musicali al mondo: fondata ufficialmente nel 1585 da Papa Sisto V, è diventato nel tempo un Ente concertistico sinfonico di fama internazionale.

Nel XIX secolo, l’Accademia allargò il novero dei propri soci oltre l’ambito musicale, aprendo a poeti, danzatori, musicologi-filologi, liutai e perfino regnanti ed Ambasciatori in qualità di mecenati.

Tutti i maggiori esponenti del mondo musicale europeo, in qualità di soci onorari, furoni iscritti. Tra gli altri: Cherubini, Morlacchi, Mercadante, Donizetti, Mayr, Rossini, Pacini, Paer, Paganini, Spohr, Auber, Adam, Baillot, Liszt,Mahler, Cramer, Thalberg, Czerny, Moscheles, Mendelssohn, Berlioz, Thomas, Halévy, Gounod, Meyerbeer, le danzatrici Maria Taglioni, Fanny Cerrito, l’attrice Adelaide Ristori, i librettisti Jacopo Ferretti e Carlo Pepoli. Fra i regnanti, la Regina Vittoria d’Inghilterra con il marito Alberto, Gugliemo IV di Prussia e la moglie, Elisabetta Luigia, i sovrani di Napoli, Ferdinando II e la moglie, Maria Teresa Isabella d’Austria.

Evoluto come ente moderno, l’Accademia attuale affianca a un corpo accademico costituito da 70 membri effettivi e 30 onorari, nel quale figurano i maggiori musicisti italiani e stranieri, un’orchestra e un coro sinfonici noti e apprezzati in tutto il mondo.
Dal 2005 il direttore musicale dell’orchestra è Antonio Pappano. La sede attuale dell’Accademia è il complesso architettonico l’auditorium Parco della Musica, opera di uno dei più grandi architetti del XX secolo, Renzo Piano.

 

Arena di Verona

Costruita tra il I e il III secolo d.C., l’anfiteatro fu utilizzata, al pari del Colosseo, per offrire ai cittadini veronesi svariate tipologie di giochi e di spettacoli, tra i quali anche lo scontro tra gladiatori e il circo.

L’Arena di Verona è un grandioso anfiteatro romano, terzo per grandezza in Italia e il meglio conservato, e il monumento che più di ogni altro è simbolo di Verona in tutto il mondo.

L’impiego dell’Arena come teatro lirico risale al 1913 quando, il 10 ottobre, si tenne la prima rappresentazione dell’Aida, che aprì ufficialmente la stagione lirica in Arena, voluta dal tenore veronese Giovanni Zenatello per celebrare il centenario della nascita del compositore Giuseppe Verdi. Da allora ogni estate l’Arena ospita seicentomila spettatori ripartiti su una cinquantina di serate, con cinque o sei produzioni che si alternano, a cui hanno partecipato tutti i più grandi interpreti lirici del mondo.

Chi assiste ad uno spettacolo in Arena rimane colpito dalla grandiosità scenografie, che cambiano veloci durante gli intervalli; dalle dimensioni della buca d’orchestra, che accoglie 150 musicisti; dalle scene di massa durante le quali il palcoscenico contiene, oltre all’orchestra, anche 200 artisti del coro, 100 ballerini e 200 comparse.

 

Teatro Sferisterio di Macerata

Lo Sferisterio è una struttura unica per struttura architettonica e per la straordinaria acustica che caratterizza il Teatro. La costruzione ha avuto inizio nel 1820 per volere di cittadini maceratesi benestanti e l’inaugurazione risale al 1829; per circa un secolo lo Sferisterio ospita diversi tipi di spettacoli pubblici, celebrazione di feste pubbliche, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive.

Solamente nel 1921,dunque, la prima opera lirica – L’Aida di Giuseppe Verdi – debutta allo Sferisterio. Dopo la Seconda guerra mondiale, sotto la guida del Direttore Carlo Perucci, il Teatro riprende la sua ascesa, riprendendo le stagioni liriche che hanno successo a livello internazionale.

Da allora, gli artistici lirici più famosi al mondo ne calcano il palcoscenico:: tra gli altri Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Montserrat Caballé, Placido Domingo.

Dal 2012 il Festival, diretto da Francesco Micheli, ha preso il nome di “Macerata Opera Festival”.

 

Teatro alla Scala di Milano

La Scala è senza dubbio uno dei teatri più noti a livello internazionale e uno dei simboli della Città di Milano nel mondo.

Il teatro prende nome dalla Chiesa di Santa Maria alla Scala, a sua volta così intitolata in onore della committente Regina della Scala. La chiesa fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto al teatro, inaugurato il 3 agosto 1778 con “L’Europa riconosciuta”, opera composta per l’occasione da Antonio Salieri.

Nel 1812, con l’avvento di Rossini, la Scala diventa il luogo deputato del melodramma italiano, della sua evoluzione lungo un secolo e della sua tradizione esecutiva fino ai nostri giorni.

Il compositore la cui figura è maggiormente legata al teatro della Scala è tuttavia, senza dubbio, Giuseppe Verdi: il trionfo di Nabucco nel 1842, per il forte sentimento patriottico che suscita all’alba del Risorgimento italiano, rafforza le radici popolari del melodramma stesso e ne identifica l’immagine con la Scala.

La storia del teatro nel 900 è legata ai nomi dei grandi artisti che ne hanno calcato il palcoscenico. Una carrellata, necessariamente incompleta, non puo’ che ricomprende i direttori Arturo Toscanini, Claudio Abbado, Riccardo Muti e Daniel Barenboim, i cantanti Maria Callas, Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Giulietta Simionato, Mirella Freni, Shirley Verrett, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Nicolai Ghiaurov, Piero Cappuccilli, i registi Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, i grandi coreografi e i ballerini Leonide Massine, George Balanchine, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Luciana Savignano.

 

Teatro Carlo Felice di Genova

La costruzione del teatro Carlo Felice inizia nel 1825 su progetto dell’architetto genovese Carlo Barabino e dura tre anni. Il 7 aprile 1828, alla presenza dei sovrani del Regno di Sardegna, Carlo Felice e della Regina Maria Cristina di Savoia, si svolge l’inaugurazione, con la rappresentazione dell’Opera di Vincenzo Bellini, Bianca e Fernando.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero in grande parte il teatro, la cui ricostruzione ha richiesto diversi decenni. Nel 1991 si svolse la nuova inaugurazione: il nuovo teatro recupera in toto ciò che rimaneva delle antiche strutture, rinnovando completamente gli interni.

Il teatro ospita la stagione d’Opera lirica, il Balletto, una stagione Sinfonica oltre a diversi recital.

 

Teatro Comunale di Bologna

La costruzione del Teatro Comunale di Bologna risale al 1756, quando la Municipalità affidò incarico al celebre architetto Antonio Galli da Bibbiena di realizzare un nuovo «Teatro Pubblico» nel luogo dove sorgeva Palazzo Bentivoglio (la sfarzosa “Domus Aurea” della famiglia omonima, distrutta dal popolo bolognese nel 1507, ancora visibile nella sezione del teatro dov’è l’ingresso degli artisti).

La costruzione iniziò nel 1756 e il teatro fu inaugurato il 14 maggio 1763 con l’opera seria Il trionfo di Clelia su libretto di Metastasio, con musica di Gluck scritta per l’occasione.

Il teatro fu il primo in Italia a rappresentare in assoluto un’opera di Richard Wagner mettendo in scena nel 1871 il Lohengrin e altre opere quali il Tannhäuser (1872), Der fliegende Holländer (1877), Tristan und Isolde (1888), Parsifal (1914): in quegli anni Bologna fu pertanto soprannominata la “Città wagneriana” e venne concessa al compositore tedesco persino la cittadinanza onoraria.

Il XIX secolo vide la presentazione di venti opere di Gioacchino Rossini, mentre sette delle dieci opere di Vincenzo Bellini furono ivi rappresentate negli anni ’30 del secolo.
Tra i grandi direttori apparsi sulla scena bolognese ricordiamo: Mariani, Toscanini, Furtwängler, von Karajan, Gavazzeni, Celibidache, Solti, Delman e, più recentemente, Muti, Abbado, Chailly, Thielemann, Sinopoli, Gatti e Jurowski. Le grandi voci storiche del XIX secolo sono tutte passate sul palcoscenico del Comunale. Nel XX secolo cantanti quali Stignani, Schipa, Gigli, Di Stefano, Christoff, Tebaldi, Del Monaco e, più recentemente, Pavarotti, Freni, Bruson, Horne, Ludwig, Anderson si sono esibiti in questo teatro.

 

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze

La costruzione del Teatro Comunale di Firenze è particolarmente complessa e si sviluppa tra il 1861 e il 1968: la prima struttura si basava sull’anfiteatro aperto “Politeama di Barbano” che, dopo le modifiche realizzate dall’architetto fiorentino Bonaiuti, fu inaugurato nel 1862 alla presenza di circa 7000 persone.

Dopo circa un anno dall’inaugurazione, durante una festa da ballo il teatro fu colpito da un incendio che distrusse il palcoscenico e provocò gravi danni alle strutture e alle persone. Da allora venne avviata una profonda ristrutturazione del teatro, su progetto dell’ingegner Guglielmo Galanti. L’attività teatrale continuò molto intensa: solo nel 1896 vennero programmate 70 recite con opere quali Cavalleria rusticana, Zanetto, Pagliacci, La traviata, Il trovatore, I pescatori di perle, e due balli, Excelsior e Pietro Micca.

Durante la I Guerra Mondiale il teatro fu utilizzato come magazzino del vestiario militare. I continui lavori di manutenzione e le modifiche alla struttura proseguirono anche dopo la II Guerra Mondiale, quando il teatro fu sottoposto a bombardamenti aerei. Il palcoscenico fu completamente distrutto dalle fiamme, ma il resto dell’edificio rimase quasi intatto.

Il teatro rappresenta il cuore pulsante del Maggio Musicale Fiorentino, il prestigioso festival annuale di opere liriche, concerti, balletti e spettacoli di prosa fondato nel 1933 su iniziativa del mecenate Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano e del maestro Vittorio Gui.
Nel teatro si sono esibiti grandi nomi della musica classica e operistica e del balletto internazionale: Vittorio Gui, Bruno Walter, Wilhelm Furtwängler, Dimitri Mitropoulos, Zubin Mehta, von Karajan, Riccardo Muti, Maria Callas, Pietro Mascagni, Richard Strauss, Paul Hindemith, Béla Bartók, Igor Stravinskij, Luigi Dallapiccola, Luigi Nono, Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, ecc. Tra i registi vanno ricordati Max Reinhardt, Gustaf Gründgens, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Bob Wilson, Giorgio De Chirico ed Oskar Kokoschka.

 

Teatro dell’Opera di Roma

La prima struttura del Teatro dell’Opera di Roma, anche conosciuto come Teatro Costanzi, risale al 1874: la sua sala principale era collegata tramite un passaggio sotterraneo all’Hotel Quirinale, costruito nel 1865, nel periodo in cui – a seguito dell’Unità d’Italia – si sviluppò l’area di Roma tra la Stazione centrale e Piazza Venezia, oggi una delle più note ai turisti di tutto il mondo.

Nel 1926 il Comune di Roma acquistò il teatro e ne assunse la gestione. I lavori di completamento, ampliamento e ristrutturazione furono affidati all’architetto Marcello Piacentini, che rifece integralmente i prospetti esterni e aumentò di uno i tre ordini di palchi originali e fece installare uno straordinario lampadario di cristallo di Murano, oggi considerato il più grande del mondo. Il teatro assunse il nome di Teatro Reale dell’Opera e fu reinaugurato il 27 febbraio 1928 con il Nerone di Arrigo Boito.

https://youtu.be/YIDTjpIQZgg

Dopo la II Guerra Mondiale, nel 1956 venne effettuato un nuovo intervento di ampliamento e restauro: i lavori, che prevedevano tra l’altro la creazione di uno scalone d’onore e di un foyer dei palchi, furono ultimati nel 1960. Il teatro raggiunse così l’attuale capienza di circa 1700 posti.

Pietro Mascagni fu un assiduo frequentatore dell’Opera, di cui fu anche direttore artistico nella stagione 1909-10 e vi diede diverse prime, come la Cavalleria rusticana nel 1890, L’amico Fritz nel 1891, Iris nel 1898 con Enrico Caruso, e poi ancora la Lodoletta nel 1917.

Giacomo Puccini diede al Costanzi la prima della Tosca nel 1900 (di cui il 9 marzo 2004 è stato ripresentato l’allestimento storico), la prima italiana della La fanciulla del West, diretta da Arturo Toscanini nel 1911, ed ancora la prima italiana del Gianni Schicchi nel 1919. Ruggero Leoncavallo vi presentò la prima di Maia nel 1910; dieci anni dopo Riccardo Zandonai vi diede la prima di Giulietta e Romeo.

A parte le prime, sono rimaste memorabili alcune grandi esecuzioni, come Le nozze di Figaro di Mozart del 1964, il Don Carlo di Giuseppe Verdi diretto da Carlo Maria Giulini per la regia di Luchino Visconti nel 1965.

 

Teatro San Carlo di Napoli

Inaugurato nel 1737, il Real Teatro di San Carlo di Napoli è il più antico teatro d’opera attivo in Europa e uno dei più grandi d’Italia, con una capienza di oltre 2.000 spettatori.

«Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. […] Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. » (Stendhal, Roma, Napoli e Firenze nel 1817)

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Fondato per volontà di Re Carlo di Borbone (la prima opera rappresentata, in occasione del giorno dell’onomastico del Re, fu l’Achille in Sciro di Domenico Sarro, su libretto di Pietro Metastasio), il teatro divenne subito il cuore della Scuola Napoletana, nonché’ un centro d’arte noto a livello internazionale: nel 1751 andò in scena la Clemenza di Tito di Gluck, nel 1761 il Catone in Utica e l’Alessandro nell’Indie di Johann Christian Bach, mentre negli anni successivi vi giunsero come ospiti Georg Friedrich Händel, Franz Joseph Haydn ed il giovane Mozart, il quale comparve tra gli spettatori nel 1778.

Nel XIX secolo, quando Napoli splendeva tra le città europee, quale tappa obbligata del “Grand tour’ dei nobili dell’epoca, si apri’ il tempio delle grandi stagioni del San Carlo dirette da Rossini e Donizetti. Tutti i più grandi artisti calcarono le scene del Teatro, come Niccolò Paganini che nel 1819 vi tiene ben due concerti, e Vincenzo Bellini, che nel 1826 debuttò con Bianca e Gernando, opera prima scritta proprio per il San Carlo.

Nel frattempo, trovano spazio le opere di Puccini e, a cavallo tra XIX e XX secolo, la musica della “giovane scuola” di Mascagni e dei napoletani, per nascita e formazione, Leoncavallo, Giordano, Cilea e Alfano.

 

Gran Teatro La Fenice di Venezia

Eretto a partire dal 1789 su progetto dell’architetto Giannantonio Selva e inaugurato nel 1792, il Teatro “La Fenice”, ubicato nel Sestiere di San Marco, è il principale teatro lirico di Venezia.

Costruito dalla famiglia Venier, a seguito della distruzione in un incendio del Teatro San Benedetto, all’epoca la più elegante e prestigiosa sala della Città (che all’epoca ne contava sette), il nome “La Fenice” simboleggia la splendida rinascita dell’arte dalle ceneri. E, nella sua storia, è stato più volte distrutto e riedificato, risorgendo per l’ultima volta nel 2003, a seguito di un terribile incendio che lo ha completamente distrutto il 29 gennaio 1996.

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La ricostruzione filologica delle strutture precedenti è durata sette anni e dal 14 al 21 dicembre 2003, per festeggiare la riapertura del teatro, la Fondazione Teatro La Fenice ed il Comune di Venezia, hanno presentato una settimana di eventi musicali inaugurata dal maestro Riccardo Muti, che ha diretto “La consacrazione della casa” di Ludwig Van Beethoven, pagina dal significato beneaugurante; la “Sinfonia di Salmi” di Igor Stravinskij, musicista che riposa nel cimitero dell’Isola di San Michele a Venezia; il “Te Deum” di Antonio Caldara, compositore veneziano e protagonista della vita artistica della città lagunare fra Sei e Settecento; infine “Tre Marce Sinfoniche” di Richard Wagner, compositore legatissimo a Venezia.

Innumerevoli le prime assolute di Opere rappresentate alla Fenice (nell’Ottocento, opere di Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi), così come l’elenco dei direttori, dei cantanti e dei registi che hanno calcato il palcoscenico. Dal 1930, la Fenice ospita la sezione di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, nell’ambito della quale sono state presentate opere di alcuni di Stravinskij, Britten, Prokof’ev, Nono, Maderna e Malipiero.

 

Teatro Regio di Torino

Commissionato nel 1838 dal Re Carlo Emanuele III, il Teatro Regio di Torino fu realizzato in soli due anni dall’architetto Benedetto Alfieri. Inaugurato il 26 dicembre 1740 con l’Arsace di Francesco Feo, il Teatro diventò subito un punto di riferimento internazionale per la capienza – circa 2.500 posti tra platea e cinque ordini di palchetti –, la qualità delle rappresentazioni, nonché’ per le magnifiche decorazioni della sala e per la facciata, iscritta nel novero del Patrimonio dell’Umanita’ UNESCO nel 1997. Tra i nomi più significativi che hanno contribuito alla storia del Regio, si annoverano Giacomo Puccini, che al Regio condusse la prima dell’Opera Manon Lescaut e La bohème, e Richard Strauss, che nel 1906 dirige Salomè in prima italiana.

Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936, il Teatro è distrutto da un violento incendio; per la sua ricostruzione, si renderanno necessari quasi quarant’anni.

L’inaugurazione del nuovo Teatro Regio, avvenuta il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi “I vespri siciliani”, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano, riporta il Regio al centro della vita culturale torinese e italiana. Il teatro è protagonista nel 1990 delle celebrazioni del 250º anniversario dalla sua fondazione, nel 1996 del centenario dalla prima assoluta della Bohème, nel 1998 del 25˚ anniversario della ricostruzione e nel 2006 dei XX Giochi Olimpici Invernali e delle Olimpiadi della Cultura. Dal 2007, il ruolo di Direttore musicale è ricoperto dal Maestro Gianandrea Noseda.

 

Teatro Petruzzelli di Bari

Il teatro Petruzzelli di Bari è il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d’Europa. La sua costruzione risale al 1903, ad opera della Famiglia Petruzzelli, che volle che l’interno fosse interamente decorato in oro zecchino e, cosa avveniristica per l’epoca, che il teatro fosse dotato di riscaldamento e luce elettrica.

L’inaugurazione si svolse il 14 febbraio 1903 con il capolavoro di Meyerbeer, Gli Ugonotti.

Fin dall’inizio, ne hanno calcato il palcoscenico i più grandi musicisti di ogni epoca: solo per citarne alcuni, il compositore Pietro Mascagni, i tenore Beniamino Gigli e Mario Del Monaco; i direttori Herbert Von Karajan. Riccardo Muti; i cantanti Renata Tebaldi, e Luciano Pavarotti.

Bari_Teatro_Petruzzelli_Epoca

Negli anni ottanta, il teatro ha inoltre ospitato due grandi “prime”: quella dell’Ifigenia in Tauride di Niccolò Piccinni, mai più rappresentata dopo il debutto a Parigi nel 1779, e quella della versione napoletana de I puritani di Bellini, scritta per Maria Malibran e mai rappresentata.

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991, il teatro è stato devastato da un violentissimo incendio che, pur non distruggendo totalmente la struttura, ha provocato seri danni. La ricostruzione, durata quasi 18 anni, si è conclusa con il concerto di inaugurazione, il 4 ottobre 2009, con la Nona Sinfonia di Betethoven, diretta dal Maestro Fabio Mastrangelo. La stagione operistica e’ ripresa nello stesso anno con la Turandot di Puccini.

 

Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Il Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” è uno dei più antichi teatri lirici in attività al mondo. LA sua costruzione inizia nel 1798 su progetto di Gian Antonio Selva (lo stesso architetto della Fenice di Venezia) e viene completata da Matteo Pertsch nel 1801, che riprese nella sua struttura diversi elementi del Teatro della Scala di Milano.. La prima rappresentazione fu l’Opera “Ginevra di Scozia” di Simon Mayr.

Nella stagione lirica 1843-1844 il Nabucco di Giuseppe Verdi ottenne uno straordinario successo di pubblico, testimoniato dalle oltre venti repliche. Nel 1848, il teatro ospitò la prima rappresentazione de “Il corsaro” e nel 1850 dello “Stiffelio”. Proprio in omaggio al compositore, nella notte della sua morte, il 27 gennaio 1901, il Consiglio Comunale delibera di intitolare a Giuseppe Verdi il teatro.

 

Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia e, con i suoi 7.700 metri quadrati, uno dei più grandi d’Europa, dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna.

Di gusto neoclassico, il teatro sorge sulle aree di risulta della Chiesa delle Stimmate e del Monastero di San Giuliano che vennero demoliti per fare spazio alla costruzione. I lavori iniziarono nel 1875, su progetto dall’architetto Giovanni Battista Filippo Basile. L’inaugurazione risale al 16 maggio 1897, con la rappresentazione del Falstaff di Giuseppe Verdi, sotto la direzione di Leopoldo Mugnone.

Una curiosità: nel 1990 il teatro è stato lo scenario di alcune riprese del film Il padrino – Parte III di Francis Ford Coppola, con Al Pacino, Andy García e Sofia Coppola. Sono girate al Teatro le scene in cui il padrino, Michael Corleone, si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

La prima stagione operistica, nel biennio 1897/98 fu inaugurata dall’Aida (15 recite) e proseguì con Lohengrin, La traviata, Manon Lescaut. In questi anni ebbe grandissimo successo il “Re di Lahore” di Massenet, opera nuova per Palermo che incontrò grande favore di pubblico, restando in cartellone per ben 17 rappresentazioni.

Dal 1906 al 1919, negli anni dello splendore della “Palermo Liberty”, ebbero luogo le prime esecuzioni a Palermo del repertorio wagneriano: Walkiria, Sigfrido, Crepuscolo degli dei, Tristano e Isotta, Parsifal. Fu inoltre messa in scena la “prima assoluta” di quattro opere: “Sperduti nel buio” di Stefano Donaudy; “Venezia” di Riccardo Storti; “Mese Mariano” di Umberto Giordano; “La baronessa di Carini” di Giuseppe Mulè.

 

Teatro Regio di Parma

La costruzione del teatro Regio di Parma fu iniziata nel 1821, su progetto dell’architetto Nicola Bettoli, per volontà della Duchessa Maria Luigia d’Austria, la moglie di Napoleone, inviata a reggere il Ducato di Parma e Piacenza dopo il Congresso di Vienna. Sostenitrice della grande tradizione musicale italiana, la nobile riteneva il teatro Farnese inadeguato alle esigenze della Città.

L’inaugurazione ebbe luogo il 16 maggio 1829, con l’opera lirica Zaira, appositamente composta per l’occasione da Vincenzo Bellini. La prima stagione continuò con le opere “Mosè e Faraone”, “La morte di Semiramide” e “Il barbiere di Siviglia”, di Gioachino Rossini.

Una curiosità: il Teatro Regio di Parma è stato sede delle riprese del film di Bernardo Bertolucci del 1964, “Prima della Rivoluzione”, così come, nel 1987, del film horror “Opera” di Dario Argento.

Sin dalla sua inaugurazione, il Teatro è stato testimone e protagonista dei più importanti cambiamenti del melodramma, dalla fine dell’epoca legata al nome di Rossini alla supremazia del repertorio verdiano, dall’apertura alle esperienze francesi e tedesche, all’estrema evoluzione in senso realistico dell’opera italiana con Mascagni, Leoncavallo e Puccini.

Il Teatro è ad oggi considerato dagli appassionati d’opera uno dei veri rappresentanti della grande tradizione operistica italiana, alla pari della Scala di Milano o della Fenice di Venezia, sebbene sia meno conosciuto di questi.

 

Luogo
Lazio, Veneto, Marche, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana
Parole chiave
musica, opera, teatro

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