Lo zibibbo di Pantelleria

La parola "zibibbo", derivante dalla parola araba zabīb - vuol dire "uvetta" o "uva passita" – è il nome di un vitigno (chiamato anche Moscato d'Alessandria) e dello squisito vino dolce che se ne ottiene.

 

Il vitigno ha foglia media, normalmente trilobata, a grappolo ben voluminoso e oblungo, l’acino è grosso, ovoidale a buccia spessa di colore verde tendente al giallo. Se ne ricava un vino giallo paglierino carico con riflessi dorati, dolce e con elevato grado alcolico dal caratteristico profumo. Oltre al consumo a sé stante è utilizzato per la produzione del vino DOC di Pantelleria, nella versione passito, moscato, spumante, del Pantelleria Zibibbo dolce e del vino Erice vendemmia tardiva Zibibbo. Si accompagna a formaggi e pasticceria secca.

Lo Zibibbo di Pantelleria – tecnicamente il vitigno si chiama Moscato d’Alessandria – ha origini nordafricane e a Pantelleria sarebbe stata introdotta dai Fenici. I terrazzamenti dell’isola in cui viene coltivato hanno invece origini arabe.

Per ottenere il tenore zuccherino necessario alla produzione dello Zibibbo liquoroso (senza aggiunta di alcool etilico), i grappoli vengono raccolti dopo una sovramaturazione e prima della pigiatura vengono stesi ad asciugare su graticce di legno la cui origine è millenaria. I migliori vini dell’isola sono prodotti seguendo questa antica tradizione, che dal 2014 fa parte del patrimonio Unesco (prima pratica agricola al mondo ad ottenere questo prestigioso riconoscimento).

Luogo
Sicilia
Parole chiave
vino

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