Un weekend a… Udine

Udine è una cittadina con piazze dal fascino veneziano e antichi palazzi: da piazza Libertà, definita "la più bella piazza veneziana sulla terraferma", a piazza Matteotti (o delle Erbe), che, tutta contornata da portici, sembra un salotto a cielo aperto, si osserva la carrellata di antichi e colorati palazzi che annunciano lo spirito di Udine. Sul colle della città sorge il castello da cui si intravedono i tetti della città, le montagne che la circondano e, verso sud, il mare Adriatico.

 

Udine nel Settecento fu la città di Giambattista Tiepolo che qui raggiunse la sua maturità artistica: oggi si possono ammirare i suoi capolavori nelle Gallerie del Tiepolo (nel Palazzo Patriarcale), nel Duomo, nella chiesa della Purità.

Oggi Udine è una città aperta alle innovazioni pur legando la sua immagine a osterie autentiche dove si celebra uno dei riti più amati, ossia la degustazione di un calice di vino (tajut) da assaporare in un’atmosfera conviviale.

Sapori inconfondibili, eventi culturali e feste della tradizione come Friuli Doc, musei per tutti i gusti completano l’offerta di questa bella città. Udine è una città elegante e conviviale. Nel tardo pomeriggio, dopo il lavoro, la gente si trova nelle osterie tipiche della città per bere un buon bicchiere di vino, da assaporare assolutamente in compagnia.

 

Cosa vedere

Piazza Libertà

Piazza Libertà a Udine è la piazza più antica della città. Rappresenta il cuore di Udine ed è punto di partenza per molti itinerari storico-culturali. È definita la più bella piazza in stile veneziano sulla terraferma e costituisce un armonico complesso di edifici rinascimentali.

Piazza Libertà

La piazza, situata ai piedi del Castello di Udine, più volte si è vista cambiare la sua denominazione. Nel Medioevo, infatti, venne chiamata Piazza del Vino in quanto qui vi era un mercato dedicato. Nel 1350 assunse il nome di Piazza del Comune perché al tempo sede del Consiglio Comunale. Nel 1550, con l’arrivo dei Veneziani, venne chiamata Piazza Contarena in onore di uno dei luogotenenti; mentre nel 1866, con l’unificazione del Friuli all’Italia, venne intitolata a Vittorio Emanuele II. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale le venne assegnato il suo nome odierno.

Udine. Piazza Libertà e Loggia del Lionello © Pecold / Shutterstock.com

Molti gli edifici che si affacciano su questa suggestiva piazza. A cominciare dalla quattrocentesca Loggia del Lionello in stile gotico-veneziano rivestita con marmo bicromo bianco e rosa. Sul terrapieno, invece, si possono ammirare la Loggia e il Tempietto di San Giovanni. La prima è stata realizzata tra il 1533 e il 1535 su progetto di Bernardino da Morcote; il secondo è dedicato ai Caduti per la Patria.

Originale la vicina Torre dell’Orologio, opera di Giovanni da Udine e datata 1527, sormontata dalle statue dei due mori che scandiscono inesorabili lo scorrere del tempo. Non manca di creatività l’Arco Bollani, disegnato dal Palladio, che con il suo rustico bugnato e il Leone Marciano in vetta, conduce direttamente al Castello della città. Circa a metà della salita tra la Loggia del Lionello e l’Arco Bollani è esposto dal 1819 il Monumento alla Pace, voluto da Napoleone per commemorare la stipula del Trattato di Campoformido.

Udine. Loggia del Lionello e la decorazione della Piazza Libertà al Natale © FRANCO CELANT / Flickr.com

All’estremità opposta del Monumento alla Pace è collocata invece la monumentale fontana rinascimentale del Carrara. Sulla Piazza si impongono, inoltre, la Colonna di San Marco eretta nel 1539 e la Colonna della Giustizia risalente al 1614. Volgono lo sguardo alla Loggia del Lionello, infine, le due statue gemelle seicentesche di Ercole e Caco, chiamate amichevolmente dagli udinesi Florean e Venturin.

 

Il Duomo

Il Duomo di Udine rappresenta la chiesa più importante ed imponente della città. Si trova nella suggestiva piazza Duomo, a pochi passi dalle vie principali del centro storico udinese.

La facciata del Duomo di Udine, o la Cattedrale di Santa Maria Annunziata © milosk50 / Shutterstock.com

La sua costruzione risale al 1236 ad opera del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nel luogo in cui già esisteva una chiesa dedicata a San Girolamo. Dal 1257 la chiesa, che all’epoca presentava una struttura tipicamente francescana, viene adibita al culto e dedicata a San Odorico. Ampliamenti successivi sono datati al 1335 quando il patriarca Bertrando di san Genesio avviò la costruzione della Cappella dell’Annunziata e consacrò l’edificio sacro con il titolo di Santa Maria Maggiore. Durante i secoli successivi la struttura subì diverse modifiche: nel XIV secolo vennero aggiunte le cappelle laterali; mentre nel XVI secolo, ad opera di Domenico Rossi e Abondio Stazio, l’intero complesso assunse un’impronta barocca.

All’interno del Duomo. Affreschi del soffito e dell’abside della Cappella del Santissimo Sacramento © Aconcagua / Wikimedia Commons

Nel corso del Novecento, invece, la facciata a salienti venne rivista secondo i canoni architettonici trecenteschi. Tutt’oggi è possibile ammirare lo stile romanico-gotico nella facciata in cotto del Duomo, nella quale spicca il Portale della Redenzione che richiama alcuni importanti temi della religione cristiana.

Accanto al Duomo risalta il massiccio campanile, realizzato da Cristoforo da Milano e risalente al 1441. Anziché tozzo come si presenta tutt’oggi, avrebbe dovuto assumere una forma slanciata ed essere sormontato dalla statua della Madonna. Il progetto iniziale aveva infatti l’obiettivo di farlo comunicare in altezza con il campanile del Castello, dove spicca la statua dell’Angelo per ricreare così simbolicamente l’Annunciazione.

All’interno del Duomo. La navata centrale © Aconcagua / Wikimedia Commons

Al pianoterra del campanile, inoltre, è possibile visitare il Museo del Duomo dedicato alla figura del Beato Bertrando di San Genesio. L’interno del Duomo è dominato dallo stile barocco. Grazie alla magnificenza della famiglia Manin, (i cui Mausolei sono qui custoditi) e alla riforma settecentesca, infatti, le architetture interne vennero rese più sfarzose. Spicca internamente il maestoso presbiterio e capolavori di artisti di fama internazionale. Nella Cappella del Santissimo, infatti, sono conservate opere di Giambattista Tiepolo. Altri notevoli artisti che hanno contribuito ad arricchire il Duomo sono Pomponio Amalteo, il Pordenone, Pellegrino da San Daniele, il Torretti (maestro del Canova), Domenico da Tolmezzo, il Dorigny (autore delle volte).

 

L’Oratorio della Purità

L’Oratorio della Purità è collocato al lato sud del Duomo di Udine. È stato realizzato nel luogo in cui venne costruito, nell’anno 1680, il Teatro Mantica. Essendo quest’ultimo un luogo di divertimento e lontano dalla religiosità, non era ben accettato dal Patriarca Daniele Delfino che lo riteneva un luogo “profano e di lusso”. Per la vicinanza del teatro con il Duomo, il Patriarca decise così di acquistarlo e di riconvertirlo tra il 1757 e il 1760 a luogo sacro.

Giovanni Battista Tiepolo. Assunta. Particolare dell’affresco © Mattana / Wikimedia Commons

Nella parte inferiore venne realizzata una chiesa, mentre in quella superiore un oratorio per fanciulle. Degne di nota le decorazioni interne, opere dei famosi artisti Giambattista Tiepolo e del figlio Giandomenico. Il primo realizzò l'”Immacolata” per la pala dell’altare maggiore della chiesa e al centro del soffitto l'”Assunta”, circondata da una “Gloria di Angeli”. Giandomenico Tiepolo, invece, dipinse sulle pareti, a chiaro scuro su fondo oro, episodi tratti dalla Bibbia.

Giandomenico Tiepolo. Le fanciulle d’Israele muovono incontro a Davide vittorioso
© YukioSanjo / Wikimedia Commons

Il fonte battesimale che si può ammirare internamente è opera di Giovanni di Biagio da Zuglio (1480) ed è proveniente dal vicino Duomo.

 

Palazzo Arcivescovile

Il Palazzo Arcivescovile, in Piazza Patriarcato, è sicuramente uno dei palazzi più importanti e conosciuti della città di Udine. Si trova nelle vicinanze di Piazza Primo Maggio a pochi passi dal centro storico.

Palazzo Patriarcale. Giambattista Tiepolo. Rachele nasconde gli idoli, 1726 – 1729 © Wikimedia Commons

La costruzione originale risale al Cinquecento, quando i Patriarchi di Aquileia decisero di spostarsi dal Castello di Udine e trasferirsi in un’altra dimora cittadina. L’edificio subì successive modifiche durante il Settecento, ad opera di Domenico Rossi, incaricato dal Patriarca Dionisio Delfino. Tra il 1708 e il 1725, infatti, venne realizzata l’ala con la biblioteca e la scala in ovato; innalzato il corpo centrale dopo la realizzazione del portale e terminati i lavori per l’ala nord e lo scalone d’onore.

Il Palazzo patriarcale, ora arcivescovile, dal 1995 ospita il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo. Espone opere artistiche raccolte dalle chiese della Diocesi e ospita numerosi affreschi dell’età giovanile di Giambattista Tiepolo, datati 1726-1729. Il Palazzo Arcivescovile, infatti, è diventato uno dei più celebri della città grazie soprattutto ai capolavori del Tiepolo che adornano le sue sale.

Palazzo Patriarcale. Giambattista Tiepolo. Caduta degli angeli ribelli, 1726 – 1729 © Wikimedia Commons

Nel soffitto dello scalone d’ingresso è possibile ammirare il magnifico affresco intitolato la “Caduta degli angeli ribelli”. La Galleria degli Ospiti presenta alcuni dei più bei affreschi del famoso artista con raffigurati temi tratti dalla Bibbia, mentre nel soffitto della Sala Rossa trova spazio il “Giudizio di Salomone”.

Anche le altre sale del palazzo sono particolareggiate e preziose come la Sala Gialla con i raffinati stucchi e la Sala Azzurra con le grottesche di Giovanni da Udine. Degna di nota la Biblioteca Delfino con i suoi storici volumi, gli incunaboli e le tele opere di Nicolò Bambini.

 

Il Castello

Al castello di Udine si accede da Piazza Libertà attraverso l’Arco Bollani, sormontato da un Leone Veneto, costruito su progetto dell’architetto veneto Andrea Palladio nel 1556.

Il Castello

Prima di raggiungere la sommità del colle, passando sulla destra per il porticato del Lippomano (1487) a rampe e gradinate, si incontra la Chiesa di Santa Maria di Castello, all’interno della quale ci sono preziosi affreschi di varie epoche.

Accanto, il campanile sovrastato dall’Angelo in bronzo che gira secondo la direzione del vento. Il castello di Udine sorge su un colle di origine morenica e fu sede, nelle diverse epoche, di gastaldi, patriarchi e luogotenenti veneti.

Il porticato del Lippomano e la salita al Castello © Foto Fabrice Gallina / Regione Friuli-Venezia Giulia

L’attuale edificio sostituisce quello andato distrutto nel 1511 ed è stato recentemente restaurato. La parte più importante di tutto il palazzo è il Salone del Parlamento, ricco di numerosi affreschi e un pregevole soffitto a cassettoni con dipinti.

 

Casa Cavazzini

Casa Cavazzini, nel centro storico di Udine, è un complesso cinquecentesco ristrutturato con lo scopo di diventare un nuovo contenitore culturale per la città di Udine.

La casa Colombatti – Cavazzini si affaccia su via Savorgnana e via Cavour, di fronte alla sede municipale di Udine. I lavori di ristrutturazione hanno tratto spunto dal progetto dell’architetto di fama internazionale Gae Aulenti.

Casa Cavazzini si sviluppa su 3500 metri quadri suddivisi su tre piani, collegati tra loro da due ascensori e altrettanti scaloni, uno costruito appositamente e uno Ottocentesco. I lavori di ristrutturazione hanno voluto valorizzare due aree, lasciandole a vista, che hanno regalato sorprese dal punto di vista archeologico e artistico: una bellissima vasca-cisterna “alla veneziana” del XVI secolo e un consistente deposito di vasellame protostorico databile alla prima età del ferro (seconda metà dell’VIII sec a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito di casa Cavazzini.

I mobili Moroso al museo Casa Cavazzini © domusweb.it

I lavori di restauro di Casa Cavazzini hanno portato alla luce gli splendidi affreschi di Afro Basaldella e altri straordinari affreschi risalenti alla seconda metà del Trecento raffiguranti soggetti profani e rilevanti per lo studio della pittura gotica nell’area friulana.

L’esposizione al museo-casa Colombatti – Cavazzini © udinevicina.it

Casa Cavazzini è oggi sede del Museo di Arte Moderna e Contemporanea, il cui percorso museale si snoda lungo il primo e il secondo piano e dove si trovano: la Collezione Astaldi, donata ai Civici Musei di Udine nel 1982 da Maria Luisa e Sante Astaldi, con capolavori di artisti di fama internazionale come De Chirico, Savinio, De Pisis, Carrà e Santomaso; la Collezione FRIAM, composta di 113 opere realizzate da nomi di rilievo della storia dell’arte contemporanea americana, come Willem De Kooning, Carl Andre e Frank Stella, che furono donate dagli stessi artisti in occasione del terremoto che colpì il Friuli nel 1976; le opere dei fratelli Dino, Mirko e Afro Basaldella, esposte accanto all’appartamento padronale, dove Dante Cavazzini, nel 1938, fece realizzare dai giovani Afro e Mirko Basaldella e da Corrado Cagli un importante ciclo di tempere murali. Il museo inoltre ospita splendide esposizioni temporanee.

 

La cucina

Gli ingredienti che caratterizzano la cucina tipica della provincia di Udine sono semplici e genuini. Molto legata ai prodotti stagionali, la cucina friulana della provincia di Udine usa ingredienti genuini e naturali, che grazie al clima di montagna acquistano un sapore ancora più ricco.

La polenta di mais

Polenta sul tagliere © Foto Alessandro Castiglioni / Regione Friuli-Venezia Giulia

La polenta è un piatto a base di farina di mais sciolta nell’acqua in un paiolo (in genere di rame) e cotta per circa un’ora. E’ il più semplice dei modi popolari di cucinare i cereali, che sono il pane e i dolci (impastati, lievitati e cotti nel forno) e la pasta (impastata con acqua, trafilata ed essiccata e quindi cotta in acqua). Il sistema di cottura di cereali in polenta è antichissimo: ben prima dell’arrivo del mais dall’America (di cui conserva il nome indigeno) si utilizzava nell’antica Grecia con l’orzo, a Roma con il farro e in seguito anche con segale, miglio, grano saraceno e anche frumento.

 

Frico con polenta

Frico e polenta © ristorantecarnia.com

Nell’elenco delle ricette regionali tipiche del Friuli Venezia Giulia, indubbiamente all’apice troviamo il frico. Questa semplice ma gustosa e originale pietanza è diventata sicuramente la più conosciuta tra quelle della gastronomia regionale di ambito friulano, facendosi onore e riscuotendo successo e apprezzamenti oltre i confini regionali. Il frico è un piatto a base di formaggio, ma anche di patate e burro. Si presenta in due versioni: friabile o morbido. Il frico friabile o croccante è molto sottile ed è fatto di solo formaggio (generalmente Montasio) che viene fritto in olio bollente. Facile da sagomare, può essere servito anche come snack. Il frico morbido o frico di patate si prepara con del formaggio di diversa stagionatura, patate, burro o olio e sale, si presenta come una grossa frittata.

 

Cjarsons

Carnia cjarsons © Foto Regione Friuli-Venezia Giulia

I Cjarsons sono un piatto caldo di prima portata, tipico di Udine, costituito da ravioli (come agnolotti, ma più grandi, di forma semicircolare) con un ripieno dolce e salato, che crea un contrasto unico. Il ripieno è realizzato in diverse varianti a seconda della ricetta locale e può contenere uva passa, cioccolato fondente o cacao, cannella, spinaci, erba cipollina, ricotta, marmellata, rhum, grappa, prezzemolo, biscotti secchi, uova, latte. Come i ravioli, vengono cucinati in acqua salata e, scolati, si condiscono con burro fuso e ricotta affumicata (scuete fumade). In alternativa al burro, può essere utilizzato l’ont (burro schiumato da cui è stata eliminata l’acqua e raddensato per facilitarne la conservazione nei mesi estivi), che in tempi passati veniva largamente utilizzato nella cucina carnica nell’impossibilità di conservare il burro per lunghi tempi.

 

Gnocchetti de Gries

Gnocchetti de Gries nel brodo © blog.giallozafferano.it

Gli gnocchetti de Gries sono un piatto tipico della cucina friulana. Si tratta di gnocchi di semolino in brodo. Dopo aver fatto bollire il latte, si versa il semolino, girando col cucchiaio aggiungendo successivamente il burro, un tuorlo d’uovo e della noce moscata. Un piatto della tradizione povero, ma gustosissimo.

 

Muset e brovade

Muset e brovade © mangiarebuono.it

Il piatto è caratterizzato da una perfetta unione tra due alimenti: il ‘musèt’ (cotechino friulano) e la ‘brovade’. Il primo, un salume all’apparenza povero, è invece una plurisecolare creazione originale e ben equilibrata. La seconda è un insieme di rapa bianca e di vite, usato per accompagnare carni arrosto o bollite, abbinabile con il vino. Dal 2011 è anche riconosciuto marchio DOP. Si ottiene tagliando in piccole fettine delle rape a colletto viola macerate nelle vinacce e cucinandole a lungo in pentola, con olio, alloro, e spesso un pezzo di carne di maiale (costa o musetto o altro taglio grasso del maiale).

Come arrivare

In aereo

L’Aeroporto Internazionale di Ronchi dei Legionari è distante circa 30 km da Udine. E’ collegato alla città da un autobus navetta.

In treno

La stazione centrale, in viale Europa Unita, a poca distanza dal centro storico, collega Udine alle principali città italiane

In auto

La strada più comoda per raggiungere Udine è rappresentata dall’Autostrada Alpe Adria A23 Palmanova – Udine – Tarvisio. Due i caselli che fanno capo alla città: Udine Nord e Udine Sud, entrambi consentono di arrivare agevolmente in centro città.

Luogo
Friuli-Venezia-Giulia
Parole chiave
Udine, weekend

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