Un weekend a… Amalfi

Amalfi è un comune di circa 5.500 abitanti della provincia di Salerno. Il nome deriva dall’omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana, che dal 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La città si presenta come un agglomerato di case bianche, aggrappate alla roccia e collegate da vicoli stretti e scalinati.
Amalfi / Shutterstock.com

Il centro cittadino ha la forma di un ventaglio rovesciato e misura circa 1,5 km nella parte più ampia, sulla spiaggia, più qualche centinaio di metri nel tratto della Valle dei Mulini. Fuori dal centro cittadino, a Ovest, si trova l’antica Via Maestra dei Villaggi: lunga circa 4 km e immersa nel verde dei terrazzamenti di limoni e ulivi, è l’antica strada pedonale che collega le cinque frazioni amalfitane con il centro cittadino.

 

Cosa vedere

Grotta dello Smeraldo

Grotta dello Smeraldo / Shutterstock.com

La scoperta della Grotta dello Smeraldo risale al 1932, avvenuta ad opera di un pescatore del luogo, incuriosito da due strani fori sulla parete rocciosa. L’interno dell’antro è simile a un magnifico tempio orientale, ricco di colonne, stalattiti e cortine dalle forme bizzarre che la fantasia popolare ha associato a sirene, animali fantastici e personaggi famosi. Il lento stillicidio all’interno della grotta quando si trovava ancora al di sopra del livello del mare, ha dato origine a stalattiti e stalagmiti di varie dimensioni. Circa 6000 anni fa tuttavia, i fenomeni di eustatismo e bradisismo causarono l’innalzamento del livello del mare, sommergendo ampi tratti della costa. Attraverso un piccolo collegamento con il mare aperto, situato a quattro metri di profondità’, la Grotta dello Smeraldo ha acquisito le meravigliose connotazioni che caratterizzano l’attuale struttura.

 

Il Duomo di Sant’Andrea Apostolo

Duomo © Alexander Tihonov / Shutterstock.com

Il Duomo di Amalfi, formato da una scalea e un atrio d’ingresso, è un complesso architettonico di due differenti Basiliche vicine e comunicanti. Il nucleo primitivo di tale complesso è rappresentato dalla Basilica settentrionale che risale al IX secolo. Nella zona est si trova l’altare mentre l’atrio d’ ingresso è situato sul lato opposto. L’ampia navata centrale invece è un vano di collegamento con la basilica adiacente. La Cattedrale è stata costruita su di un pianoro rialzato di 20 metri sul livello del mare e composto da una pietra pomice vulcanica particolarmente dura e compatta. La sua posizione rialzata al centro della città ha reso nel corso degli anni, la Cattedrale, un punto strategico di difesa per gli abitanti.

 

Il Chiostro Paradiso

Il Chiostro Paradiso / holeinthedonut.smugmug.com

In perfetto stile romanico-amalfitano fu costruito tra il 1266 ed il 1268 per ordine dell’Arcivescovo Filippo Augustariccio, con l’intento di creare un cimitero per i nobili amalfitani. All’interno, gli archi intrecciati collegati a 120 colonnine marmoree rendono la struttura molto suggestiva mentre e il gioco di luci del porticato, creato dai raggi di sole, ravvivano i colori degli arabeschi presenti sugli archi esterni. Nella parte più lontana dall’ingresso è presente un meraviglioso disegno di scuola giottesca che raffigura il momento della Crocifissione.

 

Museo della Carta di Amalfi

Museo della Carta di Amalfi / ecobnb.it

Fin dal Medioevo, la città era molto rinomata per la produzione di un particolare tipo di carta pregiata detta Carta di Amalfi o Charta Bambagina. Si ritiene che i cantieri della città fossero attivi già dal XIII secolo. Il Museo della Carta, venne istituto nel 1969 per iniziativa del Cav. Nicola Milano. Al pianterreno è possibile ammirare gli antichi attrezzi di produzione della carta a mano. Ben evidenti i magli in legno che trituravano gli stracci raccolti nelle capienti Pile in Pietra; la macchina Olandese installata nella cartiera il 18 novembre 1745; la pressa; la macchina continua“ in tondo” o “a tamburo” per la lavorazione a “mano – macchina”. Attualmente la Carta di Amalfi viene frequentemente utilizzata in occasione di annunci di cerimonie.

 

 

La cucina

I Limoni

I limoni di Amalfi / Shutterstock.com

I limoni di Amalfi sono la specialità della città. Essi segnano in maniera unica il paesaggio della Costiera Amalfitana, attraversato dalle coltivazioni a terrazzamento e sono anche protagonisti di tante ricette tipiche: non solo il celebre liquore limoncello o i dolci come il babà, le delizie, i gelati ma anche i ravioli di ricotta insaporiti con la scorza grattugiata fino alle fette di mozzarella affumicate tra le foglie di limone.

Limoncello della Campania / Shutterstock.com

Mediante la buccia di una particolare qualità di limoni, la “lima” o “limetta”, si produce, almeno da due secoli, il “limoncello”, un elisir alcolico che, servito freddo, provoca un’efficace funzione digestiva. Inoltre, grazie al succo dei limoni, si realizza ancora oggi un sorbetto, impiegato nei lauti pranzi per separare le pietanze a base di carne da quelle dominate dal pesce. L’origine del sorbetto a limone è certamente araba: infatti la tecnica praticata per secoli sui monti amalfitani di conservare in fossati del terreno la neve invernale deriva dalla Siria. Oggi quello stesso succo è utilizzato per realizzare gelati e granite, fiore all’occhiello di negozi specializzati e di caratteristici venditori ambulanti che, circolando per le vie di Amalfi, rievocano i “sorbettier” arabi.

Gli Scialatielli ai frutti di mare

Scialatielli ai frutti di mare / ilcucinale.com

Uno dei formati di pasta fresca più tipici della costiera amalfitana, gli Scialatielli ai frutti di mare sono un piatto molto saporito a base di gamberi, scorfani, pezzogne, occhiate, ricciole, polpi, pesce azzurro e molluschi. Perfetto per la vigilia di capodanno, viene oggi spesso proposto anche in altre occasioni importanti.

 

Sfogliatella Santa Rosa

Sfogliatella Santa Rosa / santarosaconcafestival.com

Un tipico dolce locale, ideato dalle monache del monastero di S. Rosa di Conca dei Marini nel corso del XVIII secolo. In realtà nacque come torta: si racconta che le monache, solite a preparare il pane, avendo un giorno una disponibilità di semola cotta nel latte e dolcificata (“biancomangiare”), la condirono con frutta secca e bagnata dal liquore al limone. Il composto fu racchiuso in due strati di sfoglia di pasta, che avevano assorbito zucchero, strutto, vecchio vino bianco. Così la massa ottenuta venne modellata a forma di cappuccio di monaca. Nel corso del tempo fu rimpicciolita, assumendo la forma della sfogliatella.

Come arrivare

Grazie alla sua posizione sul mare, è possibile raggiungere Amalfi anche attraverso traghetti o barca privata. Tuttavia, una volta arrivati, il miglior modo per esplorare la città è a piedi.

In aereo

L’aeroporto più vicino è Napoli Capodichino (circa 70 km). Una volta arrivati in aeroporto è possibile raggiungere Amalfi in taxi oppure recarsi a Napoli e spostarsi poi alla volta di Amalfi utilizzando i bus pubblici o i treni regionali per Salerno che partono circa ogni ora.

In treno

Le stazioni più vicine sono Salerno (25 km) e Vietri sul Mare a Est (20 km). Da Salerno è possibile prendere il taxi, utilizzare i mezzi pubblici (bus o treno), oppure i traghetti per Amalfi in partenza da Salerno-Piazza della Concordia.

In bus

Le partenze degli autobus della linea SITA sono da Napoli, Salerno o Positano. Le partenze sono abbastanza frequenti nell’arco della giornata, meno durante la sera.

In auto

Dall’autostrada A3 uscire a Vietri sul Mare, poi seguire la SS 163 fino al Km 30,5. In caso di traffico, dall’autostrada A3 uscita Castellammare di Stabia, proseguire via SS 366 direzione Agerola, poi direzione Amalfi, infine seguire la SS 163 fino al km 29,2. Nei periodi di alta stagione vengono adottati provvedimenti di limitazione del traffico

In traghetto

È possibile prendere il traghetto da Salerno, Maiori, Minori, Positano, Sorrento oppure Napoli. Le linee che fanno queste fermate sono Linea INTERCOSTIERA e Linea METRO’ DEL MARE.

Luogo
Campania
Parole chiave
Amalfi, weekend

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