Un weekend a… Lecce

Stucchi, marmi, statue, tripudio bizzarro e geniale di decorazioni. Tutto questo e altro ancora è Lecce, la “Capitale del barocco” o la “Firenze del Sud”.

 

Decorazioni sgargianti degli antichi edifici sontuosi, e la particolare pietra leccese, un calcare tenero ma compatto al tempo stesso, caratterizzato da colori dorati e molto caldi, rendono Lecce una città unica al mondo.

La storia

Piazza Duomo © paolomargari.it

Le origini di Lecce sono antichissime e spesso si mescolano alla leggenda. Sybar, il centro su cui Lecce fu edificata, sembra essere antecedente alla guerra di Troia. Ai tempi dell’Antica Roma, la città conobbe un periodo di splendore sotto la guida dell’imperatore Marco Aurelio. Dopo una breve dominazione greca, fu annessa all’Impero romano d’Oriente sotto il quale rimase per 5 secoli. Lecce era un importante centro commerciale e assunse il ruolo di capitale del Salento. Nel 1463 passò sotto il Regno di Napoli e divenne il centro culturale più vivo del Mediterraneo, dando vita a un vivace e personale stile architettonico, noto come Barocco leccese. Nei secoli successivi, a protezione delle possibili incursioni turche, la città venne dotata di una cinta muraria e di un castello, oltre a chiese ed edifici nobiliari. L’espansione di Lecce oltre la cinta muraria avvenne durante i primi anni del 1900. Lecce è contraddistinta dal Barocco, che è possibile riscontrare in tutte le costruzioni monumentali della città. Lo stile è caratterizzato da una particolare ricchezza nelle decorazioni e dall’uso della pietra leccese, detta anche “marmo povero”.

 

Cosa vedere

Anfiteatro di Lecce

Аnfiteatro di Lecce / Shutterstock.com

È una finestra sulla storia, l’anfiteatro romano, nel cuore della Lecce moderna, nella centrale piazza Sant’Oronzo, come un viaggio a ritroso nei secoli, attorniato dagli edifici d’epoca fascista e dal profumo della pasticceria tradizionale dei bar della piazza. A pianta ellittica, in parte interrato e in parte sostenuto da arcate rette da colonne in tufo, l’anfiteatro dell’antica Lupiae sorge al margine orientale della città romana e risale all’età augustea, costruito per ospitare un massimo di 14.000 spettatori, accolti sul doppio ordine di gradinate, di cui oggi resta solo quello inferiore. Particolarmente interessanti sono i frammenti di fregi emersi nel corso degli scavi e le iscrizioni latine, che si trovano nella galleria scavata nella roccia che circonda l’arena. Si segnala in particolar modo il gruppo di capitelli a calice e alcuni bassorilievi con scene di venationes. Nei pressi dell’anfiteatro, oggi elegante scenografia di spettacoli e concerti, si trova una necropoli preromana, in cui sono state ritrovate iscrizioni messapiche.

 

Basilica di Santa Croce

Basilica di Santa Croce / vacanze-in-salento.com

La maestosa Basilica di Santa Croce è un colpo d’occhio inatteso, un sontuoso carnevale di pietra che si offre a chi percorre via Umberto I a Lecce, poco distante da piazza Sant’Oronzo, simbolo del barocco leccese. Fondata dal conte di Lecce Gualtieri VI di Brienne nel 1353, fu elevata a Basilica da Papa Pio X nel 1906. Il prospetto è ritmato da una serie di colonne e da un balcone con balaustre, sorretto da mensoloni figurati. Il trionfo di decorazioni lascia sbalorditi e, all’apice di questa esplosione di bassorilievi e sculture in pietra leccese, opera di Cesare Penna su disegno di Giuseppe Zimbalo, emerge il grande rosone, decorato con fregi floreali, grappoli di frutta e cherubini. Si accede nella basilica da tre portali, di cui quello centrale è fastosamente decorato. L’interno, a croce latina, con cupola emisferica, è diviso in tre navate da colonne con capitelli scolpiti. La navata centrale ha un soffitto ligneo a lacunari. Nel ricchissimo arredo interno, spicca l’altare di San Francesco di Paola, decorato con dodici bassorilievi raffiguranti la vita del Santo, opera di Francesco Antonio Zimbalo.

 

Teatro Politeama Greco

La Tosca di Puccini al Politeama Greco © salentoreview.it

Il Teatro Politeama ‘Greco’ era nato nel pensiero dei cittadini di Lecce già molti anni prima che si posasse la prima pietra destinata a costruirlo. Lecce meritava un grande teatro che accogliesse non più solo pochi spettatori privilegiati, ma anche il popolo, ormai conquistato dall’amore per l’opera e la musica. I lavori iniziarono pochi mesi dopo sotto la direzione dell’ingegner Oronzo Greco e proseguirono alacremente per un anno. Il Teatro era dotato di un palcoscenico mobile, in grado di abbassarsi sino a diventare tutt’uno con la platea. Dopo una prima verifica acustica il giorno di Pasqua del 1884, che lasciò entusiasti artisti, orchestrali e spettatori, l’inaugurazione ufficiale del Teatro Politeama ‘Principe di Napoli’ (così si chiamò il teatro nei suoi primi anni di vita) avvenne il 15 novembre del 1884 con l”Aida” di G. Verdi e fu un grande successo.

Nel 1913 vennero eseguiti importanti lavori di ristrutturazione: il teatro, prima in legno, fu costruito in pietra; il palcoscenico divenne fisso; fu aumentata la capienza del teatro; furono costruite tre file di palchi oltre il loggione; il soffitto fu dipinto dal maestro Carmine Palmieri. Furono apportati numerosi abbellimenti: in particolare, la sala fu arricchita con decorazioni eseguite da maestri decoratori di fama nazionale, le vecchie poltrone vennero sostituite con nuove, più confortevoli, con l’alta spalliera in velluto rosso, nello stile del tempo; infine, al posto del preesistente giardino venne creato un ampio foyer. Altri lavori furono eseguiti, nel 1926, dietro suggerimento del direttore artistico, il celebre tenore Tito Schipa e portarono alla creazione del ‘golfo mistico’ per l’orchestra: così, Wagner aveva battezzato la fossa orchestrale, ossia lo spazio, scavato in parte sotto il palcoscenico, in parte sotto il livello della platea, dal quale il suono si diffondeva perfetto ed armonioso, in tutta la sala. In precedenza l’orchestra suonava allo stesso piano della platea.

Il 1958 fu un altro anno di importanti ed impegnativi lavori di restauro, voluti dal titolare del teatro, I’avv. Giuseppe Greco, ricco proprietario terriero: furono aggiornati tutti i sistemi di sicurezza, l’impianto elettrico e di riscaldamento trasformato, quest’ultimo, da impianto a termosifone, ad impianto ad aria calda. Nel 1994, il Teatro Politeama ‘Greco’, dopo soli dieci mesi di instancabili lavori di ristrutturazione, è stato restituito ai leccesi in tutto suo splendore. I lavori, seguiti con passione dal figlio di Giuseppe Greco, dott. Alberto Greco, già banchiere e anch’egli mecenate, e da sua moglie, prof. Ademarita Angelelli, hanno portato al rinnovo dell’intera platea, nonché al restauro di tutti i fregi e le decorazioni dei palchi e dell’arco scenico, e del foyer del teatro, oltre a numerosi aggiornamenti tecnici. Ai numerosi turisti che tornano oggi a visitare il Teatro Politeama Greco, magari dopo anni di assenza da Lecce, non resta che costatare che il tempo ha reso la sua storia più lunga ed il teatro più bello.

 

Basilica del Rosario

Chiesa di San Giovanni Battista © jorisvo / Shutterstock.com

La splendida fabbrica, risalente al 1659 -1691, sorge sul luogo in cui Giovanni d’Aymo aveva fondato tra il 1388 e il 1408 convento e chiesa dei frati Predicatori. L’edificio seicentesco è l’ultimo attribuito al noto architetto Giuseppe Zimbalo, che morì poco dopo e fu qui sepolto. La pianta a croce greca, affiancata da cappelle di famiglie baronali, doveva essere coperta in origine da una cupola mai terminata. Alla base dei pilastri della navata è invece possibile scorgere le firme di tutti i nobili che elargirono denaro per la costruzione della chiesa.

 

Castello di Carlo V

Castello di Carlo V / archeologiamedievale.unisalento.it

Principale fortificazione di Lecce, posta sul tracciato orientale della cinta muraria, nel cuore del capoluogo salentino a pochi passi da Piazza Sant’Oronzo. Fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli, la struttura conserva l’originale impianto trapezoidale con quattro imponenti bastioni angolari a punta di lancia. Due corpi concentrici, risalenti a epoche differenti e separati da un cortile intermedio, svelano le diverse fasi storiche vissute dal Castello. Il corpo centrale è del XII Secolo, mentre la Torre Quadrata – il Mastio Quadrangolare anch’esso inglobato nella costruzione cinquecentesca – è probabilmente angioina (XIV secolo). Le numerose mostre d’arte e gli eventi culturali ospitati nel Castello offrono l’occasione di apprezzare il rigore architettonico degli interni tipico delle strutture difensive cinquecentesche, bilanciato al suo interno da ambienti riccamente decorati da elementi architettonici e ornamentali.

 

Chiesa del Carmine

Chiesa del Carmine © mapio.net

Incassata tra l’annesso ex Convento dei Carmelitani e l’edificio attiguo, la Chiesa del Carmine è un magistrale esempio di barocco, al confine tra il centro storico e la città nuova, gioiello firmato da Giuseppe Cino che la progettò nel 1710, completata poi da Mauro Manieri. Un trionfo di fregi e decori accende la facciata, elegante introduzione all’interno con pianta a croce greca, dove si ritrovano tre cappelle per lato e un’ampia navata che incrocia il transetto al centro del presbiterio. Sul lato destro del transetto si trovano l’altare di San Francesco di Paola, con la statua in cartapesta dedicata al santo, e l’altare di Sant’Anna con una tela della Vergine col Bambino tra i Santi Anna, Giuseppe e Gioacchino. Dall’altra parte del transetto, si ritrova la statua lignea della Vergine del Carmelo riposta nell’altare della Purificazione della Vergine.

All’incrocio con i due bracci, s’innesta l’imponente cupola ricoperta da squame verdi e bianche, che s’innalza sui tetti della città vecchia e brilla su tutto il centro storico.

 

La cucina

Quella di Lecce è una cucina povera per gli ingredienti usati, ma molto nutriente e ricca di sapori, specchio delle tante dominazioni che si sono avvicendate in queste terre. Grande attenzione viene dedicata alle materie prime, che sono sempre di altissima qualità e rigorosamente locali.

Ciceri e tria

È sicuramente il piatto tipico del Salento. La ricetta è quella di una minestra di ceci, ma a differenza di una normale minestra di ceci, questa ha anche della pasta: una parte è cotta nella maniera classica (in acqua salata), mentre la restante parte viene fritta in olio bollente.

Orecchiette al sugo alla ricotta forte

Un’altra ricetta tipica di Lecce e dintorni, e vede le orecchiette unite al sugo di pomodoro (al quale si può aggiungere o meno lo spezzatino di carne) e ricotta forte di pecora. Si possono anche cucinare con le cime di rapa, ma questa ricetta è più vicina alla tradizione barese.

Le Municeddhe

Sono un piatto molto diffuso e amato della tradizione culinaria leccese. Le Municeddhe sono le lumache che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una sottile membrana bianca. Sono generalmente raccolte dopo le giornate di pioggia autunnali, anche se non è raro trovarle nei mesi di luglio e agosto. Questo piatto è così apprezzato che ad agosto a Cannole (Lecce) è organizzata una sagra a queste lumache: “La sagra della Municeddha”.

Polpo alla pignata

Questa è la ricetta leccese più utilizzata per cucinare il polpo, e forse anche la più buona. È cucinato in umido ed è così chiamato perché per prepararlo si utilizza “la pignata”, una pentola in terracotta usata in passato per cuocere sul fuoco del camino quei prodotti che necessitavano di molto tempo per essere pronti.

Pasticciotti leccesi

Il pasticciotto è composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno e ricorda un plumcake ripieno di crema. La nascita del pasticciotto risale almeno all’inizio del Settecento, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina salentina. Spennellato di albume d’uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata.

Scorzette di bucce d’arancia candite

La canditura è un metodo di conservazione di parti di piante commestibili (solitamente frutta) mediante immersione in uno sciroppo di zucchero. I prodotti ottenuti mediante canditura si chiamano canditi o frutta candita. Le scorze di arance candite, oltre ad essere molto buone, sono anche molto colorate e vengono utilizzate come decorazione nella preparazione dei dolci per le feste.

Come arrivare

In aereo

L’aeroporto di Brindisi – Casale, conosciuto anche come l’aeroporto del Salento, dista circa 50 Km dalla città di Lecce, raggiungibile con bus o taxi.

In auto

Lecce è facilmente raggiungibile dal sistema autostradale italiano. Le autostrade principali da considerare sono la A14 Bologna-Taranto e la A16 Napoli-Canosa. Superata Bari, si giunge a Brindisi lungo la superstrada e continuerete dunque sulla Statale 613 fino all’ingresso a Lecce.

In treno

La rete ferroviaria leccese ha dei collegamenti diretti con le maggiori metropoli e città nazionali. Ricordiamo tra queste Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Bolzano, le maggiori città adriatiche e quelle calabresi. Il sito di Trenitalia vi consente di verificare immediatamente i migliori collegamenti e per altre domande potete rivolgervi alla Stazione di Lecce.

Contatti

Ufficio del Turismo di Lecce, Piazza Duomo 2, tel +39 0832.521877, mail: [email protected]
Orari: Dal Lunedì al Venerdì: 9,30 – 13,30; 15,30 – 19,30
Sabato, Domenica e festivi: 10,00 – 13,30; 15,30 – 19,00

 

Luogo
Puglia
Parole chiave
arte, Lecce, mare, storia, weekend

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