Assisi da vedere: luoghi da visitare, esperienze da non perdere

Assisi non è una città da visitare in un giorno, così di passaggio, come spesso si pensa: per conoscere ed apprezzare al meglio la sua storia e le sue bellezze non basta di certo una mezza giornata, se non limitandosi ad una visita decisamente superficiale.

 

Gli italiani che visitano Assisi si muovono spesso nei fine settimana, sia dalle regioni limitrofe che da più lontano, e moltissimi sono anche gli stranieri da ogni parte del mondo – la città sfonda ampiamente il muro del milione di presenze annue – tutti attirati dalla ricerca di quella spiritualità francescana che è permeata in ogni mattone, lungo ogni via; sia passeggiando per le piccole stradine o guardando il tramonto da uno qualunque dei suoi fantastici belvedere, salendo lungo i percorsi francigeni o ammirando i meravigliosi affreschi di Giotto nella Basilica, raccogliendosi in preghiera o fermandosi a mangiare in uno dei molti ottimi ristoranti, questa città è piena e viva nello spirito di San Francesco.

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Assisi al tramonto / Foto: Shutterstock.com

Cosa vedere

Basilica di San Francesco

La sua costruzione iniziò due anni dopo la morte di San Francesco, nel 1228, immediatamente a seguito della sua canonizzazione, e completata nella sua parte inferiore già nel 1230, quando vi venne traslata la salma del Santo.

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Foto: Shutterstock.com

Terminata la costruzione in soli 25 anni, l’imponente basilica si erge nel luogo scelto da Francesco stesso per la propria sepoltura, ovvero quello che ai tempi veniva chiamato il ‘Colle dell’Inferno’: qua erano innalzate le forche per l’impiccagione dei condannati a morte, qua si dice si venissero a rifugiare i lebbrosi durante le pestilenze, e forse proprio per questo – per sentirsi ultimo tra gli ultimi – il Santo lo scelse come luogo di riposo eterno. Con lui, riposano nella cripta quattro dei suoi compagni – i beati Leone, Rufino, Masseo e Angelo – e Giacoma de’ Settesoli (chiamata anche affettuosamente ‘Frate Jacopa’): nobildonna romana amatissima da Francesco, che la volle accanto nei suoi ultimi momenti di vita, ella dedicò la sua esistenza alle opere di carità verso i più sfortunati, e si ritirò ad Assisi diventando parte del Terzo Ordine francescano (riservato ai laici).

Nel settembre 1997 la chiesa è stata colpita duramente dal terremoto, che ha fatto crollare la volta della Basilica superiore in due punti (causando la morte di quattro persone) e distrutto tra gli altri 130 metri quadrati di affreschi. Ci sono voluti due anni di lavori di restauro per ripristinare le pitture murali e poter così riaprire al pubblico.

Basilica di Santa Chiara

Costruita alla morte di Chiara intorno alla chiesa di S. Giorgio (che aveva custodito il corpo di San Francesco prima della traslazione) in stile gotico e pietra rosa del Subasio, ricorda molto da vicino la contemporanea Basilica superiore.

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Foto: Shutterstock.com

La basilica è famosa per contenere non solo le spoglie mortali di Santa Chiara, ma anche l’originale crocifisso che la narrazione vuole parlò a Francesco nell’eremo di S. Damiano: di stile bizantino e datato intorno al XII secolo, mentre Francesco stava pregando gli si rivolse dicendo “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va’ dunque e restauramela”. E fu proprio a seguito di queste parole che cominciò il suo incredibile percorso spirituale.

Accanto alla basilica si trova la piazza omonima, con la bella fontana e un belvedere mozzafiato sulla valle sottostante, davvero da non perdere per ogni turista in visita ad Assisi!

Cattedrale di San Rufino

Duomo della città e cattedrale della diocesi, la chiesa è stata edificata su una basilica del V secolo che si dice contenesse le spoglie di San Rufino, la quale a sua volta sembra fosse stata costruita sopra ad un tempio romano.

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Foto: Shutterstock.com

Patrono di Assisi, Rufino venne in Italia dalla Turchia e predicò in queste terre nel III secolo, dove fu martirizzato in quanto cristiano, gettato nel fiume Chiascio con una pietra di macina al collo.

Costruita in stile romanico umbro intorno all’VIII secolo, in seguito ingrandita e insignita del titolo di Cattedrale intorno al Mille, fu più volte modificata e rinnovata nei secoli; molto interessante la facciata, decorata con figure allegoriche e animali mostruosi.

Chiesa Nuova

Edificata in epoca medievale nei pressi della casa natale di San Francesco, e poi acquistata nel XVII secolo dai Frati Minori e ricostruita come la vediamo ora (con il supporto economico del Re di Spagna Filippo III), oltre al convento della fratellanza ingloba appunto parti della dimora del Santo: l’ingresso principale, quello degli ospiti e la porta per l’accesso al piano superiore, oltre al locale dove con il padre esercitava il mestiere di mercante e soprattutto l’angusto sottoscala – detto “il carcere” – dove il genitore Pietro di Bernardone lo fece rinchiudere a seguito della sua fuga a Foligno per vendere di nascosto stoffe (il cui ricavato doveva servire per la ristrutturazione della chiesetta di San Damiano) e della sua decisione di dedicare la sua vita a Dio.

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Foto: italyguides

Molto belli i dipinti murali, che tra gli altri raffigurano molte scene di martirio di frati francescani – cosa decisamente insolita da vedere ad Assisi – e interessante anche la scultura, creata nel 1984 dall’artista Roberto Joppolo, posta all’esterno e raffigurante il padre e la madre di Francesco.

 

Chiesa di San Pietro

Costruita nel X secolo ad opera dei monaci Benedettini che si erano precedentemente stabiliti sul Monte Subasio, poi ricostruita nel XIII secolo con le forme attuali tardoromaniche, conserva al suo interno monumenti funebri di nobili assisiati del Trecento e del Quattrocento e un bellissimo trittico (“Madonna con Bambino e Santi”) di Matteo di Gualdo.

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Foto: Flickr.com

Interessante il fatto che questa sia stata l’ultima chiesa costruita per un ordine non Francescano, in quanto alla fine del 1200 venne rilasciato un editto per cui solo i seguaci di Francesco potessero costruire una chiesa o un’abbazia, o ricevere un terreno in dono.

 

Basilica di Santa Maria degli Angeli

Immediatamente a ridosso della città di Assisi in località Santa Maria degli Angeli, la Basilica papale omonima è stata edificata nel XVI secolo per proteggere la chiesetta della Porziuncola, il Transito, il Roseto e gli altri luoghi sacri legati a San Francesco. Danneggiata gravemente dal terremoto del 1832 e riaperta nel 1840, la sua facciata venne rifatta in stile neoclassico e poi, nel 1930, in stile neobarocco. In quell’anno fu anche collocata sulla sua sommità una statua in bronzo aureo della Madonna, opera dello scultore Guglielmo Colasanti.

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Foto: Shutterstock.com

La Porziuncola venne restaurata dal Santo e divenne il centro della sua Chiesa. In questo luogo egli abbracciò e comprese definitivamente la sua Vocazione e fondò il suo Ordine, qua ricevette la visita di Chiara e ne visse la profonda conversione, e tra queste mura ebbe una visione di Gesù e della Madonna, i quali chiesero al Poverello quale grazie desiderasse a seguito delle sue tante preghiere: Francesco chiese ed ottenne che tutti coloro che visitassero la Porziuncola potessero ricevere l’indulgenza piena da ogni peccato, che venne da allora istituita – per la giornata del 2 agosto di ogni anno – con il nome di “Perdono di Assisi”. La Porziuncola è da allora un luogo di culto di incredibile valore spirituale, visitato ogni anno da una moltitudine di persone che da ogni parte del mondo entra in questa minuscola chiesina (di 4 metri per 7) per vivere la spiritualità del Santo e dei suoi luoghi. Curiosità, ad essa e a Santa Maria degli Angeli si deve anche il nome della città statunitense di Los Angeles, fondata dagli spagnoli come “El Pueblo de Nuestra Señora de los Ángeles del Rio de la Porciúncula”.

Eremo delle Carceri

Immerso nei boschi sulle pendici del Monte Subasio, a pochi chilometri da Assisi salendo per la montagna, già in periodo paleocristiano le sue grotte naturali davano rifugio agli eremiti e ancora oggi accoglie visitatori e turisti. Donato dai monaci Benedettini a Francesco e ai suoi fratelli, che si ritiravano per giorni nelle piccole celle in contemplazione e in preghiera, e poi ampliato nel corso dei secoli, oggi il Santuario comprende una chiesa del Quattrocento, un piccolo convento, le cappelle di San Bernardino e Santa Maria delle Carceri e la Grotta di San Francesco: in questo luogo il

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Foto: Shutterstock.com

Poverello dormiva su un giaciglio di pietra, e sopra un piccolo altare si può vedere il crocifisso di legno che si racconta portasse al collo durante la sua opera di evangelizzazione. Sul pavimento un foro dal quale si scorge lo strapiombo nel quale la leggenda vuole il Demonio venne scagliato per aver tentato vanamente il Santo.

 

Chiesa di San Damiano

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Foto: Wikimedia Commons

In questa chiesetta in rovina nel 1205 Francesco sentì la voce di Dio che lo esortava a ricostruire la sua casa, così prese molte stoffe al negozio del padre e si recò a Foligno, le vendette (e vendette anche il cavallo) e dopo essere tornato a piedi donò i soldi al sacerdote di San Damiano per la ristrutturazione della chiesa. Qua visse Santa Chiara in estrema povertà per 42 anni, di cui molti inferma, fondandovi l’ordine claustrale delle Clarisse e operando in questi luoghi molti miracoli: come quando nel 1240 fece fuggire i saraceni al soldo di Federico II, che assediavano la chiesa muovendo verso Assisi, mostrando loro un ostensorio dal quale uscì una luce accecante che li fece scappare immediatamente, salvando la città; oppure quando, benedicendo del pane di fronte a Papa Gregorio IX, vi apparve sopra una croce; o ancora, quando inferma a letto nella notte di Natale del 1252 e prossima alla morte, riesce per un miracolo di bilocazione a partecipare alla celebrazione nella Basilica di San Francesco.

 

Basilica di Santa Maria sopra Minerva

Eretto intorno al 30 a.C. come tempio pagano dedicato alla dea Minerva o ad Ercole (di cui restano visibili le bellissime colonne sulla facciata), diventa in seguito chiesa cristiana dedicata a S.Donato e poi utilizzato dai monaci benedettini per uso abitativo, fino ad essere ceduto al Comune di Assisi che nel XIII secolo vi ricava uno spazio per i Magistrati e destina la parte inferiore a prigione. Nel XV secolo torna ad essere utilizzato come chiesa.

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Foto: lavallata-umbria.com

Nel XVI secolo Papa Paolo III la fa ristrutturare e le conferisce il nome di “Santa Maria sopra Minerva”, e una seconda ristrutturazione nel 1634 le dona l’attuale stile barocco.

Nel 1786 il grande scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe rimase talmente estasiato alla visione del tempio – il primo compiuto monumento antico che avesse visto – che non volle visitare nessun’altro luogo, tanto rimase appagato da quella meraviglia.

 

Rocca Maggiore

Antico fortilizio che domina Assisi e le valli circostanti, fu utilizzato nel XII secolo dagli Svevi come castello feudale (vi risiedette in giovane età anche il futuro imperatore Federico II), poi distrutto dagli assisani nel 1198 che presero le armi contro l’Impero passando sotto il controllo papale. Nel XIV secolo la rocca venne ricostruita dal cardinale Albornoz, e in seguito rafforzata ulteriormente da signori, uomini di ventura e papi, per poi essere abbandonata alla fine dei Seicento.

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Foto: Shutterstock.com

Molto suggestivi gli interni, con le stanze adibite a museo e le ricostruzioni ispirate alla vita medievale, ma anche solo camminare tra queste pietre regala la sensazione di trovarsi in altri tempi; unica e meravigliosa poi è la vista dalla torre, a 360° sui monti e le valli circostanti, che si raggiunge per uno stretto e lungo camminamento attraverso le mura (poco adatto a chi soffre di claustrofobia).

 

Musei ad Assisi

Consigliamo di acquistare la VISIT CARD, che consente di avere sconti e agevolazioni nei 13 musei ecclesiastici del territorio dell’Umbria, tra cui cinque si trovano ad Assisi.

Museo Diocesano e la cripta di San Rufino

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Foto: umbriabeautiful.com

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Foto: umbriabeautiful.com

Fondato nel 1941, poi spostato nell’attuale sede del Palazzo dei Canonici a seguito dei lavori di ristrutturazione post-terremoto del 1997 e riaperto al pubblico nel 2006, contiene oltre 300 opere provenienti dalla Cattedrale e dal territorio diocesiano. Assolutamente da vedere nel sotterraneo i reperti provenienti dall’area dell’antico foro romano di Asisium su cui è stata costruita la cattedrale, i resti di un chiostro romanico e la cripta di S.Rufino, dove fu deposto il Santo e dove Francesco veniva a pregare; bellissimi inoltre gli affreschi datati a partire dall’XI secolo, la collezione di stendardi processionali provenienti dalle Confraternite assisane e le molte tele di grandi artisti quali Duccio di Boninsegna, Luca Signorelli, Jacopo della Quercia.

Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco

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Foto: umbriabeautiful.com

Creato nel 1930 nei locali del Palazzo Nord del Sacro Convento per esporre opere di oreficeria sacra, manoscritti miniati, sete, arazzi, maioliche, sculture e dipinti legati alla storia della Basilica: una collezione meravigliosa anche in considerazione delle depredazioni cui è stata sottoposta nei secoli (le truppe napoleoniche le 1798 portarono via quasi 400 kg di preziosi), che ce ne lasciano soltanto immaginare l’originaria grandezza.

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Foto: umbriabeautiful.com

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Foto: umbriabeautiful.com

Ha iniziato la sua attività nel 1973 come risultato della missione dei Frati Cappuccini in Amazzonia, trasformandosi poi recentemente nel primo museo missionario interattivo e multimediale d’Europa: un viaggio virtuale in un paese lontano attraverso proiezioni, immagini dinamiche, personaggi virtuali, diorami, che permettono ai visitatori di vivere la flora e la fauna del Rio delle Amazzoni, di conoscere la sua arte popolare, di ascoltarne i suoni. Il museo è di solito molto amato anche dai più piccoli, che in queste sale magiche si sentono trasportati dall’altra parte del mondo, tra strani animali e maschere spaventose!

Foro Romano e Museo Archeologico

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Foto: umbriabeautiful.com

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Foto: umbriabeautiful.com

Il museo sotterraneo è stato istituito nel 1904, e riunisce reperti raccolti dalla fine del Settecento fino ai primi decenni del Novecento: iscrizioni, altorilievi, urne cinerarie, lapidi, statue. Ristrutturato nel 2008, ingloba anche l’area dell’antico Foro romano, proprio sotto l’attuale piazza del Comune, e permette di apprezzare la pavimentazione originaria – attraverso il passaggio su una pedana sospesa in vetro – e il muro di terrazzamento del tempio, nonché il basamento sul quale poggiavano le statue dedicate ai Dioscuri, Castore e Polluce.

Pinacoteca Comunale – Palazzo Vallemani

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Foto: umbriabeautiful.com

Un tempo bellissima residenza delle più importanti famiglie assisane del Seicento, oggi è una galleria che raccoglie dipinti e affreschi di Giotto, del Perugino, di Puccio Colonna, Nicolò di Liberatore, Dono Doni, Ottaviano Nelli e altri maestri umbri e del centro Italia, tutti provenienti da edifici civili e religiosi della città e dei dintorni: una tappa fondamentale per gli amanti del’arte! Molto interessate anche l’area multimediale che al piano terra mostra la storia e l’evoluzione di Assisi attraverso il suo sviluppo urbanistico.

Museo della Memoria 1943-1944

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Foto: umbriabeautiful.com

La mostra si trova all’interno della Pinacoteca, e attraverso quattro sale e l’ausilio di un video-documentario racconta la storia di 300 ebrei salvati grazie allo spirito di accoglienza francescana durante la Seconda Guerra Mondiale. Foto, oggetti e frammenti di ricordi raccontano di come sacerdoti, frati e cittadini di Assisi aiutarono gli ebrei arrivati da ogni parte a sfuggire alle deportazioni. Particolare attenzione è rivolta alla tipografia di Luigi e Trento Brizi, che si occupava di stampare i documenti falsi per permettere l’espatrio senza rischi. La mostra è presentata sia in lingua italiana che in lingua inglese.

 

Luogo
Umbria
Parole chiave
Assisi, itinerario, Umbria

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