Un weekend a… Sirmione

Adagiata su una penisola che divide in due il bacino meridionale del Lago di Garda, Sirmione attira da secoli visitatori illustri e persone comuni con le sue bellezze naturalistiche e testimonianze storiche. Conserva importanti vestigia dell’epoca romana e medievale, la memoria di poeti e artisti da Catullo a Joyce, da Tennysson a Maria Callas, e delizia i turisti con le sue spiagge, i suoi stabilimenti termali e la sua ricca offerta enogastronomica.
Veduta della penisola di Simione / Shutterstock.com

La storia

La penisola di Sirmione, dove le prime presenze umane si registrano nel neolitico, era una località molto amata da facoltosi romani veronesi, che qui avevano diverse ville lussuose. Nel periodo tardoimperiale nasce un cento fortificato che svolge un importante ruolo strategico e diventa testimone di diverse battaglie importanti, tra cui il primo scontro tra gli eserciti di Costantino I e di Massenzio nel 312.

Dopo la caduta dell’Impero Sirmione passa ai longobardi; nell’VIII secolo diventa capitale di un distretto giudiziario controllato direttamente dal re. La moglie del re Desiderio fonda nella città un monastero e costruisce una chiesa. Nei secoli a seguire, Sirmione diventa sempre più legata alla vicina Verona, comune a cui il podestà locale giura fedeltà nel 1197.

La dinastia veronese degli Scaligeri, arrivata al potere nel Duecento, continua a riconoscere i privilegi di Sirmione. Ma nel 1276 Mastino della Scala organizza una spedizione contro i patarini sirmionesi, un movimento religioso che denunciava la ricchezza e l’immoralità delle alte cariche della Chiesa, bandito da quest’ultima come eresia. Alberto della Scala, fratello di Mastino, assedia la città e porta a Verona un gruppo di eretici prigionieri.

Nel 1378 arriva a Sirmione una nuova signoria, quella di Gian Galeazzo Visconti; poi viene occupata di nuovo dal signore veronese, Francesco da Carrara; infine, nel 1405, la città passa alla repubblica di Venezia, e la sua importanza strategica va diminuendo nei secoli. Diventa parte del Regno di Sardegna dopo la seconda guerra d’indipendenza italiana, nel 1859.

 

Cosa vedere

La Rocca Scaligera

Castello Scaligero / Shutterstock.com

Gioiello architettonico nonché simbolo della città di Sirmione è la Rocca Scaligera, che ancora oggi sembra levarsi a difenderla. Vedere il suo profilo delinearsi all’orizzonte, giungendo in barca dal lago, suscita ancora oggi profondo rispetto. Il castello appare perfettamente conservato e così la sua darsena fortificata. Completamente circondata dall’acqua, la rocca era difficile da espugnare, anche grazie alla sua struttura concentrica, dotata di diversi sistemi di chiusura, dal classico ponte levatoio alle porte interne, create appositamente per scoraggiare e disperdere l’invasione nemica. Vicino al Castello, si trova la Chiesetta di S. Anna, risalente al XV secolo, che conserva al suo interno affreschi votivi.

Nel 1378 arriva a Sirmione una nuova signoria, quella di Gian Galeazzo Visconti; poi viene occupata di nuovo dal signore veronese, Francesco da Carrara; infine, nel 1405, la città passa alla repubblica di Venezia, e la sua importanza strategica va diminuendo nei secoli. Diventa parte del Regno di Sardegna dopo la seconda guerra d’indipendenza italiana, nel 1859.

 

Palazzo Maria Callas

Passeggiando per il borgo antico, vale la pena fare una sosta a Palazzo Maria Callas, risalente alla fine del XVIII secolo, che sorge proprio nella centralissima piazza Carducci e che ospita spesso eventi, convegni ed esposizioni d’arte.Solo ad Inzago esistono altre undici ville nobiliari, come Villa Brambilla, Villa Cornaggia, Villa Rey.

 

Le Grotte di Catullo

Vista panoramica delle Grotte di Catullo dal lago / Shutterstock.com

Sirmione lega la sua fama alle cosiddette Grotte di Catullo: si tratta delle vestigia di un’antica domus romana risalente al I secolo dopo Cristo. Il nome “grotte” risale al Quattrocento: l’incuria e l’abbandono di secoli avevano permesso alla natura di riappropriarsi del luogo, che appariva talmente ricoperto di vegetazione da apparire più simile a una grotta che ad un edificio. Fu lo storico e politico veneziano Marin Sanudo il primo ad attribuire la proprietà della villa al poeta Catullo, basandosi esclusivamente su testimonianze letterarie. In realtà, non vi è prova che questa fosse proprio l’abitazione dello scrittore latino, ma la tradizione a volte è più forte dell’archeologia: il nome è rimasto e la suggestiva struttura raccoglie folle di visitatori. Così Palazzo Archinto, dal disegno simile a un castello ma costruito solo nel XVII secolo per volere di un banchiere che non poté completare il suo progetto. Oggi ospita la biblioteca di Robecco e il Museo del sirmioneo Grande, che riunisce in un interessante percorso diverse fotografie di grande valore storico. Tra le altre ville lungo il corso del sirmioneo Grande si contano Palazzo Scotti, Villa Terzaghi, Villa Dugnani, Villa Arrigoni. Nella vicina Cassinetta di Lugagnano si trovano altri esempi di residenze estive, tra cui le celebri Villa Visconti, Villa Trivulzio e Palazzo Frentzlin. Queste sono solo alcune delle splendide ville disseminate lungo il più antico dei canali.

 

Terme di Catullo e Virgilio

Uno dei centri benessere a Sirmione / Shutterstock.com

Sirmione è nota e amata anche come centro termale: qui sgorga acqua sulfurea salsobromoiodica, che stimola il rinnovamento cellulare, contrasta lo stress da smog e allergie, svolge un’azione tonificante sul sistema nervoso e cardiocircolatorio e vanta molte altri effetti benefici per l’organismo. Le due stazioni termali Catullo e Virgilio offrono la possibilità di abbinare trattamenti curativi alla vacanza di puro relax.

Il complesso viene abbandonato intorno al IV secolo; circa un millenio dopo arrivano i primi curiosi, che trovano qui caverne interrate e le chiamano dunque “Grotte”. I primi scavi partono soltanto nel 1801, grazie a un generale di Napoleone Bonaparte. Oggi qui esiste un museo che illustra la storia della villa, di Sirmione e del lago di Garda.

Grande criptoportico – frammento del complesso delle Grotte di Catullo / Shutterstock.com

Non lontano dall’ingresso delle “Grotte di Catullo”, sul punto più alto della penisola, c’è una delle chiese storiche di Sirmione, quella di San Pietro in Mavino, presente in questo luogo almeno dall’VIII secolo. Ricostruita nel Trecento, è adornata da affreschi del XII secolo (nelle absidi) e del Cinquecento (alle pareti).

 

La cucina

Olio d’oliva prodotto nella zona del Lago di Garda / Shutterstock.com

Il lago di Garda offre una varietà di piatti e ricette che vanno dalla tradizione alpina a quella padana, dal Trentino alla Lombardia e al Veneto. Dai piatti di carne a quelli di pesce d’acqua dolce. Anche i palati più esigenti trovano sapori e gusti adatti alla tavola più raffinata. L’ambiente, la cultura, la storia e le tradizioni locali della riviera benacense e del suo entroterra sono la base di partenza per un viaggio nei sapori e profumi della proposta gastronomica di una delle zone più affascinanti dell’arco alpino che gradatamente si affaccia su uno spicchio del mediterraneo: il lago di Garda.

La proposta gastronomica del lago offre vini di ottima qualità, olio extravergine di oliva, pesce d’acqua dolce e carni allevate sugli alpeggi. La varietà e la ricchezza delle ricette è una ricchezza che il turista può in ogni momento accostare lasciandosi sedurre dalla genuinità e dalla semplicità. Le zone di interesse sono quattro: il Garda trentino, l’alta riviera bresciana, la Val Tenesi e le colline moreniche mantovane e la riviera veronese che si estende fin sopra le vette del Monte Baldo.

Il pesce di lago © illatosaporito.com

Ognuna di esse si differenzia per tipicità e proposte, ma tutte si identificano nel sapore delicato dei piatti che ha come denominatore comune i prodotti della terra maturati nel clima mite d’inverno e fresco d’estate del lago. Nei prossimi articoli seguiremo un itinerario ideale alla scoperta dei prodotti tipici, delle ricette e dei luoghi dove si possono gustare prelibati manicaretti da soli o in compagnia e soprattutto in qualsiasi periodo dell’anno.

Come arrivare

In aereo:

Sirmione e’ ben servita dai principali aeroporti del Nord Italia. Gli aeroporti più vicini sono: Gabriele d’Annunzio – Brescia, a 25 km; Valerio Catullo – Verona, a 30 km; Orio al Serio – Bergamo, a 90 km; Linate – Milano, a 135 km; Marco Polo – Venezia, a 155 km; Malpensa – Milano, a 175 km. L’aeroporto Catullo è collegato alla stazione FS di Verona da un servizio navetta ogni 20 min.

In auto:

L’autostrada principale per arrivare a Sirmione e’ la Milano-Venezia. Si esce al casello di Sirmione oppure, venendo da Ovest, si esce a Desenzano e prendere poi la “tangenziale”, a due corsie a scorrimento veloce.

In treno:

Sirmione è collocata in prossimità della linea ferroviaria Milano-Venezia.Non esiste una stazione ferroviaria Sirmione, ma, venendo da Ovest si può scendere a quella di Desenzano e venendo da Est scendere a Peschiera, per poi prendere, in un caso o nell’altro l’autobus fino a Sirmione.

Luogo
Lombardia
Parole chiave
Sirmione, weekend

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