«Andate a vedere l’Italia vera!» – intervista a Oscar Farinetti, fondatore di Eataly

Finalmente ha aperto a Mosca Eataly, la catena di negozi di cibi e ristoranti della cucina italiana. Appositamente per il nostro sito, il fondatore dell’impresa Oscar Farinetti ha raccontato dettagli e particolarità della sede di Mosca, perché in Italia c’è la più alta concentrazione di siti del patrimonio UNESCO del mondo e come partire alla scoperta del Belpaese.
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Oscar Farinetti – fondatore di Eataly.

Oscar, perché l’inaugurazione di Eataly si è tenuta solo oggi, mentre era programmata per l’anno scorso?

Inizialmente la costruzione dell’edificio è stata ritardata, poi l’introduzione delle sanzioni ha complicato le cose. Grazie al Dio tutti questi sono già problemi del passato.

Che differenza c’è tra l’Eataly a Mosca e quelli di altre sedi?

Ogni Eataly, specialmente se si tratta di sedi grandi come quella di Mosca, ha le sue caratteristiche particolari. Qui abbiamo scelto di porre l’accento sulla letteratura e l’arte. Perché voi russi siete un popolo di cultura. Qui si terranno master class gastronomici, serate speciali, incontri con persone interessanti provenienti dal mondo dell’enogastronomia italiana.

Per quanto riguarda i prodotti affetti dalle sanzioni, abbiamo risolto anche questo problema. Ciò che è possibile portare, lo importiamo dall’Italia, il resto lo compriamo dai produttori russi. Il formaggio viene parzialmente importato dalla Svizzera, mentre la mozzarella, la ricotta e la burrata sono prodotte nel caseificio nel nostro negozio. La frutta e verdura, come pure la carne e il pesce, sono locali, russi.

Che cosa è l’Eataly?

L’azienda “Eataly” è stata fondata nel 2007 da Oscar Farinetti, originario d’Alba. Il concetto si basa sul commercio dei migliori prodotti biologici e non industriali italiani, e degli accessori: libri, stoviglie, tessili, souvenir e molto altro. Ci sono ben 38 negozi Eataly nel mondo in Italia, Francia, Inghilterra, Gemania, Giappone, USA, Emirati Arabi, Turchia.

L’azienda “Eataly” è stata fondata nel 2007 da Oscar Farinetti, originario d’Alba. Il concetto si basa sul commercio dei migliori prodotti biologici e non industriali italiani, e degli accessori: libri, stoviglie, tessili, souvenir e molto altro. Ci sono ben 38 negozi Eataly nel mondo in Italia, Francia, Inghilterra, Gemania, Giappone, USA, Emirati Arabi, Turchia.

Secondo Lei i russi e gli italiani hanno tante cose in comune?

Ci sono tante cose in comune tra la Russia e l’Italia. Ma ci sono anche delle differenze, come giusto che sia, a volte alimentate dalla mancata conoscenza approfondita del Belpaese. Amate l’Italia, venite in Italia, ma spesso vi dimenticate di venire nei luoghi più belli, cioè le province italiane. Venite in Italia a bere champagne francese, e forse vuol dire che dovreste studiare un po’ meglio. Il nostro scopo è raccontarvi meglio tutte le meraviglie del nostro paese.

Che cosa si può fare per promuovere l’Italia sconosciuta?

Raddoppiare il numero dei turisti stranieri è un obiettivo assolutamente fattibile: ma al momento Roma fa la metà dei turisti stranieri di Dubai. Per me si potrebbe fare un grande lavoro con la Russia anche attraverso il vostro sito, però bisogna raccontare ai lettori russi dove andare, indicando le eccellenze italiane.  Abbiamo un numero da tenere a mente, è 51 – la quantità dei monumenti UNESCO, che di solito sono luoghi in provincia.

La mia personale opinione sulla popolazione russa è che si tratta di un popolo molto “veloce” e molto intelligente. Ci sono popoli un po’ più “lenti”, come i giapponesi, per esempio. Come le luci al neon, premi il bottone ma non si accendono in un attimo. Ci sono popoli lampadine e popoli neon. Voi di sicuro siete un popolo-lampadina. Ora, dopo la prima onda dei russi straricchi, sta incominciando ad arrivare un’altra categoria, la borghesia, che è la più bella classe del mondo. La classe media, quella che fa la rivoluzione imprenditoriale, fa le fabbriche, fa tante cose.

È solo una coincidenza che lei e il fondatore dello “Slow Food”, Carlo Petrini, siete entrambi del Piemonte?

Non del Piemonte, ma di quella specifica zona del Piemonte, Alba, Bra, come non è coincidenza che la Ferrero e la Nutella siano nate lì, così come Cesare Pavese. Se tu leggessi della mia terra, raccontata ne “la Malora” di Beppe Fenoglio, scritta quando sono stato nato io, nel 1954, già dalle prime tre pagine capiresti come le Langhe fossero una terra di povertà assoluta. Poi leggi la guida Michelin di quest’anno, come descrive le Langhe, e ti sembrano due mondi diversi. Cos’è successo in sessanta anni? Testa, cuore, pancia, braccia. “Slow Food” nasce a Bra, “Eataly” nasce ad Alba, il Barolo è lì, il Barbaresco è lì, il tartufo bianco è lì. Ci sono un sacco di prodotti più buono nel mondo che provengono da quella zona.

Che cosa c’è di particolare nell’Eataly a Mosca?

A Eataly è possibile comprare più di 6000 prodotti italiani, andare in  ben 5 ristoranti tematici e un ristorante di cucina regionale, bere il caffe nei due bar, mangiare i dessert e acquistare del vino. Qui inoltre si può comprare cibo pronto d’asporto: la pasta di Gragnano e quella fresca fatta a mano, la pizza fatta con la farina di grano tenero italiano, il pesce, la carne e molto altro. Sempre qui si trovano 6 “laboratori”, dove gli ospiti possono assistere al processo di produzione della pasta fresca, del gelato, dei prodotti di pasticceria, della mozzarella, del pane e della birra artigianale.

C’è una camera per la stagionatura dei formaggi, dove si può assistere alla trasformazione di uno dei più famosi prodotti italiani. Durante le escursioni speciali i visitatori potranno conoscere la biodiversità e le tradizioni gastronomiche italiane senza dover lasciare il centro di Mosca.

E com’è successo?

In Piemonte abbiamo un grandissimo vantaggio: i venti del Tirreno del Nord che s’intrecciano con le brezze del Monvision, le Alpi Marittime, creano un microclima unico, che si chiama “il marin”, il vento del mare. Ed è il motivo per il quale è nato il nebbiolo. Tra le biodiversità delle regioni italiane, la più ricca è proprio il Piemonte. Perché c’è l’incontro tra montagna, colline, mare e i venti.

Oltre al Piemonte, dove preferisce viaggiare e riposare in Italia?

In Italia non c’è una sola regione brutta. Nella nazione più bella del mondo, e sono i numeri che lo dicono, è possibile trovare un’immensa quantità di panorami mozzafiato, di paesaggi, di scenari. Poi c’è il mare, le montagne, i vulcani, la Sicilia. I greci, che sono la terza grande civiltà dell’antichità (dopo i sumeri e gli egizi), scelsero la Sicilia per fondare le loro colonie, rimasti colpiti dalla bellezza di questa terra. La chiamarono Magna Grecia, cioè Grande Grecia. Sotto il profilo dei panorami, la mia regione preferita è proprio la Sicilia; per quanto riguarda la gente, è l’Emilia-Romagna.

L’ultima domanda. Con quale stato d’animo, quale umore Lei consiglia ai nostri lettori di andare in Italia?

Con grande entusiasmo e gioia, e gli consiglio soprattutto di visitare le province, il Salento, la Sicilia, le Langhe, il delta del Po, Ravenna, l’entroterra della Campania, il lago Trasimeno. Andate a vedere l’Italia vera!

 

Luogo
Piemonte
Parole chiave
gastronomia, intervista

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