Un weekend a… Milano

Milano città della moda, del design, dell’arte, degli aperitivi, della finanza. Le facce di Milano sono tante, troppe per conoscerla completamente in poco tempo. Ma ci sono delle tappe d’obbligo, da non perdere, per iniziare almeno a scoprirla. Ecco per voi “l’essenziale” di Milano!

Cosa vedere

Piazza Duomo

Duomo / Shutterstock.com

Milano è caratterizzata da una struttura stradale a raggiera, che dalla piazza del Duomo si dirama verso le antiche porte. Piazza Duomo è il centro vitale della città ed è qui che si svolgono gli eventi più in vista del capoluogo lombardo. La Piazza è in gran parte occupata dalla candida mole della sua cattedrale e fiancheggiata dai portici meridionali e da quelli settentrionali, interrotti al centro dall’arco di accesso alla Galleria Vittorio Emanuele II. Tutto intorno alla piazza sorgono edifici risalenti a periodi diversi: il Palazzo della Rinascente, l’Arengario, il Palazzo Reale e la fiancata dell’Arcivescovado. Di fronte alla Cattedrale si trova il Monumento Equestre a Vittorio Emanuele II e sullo sfondo il Palazzo Carminati. Da non perdere al centro della Piazza il monumento a Vittorio Emanuele II di Ercole Rosa, 1896.

 

Galleria Vittorio Emanuele II

Galleria Vittorio Emanuele II © S-F / Shutterstock.com

La Galleria Vittorio Emanuele II collega piazza Duomo a piazza della Scala. Per la presenza di eleganti negozi e locali, fin dalla sua inaugurazione fu sede di ritrovo della borghesia milanese, tanto da essere soprannominata il “salotto di Milano”. La galleria, costruita in stile neorinascimentale, è tra i più celebri esempi di architettura del ferro europea e rappresenta l’archetipo della galleria commerciale dell’Ottocento La Galleria oggi è considerata con via Montenapoleone e via della Spiga una delle sedi dello shopping di lusso meneghino, qui hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi, famosi caffè e ristoranti nonché prestigiose e storiche librerie.

Se si vuole tornare a Milano, la tradizione consiglia di fare un giro di tacco sugli attributi del toro disegnato a mosaico (rappresentante lo stemma di Torino) sul pavimento dello splendido ottagono centrale della Galleria. Un gesto scaramantico, entrato a far parte della tradizione milanese e così sentito che si è formato un profondo buco sul pavimento.

 

Museo del Novecento

Museo del Novecento © Gimas / Shutterstock.com

Il Museo del Novecento di Milano è una galleria predisposta all’esposizione di opere d’arte del XX secolo, ospitata all’interno del Palazzo dell’Arengario, collegato al secondo piano di Palazzo Reale tramite una passerella sospesa. Oltre alla collezione permanente, il Museo offre anche spazi per esposizioni temporanee. 400 sono le opere d’arte esposte tra dipinti, statue, installazioni e ambienti, che comprendono opere di Pellizza da Volpedo passando poi per il futurismo, l’arte tra le due guerre e l’astrattismo, lo spazialismo e l’Arte Povera. Particolare rilievo è stato conferito ad artisti significativi per la città di Milano, quali Boccioni, Carrà, Morandi, de Chirico, Arturo Martini, Fontana e Manzoni.

 

Piazza dei Mercanti

Piazza dei Mercanti © JBDesign / Shutterstock.com

La piccola Piazza Mercanti, sulla strada che unisce il Duomo al Castello Sforzesco, è un angolo dall’aspetto medievale, una visione insolita nella metropoli milanese. I palazzi che la circondano risalgono ad epoche diverse e mostrano lo sviluppo dell’architettura civile a Milano nei secoli.

A circoscrivere la piazza edifici come il palazzo della Ragione (1233), la Loggia degli Osii (1316), il palazzo delle Scuole Palatine (XVII secolo), il palazzo del Podestà, il palazzo dei Giureconsulti (1561) e la casa dei Panigarola costruita nel XV secolo e sistemata nel 1899. La piazza, un tempo di forma rettangolare e completamente porticata, fu creata in epoca medievale come centro politico, commerciale e della vita cittadina. Nella seconda metà dell’800, la piazza subì una trasformazione urbanistica che ne mutò l’aspetto originario ma tutt’oggi rimane un suggestivo angolo di Milano dal gusto medievale. Spesso la piazza è teatro di mostre all’aperto, mercatini e concerti.

Nella piazza, dove oggi si trova la vera di un pozzo del XVI secolo, un tempo si trovava “la pietra dei falliti”, dove i malfattori venivano esposti alla pubblica vergogna. Chi faceva bancarotta doveva sedersi sulla pietra e subire insulti e sberleffi, mentre il giudice dal balconcino della Loggia degli Osii, detto parlera, leggeva la sentenza e metteva all’ incanto tutti i suoi beni.

 

Castello Sforzesco

Castello Sforzesco / Shutterstock.com

Il Castello Sforzesco è tra i monumenti più rappresentativi e popolari di Milano. Oggi il Castello è sede dei Civici Musei e dal 1896 ospita una delle più vaste collezioni artistiche della città. Rocca difensiva, residenza, caserma militare, sede di musei e istituzioni culturali: diverse e complesse sono state le trasformazioni che nel corso dei secoli hanno modificato il Castello Sforzesco, tra i monumenti più rappresentativi e popolari di Milano.

Al suo interno il Museo d’Arte Antica custodisce l’ultimo capolavoro di Michelangelo, la Pietà Rondanini. C’è inoltre la Pinacoteca, una collezione di mobili e di interni dal Quattrocento all’Ottocento, il Piano della Rocchetta con un’esposizione del Museo delle arti decorative e una grande raccolta di ceramiche, la Sala dei gioielli, una delle più grandi collezioni di strumenti musicali in Europa, la Sala degli arazzi, l’Armeria, il Museo della Preistoria, il Museo Egizio e le Sale Viscontee, nonché altre esposizioni e mostre temporanee.

Da non perdere una visita guidata alle merlate del Castello Sforzesco. Da qui si può ammirare dall’alto tutta la struttura del Castello e in particolare la Corte Ducale. Bellissima anche la vista verso il centro della città. Una passeggiata di sera per ammirare il Castello Sforzesco illuminato e, voltando lo sguardo, la vista della Madonnina che svetta e brilla nel cielo meneghino.

 

Pinacoteca di Brera

Andrea Mantegna, Il Cristo morto, 1475-1478. Pinacoteca di Brera, Milano © Wikimedia Commons

Nella Pinacoteca di Brera c’è tutto lo splendore e il talento dell’arte italiana. La struttura neoclassica della Pinacoteca di Brera ospita al suo interno la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico, l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e la prestigiosa Accademia di Belle Arti. All’ingresso principale della Pinacoteca di Brera, ci accoglie l’imponente statua bronzea di Napoleone in veste di Marte pacificatore: un “anticipo” della magnificenza artistica che ci aspetta nelle sale espositive della Pinacoteca, dove ci attendono le grandi opere di Raffaello, Caravaggio, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Fattori e Canaletto.

Da non perdere, in partiolare, il “Ritrovamento del corpo di San Marco” di Tintoretto, “lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio, “La cena in Emmaus”di Caravaggio, il “polittico” di Vincenzo Foppa, la “Pala Montefeltro” di Piero della Francesca, “il Bacio” di Francesco Hayez, “Rissa in Galleria” e “La città che sale” di Umberto Boccioni.

 

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie “L’Ultima Cena” di Leonardo

“L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci © Wikimedia Commons

Imperdibile per il visitatore che vuole conoscere e scoprire le meraviglie della città, è la splendida Santa Maria delle Grazie, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e ricca testimonianza del Rinascimento a Milano. Fu questo un periodo storico di grande splendore per la città ambrosiana che conobbe un fiorire d’arte e cultura senza eguali con i governi dei Visconti, degli Sforza e di Ludovico il Moro. La corte di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este godeva fama di essere la più ricca e splendida d’Italia. È cosi che il volto della Milano rinascimentale si riscopre oggi attraverso le sue chiese e i suoi monumenti come la splendida chiesa di Santa Maria delle Grazie, che si presenta al visitatore robusta e luminosa, arricchita da decorazioni esterne in cotto e intonaco. Nonostante l’altissimo valore architettonico, per tutti, però, resta indissolubilmente legata al suo gioiello custodito nel refettorio: “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci.

 

Basilica di Sant’Ambrogio

Basilica di Sant’Ambrogio © Paolo Bona / Shutterstock.com

Cuore di storia e spiritualità, scrigno d’arte sacra, la Basilica di Sant’Ambrogio rappresenta insieme al Duomo il fulcro della vita spirituale di Milano. Il suo ingresso, il magnifico quadriportico composto da colonne con capitelli lavorati a rilievo, prepara all’atmosfera raccolta, tipica della chiesa.

Costruita tra il 379 e il 386 era in origine chiamata “Basilica Martyrum” per volere di Sant’Ambrogio. L’antico edificio, di cui conosciamo la sola pianta, è stato ampiamente modificato a partire dal IX secolo. La basilica si compone di tre navate, due laterali ed una centrale. Un percorso tra arte e storia ci accompagna lungo le navate laterali con numerose e preziose decorazioni sulle volte. Eccezionalmente si sono conservati due pregiatissimi pannelli in legno scolpito della porta d’ingresso commissionata da Ambrogio.

 

Quartiere Navigli

Quartiere Navigli © Anilah / Shutterstock.com

Milano è stata per secoli una città navigabile con canali, chiamati navigli, e porticcioli. Il quartiere dei Navigli, che comprende le strade vicine al Naviglio Grande, al Naviglio Pavese e alla Darsena, oggi ricorda questo passato e offre visioni suggestive, affascinanti, dal gusto antico. Oggi questa zona è stata molto rivalutata ed è considerata una delle più affascinanti aree residenziali della città. Il quartiere è molto frequentato: di giorno, in quanto sede di numerosi mercatini (l’ultima domenica di ogni mese fa da scenario all’importante mercatone dell’antiquariato), gallerie d’arte e botteghe di artigiani; di sera, si accendono le luci dei mille locali e ristoranti che lo rendono uno dei più divertenti ed attrattivi quartieri della città.

 

Museo Poldi Pezzoli

Museo Poldi Pezzoli / ilgiornale.it

Per la ricchezza delle sue collezioni il Poldi Pezzoli potrebbe sembrare un museo di lunga tradizione. In realtà, era in origine una vera e propria abitazione: la residenza aristocratica del nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli, collezionista appassionato di dipinti, sculture, armi, porcellane, vetri, tessili, orologi e oreficerie. Una casa del tutto originale: decori, opere d’arte, arredi affollano gli spazi, riempiendoli di colore e forme, sempre con un equilibrio inaspettato.

Lo studiolo Dantesco in stile gotico floreale e la Sala dei Vetri di Murano erano rispettivamente lo studio privato e la camera da letto del collezionista. Tra le opere d’arte incastonate alle pareti, il “Ritratto di Dama” del Pollaiolo, fiore all’occhiello e simbolo del museo, la “Madonna del Libro” e la “Deposizione” del Botticelli.

La casa-museo fu aperta al pubblico nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano e da allora è diventata un modello di riferimento per altri celebri collezionisti.

 

La cucina

La tradizione gastronomica milanese ha origini antichissime e si basa su prodotti agricoli locali di qualità.

La cucina tipica milanese vanta piatti semplici e gustosi, spesso figli di una cucina povera, ma che si è saputa arricchire con il tempo sia nei primi piatti che nei secondi e nei dolci: dalla costoletta al risotto alla milanese, dalla cassouela alla polenta, dallo zabaione alle pere martine giulebbate. Non manca il vino a denominazione di origine controllata, prodotto a San Colombano.

 

Risotto alla milanese

Risotto alla milanese / Shutterstock.com

Curiosa l’origine di questo piatto: sembra che il risotto giallo sia nato nel 1574, dall’esperimento di un eccentrico pittore. Volendo stupire i suoi ospiti, decise di colorare il risotto aggiungendo dello zafferano, spezia che usava per ottenere una speciale gradazione di giallo. I più fantasiosi hanno ipotizzato anche che questa idea sia nata dal fatto che gli alchimisti dell’epoca ritenevano che l’oro avesse un influsso magico sul cuore. Il segreto di questo piatto della tradizione milanese risiede nella semplicità dei suoi ingredienti, che accostati tra loro creano un sapore raffinato e setoso. La cipolla è fatta imbrunire con burro e olio, il riso, tostato e bagnato con il vino bianco, è cotto al dente nel brodo di carne. Poi è mantecato con burro parmigiano e zafferano, ingrediente questo che regala alla specialità la sua colorazione preziosa. Il tocco finale: il piatto va servito all’onda, cioè morbido, e guarnito con una foglia d’oro.

 

La cassoeula

Cassoeula © Remulazz / Wikimedia Commons

È il piatto piuttosto elaborato e molto calorico che più caratterizza la cucina milanese: la “cassoeula”, a base di maiale e verze. Curiosa la leggenda legata alla nascita di questo piatto. Si racconta, infatti, che durante la dominazione spagnola di Milano, alla fine del ‘500, un ufficiale dell’esercito insegnò alla sua amata, che lavorava per una nobile famiglia milanese, questa ricetta che prevedeva la combinazione di carne di maiale e verza. Questo piatto piacque moltissimo e si diffuse rapidamente nel capoluogo lombardo, tanto che, molti anni più tardi, sembra rappresentasse la golosità preferita di Arturo Toscanini.

 

L’ossobuco

Ossobuco su un “letto” di risotto alla milanese / Shutterstock.com

L’ossobuco è uno dei piatti tipici della cucina meneghina, spesso accompagnato da un “letto” di risotto alla milanese. Il nome deriva dal dialetto “ossbus”, che significa osso bucato e che indica il pezzo di carne utilizzato: fette di stinco di vitello con la loro morbida carne attorno e l’osso al centro pieno del suo midollo, vera delizia della pietanza da gustare con un cucchiaino o, secondo la tradizione, con una palettina ironicamente chiamata “esattore”.La ricetta compare già nei libri di cucina del Settecento e, nel corso dei secoli, vede l’aggiunta o la modifica di varianti come, per esempio, il condimento della salsa di pomodoro. Altro ingrediente che non può mancare al piatto è la cosiddetta “gremolada”, un trito finissimo di aglio, scorza di limone e prezzemolo che, aggiunto prima di servire, dà al piatto un allegro tocco di colore e un gustoso sapore. L’ossobuco si accompagna bene anche con la polenta, altro piatto tipico della cucina lombarda.

 

Cotoletta alla milanese

Versione della cotoletta alla milanese, preparata da uno chef durante la Golosaria, un importante evento di cultura e di enogastronomia a Milano © Stefano Tinti / Shutterstock.com

Si tratta di un piatto della più antica tradizione milanese, sebbene anche gli austriaci ne rivendichino la paternità con la loro Wienerschnitzel.
Compare citata addirittura in un documento del 1148, custodito nella basilica di Sant’Ambrogio come “lumbulus cum panitio”, ovvero lombi con pane grattugiato. Per la preparazione è necessario battere le costolette di vitello e passarle prima nell’uovo sbattuto e poi nel pan grattato, facendolo aderire bene. Infine la cottura in una padella dove si è fatto sciogliere del burro chiarificato.

 

Il panettone

Panettone / Shutterstock.com

Con i suoi trenta cm di altezza, sormontato da una “cupola”, regna dal XV secolo per morbidezza ed eleganza. Guarnito con uvetta o frutta candita, il panettone è tra i dolci natalizi più amati. Questo semplice impasto, derivato da lievito, burro, uova e farina si è imposto ai palati più golosi, accompagnato da caffè, vino dolce o spumante, creme pasticcere, cioccolato o zabaione.

Come arrivare

In aereo

Milano è servita da tre aeroporti. L’aeroporto internazionale di Linate è a meno di 12 km dal centro; per recarvi in città troverete i taxi o l’autobus n. 73 con partenze ogni 10 minuti.

L’aeroporto intercontinentale di Malpensa si trova a circa 50 chilometri da Milano. Per raggiungere Milano troverete i taxi o i pullman per la Stazione Centrale, per Piazza Cadorna (dove si intersecano la linea rossa e la linea verde della metropolitana), per l’Aeroporto di Linate. Il treno Malpensa Express collega il Terminal 1 con Piazza Cadorna (dove si intersecano la linea rossa e la linea verde della metropolitana). Le partenze sono ogni mezz’ora e la trasferta dura 40 minuti circa.

L’aeroporto internazionale di Orio al Serio si trova vicino a Bergamo e dista circa 45 km. da Milano, da qui arrivano e partono voli low cost con destinazioni nazionali ed europee. I collegamenti con Milano sono garantiti dalle 30 corse giornaliere dei pullman.

In treno

La Stazione Centrale, gestita da Trenitalia, si trova in Piazza Duca d’Aosta; nella piazza si trovano mezzi pubblici di superficie e l’accesso alla linea 2 della metropolitana.
Anche la Stazione Garibaldi in Piazza Sigmund Freud, accoglie arrivi e partenze di Trenitalia; nella piazza si trovano l’accesso alla linea 2 della metropolitana e alla fermata del Passante Ferroviario.

In Piazza Cadorna c’è l’omonima Stazione con arrivi e partenze delle Ferrovie Nord, che collegano Milano e la periferia nord con Varese, Como, Novara Brescia e l’Aeroporto di Malpensa.

In auto

Milano è il maggiore nodo autostradale d’Italia; sulla Tangenziale che circonda la città confluiscono la A4 Torino-Venezia, la A1 Milano-Napoli, la A7 Milano-Genova, la A8 Milano-Varese con cui si raggiungono il Lago Maggiore e il Lago di Como e che prosegue con il nome A9 fino alla Svizzera. In centro città ci sono tre anelli viari concentrici: la Cerchia dei Navigli, la Circonvallazione interna e la Circonvallazione esterna.

Contatti

Ufficio del Turismo. Galleria Vittorio Emanuele – angolo Piazza Scala. Tel. +39 02 88455555, [email protected]

Luogo
Lombardia
Parole chiave
Milano, weekend

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