Gubbio

Città di “matti”, di tartufi, di bellissime ceramiche e soprattutto dei Ceri, la cui Festa qua è il centro di ogni cosa, Gubbio giace maestosa e severa alle pendici del Monte Ingino. Di chiara impronta medievale e quasi inalterata nella sua antica bellezza, la città ha origini che risalgono agli insediamenti degli Umbri, uno dei più antichi popoli italici, che occuparono queste terre almeno mille anni prima di Cristo.

Conosciuta con il nome di ‘Ikuvium’, divenne un centro politico e religioso di importanza pari alle grandi città-stato etrusche, come si può comprendere dallo studio delle cosiddette “Tavole Eugubine” – sette lastre di bronzo scritte in lingua umbra e alfabeto latino e umbro – rinvenute nel XV secolo e custodite nel Palazzo dei Consoli, e considerate uno dei più importanti testi rituali dell’antichità classica.

Si alleò nel 295 a.C. con Roma e prese il nome di ‘Igubium’, ottenendo nell’89 a.C. addirittura la cittadinanza e il titolo di municipium (con tutti i diritti civici conseguenti): a testimonianza di questo periodo il Mausoleo e il Teatro Romano, i resti delle antiche terme, i ruderi di templi, strade, ponti, mosaici e molto altro ancora. Nel 552 fu distrutta dai Goti di Totila, e in seguito ricostruita sulle pendici del Monte Ingino dai Bizantini. Nel 772 venne occupata dai Longobardi, poi ceduta alla Chiesa, e divenne libero Comune intorno all’anno Mille: da allora cominciò un’era di grande sviluppo sociale politico ed economico, ma anche un lunghissimo periodo di lotte e scontri per il potere. Passata al Ducato di Urbino, tornò allo Stato Pontificio nel 1631 fino a quando nel 1860 fu finalmente aggregata all’Umbria e annessa al neonato Regno d’Italia.

Una storia così importante e ricca porta in dote anche molte cose da vedere e molti luoghi da visitare: cercheremo allora di darvi qualche indicazione che possa esservi d’aiuto in questo percorso alla scoperta delle bellezze di Gubbio.

Palazzo dei Consoli

Costruito in stile gotico nella prima metà del XIV secolo e sede della Magistratura cittadina, si erge maestoso dall’alto dei suoi 60 metri su Piazza Grande a simboleggiare la forza e la magnificenza della Gubbio del tempo, tanto da essere considerato ancora oggi uno dei più belli tra gli edifici pubblici d’Italia, a rivaleggiare con il Palazzo della Signoria di Firenze. E’ unito al Palazzo del Pretorio da una piazza prensile edificata per coprire gli spazi inferiori, i cui arconi possono essere ammirati dalla sottostante via Baldassini: da questo punto, la mole del Palazzo risulta ancora più spaventosa, arrivando infatti ad un’altezza totale di ben 98 metri! La Piazza Grande oggi rappresenta non solo il punto di arrivo degli ascensori utilizzati dai turisti per raggiungere il Palazzo, nonché un belvedere incantevole sulla valle sottostante, ma anche e soprattutto il punto di alzata dei famosi Ceri e la partenza della Corsa (di cui vi parleremo più avanti) ogni 15 maggio.

Imponente la torre con il Campanone (fuso nel 1769), la campana mezzana (del XVII secolo) e la piccola (del 1289, ancora prima della costruzione del Palazzo), che con le loro ‘Sonate’ per mano dei famosi campanari formano la “Voce di Gubbio”, che da centinaia di anni scandisce appuntamenti civili e religiosi: se sarete fortunati potrete sentirle battere, e con loro vibrare lo spirito più profondo della città.

Il Palazzo dei Consoli è dai primi del Novecento sede del Museo Civico: allestito su più piani e strutturato in collezione archeologica (da non perdere le “Tavole Eugubine” di cui vi abbiamo in precedenza accennato, così come la raccolta numismatica), collezione risorgimentale, collezione orientale (donata da Sir Vivian Gabriel e consistente in oggetti indo-tibetani del XIX secolo), collezione ceramiche e pinacoteca, rappresenta una tappa irrinunciabile per comprendere al meglio la storia di Gubbio.

Molto suggestiva la struttura interna del Palazzo, dalla Sala dell’Arengo – che ospitava le riunioni cittadine – appena oltre il portale d’ingresso, alla Cappella Palatina al piano nobile – interamente affrescata e ricca di arredi lignei – alle bellissime fontane a testimoniare (con i servizi igienici del periodo medievale e le tubature per l’acqua corrente) il grande avanzamento tecnologico rispetto ai tempi e l’assoluto genio degli ingegneri al servizio del Comune.

Tornando all’esterno, osservando con attenzione potrete vedere una gabbia di ferro in passato utilizzata per esporre i delinquenti al ludibrio delle folle: un residuo affascinante e spaventoso di tempi in cui bellezza e orrore sapevano confondersi.

Palazzo del Pretorio

Palazzo del Pretorio / foto: dpeck.info

Detto anche “del Podestà” o “dei Priori”, avrebbe dovuto rappresentare nelle intenzioni dei costruttori il gemello dell’antistante Palazzo dei Consoli, ma a causa della penuria di risorse economiche e le sofferenze legate all’epidemia di peste rimase incompiuto. Particolarissima la sua struttura architettonica interna, con un unico pilastro centrale su cui si poggiano gli archi che sorreggono le volte ed i solai. Modificato varie volte lungo i secoli, venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1997 e in seguito ristrutturato e consolidato. Oggi è sede del governo cittadino.

Duomo di Gubbio

Edificata alla fine del XII secolo sul sito del vecchio Duomo per contenere le reliquie dei Santi eugubini Mariano e Giacomo – martirizzati in Numidia nel 259 d.C. – ora conservate sotto l’altare maggiore, e completata nel 1241, è stata poi più volte rimaneggiata nel corso dei secoli fino ai primi del Novecento, quando l’interno è stato riportato ad una forma vicina all’originale. E’ rimasta inalterata invece la facciata gotica del XIV secolo.

All’interno si possono ammirare l’altare originario (costituito forse da un sarcofago romano abbellito in età medievale da colonnine rosa di pietra locale), un prezioso crocefisso in legno del XIII secolo di scuola umbra, affreschi di Benedetto e Virgilio Nucci, Dono Doni, Antonio Gherardi, Sinibaldo Ibi, Giuliano Presutti. Degno di interesse anche il pavimento del Duomo, risalente al XVI secolo.

Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco / foto: Wikimedia Commons

Costruita nella seconda metà del Duecento nel luogo di residenza della famiglia Spadalonga (che accolse ed aiutò San Francesco appena fuggito dalla casa paterna e delle cui mura possono essere ritrovate tracce nell’abside destro) ed attribuita a Fra’ Bevignate. Molto bello il ciclo di affreschi sulla vita della Madonna ad opera di Ottaviano Nelli, così come le opere di Antonio Gherardi, della scuola di Virgilio Nucci, di Anna Allegrini e del ‘Maestro Espressionista di Santa Chiara’ (pittore italiano della scuola di Giotto sulla cui identità vi sono opinioni molto contrastanti); interessante anche la ‘Raccolta d’Arte di San Francesco’ ospitata nell’annesso convento, che include oggetti sacri, reperti archeologici, oreficerie e dipinti.

La chiesa è associata alla storia che narra di Santo di Assisi e del suo incontro con il lupo feroce che terrorizzava le genti di Gubbio, a cui memoria è stata posta una statua ad opera di Roberto Bellucci: ai tempi in cui il Santo viveva in queste contrade, la bestia terrorizzava le campagne circostanti aggredendo persone e animali senza pietà, costringendo gli eugubini a rinchiudersi tra le mura per evitare il peggio. Francesco decise di andare a cercarlo – tutti lo presero per pazzo destinandolo a morte certa – e quando lo trovò lo ammansì con le parole (“Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona”) e con il segno della croce, rimproverandolo per le violenze compiute pur a causa della fame e non per cattiveria, offrendogli di trovare una pace con gli uomini se questi avessero accettato di nutrirlo. Il grosso lupo abbassò il capo e diede segno di aver compreso, e pose la zampa sulla mano del Santo a conferma del patto: così tornarono in città, dove la notizia si sparse velocemente e attrasse una grande folla festante per il miracolo, e il lupo venne accolto con amore, lasciato libero di girare e nutrito dalle famiglie come fosse un cane, fino a quando morì di vecchiaia lasciando gli eugubini in uno stato di grande tristezza. Loro infatti nel lupo non vedevano solo la compiutezza del miracolo, ma anche il ricordo continuo della bontà e della santità del Poverello d’Assisi.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria

Edificata nel IX secolo per commemorare la vittoria sui Saraceni e detta anche “della Vittorina”, venne concessa nel 1213 a Francesco che vi insediò la prima comunità di Frati Minori di Gubbio. Proprio in questo luogo si narra che il Santo incontrò e ammansì “Fratello Lupo” nel 1222.

Ristrutturata negli anni ‘80 e a fine anni ‘90 del secolo appena passato, è ora circondata da un giardino – nel quale ogni anno si realizza il “Presepe della Vittorina” come Francesco aveva insegnato a fare per celebrare la Natività – e al suo esterno possiamo trovare un bassorilievo ad opera nel 1973 dello scultore Vignoli di Bologna che ricorda l’incontro tra Francesco e il lupo, e una statua in bronzo sullo stesso tema ad opera di Francesco Scalici posata nel 2002. All’interno possiamo ammirare gli affreschi del Cinquecento di Virgilio Nucci e Felice Damiani, e altri di scuola eugubina anche di epoca precedente.

Basilica di Sant’Ubaldo

foto: panoramio.com

Venne costruita sul Monte Ingino nella prima metà del Cinquecento (con il supporto economico delle Duchesse di Urbino Eleonora ed Elisabetta Gonzaga, per soddisfare un voto fatto per la guarigione dello zio, Papa Giulio II) ) nel luogo della primitiva chiesa/santuario in cui era conservato il corpo di Sant’Ubaldo, per meglio accogliere il gran numero di pellegrini che accorrevano da ogni parte per omaggiare le reliquie. Rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, venne radicalmente trasformata dopo le modifiche avvenute dal 1915 al 1923 che tra le altre cose ampliarono le navate da tre a cinque (rimuovendo gli stucchi, gli altari rinascimentali e barocchi, gli apparati lignei e le pitture), sostituirono la teca con i resti del Santo e la posizionarono in altro dietro l’altare, aggiunsero le vetrate con le scene della vita di Sant’Ubaldo ad opera di Francesco Mossmeyer.

All’interno della basilica, dalla sera del 15 maggio fino alla prima domenica dello stesso mese dell’anno successivo, sono riposti e conservati i Ceri, le tre enormi strutture lignee (fino al Cinquecento fatti appunto di cera) sulla cui cima troviamo le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate, e che sorrette dai ceraioli vengono trasportate dal Palazzo dei Consoli fino a questo santuario durante la Corsa omonima.

La basilica, che si trova ad un’altitudine di 803 metri, può essere raggiunta oltre che a piedi anche per mezzo della funivia “Colle Eletto”, che in soli sei minuti congiunge il centro di Gubbio con il Monte Ingino.

 

Costruita nel 1960 per facilitare durante tutto l’anno residenti e turisti nella salita verso il Monte Ingino e la Basilica di Sant’Ubaldo, contiene al massimo due persone strette in una gabbia di ferro in balia dei venti…insomma, il brivido è garantito, anche se la funivia si è sempre dimostrata sicura e perfettamente efficiente! Nel sito potrete trovare gli orari di apertura; il prezzo del biglietto andata e ritorno è di 6 euro, e di 4 euro per la tratta singola.

Teatro romano

foto: Shutterstock.com

Risalente al I secolo a.C., si trova in posizione pianeggiante oltre le mura della città e sembra che potesse ospitare circa 6000 spettatori, il che lo rendeva uno dei più capienti di quel tempo. Ai nostri giorni, durante i mesi di luglio e agosto, il Teatro torna ai suoi antichi splendori ospitando nella sua meravigliosa cornice rappresentazioni classiche e moderne.

Tra l’altro, accanto al Teatro si trova un grande parcheggio gratuito, ideale anche per lasciare l’auto durante la visita del centro storico.

Parco Ranghiasci Brancaleoni

Parco Ranghiasci Brancaleoni / foto: pinterest.com

Realizzato per volere del Marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni nella prima metà dell’Ottocento – spinto dalla amata moglie Matilde Hobhouse, nobildonna inglese di gran temperamento amica del Foscolo – si estende sulla costa del Monte Ingino, dalle Mura Urbiche a scendere fino verso Porta Metauro e Via della Cattedrale. Per fare posto al giardino all’inglese e alle strutture di stile neoclassico vennero demoliti alcuni edifici di epoca medievale (mentre altri vennero ristrutturati), e i viali vennero piantumati con diverse specie arboree – castagni, tigli, aceri, lecci, ippocastani – che insieme ai molti altri alberi e cespugli potessero donare una vista meravigliosa in ogni stagione.

Quinta ideale non solo per immergersi nella tranquillità e nella bellezza della Natura, ma anche per osservare i meravigliosi scorci cittadini, il Parco è una tappa fondamentale e particolarissima tutta da scoprire!

Fontana del Bargello

foto: wikimapia.org

Situata di fronte al Palazzo del Bargello (in epoca medievale residenza del capo della polizia comunale), è stata costruita nel Cinquecento ed è legata ad una curiosa ed antica tradizione: lo “straniero” – inteso come non residente nella città – che faccia tre giri di corsa (che richiamano i tre giri compiuti dai ceraioli su Piazza Grande dopo l’Alzata) intorno alla fontana e venga bagnato da un eugubino con l’acqua della stessa, può ricevere la “patente da matto”!

La tradizione oggi è ovviamente un po’ mercificata, con i negozietti di souvenir che a pochi metri stampano il documento con il vostro nome dopo i tre giri; in realtà, la vera “patente” è una cosa molto seria, e viene conferita dall’associazione ‘Maggio Eugubino’ a seguito di regolare richiesta di un cittadino residente, che comproverà tutta la vostra giocosa e simpatica “pazzia”!

Museo Civico

foto: infoaltaumbria.it

All’interno del Palazzo dei Consoli, è strutturato su più piani e diviso per collezioni: Archeologica (comprendente reperti e manufatti recuperati dagli scavi romani, le “Tavole Eugubine” e la raccolta numismatica che dal periodo umbro arriva al XVIII secolo); Risorgimentale (allestita in occasione dei duecento anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi, e composta di testimonianze storiche e locali del periodo); Orientale (donata dal nobile inglese di discendenza eugubina Sir Vivian Gabriel e consistente in oggetti di provenienza indo-tibetana del XIX secolo); Ceramiche (dal XIV secolo ai giorni nostri, con particolare rilievo per la produzione eugubina del Mastro Giorgio Andreoli, che nel XVI secolo adottò la tecnica del ‘lustro’ tipica del vasellame moresco dando una preponderanza cromatica al rosso rubino, marcando così la grande differenza con la produzione derutese); infine, la Pinacoteca (con dipinti di scuola umbra databili dal XIII al XIX secolo, tra cui una ‘Immacolata Concezione’ del Signorelli e il gonfalone raffigurante Sant’Ubaldo benedicente da un lato e la Madonna della Misericordia dall’altro, opera di Sinibaldo Ibi, che dal Cinquecento fino alla fine dell’Ottocento ha sfilato in processione ogni 15 maggio).

Prezzo del biglietto: 5€ (ridotti 2,5€), i bambini sotto i 6 anni entrano gratis.
Il museo è aperto sette giorni su sette, con i seguenti orari: da aprile a ottobre: 10.00-13.00 / 15.00-18.00. Da novembre a marzo: 10.00-13.00 / 14.30-17.30. Chiuso 13-14-15 maggio, il 25 dicembre e 1 gennaio.

Museo Diocesano

Situato vicino al Duomo all’interno del Palazzo dei Canonici, è composto da una ricca sezione archeologica comprendente reperti di produzione italica, greca ed etrusca dal VII secolo a.C. fino al periodo romano; una preziosa collezione di monete risalenti dal VII-VI sec. a.C. fino all’età Carolingia; affreschi, quadri e sculture del periodo tra il XIII e il XVI secolo, tra cui spiccano le opere di Mello da Gubbio, Benedetto Nucci, il Pomarancio e il Sassoferrato; meravigliose suppellettili liturgiche, reliquiari barocchi e paramenti sacri di finissima lavorazione, tra cui un piviale (cioè un mantello per uso liturgico) fiammingo risalente al XV secolo in broccato d’oro ad opera di Giusto di Gand.

Prezzo del biglietto: 5€ (ridotti 3€)
Per la visita dell’intero Polo Museale – che comprende il Museo Diocesano, il Palazzo dei Canonici, le chiese di Santa Maria dei Laici e di Santa Maria Nuova e il Palazzo del Bargello – il biglietto unico costa 7€. I bambini sotto i 13 anni entrano gratis.
Orari: dal 14 giugno al 30 settembre, aperto tutti i giorni (tranne il lunedi): 10.30-18.00
Il resto dell’anno aperto dal giovedì alla domenica: 10.30-17.00.
Chiuso 15 maggio, 20 maggio, 2 giugno.

Palazzo Ducale

foto: romeartlover.it

Situato accanto al Duomo è un lampante ed interessantissimo esempio di stile rinascimentale italiano in una città per il resto di impronta completamente e profondamente medievale: fatto costruire nel 1470 dal duca di Urbino Federico da Montefeltro – dei cui possedimenti Gubbio faceva parte – veniva utilizzato come residenza estiva. Oltre per la bellezza dei tratti architettonici e delle raffinate decorazioni, il Palazzo contiene una fedele riproduzione dello studiolo in legno di Guidobaldo da Montefeltro (figlio di Federico) il cui originale si trova ora al Metropolitan Museum di New York.

Museo della Maiolica a Lustro

foto: umbriatime.it

Situato all’interno della Torre Romana (risalente al Quattrocento e posta a difesa dell’ingresso della città dalla Porta omonima) contiene la più ampia collezione di ceramiche realizzate con la tecnica ‘a lustro’ d’Italia, con oltre 250 opere di artisti locali dal XVI al XX secolo.

Oltre a questo, vi si può trovare un’interessantissima esposizione di stampe e carte geografiche (alcune rarissime) risalenti al periodo che va dal Cinquecento alla fine dell’Ottocento, e una sala con armi (lance e una balestra) e armature originali degli stessi anni, oltre a quello che rimane dei sistemi difensivi della Torre.

Quando andare a Gubbio?

Il calendario degli eventi è ricco durante tutto l’anno, ma ci sono dei periodi particolarmente interessanti: per questo cercheremo di darvi qualche indicazione per meglio decidere quando visitare questa bellissima città!

A fine settembre si è tenuta quest’anno la prima edizione del ‘Festival del Medioevo’, che ha condensato dieci secoli di storia (dal 476, data della caduta dell’Impero Romano d’Occidente, al 1492, data della scoperta dell’America) in cinque giorni ricchi di eventi culturali, mostre mercato (come la Fiera del libro medievale, l’Erbario o il Mercato di Piazza San Giovanni), degustazioni di vini umbri, percorsi gastronomici per scoprire la cucina dei tempi, itinerari religiosi e molto altro: il tutto inserito in un contesto cittadino completamente trasformato – tra taverne, botteghe artigiane, rievocazioni storiche e bellissimi costumi – per far tornare Gubbio indietro nei secoli.

L’albero di Natale più grande del mondo / foto: Shutterstock.com

Il 7 dicembre di ogni anno (per la prima volta nel 1981) viene acceso l’albero di Natale più grande del mondo (entrato nel 1991 nel Guinness dei Primati), che verrà poi spento il 6 gennaio: 450 metri di base e 750 di altezza – grande quasi come trenta campi da calcio – oltre 800 luci disseminate sulle pendici del Monte Ingino, con una stella cometa sulla cima di circa mille metri quadrati, quasi otto chilometri di cavi elettrici e più di 2000 ore di lavoro per montare e smontare il tutto…uno spettacolo assolutamente incredibile e da non perdere, che regala durante le feste un’atmosfera ancora più magica alla città.

Il 15 maggio ovviamente è La Festa, per tutti gli eugubini: il giorno dedicato a Sant’Ubaldo e alla Corsa dei Ceri è il centro e la stella polare di ogni evento per Gubbio ed i suoi abitanti.

Tradizione probabilmente nata a seguito della morte dell’amato Vescovo nel 1160, e della seguente processione dei cittadini con candele accese (e grossi ceri votivi offerti dalle corporazioni più ricche), è andata poi modificandosi pochissimo nel corso dei secoli, a parte nello spirito che alla partecipazione emotiva e al fervore religioso ha sempre più aggiunto una forte connotazione competitiva: strano per una gara che non è una gara, visto che il risultato della Corsa è già scritto.

foto: hotelgattapone.net

Solo alla fine del ‘500 sono stati sostituiti i ceri con le attuali strutture in legno, pesanti quasi 300 kg, alte circa 5 metri e sormontate dalle figure dei Santi Ubaldo, Giorgio e Antonio Abate, che ogni 15 maggio vengono “alzate” nella Piazza Grande e portate con una folle corsa dalle squadre dei ceraioli fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove entreranno – come accennavamo prima – con un ordine prestabilito (Sant’Ubaldo, San Giorgio e per ultimo Sant’Antonio Abate).

La Corsa dei Ceri merita di essere non solo vista, ma anche e soprattutto vissuta per ogni turista che si rispetti: nelle strade, nei colori delle divise dei ceraioli, nelle taverne si può cogliere qualcosa che altrimenti a parole lasceremmo sfuggire, qualcosa di difficile da spiegare, che forse in qualche modo coglie l’anima stessa non solo di questa bellissima città, ma anche dell’Umbria stessa. E forse non è un caso se dal 1973 i tre Ceri stilizzati sono rappresentati nello stemma e nel gonfalone ufficiali della Regione, a voler forse simbolizzare la valenza comunitaria e universale delle nostre tradizioni.

Luogo
Umbria
Parole chiave
Gubbio, itinerario, Umbria

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