La Food Valley: tappe golose nell’Emilia-Romagna

Fra le cime aguzze delle Alpi e i verdi declivi degli Appennini, si adagia una vasta pianura solcata dalle acque lente del grande fiume Po: il maggiore d’Italia. Ad Ovest si stendono le coltivazioni irrigue del Piemonte e della Lombardia, terre di risaie e di abbondante foraggio; a Est il delta del Po che si apre a ventaglio prima di sposare le acque del pescoso Mare Adriatico. Al centro di questo esteso territorio, scandito da filari di alberi e corsi d’acqua e curato come un giardino, si trova una zona in cui la fertilità del suolo, le antichissime tradizioni e l’intraprendenza dell’uomo hanno favorito la nascita e lo sviluppo di prodotti alimentari d’eccellenza.

 

Museo del gelato

Dove: Anzola dell’Emilia

Il Gelato Museum Carpigiani è uno spazio museale dedicato alla storia, alla cultura e alla tecnologia del gelato artigianale, situato ad Anzola dell’Emilia nella provincia di Bologna. È stato realizzato dalla “Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani” ed è considerato come il primo museo del gelato al mondo. Il museo, il cui progetto architettonico e di allestimento museografico è degli architetti Matteo Caravatti e Chiara Gugliotta con la direzione artistica di Bipiuci ,si trova all’interno della sede centrale della Carpigiani S.p.A. che, ristrutturando 2200 m², ha convertito una sezione dei dipartimenti produttivi in spazio espositivo che ripercorre le tappe fondamentali della storia del gelato, incluso lo sviluppo tecnologico e le modalità di consumo.

 

Museo del pomodoro

Dove: Collechio

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Gli interni del museo

Il Museo del pomodoro è un museo etnografico dedicato al pomodoro, collocato all’interno della Corte di Giarola, tra Collecchio e Ozzano Taro, zona storicamente vocata alla produzione e alla trasformazione del pomodoro, in provincia di Parma. Nel 2001 fu fondato il “Comitato Promotore dei Musei del Cibo”, dal 2003 Associazione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma, che riuniva la Provincia di Parma, i Comuni di Soragna, Langhirano e Collecchio, i consorzi di tutela dei Prodotti Tipici, la Camera di Commercio di Parma e le associazioni economiche di categoria; l’ente da allora si occupò della creazione e gestione della rete di Musei del Cibo nella provincia di Parma, avviando una serie di lavori che interessarono alcuni edifici pubblici, tra cui, dal 2004, la Corte di Giarola. Il museo del pomodoro, collocato al piano terreno dell’ala ovest della grande corte rurale medievale, trasformata alla fine del XIX secolo in fabbrica di conserva e caseificio, fu inaugurato il 25 settembre del 2010 con un convegno dedicato a “Il pomodoro a Parma: storia, imprenditorialità e gusto”, cui intervennero Tullio Gregory, direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, il nutrizionista Giorgio Calabrese, il giornalista gastronomico Davide Paolini e Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo

 

Museo del Prosciutto di Parma

Dove: Langhirano

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Seconda tappa del progetto denominato Musei del Cibo, doveroso omaggio alle eccellenze di questo fortunatissimo lembo di pianura padana: Parmigiano-Reggiano, Prosciutto, Pomodoro, il Museo del Prosciutto nasce a pochi km dalle culle da Felino (salame) e Zibello (culatello), tappa obbligata sulla Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma. Del prosciutto di Parma non si parla né si mormora. Lo si gusta. Il museo è ospitato nell’ex Foro boario di Langhirano, costruito nel 1928. Uno spazio di più di 500 metri quadrati, diviso in sezioni, sul modello del Museo del Parmigiano-Reggiano di Soragna, nelle quali hanno rilievo le origini, l’avventura umana, l’evoluzione tecnica e di costume, l’aneddotica e le curiosità, le applicazioni gastronomiche che dall’invenzione del prosciutto dolce di Parma arrivano fino all’attuale produzione. Presso i locali espositivi si trova il museum shop (che effettua gli stessi orari del museo), dove si possono acquistare pubblicazioni, gadgets, oggetti per la tavola e prodotti tipici del territorio, e la prosciutteria.

 

Museo del Parmigiano Reggiano

Dove: Soragna

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Il Museo, che fa parte del circuito dei Musei del Cibo, è ospitato nel vecchio caseificio o casello, appositamente restaurato, del principe Meli Lupi. In questo casello, di struttura rotonda, è stato ricreato un tipico caseificio dei primi del novecento, con tutto l’equipaggiamento necessario per la produzione del formaggio: una raccolta di strumenti d’epoca come la grande caldaia a campana di rame (originale dell’800), che campeggia nella prima sezione del museo o l’antico carrettino del latte che veniva trascinato a mano, una motrice a vapore e una zangola di inizio secolo. Sono circa un centinaio gli utensili radunati che consentono di conoscere meglio il grande patrimonio di arte e tradizione che si nasconde dietro una forma di Parmigiano Reggiano. Nella Sala della Salamoia, sono stati allestiti numerosi pannelli illustrativi sulla storia del Parmigiano e sul suo utilizzo gastronomico, mentre nella Sala del latte, che ospita la terza sezione, vengono proposte numerose e dettagliate spiegazioni sulla stagionatura e sul Consorzio del Parmigiano Reggiano. Questo spazio è riservato ad approfondimenti e all’utilizzo di materiale multimediale.

 

Museo dell’Aceto Balsamico

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Il vero Aceto balsamico tradizionale è prodotto nell’area degli antichi domini estensi. È ottenuto da mosto d’uva cotto; maturato per lenta acetificazione, derivata da naturale fermentazione e da progressiva concentrazione mediante lunghissimo invecchiamento in serie di vaselli di legni diversi, senza alcuna addizione di sostanze aromatiche. Di colore bruno scuro, carico e lucente, manifesta la propria densità in una corretta, scorrevole sciropposità. Ha profumo caratteristico e complesso, penetrante, di evidente ma gradevole e armonica acidità. Di tradizionale e inimitabile sapore dolce e agro ben equilibrato, si offre generosamente pieno, sapido, con sfumature vellutate in accordo con i caratteri olfattivi che gli sono propri. Il visitatore che attraverserà le sale del Museo potrà meglio conoscere questo prodotto che riassume in sé la storia di un lembo d’Emilia. Scoprirà la complessità della sua preparazione resa perfetta dal tempo e dall’esperienza; valuterà la necessità di tutelarne il nome, di regolamentarne la fabbricazione nell’impossibilità di una sua industrializzazione; apprezzerà la sua unicità assistendo a quei processi fino ad ora gelosamente custoditi nelle acetaie di famiglia. All’interno del Museo si possono vedere tutte le fasi della produzione dell’aceto balsamico, dalla scelta dei vigneti, la costruzione delle botti, la vendemmia, la pigiatura, la cottura del mosto e l’acetaia.

 

Museo del Salame

Dove: Felino

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È ospitato nelle antiche cucine e dispense alimentari e offre ai visitatori un interessante viaggio nella storia e nell’arte della macellazione del suino e della produzione del prezioso salume locale, fra mille curiosità, aneddoti e testimonianze di una tradizione che risale ad almeno due secoli fa. Come in passato, ancora oggi il salame di Felino viene realizzato ad arte da esperti Mastri Salumai che, dopo un’attenta ed accurata selezione delle carni, un taglio preciso e una lavorazione assolutamente tradizionale, lo consegnano alla stagionatura lenta e naturale la quale, abbinata al clima e alla brezza delle dolci colline parmensi, gli conferisce l’inconfondibile e inimitabile fragranza. Il professor Zannoni, esperto di storia della gastronomia locale e curatore degli altri due Musei del Cibo della Provincia di Parma (quello del Parmigiano Reggiano a Soragna e quello del Prosciutto a Langhirano) ha concepito il percorso espositivo del Museo del Salame in diverse sezioni “vive”: l’arte e gli oggetti della norcineria, ovvero il rito della macellazione del “gozen”, le attrezzature e i segreti del taglio delle carni, le spezie e la salatura, i luoghi della stagionatura fino ad arrivare al consumo e all’impiego gastronomico di Sua Bontà il Salame. Strumenti per l’uccisione del maiale, mannaie e coltelli, tritacarne, insaccatrici faranno bella mostra di sé accanto ad una selezione di immagini e foto d’epoca, completata da presenze… più moderne, come video e filmati sulla produzione del mitico insaccato.

 

Luogo
Emilia-Romagna
Parole chiave
cibo, museo, Parma

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