Un weekend a… Roma

Cosa dire di Roma che non suoni retorico o già sentito? E come si può dire di conoscere Roma visitandola un solo weekend? Quello che segue è una selezione dei simboli imperdibili di Roma, la “Città Eterna”. Una selezione necessariamente incompleta, che lascia fuori tanti luoghi stupendi e famosi della Capitale italiana (da Castello Sant'Angelo al Campidoglio, da Piazzetta Pietra a Palazzo Spada, dal Tritone all’EUR e tanto altro)… una selezione di monumenti imprescindibili per chiunque sia stato in Italia.

Cosa vedere

 

Basilica di San Pietro

L’imponenza della facciata seicentesca di Carlo Maderno rende l’idea delle mastodontiche dimensioni della Basilica di San Pietro, ancora oggi una delle chiese più grandi al mondo.

La piazza e la basilica di San Pietro © Littleaom / Shutterstock.com

La primitiva Basilica di San Pietro, un edificio di dimensioni paragonabili all’attuale, fu eretta intorno al 320 dall’imperatore Costantino nel luogo dove, secondo la tradizione, era stato sepolto l’apostolo Pietro. Nel corso dei secoli e sotto svariati pontificati ebbe inizio quel lungo processo che, in circa duecento anni e con il concorso di moltissimi artisti (Bramante, Michelangelo, Bernini), avrebbe portato al completo rifacimento della primitiva basilica costantiniana.

La cupola ideata da Michelangelo sorprende per dimensioni e armonia, caratteristiche che si apprezzano nell’impegnativa ma gratificante salita che permette di ammirarne da vicino sia l’interno che l’esterno. Tra i tanti capolavori, assolutamente da non perdere la Pietà di Michelangelo, l’opera che stupisce da secoli per tecnica ed emotività.

All’interno della basilica di San Pietro © ihsan Gercelman / Shutterstock.com

Uno splendido colonnato di 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino di Tivoli circonda la Basilica di San Pietro, come volesse accogliere in un simbolico abbraccio i fedeli in visita. La splendida architettura del colonnato fu commissionata da Papa Alessandro VII Chigi a Bernini, il quale dispose radialmente le quattro file di 284 colonne, di cui aumentò gradualmente il diametro, riuscendo così a mantenere invariate le relazioni proporzionali tra gli spazi e le colonne anche nelle file esterne. Grazie a questo accorgimento, lo spettatore raggiungendo i dischi di porfido ai lati dell’obelisco vede il colonnato come composto da un’unica fila di colonne.

 

Piazza di Spagna

Piazza di Spagna di mattina / Shutterstock.com

L’eleganza è senza dubbio la caratteristica principale della piazza: la cornice offerta dai palazzi color ocra, la fontana del Bernini e la scalinata su cui si erige la chiesa Trinità dei Monti contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata e settecentesca.

Non è infatti un caso che griffe dell’alta moda del calibro di Gucci, Bulgari e Valentino abbiamo scelto di posizionare proprio nei pressi della piazza i loro flagship stores. Antica casa di poeti illustri quali John Keats e Percy Bysshe Shelley, la piazza rappresenta oggi un patrimonio culturale di inestimabile valore. Posizionata ai piedi della collina del Pincio, Piazza di Spagna ha da sempre rappresentato il centro della vita culturale e turistica della città di Roma.

 

Il Colosseo

Probabilmente il monumento più famoso al mondo, conosciuto con il nome di Colosseo a causa della colossale statua di bronzo di Nerone che nel II sec. d.C. fu messa vicino al monumento, si chiama in realtà Anfiteatro Flavio. Voluto dall’imperatore Vespasiano e terminato da suo figlio Tito nell’80 d.C., l’edificio era destinato ai combattimenti e giochi tra i gladiatori (munera) e alle simulazioni di caccia ad animali feroci ed esotici (venationes).

Anfiteatro Flavio / Shutterstock.com

L’esterno è composto da quattro ordini architettonici sovrapposti: i primi tre sono formati da ottanta arcate inquadrate da semicolonne, mentre il quarto ordine è suddiviso in riquadri intervallati da finestre. Nell’ultimo ordine erano inseriti supporti in muratura e in legno per sostenere un immenso telone (velarium) che serviva a riparare gli spettatori dal sole e dalla pioggia. All’interno (cavea) c’erano gradinate in laterizio rivestite in marmo. L’arena era realizzata con una grande tavola di legno ricoperta di sabbia. Nei sotterranei c’era una fitta serie di gallerie nelle quali erano custodite le belve e dove erano conservate le attrezzature sceniche e i montacarichi.

In alcuni periodi dell’anno è possibile scendere nel ventre del monumento, negli ambienti maggiormente conosciuti dai visitatori che conservano le condizioni in cui erano alla fine del V secolo d.C., quando furono interrati. Da allora non hanno subito alcuna manomissione dovuta a usi successivi, come avvenuto per la parte elevata dell’Anfiteatro.

 

Basilica di San Paolo fuori le mura

Basilica di San Paolo fuori le mura © vatican.va

La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali di Roma, la seconda più grande dopo quella di San Pietro. La chiesa si erge sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell’apostolo Paolo. Qui i primi cristiani eressero una cappella sepolcrale successivamente trasformata in basilica da Costantino e consacrata, sempre secondo la tradizione, nel 324 da papa Silvestro I. Già nel 385 si dette inizio alla ricostruzione in forme più ampie del tempio, terminata nel 395 al tempo dell’imperatore Onorio. Divenuta una delle tappe più importanti del pellegrinaggio a Roma, la sua forma attuale si deve a Pasquale Belli che, in collaborazione con altri architetti, la ricostruì tra il 1825 e il 1854.

 

Bocca della Verità

La Bocca della Verità © Carlos Muñoz Fernandez / Flickr.com

L’antico mascherone, probabilmente un antico tombino, del diametro di metri 1,80, murato nella parete del pronao di Santa Maria in Cosmedin, ha le sembianze di un volto maschile con barba; occhi, naso e bocca sono forati per fare defluire l’acqua. Il film Vacanze Romane di William Wyler, con gli indimenticabili protagonisti Audrey Hepburn e Gregory Peck, ha consacrato la Bocca della Verità ad una indiscussa fama. Era il 1953 e da allora è entrato nell’immaginario turistico. La sua fama è legata alla tradizione popolare, per la credenza che la bocca potesse mordere la mano di chi non avesse affermato il vero. La fila di turisti che ancora oggi desiderano la foto con la mano nella bocca del chiusino certifica la forza dell’immagine fotografica; quelli che invece hanno timore, qualche bugia la devono aver detta.

 

Campo de’ Fiori

Storico e folkloristico mercato di giorno, Campo de’ Fiori diventa centro nevralgico della movida la sera. La piazza, gremita di gente che la mattina girovaga tra i banchi ortofrutticoli, di notte apre i battenti a ristorazione e divertimento. Per secoli Campo de’ Fiori è stato il principale palcoscenico delle esecuzioni pubbliche. Tra queste, è passata alla storia, nel 1600, quella di Giordano Bruno, la cui statua domina il centro della piazza.

Campo de’ Fiori visto dalla statua di Giordano Bruno al centro © Roberto Taddeo / Flickr.com

Da non perdere, nelle immediate vicinanze, le storiche vie con botteghe tradizionali che ancora oggi portano il nome degli artigiani che un tempo vi lavoravano, come Via dei Baullari, Via dei Cappellari o via Via dei Giubbonari.

 

Fontana di Trevi

La celebre fontana in stile rococò fu iniziata da Nicola Salvi (che vinse il concorso indetto da papa Clemente XII) nel 1732 e completata nel 1762 da Giuseppe Pannini. Il monumento, alimentato da uno dei più antichi acquedotti romani, quello dell’Acqua Vergine, raffigura un Oceano su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini, guidati da tritoni.

Fontana di Trevi di notte / Shutterstock.com

Prima di allontanarvi non dimenticate di lanciare una monetina nella fontana, vi assicurerà il ritorno nella città eterna. Se invece siete in cerca del grande amore, magari di nazionalità italiana, allora gettatene una seconda, una terza, infine, per essere sicuri di convolare presto a nozze.

Una curiosità: la fontana è stata la splendida cornice di una scena del famosissimo film di Fellini “la dolce vita” in cui una provocante Anita Ekberg avvolta in un vestito nero si bagna nelle acque della fontana chiamando Marcello Mastroianni.

 

Fontanone dell’Acqua Paola (Fontanone Del Gianicolo)

Realizzata tra il 1610 e il 1614 dagli architetti Giovanni Fontana (1540-1614), Flaminio Ponzio (1560-1613) e dallo scultore Ippolito Buzio (1562-1634) come mostra terminale dell’Acquedotto Traiano-Paolo, per volere di papa Paolo V Borghese (1605-1621), i cui emblemi (drago e aquila) ricorrono in più punti sul monumento, è nota come “Fontanone del Gianicolo” dominando la grande terrazza che si affaccia sulla città.

Fontanone dell’Acqua Paola di notte / Shutterstock.com

La fontana è costituita da cinque grandi arcate fiancheggiate da colonne e un ampio attico con l’iscrizione dedicatoria. Per la parte decorativa furono utilizzati marmi di spoglio bianchi e policromi, provenienti dal Foro Romano e dal Tempio di Minerva al Foro di Nerva, mentre le colonne, in granito rosso e grigio, appartenevano all’antica basilica costantiniana di San Pietro. Alla fine del ‘600 l’architetto Carlo Fontana (1638-1714) ne modificò il prospetto, conferendo alla fontana la sua forma attuale: un monumentale bacino marmoreo fu aggiunto in sostituzione delle cinque vasche di raccolta, originariamente inserite tra gli intercolumni degli archi.

 

Fori Imperiali

Alla fine del periodo repubblicano, quando Roma era ormai divenuta la capitale di un enorme impero che si estendeva dalla Gallia all’Asia Minore, l’antico Foro romano si rivelò insufficiente alle funzioni di centro amministrativo e monumentale della città. Giulio Cesare, nel 54 a.C., provvide per primo alla realizzazione di una nuova piazza, considerata all’inizio come un semplice ampliamento del Foro repubblicano.

Vista del Foro Romano / Shutterstock.com

Al Foro di Cesare seguirono il Foro di Augusto, il Foro Transitorio (costruito da Domiziano e inaugurato da Nerva) ed, infine, il Foro di Traiano certamente il più grandioso. L’insieme di queste aree archeologiche costituisce, da un punto di vista urbanistico, un complesso organico ridenominato in epoca moderna dei “Fori Imperiali” che si estende tra il Campidoglio ed il Quirinale. Tra il 1924 ed il 1932 i Fori Imperiali vennero riportati alla luce a seguito della demolizione degli edifici costruiti nell’area per la realizzazione dell’attuale Via dei Fori Imperiali.

 

Galleria Borghese

Situata nel verde del parco pubblico più amato dai romani, la Galleria Borghese è un autentico scrigno di tesori artistici, frutto del collezionismo del Cardinale Scipione Borghese, che nei primi del 1600 fece costruire questa villa proprio per collocarvi la sua raccolta.

Gian Lorenzo Bernini. Apollo e Dafne. Particolare. Marmo, 1622 – 25 © IMAGYKA PHOTO / Flickr.com

Occorre tenere a mente che la Galleria Borghese nasce come collezione privata e che le opere e la loro disposizione non rispondono a criteri didattici (periodo, soggetto), ma riflettono piuttosto il gusto e gli intenti dei suoi antichi proprietari. Imperdibile la serie di sculture realizzate per il cardinale dal giovane Gian Lorenzo Bernini (Enea, Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, e il David) che sembrano volerci invitare a partecipare alle loro vicende, l’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, i capolavori di Caravaggio e la mirabile Principessa Paolina Borghese, sorella prediletta di Napoleone, ritratta dal Canova come Venere Vincitrice.

 

Musei Vaticani e Cappella Sistina

I magnifici e vastissimi Musei Vaticani rappresentano uno dei complessi museali più grandi e interessanti del mondo. E proprio per questo motivo le code all’ingresso sono davvero lunghissime, in particolar modo nei periodi di alta stagione come Natale, Pasqua e durante la primavera.

La Cappella Sistina © hotelroomsearch.net

Premunirsi, quindi, di una buona dose di pazienza, verrà sicuramente ripagata all’interno! E’ preferibile, comunque, prenotare il biglietto on line o direttamente la visita guidata, con questa operazione risparmierete tempo ed eviterete le lunghe code all’ingresso.

Il complesso dei Musei Vaticani racchiude al suo interno diversi musei: Museo Pio Clementino, Museo Chiaramonti, Museo Gregoriano Etrusco, Museo Gregoriano Egizio, Museo Gregoriano Profano, Museo Pio Cristiano, Museo Missionario Etnologico, Collezione d’Arte Religiosa Moderna, Gallerie Superiori, Museo della Biblioteca Vaticana, Pinacoteca e naturalmente l’ineguagliabile Cappella Sistina. Per visitarli tutti non basta un intero giorno, quindi sarebbe meglio indossare un abbigliamento comodo e stabilire dall’inizio ciò che si vuole vedere.

 

Pantheon

Appena entrate alzate gli occhi al cielo, un fascio di sole catturerà la vostra attenzione, uno spettacolare raggio di luce filtra obliquo attraverso l’oculus, l’apertura circolare larga 9 m sulla sommità della cupola, illuminando l’intero edificio.

In caso di pioggia riparatevi e osservate l’acqua che cade giù prima di sparire nei 22 fori quasi invisibili del pavimento.

La cupola del Pantheon / Shutterstock.com

Dedicato al culto di tutti gli dei (Pan – tutti, Theon – divinità), il Pantheon fu costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C. sui resti di un precedente tempio del 27 a.C. di cui porta ancora l’iscrizione e consacrato come chiesa cristiana nel 609 con il nome di Santa Maria ad Martyres. Nel 1870 è divenuto sacrario dei re d’Italia, e accoglie, le spoglie di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia. Vi è anche sepolto il sommo artista rinascimentale Raffaello Sanzio.

 

Piazza Navona

E’ sicuramente la più elegante e la più gioiosa piazza romana, sorta sulle ceneri dello Stadio di Domiziano, la piazza è ancora oggi un punto di ritrovo per romani e turisti, che si trattengono nei molti caffè all’aperto che la circondano.

Utilizzata in antichità per gare atletiche e competizioni di vario tipo, oggi la piazza ospita ogni giorno artisti di strada, pittori e ritrattisti che in pochi minuti riescono a catturare i tratti più caratteristici del modello.

Piazza Navona / Shutterstock.com

Nel periodo natalizio la piazza si illumina di mille colori e si riempie di bancarelle di dolciumi, oggetti d’artigianato e statuette per il presepe. Il tipico mercato invade la piazza fino alla discesa della befana nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Da non perdere la fontana dei Fiumi e la chiesa di Sant’Agnese in Agone.

 

La Cucina

La cucina romana tradizionale è fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina, di origine vegetale e animale, preparati secondo ricette spesso tramandate di generazione in generazione in ambito familiare. I capisaldi di questa cucina sono i primi piatti, sia asciutti sia in brodo. Questi ultimi sono preparati con della pasta con verdure o legumi (ceci, patate, broccoli, fagioli) e carni “povere”.

Questi sono solo alcuni dei piatti più famosi della cucina romana.

 

Spaghetti cacio e pepe

Gli ingredienti per la pasta cacio e pepe / Shutterstock.com

Diversi sono i filoni che costituiscono la caratteristica dell’anima della cucina romanesca. Tra questi, quello della cucina, diciamo, “burina”, legata all’aspetto rustico, popolaresco di molti suoi piatti ed agli ingredienti genuini provenienti in gran parte dall’orto e dal pascolo dell’agro romano, ne è una delle anime salienti e riscontra con le sue ricette molto successo. Basti pensare a tutti i modi di cucinare le carni, tra cui l’abbacchio, ed alle famose ricette dei primi piatti, per cui i romani nutrono da sempre un amore sviscerato. Chi non conosce e non ha mai mangiato ricette come i bucatini all’amatriciana, le penne all’arrabbiata, le fettuccine alla romana, fatte in casa e dunque sode ed elastiche, e gli spaghetti alla carbonara?

Spaghetti cacio e pepe © Brit Linstrom / Flickr.com

A riscontro della secolare inclinazione dei romani verso i pascoli che hanno da sempre prodotto carni eccellenti, ci sono tutt’oggi delle ottime produzioni casearie, alcune Dop come quella del pecorino romano ed anche dei presidi slow food come quelli dedicati a due formaggi la cui origine risale alla Roma antica: il caciofiore della campagna romana e la marzolina. Tra tutte le ricette secolari, vogliamo parlare di una semplice ma carica di storia, che si prepara in soli quindici minuti, molto saporita, che deve la sua fama agli ottimi formaggi di pecora che si producono in tutto il Lazio: gli spaghetti a cacio e pepe.

 

I carciofi alla romana

I carciofi alla romana © Francesca / Flickr.com

I romani conquistarono il mondo nutrendosi di fave, pecorino e lattuga. Quando una legione doveva conquistare un territorio e prevedeva che le cose sarebbero andate per le lunghe, piantava la lattuga, insalata preferita dai soldati. Apicio, Columella, Plino, Marziale, Orazio, Giovenale, Petronio e Varrone testimoniano l’amore che i romani, sin dai tempi dell’Impero, nutrivano verso le verdure, selvatiche e coltivate, consumando in grande quantità asparagi, cicoria, bieta, e cavolo, solo per citarne alcuni.
Sino a tutto l’Ottocento Roma era disseminata, nel suo centro storico, di orti: famoso quello del Greco alle Quattro fontane e quelli nei quali era stata suddivisa l’area del Circo Massimo. Con l’occupazione tedesca, durante la seconda Guerra Mondiale, gli orti furono spostati in periferia; questo non ha cambiato però l’amore che i romani nutrono da sempre per le ricette agresti nelle quali trionfano ortaggi e verdure di stagione con un ruolo da protagonisti. E dunque come non parlare del Carciofo, nelle sue varietà, coltivato nelle campagne della provincia romana e nei territori della regione come Sezze, Velletri, Tarquinia, solo per citarne alcuni, a cui la cucina romanesca dedica diverse ricette.
Li troviamo lavorati in più preparazioni: “alla romana” cioè imbottiti di aromi e dalla caratteristica forma in piedi, coi piselli in primavera per un connubio delicato, sott’olio ed alla giudia, secondo l’antica ricetta della cucina ebraico-romanesca. Questo è il periodo in cui troviamo gli ultimi carciofi, quindi affrettiamoci e proviamo a realizzare la classica ricetta del carciofo alla romana.

 

La pizza romana

Pizza con prosciutto, fichi e mozzarella / Shutterstock.com

A Roma la pizza è da sempre pretesto per uno spuntino, un vero e proprio pasto o una semplice merenda a qualsiasi ora del giorno. Tra le tradizionali pizze tipiche della cucina romanesca spicca tra tutte la semplice pizza bianca, mangiata a metà mattinata ed acquistata dal fornaio, o riempita, quando è stagione, con delle fette di prosciutto dolce e dei fichi sbucciati per una “pizza e fichi” unica e molto gustosa.
Ma Roma si è saputa spingere oltre la tradizione ed ha dato vita ad una nuova era della pizza che ha trasformato la capitale in un luogo dove la pizzeria, al taglio o classica al piatto, è luogo di sintesi tra tradizione, autenticità e genuinità dei prodotti e ricerca degli ingredienti tra cui il lievito madre con cui viene preparato l’impasto che deve essere assolutamente naturale.
Pizzaioli chef di grande passione, con proposte geniali che coniugano a volte le ricette classiche della cucina romanesca, come la trippa o la coda alla vaccinara, con la pizza, regalandoci intense emozioni e sapori unici. Vi suggeriamo di prepararvi in casa, non appena saremo in stagione, la ricetta più tipica della pizza romanesca, quella prosciutto e fichi, e di andare a gustare direttamente in pizzeria le moltissime proposte della nuova era della pizza romana.

 

La granita e la “grattachecca”

Grattachecca © 2night.it

Esistono esempi del “bere freddo” sin dall’antichità, ma quello della Grattachecca è un capitolo tutto romano di questa storia: scopriamolo insieme. Innanzi tutto il nome: grattachecca deriva dall’azione stessa con la quale viene prodotta la “ghiacciata”. Ovvero quel gesto col quale, con un apposito attrezzo, viene grattato via il ghiaccio da un blocco, il cui nome tradizionale in gergo romano è la “checca”. Alla sottile neve di ghiaccio grattata via dal blocco vengono aggiunti sciroppi e/o spremute di frutta con, a volte, pezzi di frutta fresca o secca.
Una invenzione dunque tutta romana di cibo “da strada” che affonda le sue origini nella fine del XIX secolo e che ha saputo mantenere intatta la sua tradizione; basti pensare che tutt’oggi è ancora preparata rigorosamente a mano e servita nei chioschi storici durante le estati romane. Grattachecca e granita sono due prodotti differenti: facciamo attenzione a non confonderli!

Granita al lampone / Shutterstock.com

Nella prima gli sciroppi ed i succhi sono aggiunti successivamente alla lavorazione del ghiaccio, ed il suo sapore si esalta in questo contrasto che unisce sciroppi e neve ghiacciata direttamente nel nostro palato. Nella granita invece, l’acqua, i succhi e lo zucchero sono miscelati, successivamente congelati e poi tritati: quindi ogni singolo cristallo di ghiaccio contiene tutto il sapore della granita. Impariamo a farla in casa con una ricetta semplice che ha necessità tuttavia di alcune accortezze per far si che la Grattachecca possa mantenere il suo sapore originale.

 

Le gelaterie di Roma

Gelato artigianale in Italia / Shutterstock.com

Vi suggeriamo un’ottima soluzione per riprendersi dal caldo dell’estate: gustare un buon gelato passeggiando tra le vie di Roma. La città è pronta a soddisfare i gusti di ogni turista con le moltissime gelaterie sparse su tutto il territorio! I nomi di rilievo sono molti, il primo della lista è Fassi all’Esquilino, in via Principe Eugenio 65, noto come Palazzo del Freddo, avviato 130 anni fa. Non possiamo non nominare Giolitti aperta 116 anni fa in via Uffici del Vicario 40, infatti, produce gelati artigianali dal 1890, quando Giuseppe e Bernardina Giolitti avviarono il negozio come latteria.
Nella lista segue Fatamorgana, oltre ad essere considerato un punto di riferimento nel Nemorense, ora si trova anche a Monti in piazza degli Zingari. Qui troverete una grande variazione di gusti oltre quelli classici, come il gelato indiano masela, o quello al finocchio, liquirizia o al basilico. Per ritrovare la gelateria di una volta con le migliori torte gelato c’è Al Settimo Gelo, vicino piazza Mazzini; e ancora la Gelateria dei Gracchi, in Prati, considerata una vera istituzione e segnalata su più guide, per questo motivo per gustare il loro buonissimo gelato al caffè o allo zabaione a volte c’è un tempo di fila da fare.
Da assaggiare assolutamente sono i gusti serviti esclusivamente nella coppetta al Gelato di San Crispino, in via della Panetteria 42, piazza della Maddalena 3 e via Acaia 56. Tra le più giovani, da poco sbarcate a Roma, troviamo le gelaterie Grom, producono gelato artigianale di altissima qualità utilizzando solo ingredienti selezionati.

 

Come arrivare

In aereo

L’aeroporto internazionale principale è il Leonardo da Vinci (Fiumicino) che dista circa 26 km dal centro città. Il centro città è facilmente raggiungibile in treno (Leonardo Express, diretto per la centrale Stazione Termini), in autobus o in taxi. L’altro scalo è il Giovanni Battista Pastine (Ciampino), dove arrivano la maggior parte dei voli charter: dista circa 20 km dalla città ed è ben collegato con il centro città dal treno, dal bus e dai taxi.

In treno

Le Stazioni principali di Roma sono la Stazione Termini (piazza dei Cinquecento) e la Stazione Tiburtina (p.zza della Stazione Tiburtina). Entrambe le stazioni sono collegate alla Metropolitana e a numerosi autobus per tutte le direzioni che transitano all’esterno delle stazioni stesse.

Da esse transitano tutti i treni da e per le maggiori città italiane. Per consultare le corse, si rimanda ai siti: Trenitalia e Italotreno

In auto

da Nord
il modo migliore per raggiungere Roma è l’autostrada A1 Milano – Roma.

da Ovest
si consiglia la Statale Aurelia e poi l’autostrada A12 Civitavecchia – Roma. 

dalla Costa Adriatica
si può arrivare a Roma attraverso l’autostrada A24 L’Aquila – Roma.

da Sud
si deve prendere l’autostrada A1 Napoli – Roma.
Tutte la autostrade incrociano il Grande Raccordo Anulare su cui si trovano poi tutte le uscite per il centro e la periferia di Roma.                    

Attenzione! Il centro città è chiuso al traffico.

Come muoversi a Roma

Visitare Roma a piedi può essere un’impresa faticosa: la rete di trasporto pubblico come la metropolitana, i tram o gli autobus permettono di raggiungere in minor tempo le maggiori attrazioni turistiche.

A tal proposito consigliamo di acquistare la Roma Pass, costa 36 euro e permette di usare il trasporto pubblico per 3 giorni consecutivi, oltre ad usufruire per lo stesso periodo varie agevolazioni in musei, attrazioni turistiche, negozi, teatri.

E’ possibile noleggiare una bicicletta, a partire da circa 4 euro l’ora, in uno dei punti di noleggio biciclette o iscriversi al servizio di bikesharing, il servizio per cittadini, turisti e city user che permette di utilizzare la bicicletta al costo di 0.50 cent ogni mezz’ora. E’ necessario iscriversi, sottoscrivendo un contratto, in una delle Biglietterie Atac autorizzate. Info anche su www.060608.it.

Per i turisti sono a disposizione autobus a due piani con l’opzione “dop on-drop off” e guida audio multilingua. Info su Rome Open Tour e www.060608.it.

Contatti

I Punti d’Informazione Turistica sono i punti di accoglienza dei turisti italiani e stranieri che visitano la città di Roma. Qui è possibile acquistare card turistica Roma Pass, titoli di viaggio Metrebus ATAC e relative Mappe, biglietteria per la navigazione sul Tevere, per il servizio Roma Open Tour.

  • PIT TERMINI: Stazione Termini – Via Giovanni Giolitti 34, Interno edificio F – binario 24, dalle 8.00 alle ore 18.45
  • PIT BARBERINI: Via di San Basilio 51, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.00
  • PIT NAZIONALE: Via Nazionale (Palazzo delle Esposizioni), dalle 9.30 alle 19.00
  • PIT MINGHETTI: Via Marco Minghetti (angolo Via del Corso), dalle 9.30 alle 19.00
  • PIT FORI IMPERIALI: Via dei Fori Imperiali
  • PIT NAVONA: Piazza delle Cinque Lune (Piazza Navona), dalle 9.30 alle 19.00
  • PIT AUDITORIUM: Via della Conciliazione, 4, dalle 8.30 alle 18.00
  • PIT TIBURTINA: Stazione Tiburtina, dalle 9.30 alle 19.00
  • PIT CIAMPINO: Aeroporto G.B. Pastine – zona esterna Arrivi Internazionali, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.15 alle 20.45
  • PIT FIUMICINO: Aeroporto Leonardo Da Vinci – Arrivi Internazionali Terminal T3, dalle 9.00 alle 17.45
  • PIT SAN PIETRO: Largo del Colonnato 1, aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00
  • PIT PORTICO D’OTTAVIA: Via di Santa Maria del Pianto 1, aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00
  • PIT TOURING CLUB: Piazza SS. Apostoli 62/65
Luogo
Lazio
Parole chiave
Roma, weekend

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