Ville e Giardini della Liguria

La Liguria, per clima e per cultura, è sempre stata una terra rigogliosa di giardini. Attorno a ville ottocentesche e liberty crescono giardini, orti botanici, preziosi roseti o parchi a tema e percorsi culturali. Quanti altri luoghi possono vantare giardini lussureggianti a un passo dalle onde che s’infrangono? È la Liguria dei parchi e dei giardini, una delle chiavi di lettura originale per chi ha voglia di scoprire il tesoro verde di questa terra unica: rigorosamente vista mare!

 

Villa Grock – Imperia

A Imperia la splendida dimora del famoso clown svizzero Adrian Wettach, conosciuto universalmente come GrockLa sontuosa “Villa Bianca”, come la battezzò il suo proprietario dedicandole il nome della figlia, è circondata da un parco orientaleggiante e come edificio rappresenta un meraviglioso esempio di architettura liberty, con elementi persiani, barocchi e rococò, che sottolineano l’animo artistico ed estroso del grande clown.

Nato nel Cantone svizzero bernese, nel 1880, Adrien Wettach aveva scelto Imperia Oneglia nel 1923 e dalla Liguria non si era mai staccato. Personaggio a tutto tondo si sentiva profondamente clown:

«Il mio nome di nascita non conta più – scriveva – io sono Grock. L’altro è il mio nome degli anni oscuri ».

Il suo mito nasce negli anni ’20 e ben presto divenne un personaggio da imitare, un modello per molti artisti, un uomo di spettacolo stimato anche dai potenti del mondo (Churchill ebbe per lui una predilezione, ma anche i dittatori degli stati autoritari lo encomiarono). Superare i cancelli d’ingresso è come entrare in un mondo di sogno. Nel giardino sono posti elementi architettonici che richiamano una simbologia circense: le palle dei clown, il tempietto, la cornucopia e poi l’area delle feste e i soffitti delle music hall dipinti dallo stesso Grock. Da vedere anche una splendida fontana della giovinezza e una balaustra con le maschere del clown. Nel parco, recentemente restaurato, vengono realizzate scenografici giochi d’acqua.

 

Villa Hanbury – Ventimiglia

Oltre 18 ettari di incommensurabile bellezza che si trovano sul promontorio della Mortola, a VentimigliaUn paradiso di fiori e di piante, con un clima incredibilmente unico. Ecco i Giardini Hanbury che ebbero origine nel 1867. Quell’anno sir Thomas Hanbury, ricco viaggiatore inglese acquistò gran parte di quel territorio con l’idea di radunare in un giardino del tutto nuovo migliaia di piante esotiche. Nel suo progetto fu aiutato dal fratello Daniel, studioso di farmaco-botanica. Fu portata a nuovo splendore la villa in cui gli Hanbury avrebbero abitato per anni, e che ospitò in varie occasioni anche la Regina Vittoria.

Viali a serpentina, aree di sosta, antichi frantoi, l’elegante Palazzo Orengo e poi pergolati, pozzi, terrazzamenti, serre. Tutto è immerso in una vegetazione parzialmente spontanea (9 ettari) e parzialmente esotica (9 ettari).

Da apprezzare con gli occhi e con l’olfatto alcuni incommensurabili tesori botanici, come il Giardino dei profumi, l’antico roseto. A primavera è un paradiso di fiori e di piante, con un clima unico e una moltitudine di colori: dal bianco della Rosa Levigata originaria della Cina al carminio della Salvia Cinnabarina del Messico fino al blu dell’Echium. L’estate colpisce per la festosa fioritura di brugmansia, che nelle sere di luglio e di agosto è particolarmente caro al visitatore per il suo profumo intenso. Splendido il frutteto esotico che non soffre di certo della calura estiva e il vetusto esemplare al centro del viale degli ulivi che ha ben 250 anni.

L’arredo è elegante e pieno di poetici richiami: le fontane degli aironi, del drago, del papiro, del fauno, della sirena; la vasca del Leone, i tempietti (votivo, delle 4 stagioni, del frantoio), la grotta schiava.

 

Villa Nobel – Sanremo

foto: Shutterstock.com

La villa è uno dei luoghi da non perdere quando si visita Sanremo, una delle capitali europee del turismo. Villa Nobel deve il suo nome al famoso scienziato svedese, Alfred Nobel, inventore della dinamite, che la definì “il mio nido” e vi abitò in solitudine per 6 anni (dal 1890 al 1896).

Qui Nobel lavorò a numerosi brevetti e ideò il famoso testamento che attribuisce a tutt’oggi un premio, etico morale e non ultimo anche economico, a coloro che più abbiano contribuito al benessere dell’umanità.

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Il parco che circonda l’edificio un tempo si estendeva sino al mare e comprende diverse piante pregiate, tra cui l’altissima Cupressus macrocarpa, di origine californiana sotto il quale è sistemato un cannone di fabbricazione Bofors, anno 1883, usato anche da Nobel per i suoi esperimenti sulla gittata delle armi. Facile trovare alcuni fascinosi angoli tipici del gusto dell’epoca di Nobel. Come un boschetto di bambù con sedute in pietra, che fa pensare ad un punto di raccoglimento al riparo dagli sguardi indiscreti, o il cannone posto in cima al prato, che rievoca i suoi importanti esperimenti. L’edificio ospita al suo interno gli spazi originali della dimora, nonché al piano giardino l’interessante esposizione sulle grandi scoperte del XIX secolo e sulle attività di Nobel.

All’interno la villa si suddivide in: piano seminterrato, che ospita il laboratorio Nobel con fotografie che illustrano la storia e la tecnica dei principali esperimenti; piano terreno una sala conferenze decorata con affreschi in stile pompeiano; primo piano lo studio dello scienziato.

 

Villa Garnier – Bordighera

© visualLightBox.com

Una fortezza verde che domina Bordighera e che ha ispirato Claude MonetA testimonianza dell’ospitalità e del cosmopolitismo dei visitatori rimane nei manoscritti del figlio Christian un interessante documento dove compare la frase: “Per visitare il giardino della villa Garnier suonare alla seconda porta” tradotta in trentanove lingue diverse, tra le quali il giavanese, il siamese, il sanscrito, il malese, l’armeno, l’ebreo, il cinese.

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Tra gli alberi che arricchivano il parco si annoveravano gli olivi e le palme dattilifere che infondevano alla zona un carattere orientale, mentre le opunzie, i fichi, i limoni, le nespole e le piante grasse contribuivano ad accentuare il carattere mediterraneo. Edmondo De Amicis definì questo giardino “la reggia delle palme”. Mentre Claude Monet, che soggiornò a Bordighera nel 1884, cercava ispirazione tra palme e agrumi confessando «Vorrei fare degli aranci e dei limoni che si stagliano contro il mare azzurro». Nella parte di parco oggi visitabile è stato ricreato fedelmente l’aspetto originale di gran parte del verde. Sono presenti attualmente dieci diversi tipi di palme, e numerosi alberi secolari come un esemplare di Nolina Longofolia.

Nel giardino il visitatore rimarrà sorpreso nel trovare una colonna del Palazzo delle Tuilleries di Parigi, probabilmente portato in dono dagli amici a Garnier, grande estimatore di questa costruzione e incaricato, suo malgrado, della demolizione.

 

Villa Durazzo – Santa Margherita

Il parco di Villa Durazzo, dove hanno passeggiato teste coronate. Villa Durazzo con il suo parco sorge in posizione incantevole, nel centro di Santa Margherita, posta sulla sommità di un colle. Al centro dell’area verde è il palazzo costruito seguendo lo stile dell’architetto Galeazzo Alessi.

Il complesso di Villa Durazzo deve la sua bellezza ad un parco secolare di circa tre ettari suddiviso in tre settori: Giardino all’Italiana, l’Agrumeto e il Parco Romantico. Ultima scoperta è il Giardino segreto che, ripristinato nel 2004, nascosto da quinte verdi di camelie, rappresentava il luogo d’incontro degli innamorati nell’Ottocento. Il Parco di Villa Durazzo, per la sua esemplare bellezza, è indicato per servizi fotografici di moda, set cinematografici e mostre mercato. Dopo essere stata grande albergo (tra gli ospiti fissi per lunghi periodi il re di Albania, e la Regina Margherita di Savoia), dopo diversi cambi di proprietario la Villa e il parco vengono ceduti al Comune di Santa Margherita che la affitta anche per matrimoni e serate di gala.

 

Giardino Pallanca – Bordighera

Una oasi verde a BordigheraChissà quante ne ha viste la copiapoa cilena, che occhieggia tra gli altri cactus del giardino esotico Pallanca? Con tre secoli di vita, questo splendido esemplare non è solo il più antico del giardino, ma anche uno dei più vecchi cactus esistenti al mondo. Oggi è una delle tante attrazioni della bellissima oasi verde di Bordighera, creata come un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con i terrazzamenti dai tipici muri a secco popolati da splendide piante esotiche.

Qui sono ospitate oltre 3.200 tipi di piante, tra cui la più importante e preziosa collezione di cactus d’Italia. Questo giardino, che si può definire un monumento naturalistico, è un luogo suggestivo per curiosi e per appassionati del settore. Da qualche anno nel giardino si coltiva anche l’aloe, pianta sudamericana dalle proprietà curative, confermate anche dalla sperimentazione scientifica. La storia dei giardini Pallanca è fortemente legata alla personalità di Ludwig Winter, paesaggista, botanico ed agronomo. Al suo fianco rimase per molti anni Giacomo Pallanca, che abbandonò la tradizionale coltivazione delle olive e decise di dedicarsi con passione alla coltura delle piante esotiche e tropicali.

 

La Cervara – Santa Margherita

Di certo l’abate Lanfranco di San Siro e l’arcivescovo di Genova Guido Scetten, i fondatori della badia nel 1364, dovevano essere amanti del bello. Non avrebbero, infatti, potuto scegliere un posto migliore. L’itinerario in questo luogo d’incanto, prende avvio dal seicentesco portale di accesso al monastero, da cui lo sguardo può spaziare su tutto il golfo del Tigullio.

Il giardino superiore vanta sessanta pilastri ricoperti di gelsomino e un pergolato di bouganvillea; la terrazza sovrasta lo splendido giardino monumentale all’italiana, raro esempio in Liguria, da cui si gode una spettacolare veduta della costa dalle Cinque Terre al promontorio di Portofino.

© laliguriaracconta.it

Le siepi di bosso formano disegni geometrici che circondano la fontana in marmo raffigurante un putto. Tra le varie specie si trovano coloratissime strelitzie, piante di agrumi e, ancora, oleandri e pini di Aleppo, un secolare albero del pepe e capperi rosa. Una tappa della visita passa per la torre a picco sul mare; poi, attraverso il pergolato a vigna, si giunge alla corte del glicine, l’antico cimitero dei monaci. La secolare pianta di glicine è un piccolo monumento naturale, capace di incantare, soprattutto durante la fioritura di primavera, i visitatori.

 

Villa Faraggiana – Albissola Marina

Un vero tesoro di arte, architettura e natura. Così appariva ai visitatori dell’Ottocento la bellissima villa Faraggiana; oggi è possibile provare le stesse emozioni degli ospiti della nobile casata dei Durazzo prima, e della famiglia Faraggiana poi. Siamo ad Albissola Marina, nella riviera di Ponente: località balneare, capitale della ceramica.

Lasciata la spiaggia e presa la strada verso l’interno si rimane a bocca aperta a visitare i ricchissimi interni tardo barocchi in cui domina il colore oro, la cappella con l’affresco di Ratti, la fantastica specchiera di Filippo Parodi, la Galleria delle Quattro Stagioni, gli stucchi, i saloni e le maioliche di pavimenti e pareti.

Davvero unici, al piano nobile, la sala della musica e la biblioteca, nei cui salotti le pareti sono ancora rivestite di “papier peint”. Ma da non perdere è il grande giardino antistante la villa, tra cedri, magnolie e alberi di canfora. Le due grandi fontane, il lussureggiante viale d’accesso. Le decorazioni delle colonne d’ingresso, i lecci che guidano lungo il percorso, l’imponenza dell’elegante esedra, raccontano di carrozze e dame in abiti barocchi.

Alla famiglia Faraggiana si deve la costruzione di aiuole dalle forme irregolari disposte attorno alla vasca centrale e disseminate di piante d’alto fusto; per lo più cedri, magnolie, alberi di canfora, ibiscus, un piccolo agrumeto ed un esemplare notevole di Sofora Iapponica.

Si ringrazia il portale: www.turismoinliguria.it

Luogo
Liguria
Parole chiave
Cinque Terre, natura, villa

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