Le grotte marine della Sardegna

Il paesaggio della Sardegna non smette mai di meravigliare. E le grotte naturali sono un patrimonio poco conosciuto, ma da non perdere. Inserite in uno scenario incantevole, sono una scoperta continua. Ecco una breve guida alle più suggestive grotte marine della Sardegna.

 

Grotte di Nettuno (Alghero)

In una delle estremità del golfo di Porto Conte – Capo Caccia si trova la grotta di Nettuno, la più famosa della Sardegna.

Si può raggiungerla per mezzo di una scalinata, l’Escala del Cabirol, che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l’imboccatura della grotta. La grotta, lunga oltre un chilometro, è raggiungibile anche via mare, per mezzo di imbarcazioni in partenza dal molo principale del porto di Alghero. È un servizio che opera durante la stagione turistica e consente trasferimento e visita in circa tre ore. L’accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, e ci si spinge sino ad un lago alimentato dal mare, in un percorso fitto di concrezioni colonnari.

Attraverso un sentiero si arriva a una colonna che si eleva fino alla volta con la quale forma due arcate spettacolari. Più avanti, una linea di colonne porta al bacino del lago, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima e, nell’ultima parte della grotta, il terrazzo chiamato Tribuna della musica. Verso la parte destra, dove si apre una zona chiusa al pubblico e accessibile solo da parte di speleologi, si sviluppa un percorso che conduce prima al Lago dei Funghi, e poi, attraverso una galleria detta Metrò, all’enorme salone il cui lato destro è occupato dal Lago Semilunare.

Come arrivare

La Grotta di Nettuno è raggiungibile in due modi: via terra e via mare.

Nel primo caso è necessario raggiungere il piazzale Capo Caccia, nella omonima località costiera, da cui ci si avvia per delle visite guidate. Via mare, invece, occorre imbarcarsi in un traghetto delle compagnie private dedicate alle escursioni verso la grotta dal porto di Alghero.

 

Grotta Verde (Alghero)

Nel golfo di Porto Conte, che si estende tra Capo Caccia e la Punta del Giglio, si trova la grotta Verde, purtroppo non visitabile.

Foto: storiedialghero.it

La cavità, chiamata anche “dell’Altare”, sarebbe raggiungibile attraverso una gradinata che si addentra in una galleria fino al livello del mare. In fondo alla grotta si trova un laghetto di acqua salmastra che sul lato destro presenta una lastra di calcare con graffiti preistorici.

In una zona sommersa sono stati trovati corredi di sepolture risalenti al Neolitico antico, che hanno portato all’individuazione della cultura della Grotta Verde. L’ambiente, caratterizzato dalle sovrastanti e bellissime stalagmiti, alte fino a 12 metri e ricoperte di incrostazioni vegetali, è immerso in una luce verdeggiante oltremodo suggestiva.

Come arrivare

La cavità, chiamata anche “dell’Altare”, non è visitabile.

 

Grotte del Bue Marino (Golfo di Orosei)

Le ampie grotte che si aprono lungo la costa di Dorgali devono il proprio nome all’appellativo della foca monaca, magnifico esemplare di mammifero che sembra ormai pressoché scomparso dalla zona.

La grotta, lunga 5 km e suddivisa in due rami, è visitabile su percorsi attrezzati ed illuminati per circa 900 metri. Il ramo sud è formato da un’ampia galleria, dove penetra l’acqua del mare e sono visibili numerosi laghetti d’acqua dolce, alimentati da fiumi sotterranei, divisi da spiaggette sabbiose e ricche di concrezioni; il ramo nord è divenuto fossile a causa della cessata attività carsica al suo interno. La visita si effettua nel solo ramo sud lungo un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti che offrono uno straordinario spettacolo cromatico grazie ai fasci di luce che penetrano all’interno, valorizzati dalle acque chiare di un grande lago salato della superficie di oltre un chilometro. Un altro elemento di rilievo è costituito da una dozzina di figure danzanti incise nelle sue pareti: si tratta di graffiti del neolitico. La passeggiata di circa 30 minuti si conclude nella Spiaggia delle Foche, dove la foca monaca partoriva i propri piccoli.

Come arrivare

Le grotte del Bue Marino si possono raggiungere via mare, con un battello, da diverse località del Golfo di Orosei: Cala Gonone, Orosei, Santa Maria Navarrese, Arbatax, La Caletta di Siniscola. I tragitti sul barcono prevedono diverse possibilità di itinerario.

Partenza in prima mattinata e visita alle grotte, oppure partenza in prima mattinata, visita alle grotte e sosta nelle spiagge del Golfo di Orosei. Il prezzo è diversificato in funzione delle opzioni scelte e dal porto di partenza. Le partenze da Cala Gonone avvengono dal porto e i biglietti possono essere acquistati nei diversi chioschetti preposti all’emissione dei ticket. Da Orosei si parte dalla spiaggia della Marina di Orosei e i biglietti possono essere acquistati direttamente nei chioschi della spiaggia.

Dalla Caletta, Arbatax e Santa Maria Navarrese si parte dai porticcioli dei paesi e i chioschi per l’acquisto dei biglietti sono facilmente identificabili. Si cosiglia la prenotazione almeno un giorno prima della gita per evitare di non trovare posti disponibili sul battello.

 

Grotta del Fico (Golfo di Orosei)

La grotta del Fico evidenzia un valore particolare per qualità, quantità e varietà delle concrezioni calcaree. Unica anche per la storica presenza della foca monaca, continuativa fino agli anni settanta.

© Stefano Ember / Shutterstock.com

L’emozione provata dagli speleologi che, verso la metà del secolo scorso, hanno esplorato queste affascinanti cavità, deve aver superato ogni aspettativa quando si sono trovati di fronte alle foche monache, le cui abitudini sono state poi studiate per un lungo periodo, fino alla loro scomparsa. La presenza di stalattiti, stalagmiti e colonne, di dimensioni e colori diversissi, permettono di godere di uno spettacolo incomparabile, esaltato dai giochi di luci e dalle trasparenze create nei suoi percorsi interni. Formata da due distinte gallerie e collegata da un lungo sifone con il mare aperto, la grotta è percorribile attraverso alcune passerelle, che costeggiano il letto fossile dell’antico fiume sotterraneo le cui acque hanno nei millenni generato la grotta stessa.

Come arrivare

Aperta verso il Golfo di Orosei, nel territorio di Baunei, la grotta si può raggiungere, via mare, per mezzo di barconi che partono da Santa Maria Navarrese, Arbatax, Calagonone, Orosei e La Caletta di Siniscola.

 

Grotta di Su Meraculu (Arbatax)

Già dal nome si intuisce la portata del suo valore: un gioco miracoloso della natura. La grotta del Miracolo – Sa rutta ‘e su Meraculu – si apre nel territorio di Baunei, in Ogliastra, affacciandosi sulla spiaggia di Cala Sisine.

Qui la natura ha fatto sì che in milioni di anni si creassero diversi ambienti comunicanti, delimitati da pareti frastagliate con concrezioni calcaree fantastiche, quasi una scenografia da cinema espressionista. L’atrio, attraverso uno stretto corridoio, si collega al vano centrale lungo circa 100 m e mosso da colonne e sculture naturali che incantano per la loro imponenza. Procedendo si trovano altre cavità ipogee, con una sorgente cara ai pastori che, anticamente, vi trovavano ristoro. Le stalattiti e le stalagmiti suscitano straordinari effetti con la luce riflessa dalle stesse superfici su cui si posa: il percorso all’interno della grotta offre un’emozione dietro l’altra. Fra le varie concrezioni se ne segnala una molto particolare che ha la forma di bellissima anfora seminascosta.

La cosiddetta Stanza del Tesoro è immersa in tonalità cromatiche rosse e grigie determinate da fenomeni ossidativi, ed è coperta da alte volte innervate da costoloni calcarei trasparenti che sembrano imitare un cielo stellato. I materiali rocciosi calcificati si modellano in forme stupefacenti dando vita ad immagini bizzarre, come quelle che sembrano raffigurare una clessidra ed un ranocchio.

Come arrivare

La grotta, raggiungibile sia via mare o dall’entroterra, per l’atmosfera immota e sacrale in cui è immersa è senza dubbio un miracolo naturalistico. È possibile arrivarci dai porti di Arbatax e Santa Maria Navarrese, con dei barconi che viaggiano ogni giorno durante il periodo estivo. Via terra si arriva a Cala Sisine e si prosegue a piedi lungo un percorso non segnalato ma semplice da individuare.

 

Grotta dei Palombi

La grotta dei Palombi si trova sull’Isola Foradada, attraversata da una vasta galleria naturale da cui prende il nome (forata: forata): L’apertura della grotta è spesso invasa dalle onde ed è sede di numerose specie di uccelli (piccioni, gabbiani e cormorani). È lunga 110 metri ed è interamente sopra il livello del mare.

La visita è possibile solo via mare, segue un percorso affascinante e suggestivo, ricco di passaggi impervi e selvaggi, che mantengono le folle di turisti a distanza e consentono avvistamenti di specie rare di fauna. Tra gli anfratti, non è difficile vedere il volo dei gabbiani reali, dei cormorani, dei corvi e del raro Grifone, che nidifica tra le rocce di Punta Cristallo.

 

Luogo
Sardegna
Parole chiave
Alghero, Arbatax, mare

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