“Rispettare il cibo significa rispettare il mondo” – Intervista allo Chef Nino Graziano

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Nino Graziano – lo chef stellato di Semifreddo-Mulinazzo e La Bottega Siciliana a Mosca.

Come ha iniziato il Suo percorso?

È cominciato quando, a quindici anni, ho iniziato a frequentare la scuola alberghiera. È stata una scelta di mio padre, che da giovane faceva il cuoco per l’esercito.

Ha studiato e lavorato molto in Francia, se non sbaglio…

Sì, ho iniziato a lavorare durante la stagione estiva a Palermo, a Rimini, e successivamente in Svizzera e in Francia…

La spiaggia di Mondello, Palermo / Shutterstock.com

E com’è nata l’avventura a Mosca?

Con il mio primo ristorante in Italia ho avuto due stelle Michelin. Così sono diventato uno dei primi 20 chef in Italia… Una compagnia russa mi ha contattato, chiedendomi se volessi trasferirmi a Mosca per seguire il ristorante “Semifreddo” e collegarlo al mio ristorante, il “Mulinazzo”. Dopo lunghe trattative ho trovato un accordo con la compagnia…un buon accordo, visto che siamo ancora insieme dopo 12 anni!

Parliamo un po’ di Mosca invece. Si può dire che il “gusto russo” è cresciuto in questo periodo?

Certo, è cresciuto tantissimo, grazie agli chef italiani che operano qui, ma anche grazie al fatto che i russi viaggiano moltissimo in Europea e in Italia. E questo è un merito anche del lavoro fatto dall’Ambasciata e dai Consolati italiani nella Federazione…In pochi anni i turisti sono passati da neanche 100.000 a oltre un milione: è incredibile! Dunque, la possibilità di viaggiare e di approfondire la cultura italiana ha portato i russi a conoscerne anche la gastronomia: è ovvio che le due cose vadano insieme!

Octopus carpaccio © Semifreddo-Mulinazzo

Trova che in questi anni Mosca sia cambiata molto come città?

Certo! 2 anni fa era un mondo diverso, con minore sicurezza…

Si è abituata agli inverni russi?

Lo dico sempre ai miri amici siciliani che mi chiedano “ma come fai a lavorare quando fa così freddo?” Ed io rispondo sempre con questa frase: “le cucine hanno tutte la stessa temperatura”!

Adesso parliamo d’Italia, anzi di Sicilia. Lei è nato vicino di Palermo. Qual è il suo posto preferito in quella bellissima isola?

La mia città preferita in Sicilia è San Vito lo Capo, anche se quando torno in Italia preferisco fermarmi a Bolognetta, il piccolo paesino dove sono nato. Credo che a San Vito lo Capo ci siano le spiagge più belle al mondo! Palermo, poi, è parte di me: è una città stupenda, con tanta storia e bellezze. Io amo la spiaggia, il sole, la natura siciliana che trovo concentrata in questa zona.

San Vito Lo Capo © Eddy Galeotti / Shutterstock.com

Inoltre, anche se non è molto famosa all’estero, amo Lampedusa: un’isola tra l’Africa e l’Italia. Io ci ho passato un anno da militare: ero nell’aeronautica e lavoravo presso l’aeroporto… Lampedusa e’ un’isola meravigliosa….E, sempre per restare in tema d’isole, consiglierei a tutti di vistare le Eolie, Lipari, Panarea… sono posti davvero incantevoli!

Darebbe un consiglio ai nostri lettori russi su dove andare in vacanza.

Ai turisti russi consigliere di visitare la zona attorno a Ventimiglia, in Liguria, dove nel 1980 ho aperto un ristorante con mia moglie, proprio al confine con la Francia. Da qui si possono visitare le Alpi o anche andare in Piemonte. È un punto strategico sia per il mare sia per la montagna: una zona fantastica, in cui nello spazio di 30-40 km hai tutto! La Francia e Montecarlo a ovest, le Alpi a Nord per sciare e un mare splendido sulla costa…Il clima è sempre temperato, mai troppo caldo ne’ troppo freddo. La Liguria è forse la mia Regione preferita!

Ventimiglia, Liguria / Shutterstock.com

E un altro consiglio per trascorrere l’inverno: tra Bordighera e San Remo c’è un piccolo Paese che si chiama Ospedaletti, dove si dice ci sia il clima più mite d’Italia. Se si vuole sciare, infine, consiglio la Val Gardena: la zona tra Ortisei e Santa Caterina è semplicemente fantastica!

Infine, potrebbe dare un consiglio ai turisti russi che intendono visitare in Italia?

L’atteggiamento giusto per andare in Italia è quello di godersi la vita come ce la godiamo noi. E di scoprire nei piccoli paesini i ristoranti poco conosciuti, ma di grande qualità. Scoprite gli agriturismi o le piccole trattorie gestite dalla stessa famiglia da oltre 100 anni … Li capirete un po’ di più lo spirito dell’Italia: quella vera, dov’è possibile con 20 euro mangiare degli alimenti splendidi. Non è quello che cercano tutti, ma è un consiglio che io darei ai visitatori. Solo così è possibile scoprire la storia e la tradizione dell’Italia!

Parole chiave
intervista, Nino Graziano

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