“Una vita con la musica” – Intervista al Maestro Uto Ughi

Vero e proprio bambino prodigio, Uto Ughi ha debuttato a sette anni al Teatro Lirico di Milano imponendosi subito all'attenzione della critica e del pubblico come uno straordinario talento. È fondatore delle rassegne musicali "Omaggio a Venezia" (1976), "Omaggio a Roma" (1999-2002), confluite poi nel festival "Uto Ughi per Roma", del quale è fondatore e direttore artistico. Tra i violini in possesso di Ughi, figurano lo Stradivari Van Houten-Kreutzer del 1701, e il Guarneri del Gesù Cariplo-Hennel-Rosé del 1744, appartenuto ad Arthur Grumiaux
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Uto Ughi – uno dei migliori violinisti e interpreti al mondo.

Com’è iniziato il suo percorso musicale?

Io ho suonato per tutta la vita, iniziando avendo iniziato lo studio della musica a 6-7 anni presso la scuola Giovanni Battista Pergolesi di Varese… Ho suonato una vita intera e già a 10 anni ho avuto la fortuna di avvicinare i grandi musicisti come Enesku a Parigi , e poi tanti grandi personaggi della musica mondiale. Ho studiato in tanti posti… a Parigi, a Ginevra, a Vienna, all’Accademia Chigiana di Siena… ho avuto un’educazione musica eterogenea, alimentata da una passione che c’è da sempre e che non è mai venuta meno…

Varese © Veronica Benetello

Sappiamo che ha studiato anche in Russia…

Certo! Conoscevo bene Rostropovich, che mi aveva invitato tante volte in America. Ho suonato con lui molte volte, soprattutto in Italia e in Inghilterra…poi ho conosciuto Oistrakh e altri grandi violinisti russi come Kogan. Una volta sono stato in commissione in concorso con Leonid Kogan: una persona meravigliosa. Poi naturalmente conosco bene Yuri Bashmet e ho suonato tanto con Gergiev e Aranovich….

Accademia Chigiana di Siena, Palazzo Chigi-Saracini © Wikimedia Commons

Sappiamo che anche Bashmeet insegna nell’Accademia Chigiana di Siena. Lei fa ancora parte dell’Accademia?

Si, Bashmeet insegna nei corsi estivi dell’Accademia Chigiana., che una volta era la migliore accademia del mondo, dove si trovavano musicisti del livello di Andres Segovia, di Pablo Casals o di Sergiu Celibidache… il conte Chigi, che l’ha fondata, è stato l’ultimo dei grandi mecenati d’Europa: ha dato tutto per la musica, e noi studiavamo lì gratuitamente…

 

Lei vede dei punti comuni tra la musica russa e quella italiana?

Si certo, per esempio Tchaikovsky adorava l’Italia e la musica italiana. La città che amava di più al mondo era Firenze: ha anche scritto un sestetto, “Souvenir de Florence”. Lo scambio tra musicisti russi e italiani è stato sempre molto intenso…

 

Cosa ne pensa della scuola di violino di Odessa?

Quella di Odessa è una grandissima scuola! Li sono nati alcuni dei piu’ grandi violinisti del secolo: Heifetz, Milstein, Zimbalist, Elman e, successivamente, Oistrakh e Kogan, che però venivano dalla vecchio scuola di Heifetz.

 

Perché, secondo lei, la scuola è nata proprio ad Odessa?

Perché Odessa era un centro culturale importante e c’era una comunità ebraica molto nutrita. Gli ebrei sono dotatissimi per il violino…una volta hanno chiesto a Issac Stern: “come mai hai scelto il violino”? Lui mi ha risposto: “Perché più facile scappare con un violino sotto braccio piuttosto che con un pianoforte!” (ride)

 

Quindi è stato molte volte in Russia?

Sono venuto varie volte. Sono stato a Mosca credo almeno 4 o 5 volte e altrettante a San Pietroburgo. Sono dei centri molto vivi, in cui si trova un pubblico molto colto. Durante il mio ultimo concerto non volava una mosca… in Europa spesso il pubblico non ha alcuna passione per la musica, mentre da voi questa tradizione è ancora viva!

 

Lei è nato in un piccolo paese vicino a Varese, in Lombardia?

Si, ma ho vissuto molti anni a Milano e poi all’estero, soprattutto a Parigi, a Ginevra e a Vienna…a Milano, a dire il vero, studiavo il pianoforte…

Milano © Wikimedia Commons

Qual è la sua città preferita per fare vacanza in Italia?

È difficile decidere: abbiamo tante città meravigliose in Italia. Per l’offerta musicale le città migliori sono Milano, Torino e Firenze. Amo anche Trieste, in cui c’è un pubblico molto eterogeneo, italiano, austriaco e slavo.

 

Sappiamo che lei era uno degli organizzatori di un festival musicale “Omaggio a Venezia”.

Si, tanti anni fa nel 1976 ho fondato la manifestazione, finalizzata alla raccolta di fondi per il restauro dei monumenti della città di Venezia. Ho una casa a Venezia, sono innamorato delle sue opere d’arte… l’organizzazione era semplice: facevo i concerti e gli artisti davano il proprio contributo per il restauro dei palazzi veneziani…

Vista del Canal Grande verso la chiesa Santa Maria della Salute / Shutterstock.co

E qual è il suo posto preferito a Venezia?

Io sono innamorato dell’arte, in generale. E Venezia è una città che parla interamente di arte e di cultura.

 

Qual è il posto in Italia che consiglierebbe ai viaggiatori russi?

Forse Firenze e le altre città toscane, Siena e Perugia… e penso che i russi amino molto il sole…

Assisi, Umbria © Shutterstock.com

Potrebbe dare un consiglio per i turisti russi?

Più che andare nei grandi centri turistici, suggerirei di visitare e città più piccole: tra queste ci sono dei gioielli assoluti… mi vengono in mente ad esempio Assisi o Spoleto… In questi borghi si ritrova una dimensione umana: qui si può sentire ancora il sapore dell’Italia vera.

 

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intervista

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