Ricca di chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l’eccezionale valore del suo patrimonio monumentale il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO nel 2002.
La vera attrazione di Caltagirone è rappresentata dalla millenaria tradizione della ceramica risalente al V secolo a.C.: le sue fornaci non hanno mai smesso di ardere.
Da visitare il Museo della ceramica, che espone una vasta raccolta di ceramiche, circa 2.500 reperti, che forniscono al visitatore un’ampia visione della storia dell’arte ceramica dal IV secolo a.C. all’età contemporanea. Particolarmente suggestivo è l’ingresso al museo a cui si accede da un portico ottocentesco che fa da coronamento al cosiddetto “Teatrino” (un belvedere realizzato nel Settecento su progetto del Bonaiuto), scenografica struttura architettonica costituita da una sequenza di scalinate con decori in ceramica.
Capolavoro indiscusso è, inoltre, la scalinata di Santa Maria del Monte. Costruita nel 1606 per collegare la parte antica di Caltagirone, città in provincia di Catania, alla nuova città costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, è fiancheggiata da edifici balconati ed è diventata l’emblema della città ed una delle sue meraviglie. I 152 gradini che la compongono sono interamente decorati maioliche artigianali caltagironesi colorate. L’effetto è mirabile e il colpo d’occhio davvero spettacolare.
La scala viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della città), da migliaia di lumini a fiammella viva. Poiché in questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva è una sorta di colata lavica, un fiume di fuoco che nella sua palpitante luminosità disegna eleganti figure decorative, frutto dell’abilità di un capomastro, agli ordini del quale lavorano diverse decine d’addetti alla sistemazione delle lucerne. A formare il singolare arazzo di fuoco è un insieme di quattromila lanternine dette “lumere”.