Valentin Yudashkin: “Nell’Italia trovo la mia ispirazione”

Valentin Yudashkin con le sue collezioni ha fatto e continua a fare la storia della moda russa, prendendo spunto anche dai marchi storici italiani. Ci ha raccontato i propri rapporti con l’Italia.
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Valentin Yudashkin, uno dei più influenti fashion designer russi

Che cosa La lega all’Italia?

Tutto. (Ride). Certamente, in primo luogo sono il lavoro, la vacanza, i viaggi, i musei, il cinema… Forse l’Italia è proprio ciò che mi da l’ispirazione.

 

Come ripartisce le Sue esperienze italiane tra vacanza e lavoro?

Naturalmente per noi la vacanza è ogni volta anche un viaggio di lavoro, cerchiamo di unire tutto quanto perché abbiamo un calendario molto rigido. Solo il fatto di partire ti dà la sensazione di essere in vacanza, hai il sole, fai dei giri, visiti dei musei: ecco, sei già in vacanza. E, naturalmente, in Italia non riesci a non lavorare, perché le stradine, i musei ti regalano suggestioni, e ogni volta trovi qualche elemento nuovo. Firenze, per esempio, la frequento da vent’anni, e ogni volta trovo qualche nuova via e qualche nuova impressione che non ho colto prima.

Si ricorda il Suo primo incontro con l’Italia?

Si, me lo ricordo. Ero ancora un cittadino dell’Unione Sovietica all’epoca, e Pierre Cardin mi ha suggerito di visitare la Toscana. A quel tempo c’era ancora bisogno di un visto a parte, non c’era ancora la zona Schengen. Mi invitarono, lui mi diede la sua macchina con la targa francese, e insieme a mia moglie siamo partiti senza pensare né ai visti né a come tornare indietro.  Lì ci stavano aspettando persone interessanti, dei politici, che scommettevano su di noi: saremmo riusciti a raggiunger il traguardo o no? E alla fine ce l’abbiamo fatta! Non ci ha chiesto niente nessuno, e devo ringraziare Cardin: mi ha detto che dovevo assolutamente venire in Toscana, vederla, nonostante all’epoca tutte queste opportunità per viaggiare non ci fossero.

E con che cosa L’ha ammaliata la Toscana: con i paesaggi o con le opere d’arte?

Secondo me, qui tutto è organico: paesaggi, musei, musei a cielo aperto, e ovviamente artigiani unici al mondo che hanno tenuto viva la propria cultura e portano con orgoglio questa sapienza.

 

Quali luoghi della Toscana sono imprescindibili per Lei?

Se in un anno non vado a Firenze, vuol dire che è una tragedia. Mi piace molto Vinci, un piccolo borgo: cammini per le viuzze e non ti rendi conto di quello che ti sta succedendo, ti sembra di essere dentro un sogno.

E al di fuori della Toscana ha dei posti preferiti?

Tanti: siccome facciamo capi d’abbigliamento, ogni regione per noi è a suo modo significativa: Parma vuol dire abito da uomo, dove ne produciamo da tempo, il merletto e i tessuti stampati migliori vogliono dire Venezia. E così iniziamo a viaggiare: l’abbigliamento da donna ovviamente ci porta a Milano, le migliori collezioni con la seta le facciamo a Como, e ogni volta succede che lavori e viaggi al contempo, perché l’Italia a ogni momento ti fa scoprire qualcosa di nuovo.

Le è capitato allora di lavorare tanto con gli italiani? Che cosa ne può dire?

Lavorare con loro fa piacere. Ho parecchi progetti, sia con la licenza, sia per una linea di mobili Home Line, porcellane eccetera. Recentemente poi ho fatto un’esperienza molto interessante: sono stato invitato come designer per un’azienda italiana di mobili per poi andare a una grande fiera a Shanghai. Quindi, ho fatto parte di una rappresentanza italiana che presentava nuove tendenze a Shanghai. È stata un’esperienza abbastanza interessante, perché lavoriamo tantissimo con varie aziende, e con molte di loro lavoriamo ormai da più di 25 anni.

 

C’è qualche stilista italiano che rappresenta per Lei un punto di riferimento, professionale o umano?

Il signor Valentino direi, ci conosciamo da tanto tempo; adoro poi Armani, abbiamo cenato e ci siamo visti tante volte, quando ancora collaborava con il Milan e Berlusconi. Ho molte impressioni italiane, perché forse non c’è un altro Paese al mondo in cui ci siano tante aziende come ce ne sono in Italia.

 

Da viaggiatore esperto, cosa consiglierebbe a chi viene in Italia per la prima volta?

Bisogna percepire il Paese, non si deve ascoltare nessuno. Invidio le persone che proveranno per la prima volta quelle emozioni, ma per quanto mi riguarda, Firenze (che amo tantissimo proprio per questo motivo) è come Gerusalemme: ogni volta trovi qualcosa di diverso. Due città eterne che ti regalano questa sensazione.

Parole chiave
intervista, moda

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