Un weekend a… Siracusa

“È piccola, carina, seduta sulle rive del golfo, con giardini e passeggiate che scendono fino alle onde”.

 

Siracusa, nelle parole di Guy de Maupassant, che la visitò sul finire dell’Ottocento, è tutt’altra cosa rispetto alla magnifica metropoli che era stata nel V secolo. Allora, quando sedeva sul trono Dionisio I, era una tra le più grandi e potenti città del Mediterraneo, ornata di templi e palazzi, giardini e fontane, ricca di denaro, cultura e potere. Una città ideale secondo Platone, che la visitò più volte, riponendo in essa le proprie speranze di rinnovamento politico e sociale. Una città magnifica secondo Simonide, Pindaro, Bacchilide, Eschilo, che ne cantarono la bellezza.

 

Cosa vedere

Il Teatro Greco

Il Teatro Greco © Eddy Galeotti / Shutterstock.com

Grandioso, solenne, intrigante, scenografico… Sedersi sui gradini e ascoltare Medea o Agamennone o Edipo può accadere anche se non c’è nessun attore sulla scena… Un luogo evocativo! Racchiude una densa serie di testimonianze di varie epoche, dall’età protostorica a quella tardo antica e bizantina. Il Teatro Greco è uno dei più grandi del mondo greco, interamente scavato nella roccia.

Anticamente era usato per le recite e le assemblee popolari, oggi è luogo in cui rivive la tragedia greca attraverso il Ciclo di Rappresentazioni Classiche che si svolge ogni anno grazie all’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico). Al tramonto, e magari anche con la luna piena, come è capitato a noi, qui sulle gradinate del teatro greco, vivrai un’esperienza unica.

Il leggendario Orecchio di Dionisio è la più famosa delle grotte siracusane. Si chiama così per la forma ad orecchio d’asino e soprattutto per le sue notevoli proprietà acustiche che amplificano i suoni. Secondo la leggenda il tiranno Dionisio vi teneva i prigionieri e, nascosto in alto, ascoltava i loro discorsi. Si tratta di una grotta artificiale che si trova nell’antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa.

 

Piazza Duomo

Il Teatro Greco © Eddy Galeotti / Shutterstock.com

Una delle piazze più conosciute sul web perché è tra le piazze più belle d’Italia! Circondata da magnifici palazzi in stile barocco e cuore della vita civile e religiosa di Ortigia. Fermati: prendi una pausa, siediti per un aperitivo e goditi l’atmosfera!

La Cattedrale rappresenta l’unico caso al mondo di tempio pagàno e contemporaneamente chiesa cristiana: sorge sui resti di un tempio dedicato ad Atena, sorto nel 480 a.C. e nasconde, dietro lo stile barocco della facciata, un gioiello del passato con le colonne doriche ancora visibili sia dall’esterno che dall’interno. In fondo alla Piazza la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, che custodisce il quadro del Caravaggio “Il seppellimento di S. Lucia”.

 

Il Santuario della Madonna delle Lacrime

Il Santuario della Madonna delle Lacrime / lagazzettasiracusana.it

Prima ancora di entrare, leggete la storia legata alle lacrime. Non possiamo dire che sia esteticamente bella ma visitarla vi piacerà. Luogo suggestivo, si respira all’interno un’aria di pace, tranquillità e misticismo. Monumentale struttura eretta in ricordo del miracoloso evento, scientificamente provato, della lacrimazione di un’effige in gesso della Vergine Maria (1953). Nel Santuario sono custoditi il quadro originale e alcuni preziosi ricordi di questo straordinario evento: il lembo di un panno che ricopriva il quadro, la metà di un fazzoletto bagnato dalle lacrime e addirittura le lacrime cristallizzate.

 

Il Tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo / visitsicily.altervista.org

La magnificenza di queste rovine greche si nota subito all’ingresso dell’isolotto di Ortigia. La sera, grazie alle luci, si gode di uno spettacolo unico: il tempio si trova in mezzo alle strade moderne e piene di negozi di questa cittadina realizzando un bel contrasto.

Una bella vista! Il tempio dorico in pietra più antico della Sicilia è anche uno di quelli con la storia più travagliata: fu prima chiesa paleocristiana, poi moschea, poi nuovamente chiesa in età normanna e caserma all’epoca di Carlo V.

 

Il Mercato di Ortigia

Una festa di colori, profumi e sapori autentici della nostra terra, il fascino dei mercati antichi. All’entrata di Ortigia sarete accolti dal profumo di spezie di tutti i tipi, peperoncini dell’Etna, panetti di mandorle, e anche frutti di mare e pesce freschissimo. Un piccolo mercato movimentato da colorite “vanniate”, frasi accattivanti in siciliano urlate per attrarre i clienti. Comprate una rarità: lo Strattu, una meravigliosa conserva naturale di pomodoro, utile per arricchire sughi e stufati. Una piacevole occasione per conoscere i nostri prodotti tipici e imparare nuove ricette siciliane.

 

La cucina

I Prodotti Tipici

Così come la Sicilia, anche il territorio siracusano ha visto, nei secoli, l’avvicendarsi di popoli che hanno lasciato vistose tracce, anche nella gastronomia locale, donando ai piatti tipici del luogo un sapore orientale e mediterraneo. La cucina del territorio infatti, trovandosi in prossimità della costa, si avvale dei prodotti pescati dal mare e li amalgama con quelli ricavati dalla terra, come i prodotti provenienti dai vicini Monti Iblei.

Formaggi e Latticini

Il pecorino siciliano è un formaggio DOP che si ottiene dal latte di pecora, viene prodotto in tutta la Sicilia. Il latte degli ovini è di intensità più forte di quello dei bovini, dovuto all’alimentazione più rustica della quale si nutrono, questo dà al formaggio pecorino un caratteristico sapore. Il pecorino a sua volta ha delle varianti, quelle prodotte sul territorio sono: il Primosale, formaggio pecorino a breve-stagionatura e leggera salatur, ha infatti un sapore dolce; il Secondo sale, semi-stagionato con più salatura; il Pecorino stagionato è il formaggio che viene consumato dopo una lunga stagionatura, ha un sapore più forte, la pasta è più dura e gli si formano delle scaglie poiché è adatto per essere grattugiato.

La Ricotta Siciliana

La ricotta è un latticino ampiamente diffuso in tutta la zona aretusea; in dialetto i produttori di ricotta vengono chiamati U ricuttaru. La ricotta ha una storia molto antica,un tempo era definita il formaggio dei poveri perché saziava e costava poco. La Tuma è il residuo solido che si viene a formare dopo la cagliatura del latte, cioè la pasta con cui si vanno a formare i formaggi. La Tuma non è propriamente un formaggio ma un latticino che va consumato fresco.

La Pasta Fritta alla Siracusana

Questo piatto noto nella cucina siciliana, ha molti aneddoti attorno a sé; uno di questi lo fa risalire all’epoca greca; si racconta infatti che un cuoco al servizio di un tiranno siracusano (forse Dionisio) per saziare il suo sovrano, inventò questa pietanza che comprendeva un formato di pasta simile ai vermicelli passato nel pangrattato e nell’uovo, fritto nella sugna e manipolato fino a quando non diventavano simili a delle polpette che venivano cosparse con del miele. La ricetta, molto semplice, consiste nel friggere la pasta in padella, aggiungerci le acciughe salate, aglio, del pan grattato, o mollica, e un filo d’olio d’oliva.

I Ravioli Casarecci

I ravioli sono un tipo di pasta che viene impastata e poi tagliata dandole la forma di grossi rettangoli che vengono ripieni di ricotta, la quale può essere semplice o mischiata a spinaci freschi, oppure possono avere un riempimento di pesce (bollito o arrostito). I ravioli di ricotta vengono conditi con sugo di carne, mentre i ravioli di pesce vengono conditi con salsa di pomodoro o con altri ingredienti dal sapore deciso, in grado di contrastare il sapore dolciastro del ripieno.

Cavatelli Bottarga Mandorle e Ciliegini

Preparati con i cavateddi (molto simili ai cavatelli pugliesi), questo tipo di pasta si ottiene o attorcigliando il composto in un piccolo ferretto (“Fierru re Cavatieddi” in dialetto) o lavorandolo con le dita su di un piano liscio o rigato, a seconda del formato che si desidera dare alla pasta. È un piatto tradizionale della costa sud orientale della Sicilia, in particolare della zona compresa tra Avola, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero. Ed ha una forte connotazione territoriale. Infatti c’è la bottarga di tonno (prodotto tipico di Marzamemi), le mandorle (la famosa Pizzuta d’Avola) ed i Pomodorini Pachino.

La Pasta con i Frutti di Mare

È un piatto molto tipico della Provincia di Siracusa, la quale affacciandosi sul mare ha un’antica tradizione con il pesce fresco pescato. E vi è l’abitudine, quindi l’esperienza, di cucinare piatti a base di pesce. I frutti di mare quindi come cozze, vongole, telline, vengono spesso messi per comporre piatti di pasta.

Il Cous-Cous

Il couscous, il quale consiste in dei granelli di semola cotti al vapore, è un piatto originario del mondo Nordafricano ma grazie all’influenza araba in Sicilia ha trovato anche qui ampio spazio nelle cucine nostrane. Dapprima diffuso soprattutto nella Sicilia Occidentale, oggi sta diventando un piatto comune anche della Sicilia Orientale; nel territorio siracusano il couscous è una tradizione solo in quelle famiglie che hanno parenti provenienti dalla Libia italiana, i quali rientrati in Italia portarono con sé le usanze culinarie apprese dagli arabi, come il couscous di carne modificato con sugo, carne, patate, zucca, ceci e altri ingredienti.

 

Come arrivare

In aereo
Lo scalo più vicino è l’aeroporto di Catania, che dista circa 45 minuti dal centro di Siracusa.
Aeroporto internazionale Fontanarossa “Vincenzo Bellini”, Via Fontanarossa – 95121 Catania, aeroporto.catania.it
Dall’aeroporto Fontanarossa di Catania è facile raggiungere Siracusa tramite bus o taxi

In auto

Da Nord (Provincia di Messina e Catania): autostrada NSA 339 Catania-Siracusa, segue il raccordo autostradale (RA 15) Tangenziale di Catania che lega la SS114 Orientale Sicula proseguire in direzione Siracusa. Autostrada A18/E45 Messina-Catania, segue il raccordo autostradale (RA 15) Tangenziale di Catania che lega l’autostrada NSA 339 Catania-Siracusa e continuando lungo la SS114 Orientale Sicula proseguire in direzione Siracusa.
Da Sud (Provincia di Ragusa): autostrada A 18 SR-GELA/Siracusa-Rosolini, collega l’ingresso della Provincia ai comuni di Avola, Noto, Rosolini, Pachino e Portopalo di Capo Passero}
Da Ovest: autostrada A19 Palermo-Catania, principale asse autostradale. Raggiunto il raccordo autostradale RA 15, Tangenziale di Catania, proseguire lungo l’autostrada NSA 339. Catania-Siracusa con indicazioni “aut. CT-SR” e continuare lungo la SS114 Orientale Sicula in direzione Siracusa.

In nave

I porti più vicini a Siracusa sono a Catania, Augusta (SR) e Pozzallo (RG)
Porto di Catania: Collegamenti con Napoli: TTT lines, Tel: 899 018103, www.tttlines.it
Collegamenti con Malta: Virtu Ferries Ltd. Tel: 095.535711, www.virtuferries.com
Porto di Pozzallo (RG): Collegamenti con Malta: Virtu Ferries Ltd. Tel: 0932.954062, www.virtuferries.com

 

Luogo
Sicilia
Parole chiave
Siracusa, weekend

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