I record gastronomici italiani

Scopriamo insieme alcuni record detenuti dai prodotti alimentari e i ristoranti italiani. Di primati ce ne sono molti e ognuno ha la sua curiosa storia!

 

Il formaggio più costoso e antico d’Italia

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© Gabriele Boi

Casu de crabiddu, oppure Calle de crabettu: il nome di questo formaggio ha poche somiglianze con i melodiosi nomi italiani. Ma c’è una spiegazione: viene dalla Sardegna, dove, fin dai tempi antichi e tuttora, viene prodotto solo in alcuni caseifici dell’isola e costa circa 450 euro al chilogrammo. La sua ricetta farà storcere il naso a molti, perché uno degli ingredienti è una parte dello stomaco del capretto insieme all’ultimo cibo da questo ingoiato. Inizialmente si presenta come un formaggio cremoso denso, ma a mano a mano che matura indurisce acquistando un gusto piuttosto pungente che conserva tutte le caratteristiche organolettiche del latte di capra. Nella preparazione vengono inoltre utilizzate erbe aromatiche come cisto e lentisco.

 

Il libro di cucina più antico del mondo

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Il primo libro in assoluto sul cibo buono e sano è stato scritto dallo chef e scrittore siciliano Miteco Siculo, vissuto a Siracusa nel V secolo a.C. Fu lui a far conoscere nel mondo antico la cucina siciliana, avendo raccolto una vasta collezione di ricette. Oltre a Siculo, è necessario ricordare altri suoi corregionali detentori di record culinari: Archestrato dalla città di Gela, il padre della critica gastronomica, e Labdaco da Siracusa, che ha creato la prima scuola di cucina.

 

La più antica azienda vinicola d’Italia

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Quasi mille anni fa, nel 1141, la famiglia aristocratica Ricasoli fondò la più antica azienda vinicola ancora operante in Italia. Per tanti secoli produssero il Chianti, all’epoca un comune vino da tavola toscano. Questo fino alla nascita di Bettino Ricasoli, soprannominato il Barone di Ferro, che, nelle pause dalla sua turbolenta carriera politica, perseguì con altrettanto ardore e impegno l’obiettivo di ottenere un vino di qualità superiore, in grado di competere a livello internazionale con i francesi. Alla fine realizzò il suo intento: scoprì la formula classica del “Chianti”, rendendolo un vino eccezionale. L’attuale tenuta dell’azienda si estende su 1200 ettari di terreno con boschi di querce e castagni, 240 ettari di vigneti, 26 ettari di uliveti e numerosi stabilimenti produttivi e cantine.

 

La taverna più antica del mondo

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Secondo il Guinness dei primati, a Ferrara si trova l’osteria ed enoteca più antica del mondo. Aprì le sue cantine nel 1435 e all’epoca si chiamava Hostaria del Chiuchiolino, traducibile come “Taverna dell’Ubriaco”, ma oggi ha cambiato l’insegna in “Al Brindisi”. Tra i suoi clienti famosi ricordiamo Torquato Tasso, Tiziano, Ludovico Ariosto e Niccolò Copernico, che abitavano nello stesso edificio, appena un piano sopra, mentre studiavano all’Università di Ferrara. Gli attuali proprietari, la famiglia Pellegrini, dagli anni ’70 servono vini e ricette locali poco conosciute.

 

L’acetaia più antica del mondo

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L’acetaia è una cantina dove invece del vino matura l’aceto balsamico. Poiché l’aceto balsamico viene prodotto soltanto in un luogo del pianeta, nelle province di Modena e Reggio Emilia, l’acetaia più antica d’Italia diventa automaticamente la più antica del mondo. Si tratta dell’Acetaia Giusti, fondata nel 1605 da Giuseppe Giusti e produttrice di balsamici in botte dal XVI al XVIII secolo, ed è gestita dalla stessa famiglia da 17 generazioni. Qui bisogna capire che, a differenza del vino, la chiave per un aceto balsamico di alta qualità è la botte: più è vecchia, più ricco e intenso è il gusto del prodotto che ne deriva. I Giusti furono i fornitori del Duca di Modena, di diversi papi e della casa reale di Savoia.

 

Il vino più antico del mondo con il marchio di qualità DOC

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La certificazione dei vini italiani DOC (Denominazione di Origine Controllata) garantisce all’acquirente una certa provenienza e qualità del vino, la cui origine è nota con precisione, e la probabilità di contraffazione è ridotta a zero. Questo sistema di certificazione è stato introdotto nel 1960. Il vino più antico con tale marchio di qualità è un Barolo del 1961 prodotto nel comune di Serralunga d’Alba, in provincia di Cuneo. Ora questa bottiglia è esposta nel Museo Robe Veje nel vicino comune di Fontanelle di Boves. In tal luogo potete anche acquistare un buon Barolo, anche se non così vecchio. Secondo i degustatori, ha un colore rubino brillante e profumi di rosa appassita, sottobosco, prugna, liquirizia e spezie.

 

La pizzeria più antica del mondo

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È chiaro che la pizzeria più antica del mondo potrebbe trovarsi solo in Italia, dove è stata inventata la pizza vera e propria. L’Antica Pizzeria Port’Alba è aperta nel centro storico di Napoli dal 1738. All’inizio, la pizza dei suoi forni a legna, rivestiti di pietra lavica del Vesuvio, era solo da asporto e veniva proposta alla clientela dai venditori ambulanti di tutta la città. All’epoca esisteva un sistema di rateizzazione del prezzo molto umano chiamato “pizza fino alle otto”, che permetteva di pagare la pizza consumata entro otto giorni consecutivi. Nel 1830 il locale fu trasformato in una vera pizzeria con tavoli e camerieri. Tra i clienti famosi della pizzeria vi sono stati Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce e Salvatore Di Giacomo.

 

Parole chiave
gastronomia, vino

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