Olio extra vergine d’oliva del Nord Italia

Italia del gusto: in giro per l'Italia settentrionale tra oliveti e frantoi. Ecco una piccola guida sui migliori oli EVO della Lombardia, Liguria e la zona del lago di Garda, che abbraccia tre regioni del Nord Italia.

 

Garda DOP

Olive raccolte a mano, spremitura a freddo e bassissima acidità per un gustoso e ricco olio extravergine di lago che porta con sé il calore del clima mediterraneo.

L’olio extravergine d’oliva del Garda DOP presenta un colore variabile dal verde al giallo, un profumo lievemente fruttato e un sapore anch’esso fruttato, talvolta lievemente piccante e amarognolo, con retrogusto di mandorla.

Viene distinto in base all’area geografica di produzione in Garda Bresciano, Garda Orientale e Garda Trentino: le diverse varietà di olivi utilizzate e le differenti condizioni ambientali sono alla base delle peculiari caratteristiche organolettiche di questi oli.

In base ad alcuni reperti archeologici, pare che nell’area del Garda l’utilizzo dell’olivo risalga addirittura all’età del bronzo, ma per la nascita di una vera e propria industria molitoria bisogna attendere l’epoca romana, come dimostrato dal ritrovamento dei resti di antichi frantoi.

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Con le invasioni barbariche la coltivazione si interrompe e l’olio scompare dalle tavole e dai templi, per ricomparire solo nel medioevo, grazie all’opera di monaci Benedettini e Cistercensi. Documenti scritti del 1499 riportano la denuncia da parte di alcuni commercianti di Verona di frodi effettuate miscelando oli di buona qualità con oli più scadenti. Il 1500 rappresenta il periodo di massimo sviluppo dell’olivicoltura. In quest’epoca l’uso dell’olio come alimento è riservato alle famiglie più ricche: nel 1525, a Lazise, l’olio del Garda compare nel menù di una cena imbandita dal Capitano di Verona.

Nel 1600, con la dominazione spagnola, la produzione dell’olio si riduce drasticamente in seguito all’introduzione di una tassa sugli uliveti, ma rifiorisce nel periodo dell’Illuminismo, grazie all’incremento del libero mercato e all’abolizione dell’imposta.

Nei secoli, la bontà dell’olio del Garda e l’importanza degli olivi in questa area è testimoniata, oltre che dai documenti storici, anche dalle citazioni di importanti scrittori e poeti, tra cui Catullo, Goethe e D’Annunzio.

Nel 1997 l’olio extravergine d’oliva Garda ha ottenuto, dalla Comunità Europea, il riconoscimento DOP.

 

Laghi Lombardi DOP

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Le olive sane vengono raccolte direttamente dall’albero, generalmente entro il mese di novembre, nonostante il disciplinare di Produzione preveda come termine ultimo di raccolta il 15 di gennaio; l’operazione può essere condotta manualmente, con la tecnica della brucatura, o con mezzi meccanici. La molitura delle olive deve avvenire entro tre giorni dalla raccolta; per l’estrazione dell’olio sono ammessi esclusivamente mezzi meccanici o fisici, che consentono di produrre oli nel pieno rispetto delle caratteristiche peculiari del frutto.

L’olivicoltura lombarda ha origini antichissime, certamente di età preromana, come testimoniato da numerosi documenti storici e dal ritrovamento di resti di antichi frantoi.

Si è sviluppata sulle rive dei laghi prealpini, caratterizzati da fertili suoli di origine morenica e da un clima adatto alla coltivazione di questa pianta mediterranea. Nel corso dei secoli la produzione dell’olio lombardo ha mostrato andamenti altalenanti.

 

Riviera Ligure DOP

Olio extra vergine di oliva dal fruttato leggero, dolce, con delicate note di amaro e piccante, aromi di mandorla, pinolo e carciofo.

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In particolare, un’oliva ricopre un ruolo da protagonista in Liguria: è la cultivar Taggiasca, nata per essere l’oliva da cui scaturisce la menzione geografica Riviera dei Fiori e l’oliva da mensa tra le più apprezzate dal mercato.

L’olivicoltura ligure, favorita da un clima temperato dalle brezze marine, vanta una tradizione secolare. La sua notorietà è frutto di anni e anni di laboriose fatiche, come dimostrano i muretti a secco che compongono le fasce. Dalle ricerche storiche emerge una raccolta coordinata di interesse e valore che coinvolge la Liguria olivicola-olearia dal periodo pre-romano alla Repubblica di Genova e che, dopo l’epoca del massimo splendore ottocentesco della coltura, giunge fino alla Denominazione di Origine Protetta Riviera Ligure nel 1997.

La cultivar Taggiasca, introdotta con successo dai Benedettini, domina gran parte degli oliveti liguri. Ma vi sono altre varietà degne di nota (Arnasca, Razzola, Pignola e altre ancora), i cui oli esprimono una piacevole rotondità e delicatezza.

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Pur ricomprese nella stessa DOC Riviera Ligure, che copre l’intero territorio regionale, è possibile distinguere tre menzioni geografiche aggiuntive: Riviera dei Fiori, per la provincia di Imperia, con oli espressione del predominio assoluto dell’oliva Taggiasca; Riviera del Ponente Savonese, per la provincia di Savona, con oli ricavati in gran parte da olive Taggiasca, ma anche da Mortina, Colombina e altre varietà; Riviera di Levante, infine, per le province di Genova e La Spezia, con oli da olive Lavagnina (alter ego della Taggiasca), Razzola, Pignola.

 

Luogo
Lombardia, Liguria
Parole chiave
gastronomia, olio

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