Le Aree Marine Protette

Navigare è il modo ideale per scoprire l’eccezionale varietà delle coste italiane, la natura incontaminata e i magnifici borghi che si affacciano sul mare Mediterraneo.

 

Con i suoi 8,000 km di coste, 800 isole e una straordinaria varietà di ambienti marini,  l’Italia rappresenta un vero paradiso per gli amanti del mare. E di eccezionale bellezza sono le ventisette aree marine protette, i 2 parchi sommersi e il Santuario dei Cetacei, che coprono complessivamente 228 mila ettari di mare, per  tutelare la flora e la fauna unica delle acque italiane.

 

Area Marina Protetta Torre Cerrano, l’Abruzzo

La costa tra Silvi Marina e Pineto è caratterizzata da una tranquilla spiaggia alle cui spalle sorge una rigogliosa pineta di pini marittimi. Questo tratto di costa è dominato dalla Torre del Cerrano costruita nell’VIII sec. d.C. come postazione di avvistamento contro le scorrerie dei saraceni. L’area marina protetta rappresenta il primo caso di protezione di fondali sabbiosi ideali per lo sviluppo della vongola comune.

Poco al largo troviamo scogli sommersi importanti da un punto di vista storico, poiché appartenenti ad un antico porto romano. Lo specchio d’acqua dell’area marina presenta due tipologie ambientali ben distinte e in stretta relazione tra di loro: i tipici fondali sabbiosi adriatici, e alcune parti di scogliere di fondo, determinate anche dai massi semisommersi dell’antico porto di Atri. La Torre presente sulla linea di costa risale al 1568, costruita per opera del reame spagnolo di Napoli. Di fronte alla Torre, immerso fra le acque, si trova quello che da più di un ricercatore viene indicato come l’antico porto della città di Hadria, probabilmente di epoca romana.

  • Localizzazione: Mar Adriatico
  • Coordinate: 42°37′00″N 14°04′00″E
  • Regione: Abruzzo
  • Provincia: Teramo
  • Comune: Pineto

Come arrivare

In auto: Dall’autostrada A14 Bologna-Bari uscire al casello di Atri-Pineto. Girare a destra e lungo la SS Adriatica si incontra Torre Cerrano.
In treno: Scendere alla stazione ferroviaria Pineto-Atri o Silvi sulla linea Milano-Bari. L’AMP è già lungo la fascia di mare antistante. Per gli uffici raggiungere Torre Cerrano o informarsi presso  i locali di Informazione e Accoglienza Turistica.
In aereo: All’Areoporto d’Abruzzo di Pescara, prendere autobus o taxi per la stazione ferroviaria Pescara Centrale. Prendere il treno o l’autobus per Silvi o Pineto.
In nave: Il principale porto è quello di Ancona a 130 Km da Pineto, mentre la città di Pescara, a circa 20 chilometri, dispone di un porto turistico.

 

Сapo Rizzuto, la Calabria

L’Area marina protetta Capo Rizzuto, istituita nel 1991 e gestita dalla Provincia di Crotone, ha un’estensione di quasi 15.000 ettari ed è la maggiore d’Italia per ampiezza.

Si affacciano su di essa otto promontori, tra cui quello del parco archeologico di Capo Colonna, con l’unica colonna del tempio di Hera Lacinia rimasta in piedi; all’altro estremo del parco si trova Punta Le Castella, con il castello aragonese.

L’importanza di questa riserva marina si può trovare sia nella ricchezza faunistica e floristica marina, sia nelle spiagge bianche dalle acque cristalline. I fondali in questa zona sono molto bassi a differenza di tutti gli altri della costa Calabra, eccetto alcune zone rocciose. Sono inoltre organizzate numerose gite per i turisti in battelli dal fondo trasparente nell’Area marina protetta per poter ammirare le bellezze sottomarine che riserva questo luogo.

  • Localizzazione: Mar Ionio
  • Coordinate: 38°58′00″N 17°06′00″E
  • Regione: Calabria
  • Provincia: Crotone
  • Comune: Capo Rizzuto

Come arrivare

Cavalcavia Sud direzione Catanzaro, immettersi sulla SS. 106 e proseguire svoltando a sinistra al 1° bivio subito dopo aeroporto per ISOLA CAPO RIZZUTO, oppure svoltare al 2° bivio subito dopo prima del bivio per Le Castella. Per chi proviene da Reggio Calabria per Crotone, proseguire per 35 Km direzione nord dopo Catanzaro, e svoltare a destra al 1° o 2 ° bivio per Isola di Capo Rizzuto.

 

Costa degli Infreschi e della Masseta, la Campania

Siamo sulla costa che va dalla Torre dello Zancale (Marina di Camerota) a Scario nel Golfo di Policastro. La costa degli Infreschi è caratterizzata dalla sua tipica vegetazione: macchia mediterranea, oliveti, vigneti, il tutto lambito da un mare che, secondo gli orari, assume gradazioni di verde diversi ed ogni pochi metri si introduce in una grotta. Una bellezza caratterizzata da un grado di eterogeneità ambientale unico. In una quindicina di chilometri di costa frastagliata sono racchiuse piccole rade, spiaggette e torri medievali.  La costa rappresenta uno dei litorali più belli della riviera cilentana.

Uno spettacolare paesaggio naturalistico, arricchito da grotte sommerse: Grotta Azzurra, Grotta del Noglio, Grotta degli Infreschi e la più conosciuta Grotta dell’Alabastro, accessibile attraverso un meraviglioso percorso subacqueo; da luoghi di rara bellezza:

Cala Bianca, la Piscina degli Iscolelli, la Sorgente di Santa Caterina, la Cappella di San Lazzaro, le spiaggette della Masseta, l’orto botanico naturale del Marcellino, tappe di un vero e proprio paradiso terrestre.

Uno dei caratteri di maggiore interesse dell’AMP è certamente l’elevato valore di eterogeneità ambientale difficilmente riscontrabile in altre zone dell’Italia.  La costa è oggetto di numerosi scavi archeologici, ricchi di testimonianze preistoriche.

La Grotta Azzurra, la Grotta Sepolcrale, la Grotta del Noglio raccontano di bellezze naturalistiche e di storie interessanti come la Cacata del Marchese, un masso che, tra la Cala della Fortuna e Cala Monte di Luna, emerge tra le limpidissime acque.

La Cala Bianca con la spiaggetta omonima, dai ciottoli bianchi, scelta per le lamparate notturne dai pescatori, la piscina naturale degli Iscolelli per un bagno rilassante, la sorgente di S. Caterina per un bagno rigenerante, la Cala Longa, l’orto botanico naturale del Marcellino. Le calette e le spiaggette della Masseta fanno da corollario al salotto del Mediterraneo che è rappresentato dal Porto naturale di Infreschi.

Tutte le stagioni, dunque, sono propizie per interessanti osservazioni, soprattutto se all’escursione a terra si abbina un’escursione in barca. In tal modo si possono ammirare le numerose grotte che si affacciano sul mare e che sono state ripetutamente frequentate dall’uomo preistorico, le vertiginose falesie che si alternano a piccole spiagge ghiaiose o ciottolose e gli scoscesi pendii sovrastati dai ruderi delle torri costiere. In estate, poi, non si può fare a meno di tuffarsi nel mare limpidissimo, ripararsi all’ombra della primula e sognare Palinuro.

  • Localizzazione: Mar Tirreno, Costiera Cilentana
  • Coordinate: 39°59′,85 N 15°22′,88 E
  • Regione: Campania
  • Provincia: Salerno
  • Comune: Camerota, San Giovanni a Piro

 

Parco sommerso di Baia, la Campania

Quest’area marina protetta rappresenta un vero e proprio museo sommerso creatosi a causa di fenomeni di bradisismo negativo che ha fatto sprofondare la costa compresa tra Punta Campanella e Capo Miseno nel corso dei secoli.

Ai tempi dell’antica Roma qui c’era un’importante meta di villeggiatura e i resti di questo grande complesso “turistico” del mondo antico oggi giacciono in un fondale sabbioso compreso tra i 2 ed i 16 m di profondità. Un’immersione consente di ammirare mosaici in ottimo stato di conservazione, colonne, resti di edifici, di moli e di peschiere. Consigliate sono le immersioni guidate fra i resti della villa Imperiale e il famoso ninfeo di Claudio.

l’area di Baia, come tutta la costa campana, ha subito dall’età romana ad oggi un bradisismo negativo di circa 6 m. In altre parole, l’intera fascia costiera, fortemente antropizzata fin dal V secolo a.C., è sprofondata nel corso dei secoli sommergendo edifici ed infrastrutture tra i più interessanti del mondo antico. In età romana, infatti, la zona tra Punta Campanella e Capo Miseno era il cuore della villeggiatura elegante dell’aristocrazia, con cospicui edifici privati e pubblici, presentifin sulla battigia. A seguito del fenomeno di abbassamento dei suoli tali edifici sono sprofondati ed ora costituiscono una sorta di Pompei sommersa.

Del porto romano oggi sommerso sono chiaramente visibili i 12 piloni che si ergono maestosi su di un fondale sabbioso. Il passaggio all’esterno dei piloni stessi permette di ammirare un paesaggio quasi lunare, una gran distesa di sabbia dalla luce veramente particolare interrotta qui e là solo da alcune colonne di minuscole bollicine, che indicano le sorgenti a mare d’acqua calda, ulteriore testimonianza del passato termale dell’intera zona. Il passaggio tra le due file parallele dei piloni permette di rendersi conto della grandezza dell’opera realizzata in epoca romana, ma anche come questi elementi ormai si siano completamente integrati nel paesaggio sottomarino, fungendo da substrato e permettendo lo sviluppo delle tipiche specie animali e vegetali dei bassi fondali. Un’immersione in una zona archeologica così affascinante e ricca di misteri cattura l’attenzione non solo per gli aspetti artistici, urbanistici, storici, ma anche perché, ancora una volta, è possibile apprezzare come il Mediterraneo resiste, in tutti i sensi, alle aggressioni del tempo, della natura e dell’uomo.

Come abbiamo già’ detto, la città di Baia è posta in una posizione geografica incantevole, stretta attualmente tra la terra e il mare. Si sa che fu un centro importantissimo nel periodo della Roma imperiale, non solo perché meta della migliore aristocrazia romana, tra cui la famiglia dell’imperatore Claudio, ma anche centro culturale vivissimo; moltissimi sono, infatti, gli autori classici che parlano di Baia nelle loro opere letterarie, ora per esaltare gli effetti benefici delle sue acque e delle sue terme, ora per deplorare gli aspetti più lussuriosi della vita che vi si conduceva. è noto che Baia ebbe uno sviluppo significativo in età imperiale, quando nella cultura romana si consolidò ulteriormente l’uso delle terme, non solo come luogo per la cura, ma soprattutto come punto d’incontro, dove era svolta gran parte della vita pubblica ed anche della discussione politica. La presenza di una vita culturale così attiva e di un’aristocrazia fine nel gusto e nello stile fece crescere nella città di Baia una serie di botteghe dalla pregevole attività artistica, com’è pure testimoniato dalle numerose opere architettoniche e d’arredo che sono state riportate alla luce nelle differenti campagne di scavo a terra.

  • Localizzazione: Golfo di Napoli
  • Coordinate: 40°48′00″N 14°05′00″E
  • Regione: Campania
  • Provincia: Napoli
  • Comune: Bacoli, Pozzuoli

 

Parco sommerso di Gaiola, la Campania

Come Baia, anche l’isolotto di Gaiola era una lussureggiante località di villeggiatura dell’aristocrazia romana del V secolo a.C. che a seguito del bradisismo è sprofondata in mare per circa 6 metri. In origine si trattava dell’estrema punta di un promontorio in cui sorgevano ville e templi i cui resti oggi costituiscono il grande patrimonio archeologico dell’area marina protetta.

Gli appassionati della subacquea o dello snorkeling potranno ammirare le meraviglie archeologiche come le antiche peschiere, il ninfeo detto “Scuola di Virgilio” e le murature dei bagni della villa dei Pisoni.

Di grande valore naturalistico sono inoltre le biocenosi bentoniche che hanno colonizzato le antiche costruzioni romane; queste offrono una moltitudine di habitat diversi.

L’area della Gaiola è situata dal punto di vista archeologico in un territorio strategico, sul promontorio di Posillipo, limitrofa al Parco Archeologico del Pausilypon, dove sono già stati compiuti gli scavi della villa romana di Publio Vedio Pollione, poi divenuta villa imperiale di Augusto. Anche dal punto di vista paesaggistico si tratta di una posizione di rilievo, in un contesto ambientale in cui dominano la grotta di Seiano (il camminamento sotterraneo che conduce all’area archeologica di Capo Pausilypon) che fa parte dello stesso complesso archeologico della Villa di Pollione e Nisida. Frane e smottamenti, legati alla particolare formazione geologica della collina, modificano continuamente l’aspetto dei luoghi, già profondamente alterato, nel corso del tempo, da fenomeni naturali quali bradisismo, subsidenza, innalzamento delle acque. Questo ha significato anche la lenta scomparsa delle testimonianze di una delle zone residenziali più rinomate dell’antichità. Al largo di Capo Posillipo (Villa Rosebery) giacciono i resti, ormai sommersi di una villa marittima che si protendeva in mare grazie a costruzioni artificiali; dei suoi porticati si sono recentemente recuperate alcune colonne. In direzione della zona della Gaiola, si incontra l’edificio romano meglio conservato e più suggestivo della zona, il cosiddetto “Palazzo degli Spiriti”: si tratta di una costruzione a due piani, di cui il primo attualmente sommerso.

  • Localizzazione: Golfo di Napoli
  • Coordinate: 40°50′00″N 14°15′00″E
  • Regione: Campania
  • Provincia: Napoli
  • Comune: Napoli, quartiere Posilippo Come arrivare

Come arrivare

In auto: autostrada A1 per Napoli e prendere la Tangenziale; quindi uscire a L’Arenella e proseguire per il lungomare.
In traghetto: con la Compagnia CAREMAR da Capri, Ischia e Procida oppure con la Compagnia Libera Navigazione del Golfo da Sorrento, Amalfi e Positano.
In aereo: aeroporto Capodichino raggiungibile da Napoli con autobus dell’ANM.

 

Area Marina Protetta Punta Campanella, la Campania

Il Promontorio di Punta Campanella offre un panorama di rara bellezza: la costa è un alternarsi di falesie a strapiombo, pareti che dolcemente s’immergono nel mare, baie e profonde valli immersi nella tipica vegetazione mediterranea in cui dominano i pini marittimi e gli ulivi. Percorrendo i sentieri si notano resti delle antiche ville romane, torri di osservazione e santuari di grande interesse archeologico.

A maggiori profondità si segnalano anche diverse colonie di falso corallo nero (Gerardia savaglia). Tra le mete più affascinanti dove immergersi si segnalano “Punta di Puolo”, “Lo Scolgglietto di Vervece”, la “Secca dei Galli”, “Montalto” e lo “Scoglio Penna”.

L’area è stata sottoposta a tutela per le scogliere sommerse che pullulano di grotte subacquee o semisommerse di medie e grandi dimensioni, paradiso degli appassionati degli sport subacquei, e i fondali, che costituiscono ancora oggi l’habitat naturale di numerose specie fra le quali spicca la presenza dell’anfiosso. Attraverso arcate sottomarine e tunnel subacquei si può accedere alle favolose grotte dell’Isca e dello Zaffiro dove si possono ammirare i colori brillanti dell’acqua dei laghetti interni, le formazioni di alabastro, le stalattiti e le stalagmiti. Un bel modo di visitare l’area marina protetta è attraverso il pescaturismo grazie al quale si può passare la giornata con i pescatori a bordo dei loro pescherecci e gustare il pescato cucinato con le ricette marinare locali.

Per gli amanti della storia e dell’arte, interessanti sono le ville rustiche, legate alla produzione del famoso vino sorrentino e di fornaci per la realizzazione di anfore e calici. In tutti i punti panoramici della costa, invece, vengono edificate ville di famiglie di aristocratici romani. Intorno al XVI sec. al posto di alcune di queste ville vennero innalzate torri di avvistamento contro i saraceni, mentre altre furono sostituite da monasteri o ville private.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Regione: Campania
  • Provincia: Napoli, Salerno
  • Comune: Positano

 

Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate, la Campania

Da oltre mezzo secolo Castellabate è tra le mete preferite da chi sceglie il Mar Tirreno per le vacanze: vi si recano turisti italiani, europei e statunitensi attratti dall’architettura, dall’ambiente e dalla calorosa ospitalità.

Le acque sono cristalline anche in piena stagione estiva; infatti, nei primi anni Settanta vi fu istituito il primo parco marino d’Europa. Il Cilento Castellabate è anche la patria della dieta mediterranea, resa famosa nel mondo dal dietologo americano Ancel Keys. Sono certamente da visitare il Castello medioevale (1123), i resti del Monastero di San Giovanni, il Portico delle Gatte e il Porto detto Lu Traversu, la Villa Matarazzo, prestigiosa sede del Parco del Cilento; da ammirare, poi, i resti del porto greco-romano, la cava dei rocchi, l’Antiquarium comunale e il Punto blu (centro d’osservazione dello stato del mare). È da segnalare, infine, la presenza di aree pedonali e di numerosi parcheggi, che, con altri servizi rende vivibile Castellabate, la più bella località del parco del Cilento.

Il tratto costiero dell’area marina protetta presenta un paesaggio ricco d’insenature, piccole spiagge sabbiose, pareti a picco sul mare e promontori.

La vegetazione assume i caratteri tipici della macchia mediterranea con mirto, ginepro, corbezzolo e pino d’Aleppo.

I fondali presentano popolamenti estremamente ricchi e diversificati in cui già a 20 m di profondità è possibile ammirare il paesaggio sottomarino del coralligeno.

I luoghi che richiamano gli appassionati delle immersioni sono situati a Punta Tresino, con franate e pareti, e al largo di Punta Licosa, in cui vi sono alcune secche le cui porzioni meno profonde possono essere visitate anche da chi fa solo snorkeling. Nel corso delle immersioni è inoltre possibile scorgere resti e reperti archeologici risalenti all’epoca romana.

Il Cilento è un territorio che si caratterizza anche per la qualità dei suoi prodotti, alcuni dei quali sono noti anche all’estero [olio, vino, …]. La dieta mediterranea nacque proprio qui. Ancora oggi, nel Cilento è possibile alimentarsi e vivere in modo sano, seguendo le regole fondamentali della dieta mediterranea.

I prodotti tipici più rinomati del Cilento sono l’olio, il vino, i liquori, i formaggi, la mozzarella, i salumi, il pesce, il pane, la pasta, il miele, il celeberrimo fico bianco dottato e il marrone di Roccadaspide.

  • Localizzazione: Mar Tirreno, Costiera Cilentana
  • Coordinate: 40°17′04″N 14°56′07″E
  • Regione: Campania
  • Provincia: Salerno
  • Comune: Castellabate

Come arrivare

In autostrada: A30 Salerno-Reggio Calabria fino a Battipaglia, S. s. 18 fino ad Agropoli sud, S. s. 267 direzione Castellabate-S. Maria-Zona Lago [11 chilometri da Agropoli].
In treno: Stazione Agropoli-Castellabate (ad Agropoli), autobus.
In aereo: Aeroporto Napoli Capodichino, A30 Salerno-Reggio Calabria.

 

Area Marina Protetta Regno di Nettuno, la Campania

Il Regno di Nettuno comprende il mare che circonda l’ Arcipelago Flegreo, formato dalle isole di Ischia, Procida e Vivara.

Le tre isole, che chiudono ad ovest il golfo di Napoli, fanno parte di un grande complesso vulcanico tuttora attivo. Segno della vitalità di questa natura che congiunge acqua e fuoco sono le numerose fonti termali, sfruttate oggi in terme con splendidi giardini, in complessi di piscine a varie temperature, orti botanici e spiagge. Ischia, con poche ma splendide spiagge, si presenta estremamente verde, ricca di scogliere a picco sul mare, calette ed anfratti marini.

La cultura locale si divide tra quella contadina, che produce ottimi ortaggi e vini, e quella marinara, dedicata soprattutto alla piccola pesca artigianale, con una flotta d’imbarcazioni che riforniscono per tutto l’anno il mercato isolano di pesce pregiato.

La seconda isola per estensione dell’arcipelago flegreo è Procida, frutto di un’antica esplosione. Essa è la più aspra, e le alte scogliere che la caratterizzano riflettono nella loro struttura il carattere rude e mediterraneo degli isolani. Procida regala a chi vi giunge un’atmosfera colorata e solare che si contrappone alla sua apparenza rocciosa.

Addentrandosi nell’isola si scopre una realtà di giardini verdi e gialli per la presenza dei profumatissimi limoni, che danno una nota assolutamente speciale alla gastronomia isolana. L’isola è più chiusa alle novità della vicina Ischia, ma salvaguarda il patrimonio di ville e giardini originali, conservando quasi intatto lo splendido borgo marinaro della Corricella.

La più piccola delle isole è Vivara. Disabitata da lungo tempo è una Riserva Naturale di grande importanza per l’Europa. Inserita nella catena di piccole isole (Ischia, Procida, Ventotene, Palmarola e Ponza) è uno strumento fondamentale per l’alimentazione e la sopravvivenza di milioni di piccoli migratori.

Nell’individuazione dell’area marina protetta particolare importanza è stata data al tratto di mare al largo della costa settentrionale dell’isola di Ischia, per la presenza abituale di molte specie di cetacei. I fondali sono, infatti, caratterizzati da una profonda ed ampia valle sottomarina, detta canyon di Cuma, che per la sua particolare conformazione costituisce un habitat ideale per la riproduzione e il nutrimento di questi mammiferi marini, in particolare per il delfino comune che, a dispetto del nome, è uno dei più rari nei nostri mari e che qui è invece stanziale. Nonostante il grande afflusso turistico, i fondali sono caratterizzati da una grande varietà di ambienti ancora ben conservati e di grande pregio naturalistico. I visitatori subacquei hanno la possibilità di fare incantevoli immersioni a Punta Sant’Angelo o Punta San Pancrazio, con pareti verticali dove si possono vedere rami di falso corallo nero (Gerardia savaglia) e il passaggio di grandi pesci pelagici.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Coordinate: 40. 45′ 88 N 14. 02′ 20 E
  • Regione: Campania
  • Preovincia: Napoli
  • Comune: Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Serrara Fontana e Procida

Come arrivare

Ricordando che l’Area marina protetta  Regno di Nettuno circonda le isole di Procida, Vivara ed Ischia, nel golfo di Napoli, quando si è giunti in uno dei porti delle stesse si è raggiunta  l’Area marina protetta.
Per arrivare ad Ischia o Procida si devono raggiungere Napoli o Pozzuoli, porti di imbarco per i mezzi di linea che effettuano servizio regolare.
Vi sono diverse compagnie di navigazione che effettuano servizio di linea utilizzando traghetti o mezzi veloci. Durante la stagione estiva mezzi di linea collegano Ischia e Procida anche a Sorrento e Ventotene, mentre una linea giornaliera la collega a Capri.
Per chi navigasse con un’imbarcazione da diporto le isole offrono una serie di approdi sicuri e dotati di tutti i servizi ad Ischia porto, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio e Santangelo.

 

Area Marina Protetta Miramare, la Friuli-Venezia-Giulia

L’intera aerea marina protetta è sormontata dall’imponente Castello di Miramare, di magnifico splendore. Il Castello è posto su un promontorio roccioso, orientato da un lato verso la Baia di Grignano. Nella prima metà del Novecento venne adibito a museo e arredato con alcuni mobili di Massimiliano, dal Duca d’Aosta che vi soggiornò.

Nella zona, come del resto in tutto il Friuli-Venezia-Giulia, si produce una svariata selezione di salumi tipici, dal prosciutto crudo, ai salami, alle soppresse e a molti altri prodotti che rendono omaggio alle antiche tradizioni norcine di queste terre. La forte produzione casearia si esprime in una vasta gamma di formaggi tradizionali, che continuano ad esser prodotti, seppur in piccola quantità, con la cura di sempre. Il vino friulano, inoltre, noto dal 700 a.C., nasce grazie a felicissime condizioni climatiche e di territorio: i vitigni sono in parte autoctoni e in parte d’importazione e producono una ricca gamma di vini.

Grazie ai bassi fondali della riserva, l’ente gestore offre anche ai meno esperti la possibilità di ammirare e conoscere da vicino il patrimonio naturalistico sommerso tramite attività di seawatching, numerosi corsi di divulgazione per scuole e turisti, e visite guidate con autorespiratore.

Gli amanti dell’architettura possono approfittarne per andare a visitare all’interno il Castello.

  • Localizzazione: Mar Adriatico
  • Regione: Friuli Venezia-Giulia
  • Provincia: Trieste
  • Comune: Trieste

Come arrivare

In auto: con l’automobile si deve percorrere la SS n. 14, che conduce direttamente al centro di Trieste, e seguire le indicazioni per Miramare.
In treno: scendere alla stazione di Trieste e seguire le indicazioni per Miramare.
In traghetto: esiste un servizio pubblico traghetti in partenza dal Molo Pescheria di Trieste fino all’area marina protetta.

 

Area Marina Protetta Isola di Ventotene e Santo Stefano, il Lazio

Le secche rappresentano una vera e propria oasi rocciosa che s’innalza dal fondale di sabbia e fango del litorale romano. Questa “isola sommersa” risente poco dei sedimenti e dell’inquinamento portati dal Tevere, tanto che sulle sue rocce crescono rigogliose praterie di Posidonia.

Più in profondità, i grandi massi di roccia ricchi di cavità e canali offrono un ambiente di grande pregio naturalistico, ospitando esemplari coralligeni. Per gli amanti dello snorkeling sono consigliate escursione sia negli anfratti rocciosi che in superficie grazie alla grande quantità di esemplari marini.

Il sito si presta solo per immersioni giornaliere, che possono essere compiute anche rivolgendosi ai numerosi centri diving sulla costa, al marina di Roma (Ostia) e a Torvaianica. Da non perdere l’immersione ai “Canaloni” o, per i meno esperti, il “Cappello” e “Le Tane”.

In queste zone si conservano tradizioni e sapori della campagna romana. Prodotti di spicco in questo panorama così particolare sono i latticini (ricotta e caciotta romana), le fave romanesche e l’olio prodotto in una zona vocata ai confini della D.O.P. sabina.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Regione: Lazio
  • Provincia: Roma
  • Comune: Roma

Come arrivare

In auto: facilmente raggiungibili in auto seguendo la SS n. 601 (via Severiana) che collega Ostia ad Anzio.
In treno: scendere alla stazione di Roma Termini e prendere la metropolitana per Ostia.
In barca: dalla costa le Secche sono raggiungibili con mezzo nautico privato dal porto di Ostia.

 

Cinque Terre, la Liguria

Le colline tappezzate di vigneti, il mare limpido e profondo in cui si specchiano. Qui crescono uve prelibate in piccoli lembi di terra racchiusi nei tipici terrazzamenti che imbrigliano il fianco della montagna. Qui viene prodotto un vino dal sapore dolce e vellutato: il famoso vino passito Sciacchetrà.

Cinque miglia di calette inaccessibili e scogliere vertiginose, dove si annidano i borghi intatti, selvaggi, d’incredibile bellezza, di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore, guardiani di un territorio che è stato dichiarato Parco Nazionale (unico in Liguria), inserito nell’elenco del patrimonio mondiale, ambientale e culturale dell’Unesco. Villaggi unici, fragili all’apparenza, quando la natura si scatena sconvolgendo le acque e facendo franare la montagna, ma forti nello spirito che anima i 5.000 abitanti.

Nelle Cinque Terre sono numerose le suggestioni offerte dal paesaggio aspro, solo a tratti addomesticato dall’uomo che ha lavorato una terra all’apparenza arida e impraticabile. I contadini ancora oggi si calano lungo le rocce, appesi a robuste funi, per raccogliere i grappoli d’uva. Fatica e coraggio di cui gode il visitatore assaporando i vini doc che, sulle tavole, accompagnano pesce fresco e altri indimenticabili sapori.

Solo l’esperienza personale può dire al turista che cosa siano, lungo i sentieri immersi nella macchia mediterranea, i cinque borghi marinari aggrappati alle rocce o affacciati su piccole baie. Alle loro spalle altrettanti luoghi di devozione, uno per ogni paese, raggiungibili lungo la via dei Santuari.

La Liguria è la zona ideale per un incontro ravvicinato con il mare. Il Mar Ligure vanta la presenza di zone protette. I parchi marini della Liguria attualmente sono due: Cinque Terre e Portofino.

  • Localizzazione: Mar Ligure
  • Coordinate: 44°06′45″N 9°41′07.8″E
  • Regione: Liguria
  • Provincia: La Spezia
  • Comune: La Spezia, Levanto, Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza

 

Area Marina Protetta Isola di Bergeggi, la Liguria

Un cono di roccia calcarea, ricoperto da macchia mediterranea; i fondali di coralligeno e praterie di Posidonia oceanica, l’area costiera delle falesie ricche di grotte e piccole insenature: ecco l’Area Marina Protetta “Isola di Bergeggi”, uno scrigno di biodiversità, storia e leggenda. L’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) “Isola di Bergeggi” persegue la protezione ambientale dell’area interessata e si prefigge la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, chimiche, fisiche e della biodiversità marina e costiera, anche attraverso interventi di recupero ambientale; e la promozione dell’educazione ambientale e la diffusione delle conoscenze degli ambienti marini e costieri dell’Area Marina Protetta, anche attraverso la realizzazione di programmi didattici e divulgativi che possono risultare molto interessante ai turisti.

Bergeggi è una rinomata località balneare, che a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, si distingue per la particolare trasparenza delle acque e per la sua straordinaria qualità ambientale.

Qui, infatti, dal 1997 (1997-1998; 2001-2011) sventola la Bandiera Blu delle Spiagge, riconoscimento ambientale destinato alle località turistiche che s’impegnano in una gestione sostenibile del territorio.

Amministrazioni comunali che riescono a coniugare gestione del territorio rivierasco e salvaguardia dell’ecosistema marino, attraverso lo sviluppo di forme di turismo eco-sostenibili e di qualità. Le attività subacquee permettono all’uomo la permanenza in un ambiente sommerso.

È possibile praticare tale attività con o senza attrezzature e, secondo il caso, prende il nome specifico d’immersione in apnea o immersione con ARA o ARO (sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria, ossigeno o miscele respiratorie che permettono l’immersione per lunghi periodi). Il turismo subacqueo, oltre a permettere di apprezzare direttamente gli effetti delle misure di tutela nelle AMP, concorre al raggiungimento dei principali obiettivi delle AMP (turismo compatibile, educazione ambientale, ricerca, conservazione).

  • Localizzazione: Mar di Liguria
  • Coordinate: 44°13′59.33″N 8°26′41.57″E
  • Regione: Liguria
  • Provincia: Savona
  • Comune: Bergeggi

Come arrivare

In auto: Si può uscire allo svincolo autostradale della A10 di Savona  o Spotorno e proseguire verso Bergeggi tramite la statale n.1 Aurelia.
In treno: È possibile fare scalo nelle stazioni di Savona o Spotorno-Noli della linea Genova-Ventimiglia e da lì proseguire per Bergeggi in autobus www.ferroviedellostato.it
Via mare: I porti turistici per le unità da diporto più vicini all’AMP sono il porto di Savona, il porto di Vado Ligure e il porticciolo turistico di Finale Ligure www.porto.sv.it
Per informazioni ed escursioni: ampisolabergeggi.it

 

Area Marina Protetta Portofino, la Liguria

Salvaguardato fin dal 1935, il Promontorio di Portofino costituisce l’area costiera protetta più settentrionale del Mediterraneo. Più in alto prevalgono le pinete tipiche del paesaggio mediterraneo, con il pino marittimo e il pino d’Aleppo.

L’area marina ospita un ambiente mediterraneo di elevatissimo pregio ambientale con popolamenti marini diversificati grazie alla morfologia costiera estremamente varia. Le attrattive naturalistiche sono già evidenti nella fascia superficiale delle scogliere compresa tra la bassa e alta marea; qui, si possono notare i cosiddetti “trottoir”, simili a terrazzi o cornici, formatisi grazie all’incrostazione dell’alga rossa.

Nei fondali meno scoscesi e sabbiosi dei versanti occidentale e orientale predominano le praterie di Posidonia oceanica, che costituisce un ambiente protettivo e ricco di nutrimento per molti organismi marini e riduce l’erosione delle coste. Il substrato roccioso, invece, offre un paesaggio sottomarino costituito da un’infinità di forme e colori come le splendide colonie di corallo rosso (Corallium rubrum), grande attrattiva della riserva marina.

Itinerari: per quanto riguarda gli itinerari a terra, numerosi sono i sentieri che si snodano lungo i versanti del Monte di Portofino. I più spettacolari sono quelli del ripido versante meridionale, che si affaccia sul mare tra Punta Chiappa e Portofino o che scendono al pittoresco borgo di San Fruttuoso, nella baia omonima. Quest’ultima è anche meta di escursioni in battello con partenza da Camogli, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo e altre località della Riviera. È possibile usufruire di sistemi di trasporto che permettono di muoversi sul territorio dell’area marina protetta: sono presenti infatti taxi e servizi di autonoleggio.

  • Localizzazione: Mar di Liguria
  • Coordinate: 44°18′15.27″N 9°12′25.78″E
  • Regione: Liguria
  • Provincia: Genova
  • Comune: Portofino

Come arrivare

In auto: si raggiunge facilmente seguendo la SS n. 1 Aurelia, deviando a Rapallo e a San Lorenzo in direzione di Santa Margherita Ligure e Portofino, o a Ruta in direzione camogli o con l’autostrada A12 Genova-Livorno (uscita di Recco provenendo da ovest, uscita di Rapallo provenendo da est). È necessario ricordare che l’abitato di Portofino è precluso alle auto: il numero limitato di posti di parcheggio all’ingresso impone nella stagione estiva attese in coda sulla strada costiera.
In treno: scendere a Camogli o a Santa Margherita Ligure, linea Genova-La Spezia-Pisa.
In traghetto: esiste un servizio di traghetti da Santa Margherita Ligure, Rapallo e Camogli.

 

Area Marina Protetta Isole Tremiti, la Puglia

Alte falesie, coste rocciose poco inclinate, e piccole cale sabbiose, scogli isolati, grotte e archi naturali sono il paesaggio tipico di queste isole. La copertura vegetale presenta pinete a Pino d’Aleppo. I popolamenti marini costituiscono un vero patrimonio naturalistico. Nel fondale tra Cala Matano (S. Domino) e Caprara è presente una rigogliosa prateria di Posidonia con esemplari di Pinna nobilis e cavallucci marini. Le Tremiti offrono moltissimi siti d’immersione, ricchi anche di antichi relitti: molto suggestivi sono Punta Secca a Caprara, la Secca delle Vedove, e lo Scoglio della Cernia. Da non perdere il giro delle grotte e, in particolare, la Grotta delle Viole. Dal porto di Termoli ci si può imbarcare per fare pescaturismo. A poche miglia dal Gargano si trovano i “Sassi di Diomede”, dove l’antico eroe omerico sarebbe stato sepolto. È il minuscolo arcipelago delle Tremiti, vero angolo di paradiso rimasto incontaminato grazie forse alla sua inaccessibilità. Sono costituite da tre isole maggiori e alcuni scogli.

S. Domino, la più grande, è frastagliata e ricca di fenditure, la più famosa è la grotta del Bue Marino. È coperta da una fitta vegetazione di pini d’Aleppo, e nell’aspetto si contrappone all’isola di S. Nicola, totalmente brulla con scogliere a picco, sormontate dal carcere-fortezza. Più distante si trova Caprara, disabitata e meta preferita dai pescatori. I pochi ridossi e l’ancoraggio su fondali profondi non le rendono facilmente accessibili al diportista inesperto. Dal porto si può salire al forte e attraverso una serie di viuzze e pertugi, passando attraverso il paese, si giunge fino all’estremità del capo, per godere di un panorama mozzafiato. A S. Domino si può ormeggiare a Cala degli Schiavoni, sull’estremità nord-est. Vanno assolutamente visitate Cala Spido, con una pineta a picco sul mare, Cala Matana, il miglior ridosso per i venti di maestrale e tramontana, e Cala della Provvidenza. Cala dei Turchi, all’isola di Caprara, offre il miglior ridosso con venti meridionali. In caso di maltempo si può riparare a Vieste.

Questo centro peschereccio e balneare dalle antiche origini è adagiato sull’estremità del Gargano. Nei pressi si potrà ammirare il tratto sicuramente più bello di tutta la costa, un succedersi di speroni rocciosi sormontati da vecchie torri d’avvistamento, pareti di roccia bianca a strapiombo intagliate da insenature e caverne, una serie di cale e calette poco frequentate dove fermarsi per fare un bagno circondati dalla natura incontaminata. In alternativa si può fare rotta su Termoli.

  • Localizzazione: Mar Adriatico
  • Coordinate: 42°07′00″N 15°15′00″E
  • Regione: Puglia
  • Provincia: Foggia
  • Comune: Isole Tremiti

Come arrivare

In nave: Varie compagnie marittime collegano le Isole Tremiti tutto l’anno con navi, motonavi, traghetti, aliscafi, ecc. in partenza, a seconda dei periodi, dai porti dell’Abruzzo (Pescara, Ortona, Vasto), del Molise (Termoli) e della Puglia, località Gargano (Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico). Mappa Collegamenti alle Isole Tremiti. Il porto da cui si effettuano più corse giornaliere e con maggior varietà di mezzi è quello di Termoli: tempo della traversata: da 50 minuti a 2 ore.

 

Area Marina Protetta Porto Cesareo, la Puglia

Il litorale della riserva si presenta sabbioso, con diversi tratti frastagliati caratterizzati da terrazzi marini. Numerosi isolotti e scogli affiorano dalle acque, come l’Isola dei Conigli che protegge il porticciolo di Porto Cesareo. Le dune costiere ospitano una ricca vegetazione arbustiva di ben 200 diverse specie, tra cui il limonio salentino, tipica del litorale pugliese, che contribuiscono alla difesa delle coste. Molto interessanti e variegati sono i fondali. Nei fondali sabbiosi della Baia de La Strea, invece è presente una biocenosi di tipo sub tropicale caratterizzato dalla presenza della spugna Geodia Cydonium dalla forma molto simile a un cervello umano che offre rifugio a numerose specie animali. Vi sono almeno 40 grotte marine di origine carsica in cui ammirare la flora e fauna marina tramite le immersioni guidate. Cooperative di pescatori convenzionate con l’ente gestore, infine, permettono di effettuare attività di Pescaturismo.

Itinerari: per quanto riguarda gli itinerari a mare, si segnala la possibilità di compiere numerose immersioni grazie alla presenza di diversi golfi e insenature, alternati a punte rocciose, come la penisola della Strea e lo sperone di Squillace. Presso queste punte si trovano alcuni tra i fondali più interessanti. Fervore di vita artigianale, tradizioni e tecniche lavorative hanno fatto la storia dell’artigianato tipico leccese, affiancato ed integrato da altre realtà, altrettanto valide ed interessanti. Manufatti che sono frutto di un’arte millenaria, ereditata dalla tradizione popolare, legata ancora a riti e simboli religiosi. I prodotti tipici della zona sono l’olio, le olive, le verdure e i farinacei, assieme ad un’enorme produzione di cereali favorita dal territorio pianeggiante. Aromi e spezie, quali il basilico, capperi ed origano, rendono particolarmente gustosa e genuina la cucina leccese.

  • Localizzazione: Mar Ionio
  • Coordinate: 40°16′00″N 17°54′00″E
  • Regione: Puglia
  • Provincia: Lecce
  • Comune: Porto Cesareo

Come arrivare

In auto: con l’automobile si deve percorrere la SS n. 14, che conduce direttamente al centro di Trieste, e seguire le indicazioni per Miramare. In treno: scendere alla stazione di Trieste e seguire le indicazioni per Miramare. In traghetto: esiste un servizio pubblico traghetti in partenza dal Molo Pescheria di Trieste fino all’area marina protetta.

 

Area Marina Protetta Torre Guaceto, la Puglia

Il tratto costiero di Torre Guaceto comprende una grande varietà di ambienti che rende tutta la zona particolarmente importante dal punto di vista naturalistico. Nelle fasce più interne è presente una zona palustre in cui sostano e svernano molte specie di uccelli acquatici.

Il litorale si presenta a tratti basso e sabbioso, con un ricco ambiente lunare, a tratti roccioso, con basse scogliere calcaree e con isolotti al largo della Torre. Le dune sono interessate da vegetazione. Non meno interessante è il paesaggio sottomarino che, ricalcando la complessa morfologia costiera, presenta ampie praterie di Posidonia, molto caratteristico.

I fondali sono facilmente accessibili per gli amanti del seawatching e dello snorkeling. Inoltre, i centri diving locali offrono la possibilità di immergersi con l’autorespiratore nelle pareti rocciose più impegnative. Da segnalare  l’importante presenza della tartaruga marina Caretta caretta.

L’ambiente marino: l’articolata e diversificata morfologia dei fondali conferisce all’ambiente marino un notevole interesse naturalistico. Il mare antistante Torre Guaceto racchiude, infatti, in un’area di limitata estensione, comunità varie e ricche, da quelle semplici dei fondali sabbiosi a quelle più complesse dei substrati rocciosi.

Per la ricchezza delle materie prime, per la varietà delle tipologie e anche per la “fantasia delle forme” la Provincia di Brindisi può definirsi anche terra di artigianato. Carovigno, Fasano e Ostuni sono i principali centri di produzione quali ricami, cestineria, ferro battuto e ceramiche artistiche. Le risorse agricole hanno favorito la nascita di industrie olearie, enologiche, molitorie e di conserve alimentari, e sviluppato il traffico del porto del comune capoluogo, che continua ad essere uno scalo privilegiato da e per la Grecia ed il vicino Oriente.

  • Localizzazione: Mar Adriatico
  • Coordinate: 40°42′26″N 17°39′34″E
  • Regione: Puglia
  • Provincia: Brindisi
  • Comune: Brindisi, Carovigno

Come arrivare

In auto: si raggiunge facilmente seguendo la SS n. 379 Bari-Brindisi e prendendo l’uscita Serranova al km 35.

In treno: scendere alla stazione di Brindisi, linea Bologna-Lecce.

In aereo: aeroporto Papola raggiungibile da Brindisi con servizio pubblico urbano.

 

Area Marina Protetta Capo Caccia, Isola Piana, la Sardegna

L’area marina di Capo Caccia si caratterizza per le rocce calcaree puntellate di grotte e anfratti, molto affascinanti agli occhi dei turisti. Sul versante orientale di Capo Caccia si apre la Grotta Verde, chiusa ai visitatori ma esplorabile con un permesso apposito. Il nome della grotta si deve allo strato di muschi e licheni che ricopre le rocce dell’ingresso, e la sua fama è legata alle testimonianze della civiltà preistorica in Sardegna: sembra infatti che 7000 anni fa fosse utilizzata per accogliere i defunti e i loro corredi funebri. La zona di Punta del Giglio e Capo Caccia è il paradiso delle grotte sottomarine, le piu’ famose sono la Frotta di Nettuno e la Grotta di Nereo.

Sotto lo sperone di Capo Caccia si trova la Grotta di Nettuno, molto suggestiva per la presenza di stalattiti e stalagmiti. Si raggiunge a piedi dalla sommità dello stesso promontorio scendendo lungo l’Escala del Cabirol (scala del capriolo), una scalinata panoramica di 656 gradini.

Alla grotta si arriva anche via mare, in circa un’ora con un’imbarcazione che parte da Alghero, o più vicino da Cala Dragunara, consentendo di osservare dal mare l’area marina protetta. Si sbarca direttamente all’ingresso della grotta, posto alla base dell’altissima falesia proprio di fronte all’isola Foradada.

Il percorso all’interno della grotta è di circa 580 metri. La parte iniziale della grotta è occupata dal Lago Lamarmora, dalle acque straordinariamente limpide.

  • Localizzazione: Mar di Sardegna
  • Coordinate: 40°36′15″N 8°08′29″
  • Regione: Sardegna
  • Provincia: Sassari
  • Comune: Alghero

Come arrivare

Dal mare è raggiungibile solo in barca partendo dal vicino golfo di Porto Conte o dal porto di Alghero. Per raggiungere l’Isola Piana e’ necessario raggiungere l’abitato di Alghero e seguire le indicazioni per l’oasi naturalistica.

 

Area Marina Protetta Isola Asinara, la Sardegna

Grazie al lungo isolamento le spiagge dell’Asinara sono ancora incontaminate, cosparse del verde della macchia mediterranea e frequentate dagli asinelli bianchi, simbolo caratteristico dell’Isola. Quest’ultima vanta uno dei mari più belli e cristallini dell’intero Mediterraneo, un vero e proprio paradiso terrestre.

La spiaggia di Cala d’Arena è forse la più bella di tutta l’isola; durante l’inverno è divisa in due da un piccolo ruscello; alle sue spalle, si erge una torre costiera risalente al Sedicesimo secolo.

Le rovine del monastero dei frati camaldolesi sono circondate da rocce granitiche, c’è Cala Sant’Andrea, mentre a nord-est, vicino all’unico centro abitato dell’isola e dove approdano barche e traghetti, si trova Cala d’Oliva, antico avamposto. Nella parte orientale, verso il golfo dell’Asinara, è situata Cala di Sgombro di Dentro: qua ci sono belle calette riparate dal vento, come Cala Serena.

Nella parte opposta, molto esposta ai venti, si trova Cala Sgombro di Fuori. Nei pressi di un approdo riparato troviamo Cala Reale, dove si possono ammirare i resti di un’antica nave romana.

  • Localizzazione: Mar di Sardegna, Mar di Corsica, Golfo dell’Asinara
  • Coordinate: 41°03′28″N 8°16′33″E
  • Regione: Sardegna
  • Provincia: Sassari
  • Comune: Porto Torres

Come arrivare

Per arrivare all’Asinara ci si può imbarcare a Stintino o Porto Torres, acquistando i biglietti direttamente sul posto.

Sulla terraferma ci si sposta attraverso mezzi pubblici, oppure è possibile affittare delle biciclette presso gli scali. I punti d’attracco sono Fornelli a sud, Cala Reale e Cala d’Oliva a nord ovest.

 

Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal Ventre, la Sardegna

Questo tratto di litorale presenta diversi tipi di paesaggio, tutti molto suggestivi. Alle spalle delle coste basse e sabbiose si trovano lo Stagno di Cabras e le lagune Mitras e Sale Porcus, che formano una delle zone umide più estese d’Italia con la presenza di numerose specie di uccelli acquatici.

La fascia costiera presenta inoltre basse scogliere e falesie calcaree a picco sul mare, come quelle di Su Tingiosu e Capo Seu, il promontorio di Capo S. Marco o lo scoglio del Catalano. La vegetazione è costituita dalla tipica macchia mediterranea: lentisco, rosmarino, asparago e cisto. L’Isola di Mal di Ventre presenta invece una bassa vegetazione erbosa a causa del maestrale, che qui soffia molto frequentemente durante tutto l’anno. La grande varietà di ambienti emersi si ripercuote anche sul paesaggio marino, che risulta quanto mai ricco in termini di biodiversità.

I fondali sabbiosi sono colonizzati da ampie praterie di Posidonia oceanica. Le stesse praterie, attorno all’Isola di Mal di Ventre e del Catalano si trovano anche sulle piattaforme rocciose del coralligeno. Quest’ultimo è presente anche sulle pareti e i grandi blocchi granitici su cui si sviluppano coloratissime spugne, madrepore e gorgonie. La fauna di queste formazioni è arricchita dalla presenza di aragoste e polpi, mentre nelle acque limpide dell’area marina protetta sono frequenti anche gli incontri con tursiopi e stenelle. C’è la possibilità di praticare il pescaturismo sulle imbarcazioni dedite all’attività artigianale. Per gli amanti della subacquea si segnalano diversi siti in prossimità di Isola di Mal di Ventre e lo scoglio del Catalano, come la “Secca di Mezzo”, nelle cui acque è possibile osservare branchi di barracuda e tartarughe marine, il “relitto olandese” o il “Vaporetto”, entrambi naufragati su fondali bassi.

  • Localizzazione: Golfo di Oristano
  • Coordinate: 39°54′00″N 8°35′00″E
  • Regione: Sardegna
  • Provincia: Oristano
  • Comune: Cabras

Come arrivare

In auto: la Penisola del Sinis si raggiunge da Oristano e da Cabras, alle quali si arriva da Cagliari e Sassari tramite la SS n. 131 Carlo Felice.

In treno: scendere alla stazione di Oristano, linea Olbia Marittima-Cagliari.

In traghetto: si può raggiungere l’Isola di Mal di Ventre dai porti di Putzu Idu e Su Pallosau.

 

Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, la Sardegna

Questo tratto di costa mostra elementi naturali molto diversi tra loro. Spiagge a cordone litorale che racchiudono zone umide – come lo stagno di Porto Taverna e la laguna di Porto Brandinchi, importanti per la sosta e lo svernamento di avifauna acquatica – coste a falesia calcarea, come l’Isola di Tavolara, e coste granitiche, come Molara.

Tavolara presenta una vegetazione tra le più interessanti di tutta la Sardegna nordorientale. Sul suo suolo calcareo sono state censite 460 specie diverse di piante. All’interno di Molara, invece, una serie di piccole valli ospitano una vegetazione boscosa di grandi castagni, lecci, ginepri e olivastri.

Gli scenari subacquei più spettacolari si trovano nei posti più isolati, come secche e cigliate. Spugne policrome tappezzano i fondali con varie sfumature di colore. In profondità le sorprese non mancano, dall’ormai rara pinna alle aragoste, dalle cicale ai grossi esemplari di cernie, per finire con diversi reperti archeologici come relitti di navi romane e galeoni spagnoli.

L’area marina protetta è una meta ambitissima per gli appassionati delle immersioni. Considerata tra le più belle del Mediterraneo è la “Secca del Papa” formata da una sequenza di guglie calcaree. Altri siti sono l’”Occhio di Dio”, dove è visibile il falso corallo nero, e la “Secca del Fico”. In queste acque sono presenti ben 70 giacimenti archeologici sommersi.

Itinerari: per quanto riguarda gli itinerari a mare si segnalano le numerose immersioni da effettuare nella zona, tra cui quella alla Secca del Papa o quella vicino all’isola di Molarotto, in prossimità dello scoglio dei Fratelli, dove si trova il relitto dell’Omega, un peschereccio che naufragò durante una tempesta. Con una delle piccole imbarcazioni che fanno servizio da Porto San Paolo è possibile effettuare il periplo dell’isola alla scoperta delle sue spettacolari morfologie costiere.

La cucina gallurese, quella degli stazzi dei pastori e dei contadini, ha origini antichissime ed è basata sull’utilizzo di prodotti della terra e dell’allevamento. Dalla cultura pastorale ha ereditato l’uso della carne: agnello, capretto e maialino da latte. La pesca riveste un ruolo marginale nell’economia isolana e la tradizione legata ai piatti di mare è riservata storicamente alle città di Olbia, La Maddalena e ai centri lungo la costa.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Coordinate: 40°54′22.32″N 9°42′47.88″E
  • Regione: Sardegna
  • Provincia: Olbia-Tempio
  • Comune: Olbia

Come arrivare

In auto: per raggiungere Porto San Paolo prendere da Olbia la SS n. 125, mentre per raggiungere Golfo Aranci prendere da Olbia la SP n. 82.

In treno: scendere alla stazione di Olbia, linea Olbia-Cagliari oppure alla stazione di Olbia Marittima, linea Genova e Civitavecchia.

In barca: l’isola di Tavolara si raggiunge via mare dal porticciolo di Porto San Paolo con imbarcazioni che in dieci minuti portano alla spiaggia dello Spalmatore di Terra. Da Golfo Aranci nel periodo estivo vengono organizzate gite in barca con soste nelle più belle località di Tavolara, Molara e Molarotto.

In aereo: aeroporto Costa Smeralda raggiungibile da Olbia con autobus urbano n. 2.

 

Area Marina Protetta Capo Gallo e Isola delle Femmine, la Sicilia

www.siciliaterra.com

Foto: www.siciliaterra.com

L’Area naturale marina protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine è un’area marina protetta della Regione Siciliana istituita nel 2002 tra Capo Gallo e l’Isola delle Femmine.

Dal punto di vista batimetrico i fondali della riserva sono caratterizzati da una struttura a “gradoni”. Il fondale digrada dolcemente, con una leggera pendenza.

I fondali dell’area marina protetta ospitano una grande varietà di forme di vita vegetale, dove trova la sua massima espressione nelle praterie di Posidonia oceanica dove nel territorio della riserva presenta un buon grado di conservazione, offrendo riparo a numerose forme di vita vegetale e animale.

E’ possibile partecipare ad una suggestiva escursione in barca con fondo a vetro. L’escursione vi porterà alla scoperta di questa splendida riserva naturale; la partenza, prevista tra le 09:00 e le 09:20, è dal porticciolo in modo tale da poter godere la flora e della fauna subacquea durante la navigazione. Dopo circa 20 minuti  di navigazione si sosta di fronte all’isola delle Femmine in prossimità della zona A dove (per chi ha scelto l’escursione) con un piccolo gommone ci si sposta per sbarcare sull’isolotto e godersi l’escursione guidata insieme ad una guida autorizzata della LIPU (ente gestore dell’isola).

Dopo la visita guidata (insieme a chi è rimasto sulla barca) ci si può tuffare per godersi uno splendido bagno nelle fresche acque antistanti e gustarsi a bordo un ottimo spuntino a base di pane ed olio locale insieme a degli stuzzichini offerti dal proprietario della barca. Il rientro a terra è previsto per le ore 12:30 circa.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Coordinate: 38°12’43.83″N  13°19’29.84″E
  • Regione: Sicilia
  • Provincia: Palermo
  • Comune: Palermo, Isola delle Femmine

 

Area Marina Protetta Isola di Ustica

www.bluedivingustica.it

Foto: www.bluedivingustica.it

Gli antichi romani la chiamavano Ustica (da ustum = bruciato) mentre i greci, Osteodes, Οστεώδες («ossario»), per i resti di mercenari che vi sarebbero morti per fame e sete. Da alcuni viene ritenuta la dimora della maga Circe, citata nell’Odissea, che trasformava gli incauti visitatori in maiali.

Questa Isola è molto interessante dal punto di vista storico. Gli insediamenti umani risalgono al Paleolitico; alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un antico villaggio cristiano. Sepolture, cunicoli e una gran quantità di reperti archeologici ritrovati anche sott’acqua, a causa dei tanti naufragi avvenuti nel tempo, testimoniano una presenza costante, nel luogo, di vari antichi popoli mediterranei, Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani che vi lasciarono vestigia dappertutto. In seguito divenne base dei pirati saraceni e lo rimase per lunghissimo tempo.

L’isola di Ustica si trova nel Mar Tirreno, ma non fa parte delle Isole Eolie. La caratteristica naturale peculiare dell’isola è la presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come numerosi scogli e secche presenti tutt’intorno all’isola; sono da menzionare la grotta Verde, grotta Azzurra, grotta della Pastizza, grotta dell’Oro, grotta delle Colonne e gli scogli del Medico e della Colombara. Scarseggiano nell’isola le risorse idriche.

La vegetazione naturale è piuttosto scarna, è stata comunque ampiamente stravolta dalla presenza dell’uomo e dalle sue coltivazioni. Sull’isola sono organizzate numerose attività guidate per chi ama le immersioni, è considerata un paradiso per i subacquei.

  • Localizzazione: Mar Tirreno
  • Coordinate: 38°43′00″N 13°11′00″E
  • Regione: Sicilia
  • Provincia: Palermo
  • Comune: Ustica

Come arrivare

Via Mare: Ustica è comodamente raggiungibile via mare direttamente da Palermo tramite il traghetto (Siremar o N.G.I.) oppure l’aliscafo (Siremar ed Ustica Lines). E’ possibile raggiungere Ustica anche da Napoli tramite aliscafo (Ustica Lines). Palermo è collegata a sua volta direttamente da Civitavecchia (Grimaldi), Cagliari (Tirrenia), Tunisi (Grimaldi) e le Isole Eolie.

In Aereo o Elicottero: Potete raggiungere Ustica usufruendo dei vicini aeroporti:

– Aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo-Punta Raisi (Ryanair, Alitalia, WindJet, Blu-Express, AirOne, AirBerlin, EasyJet, Transavia, TunisAir, Vueling).

– Aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi (Ryanair, Meridiana, AirOne).

 

Area Marina Protetta Isole Ciclopi, la Sicilia

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Foto: www.omnidreams.net

Un piccolo paradiso naturalistico. Situata in un incantevole proscenio naturale rappresentato da un mare cristallino sormontato dal maestoso profilo dell’Etna, l’Amp Isole Ciclopi prende il nome dal piccolo arcipelago composto dall’Isola Lachea e dai Faraglioni che presentano le testimonianze dei fenomeni subvulcanici più antichi del distretto etneo. Un mare in cui trova riparo buona parte della fauna ittica e della flora del Mediterraneo, un paradiso naturale da scoprire grazie al battello con il fondo trasparente e ai 9 itinerari subacquei realizzati dall’ente gestore.  Per gli interessati di storia, l’Isola Lachea ed i Faraglioni dei Ciclopi sono miticamente  ricordati per essere il luogo da dove Polifemo lanciò i massi contro la nave di Ulisse-Nessuno.

Per gli amanti delle immersioni e dello sport, nel territorio dell’Area Marina Protetta sono stati individuati ed attrezzati 8 percorsi subacquei per godere al meglio della bellezza dei fondali. La scelta dei percorsi è stata operata in modo da garantire sia ai subacquei più esperti, sia ai neofili, la visione degli scorci più belli e significativi dell’AMP.

Più a sud del faraglione di mezzo, il Faraglione Piccolo insieme a numerosi massi lavici dà origine ad una serie di piccole secche, anfratti e spaccature con una elevata concentrazione di fauna tutta da scoprire. Le caratteristiche del fondale si prestano all’esplorazione notturna partendo dalla costa in tutta sicurezza.

E’ molto facile incontrare la cicala di mare vera esperta nel mimetismo e con un po’ di fortuna la più grande attinia del Mediterraneo (Alicia mirabilis), di giorno quasi invisibile, di notte con i lunghissimi tentacoli protesi in cerca di cibo.

Anche lo snorkeling è  un’attività da non perdere sull’isola. Una delle peculiarità delle Aree Marine Protette è la ricchezza di vita dei fondali già dai primi metri sotto la superficie. Fauna e flora marine offrono spettacoli unici difficilmente riscontrabili al di fuori delle zone tutelate. Pur non essendo subacquei provetti, con l’ausilio di maschere e pinne, in completa sicurezza, accompagnati da biologi marini è facile imbattersi in banchi di pesci, scorci di fondale ricchissimi di colori e forme di vita circondati da luci e colori del mondo marino che rendono questa esperienza rilassante ed emozionante.

  • Localizzazione: Mar Ionio
  • Coordinate: 37°33′37″N 15°09′56″E
  • Regione: Sicilia
  • Provincia: Catania
  • Comune: Aci Castello

Come arrivare

Con l’aereo: L’aeroporto di Catania è giornalmente servito da numerose compagnie aeree che effettuano servizio da e per i principali aeroporti nazionali ed internazionali. Dal terminal di Fontanarossa partono regolarmente bus per la città, è inoltre presente un attivo servizio taxi e noleggio auto.

Con l’auto: Provenendo da Nord: dall’autostrada A18 Me-Ct, uscire ad Acireale e proseguire per Acitrezza lungo la SS 114. Provenendo da Sud: raggiunta la città di Catania seguire l’apposita segnaletica stradale.

 

Area Marina Protetta Isole Egadi, la Sicilia

Capo Bianco beach, Elba island. Italy.

Foto: ilblogdifuoriclasse.wordpress.com

Il paesaggio e la natura queste isole uniche al mondo. Basta poco per scoprire il fascino di Favignana, Levanzo e Marettimo e degli isolotti di Formica e Maraone. Sarà per i colori della vegetazione che qui sembrano essere più intensi, per la bellezza dei paesaggi aspri e brulli, per la semplicità delle costruzioni in tufo che nascondono piccoli capolavori di ingegneria, per l’azzurro carico del mare: l’arcipelago è un vero gioiello in mezzo al mare dove la natura si fonde indissolubilmente con la storia e l’antica presenza umana.

Favignana viene raffigurata come una farfalla le cui ali, rivolte rispettivamente a levante e a ponente, hanno caratteristiche profondamente diverse. La parte orientale dell’isola è completamente piatta e ospita il centro abitato principale e numerose abitazioni sparse. La costa è orlata da numerose cale e spiagge facilmente raggiungibili da un reticolo di strade e stradine. L’altra metà dell’isola, dominata dal Monte S. Caterina, che raggiunge i 302 m di quota, ha coste alte e rocciose senza spiagge. In mezzo alle due ali sta il “corpo della farfalla”, la stretta penisola di Punta Lunga, con il suo piccolo porticciolo e la cittadina di Favignana. Le sue coste, alte e scoscese, sono un susseguirsi di falesie a strapiombo sul mare, di spiaggette con piccoli ciottoli e di grotte marine.

Anche la piccola isola di Levanzo ha una natura montuosa, con le coste costellate da numerose grotte.

I fondali delle isole presentano una morfologia tormentata a causa dell’elevata erodibilità dei calcari e quindi dei notevoli processi di sedimentazione. Questi fattori fisici determinano la presenza di rigogliose praterie di posidonia con tutte le favorevoli ricadute che la cosa comporta per le attività di piccola pesca costiera.

  • Localizzazione: Mar Mediterraneo, Mar Tirreno
  • Coordinate: 37°58′00″N 12°12′00″E
  • Regione: Sicilia
  • Provincia: Trapani
  • Comune: Favignana

Come arrivare

In auto: per raggiungere Trapani seguire l’autostrada A29 Palermo-Trapani, mentre per raggiungere Napoli utilizzare l’autostrada A1 Milano-Napoli o l’autostrada A3 Reggio Calabria-Napoli.

In treno: scendere alla stazione di Trapani, linea Palermo-Trapani.

In traghetto: le Egadi sono raggiungibili esclusivamente via mare c on un servizio di aliscafi e traghetti della SIREMAR dal porto di Trapani. Altrimenti è attivo con Ustica Lines, dal 1 giugno al 30 settembre, un aliscafo da Napoli che, passando anche per Ustica, arriva direttamente all’isola di Favignana.

 

Area Marina Protetta Isole Pelagie

turistipercaso.it Lampedusa, isola dei Conigli

Lampedusa, isola dei Conigli / Foto: www.turistipercaso.it

Un paesaggio costiero ricco d’insenature e splendide spiagge e gli splendidi colori dei fondali sono gli elementi di maggior richiamo per gli amanti del mare che decidono di visitare quest’ area marina protetta.

L’ottima qualità delle acque è testimoniata dalle praterie di Posidonia che qui sono molto estese già da 3-4 metri di profondità. La Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, rinomata e conosciuta in tutto il mondo per il colore delle sue acque, rappresenta un luogo d’importanza ecologica fondamentale: è questo, infatti, uno dei pochi siti certi di tutta Italia in cui la tartaruga marina depone le sue uova.

La presenza della Caretta Caretta è gestita da Legambiente, a Lampedusa, e da un centro di recupero allestito dal CTS a Linosa. Le acque dell’Isola sono inoltre frequentate da molte specie di cetacei, i quali possono essere facilmente avvistati dai turisti. Visitando i fondali di Taccio Vecchio e Capo Grecale, a Lampedusa, i Faraglioni la Secchitella, a Linosa, si possono ammirare le pareti rocciose colonizzate da eleganti spirografi. I subacquei più arditi e fortunati possono incontrare squali martello e squali grigi all’isolotto di Lampione. Nell’area marina protetta infine sono molto attivi i servizi di whale watching e pesca turismo.

Itinerari: per quello che riguarda gli itinerari a mare si segnalano le numerose immersioni da svolgere nei fondali delle isole. A Lampedusa, per esempio, si consiglia Capo Grecale, la spiaggia dei Conigli e Taccio Vecchio. A Linosa, invece, la secca Secchitella e i Faraglioni, mentre a Lampione tutta la parete ovest è ottima per le immersioni.

La pesca, assieme al turismo, rappresenta la principale risorsa economica dell’isola. Lampedusa, però, oltre che per il pregiato pesce fresco, è famosa anche per la fiorente lavorazione del pesce azzurro conservato (sott’olio e salato) e per la produzione di specialità ittico-conserviere tipiche dell’isola ed esportate nel resto d’Italia e all’estero.

  • Localizzazione: Mar Meditteraneo, Canale di Sicilia
  • Coordinate: 35°40′N 12°37′E
  • Regione:Sicilia
  • Provincia:Trapani
  • Comune:Lampedusa, Linosa

Come arrivare

In auto: da Agrigento prendere la SS n. 115 e raggiungere Porto Empedocle.

In traghetto: un traghetto della SIREMAR collega giornalmente Porto Empedocle con Linosa e Lampedusa. Nel periodo estivo le isole sono inoltre collegate con gli aliscafi della Ustica Lines.

In aereo: Lampedusa è collegata giornalmente con Palermo.

 

Area Marina Protetta Plemmirio, la Sicilia

plemmirio.eu

Foto da www.plemmirio.eu

 

Particolari processi geologici hanno caratterizzato la morfologia costiera che si presenta ora bassa, con piccole spiagge, ora alta e frastagliata. La flora è quella tipica del Mediterraneo, con macchia a netta prevalenza di palma nana; nelle zone meno esposte e più umide è presente una vegetazione a lentisco e mirto.

Lungo le scogliere affioranti si possono notare i “marciapiedi a vermeti”, che ricordano delle piccole barriere coralline dei mari tropicali.

Gli appassionati di speleologia sono attratti dalle numerose grotte sommerse: affascinanti le immersioni guidate a quella di Capo Meli, delle Stalattiti, del Plemmirio e delle Corvine. È possibile osservare grandi pesci pelagici anche di grandi dimensioni come la balenottera e il capodoglio.

Siracusa è città di antiche tradizioni marinare, polo culturale mediterraneo e terra da sempre dominata da storia e natura.

Plemmirio, cantato da Virgilio, è il preistorico villaggio sulla costa siracusana che darà il nome all’area marina protetta di prossima istituzione presso i luoghi di Penisola Maddalena Capo Murro di Porco.

Data per esaminata ed approfondita l’eccellenza dei valori naturalistici dell’Area, la nascita del Parco Marino del Plemmirio ha una originalità tutta propria che merita una particolare riflessione sotto l’aspetto del percorso con cui il progetto è stato avviato e ha avuto il suo sviluppo ancor prima della istituzione formale.

Siracusa arriva ad essere inserita tra le aree marine di reperimento appena tre anni fa, perchè non può più essere ignorata la corale richiesta che sale dalla città per tornare a valorizzare lo straordinario patrimonio marino in uno scenario paesaggistico unico per splendore e ricchezza.

Un vero paradiso per gli appassionati di immersioni, con 9 punti dotati di gavitelli di ormeggio, accessi al mare lungo la costa dell’AMP e zone di immersione in grado di soddisfare dai sub principianti agli appassionati, alla ricerca di immersioni più impegnative.

Sul territorio sono presenti diving con personale altamente qualificato e, grazie al supporto del personale dell’AMP del Plemmirio, sono possibili immersioni ai bambini e ai sub diversamente abili.

Già numerose sono state le uscite in mare con grande soddisfazione da parte dei primi fortunati turisti che hanno inaugurato le interessanti crociere. Ricordiamo che la pescaturismo è una nuova attività turistico-ricettiva che si svolge a bordo delle imbarcazioni della pesca artigianale. Tutto ciò consente di diffondere la cultura del mare e il patrimonio di conoscenze e saperi legati ai mestieri e alle tradizioni marinare. Emozionante potere partecipare a una “pescata” attraverso le tecniche più antiche e i trucchi e per gustare i sapori dei pesci, dei crostacei e dei molluschi appena pescati e cucinati a bordo secondo le ricette locali. Tutto ciò nel pieno rispetto dell’habitat marino coniugando l’esigenza di sviluppare un turismo responsabile e duraturo. Il pescaturismo è aperto a tutti.

Si svolge tutto l’anno, anche nei giorni festivi, è inoltre possibile effettuare escursioni notturne, quando i rituali di pesca regalano indimenticabili momenti di particolare suggestione. Uno dei prodotti più tipici è il Moscato di Siracusa.

  • Localizzazione: Mar Ionio, Mar Mediterraneo
  • Coordinate: 37°05′00″N 15°17′00″E
  • Regione: Sicilia
  • Provincia: Siracusa
  • Comune: Siracusa

 

Area Marina Protetta Secche della Meloria, la Toscana

www.trofeoaccademianavale.eu

Foto: www.trofeoaccademianavale.eu

Le Secche della Meloria hanno rappresentato per secoli un baluardo naturale contro le incursioni nemiche. Sono state luogo di numerosi naufragi ed in queste acque giacciono i relitti di numerose navi militari e civili che fanno delle Secche un sito archeologico sottomarino di primaria importanza.

Gli habitat di questa AMP sono caratterizzati da un’alternanza di zone rocciose con il caratteristico fondale a catini, probabilmente originatisi in seguito a fenomeni di erosione in epoche preistoriche, tipico di questa zona rappresentando un ecosistema marino mediterraneo unico nella sua superficie, dove è possibile ammirare numerose specie di pesci oltre ad una variegata vegetazione marina.

La prateria è inoltre da considerarsi una fabbrica di ossigeno e costituisce un’importante cintura naturale contro l’azione erosiva del moto ondoso. Tra le comunità animali che si possono osservare in questo ambiente troviamo: crostacei, granchi e stelle marine.

  • Localizzazione: Mar Ligure
  • Coordinate: 43°26′N 9°54′E
  • Regione: Toscana
  • Provincia: Livorno
  • Comune:  Livorno

Come arrivare

Livorno è facilmente raggiungibile in auto ed in treno. L’aeroporto più vicino è il Galileo Galilei di Pisa, situato a circa 20 Km da Livorno, internazionale, con voli regolari ogni giorno, da e per tutti i principali scali italiani ed europei. Dall’aeroporto, si può prendere la linea LAM Rossa per la stazione ferroviaria centrale di Pisa oppure il treno Pisa Aeroporto – Pisa Centrale. Inoltre, presso l’aeroporto, si possono trovare numerosi uffici di noleggio auto. Per maggiori informazioni consultare i siti dell’aeroporto Galileo Galilei, della Compagnia Pisana Trasporti e della Ferrovie dello Stato.

Giunti alla stazione ferroviaria centrale di Livorno, con i mezzi pubblici è possibile raggiungere la Terrazza Mascagni, ottimo punto di osservazione da terra con cannocchiali e binocoli di uccelli marini come marangone dal ciuffo, berte, gabbiani corsi e sule, visibili soprattutto durante gli spostamenti stagionali e lo svernamento.

Attualmente per andare alle secche, se non si è in possesso di un’imbarcazione occorre contattare le società locali adibite per il noleggio barche oppure se lo scopo è quello di organizzare delle visite guidate ed osservare da vicino gli organismi marini occorre contattare i diving della zona. L’Ente Gestore aprirà in un futuro prossimo il centro visite dell’Area Marina Protetta.

 

Santuario per I mammiferi Marini, Italia – Francia

www.sanvincenzo4u.it

Santuario per i mammiferi marini / Foto: www.sanvincenzo4u.it

Il Santuario per i mammiferi marini è un’area caratterizzata da un’elevata concentrazione di grandi mammiferi acquatici. Quest’area, composta da nelle acque interne e nei mari territoriali della Repubblica francese, della Repubblica italiana e del Principato di Monaco, nonché dalle zone di alto mare adiacenti, è  protetta ai sensi di un Accordo internazionale tra Francia, Italia e Principato di Monaco.

L’ambiente marino: nel braccio di mare sito tra Provenza, Principato di Monaco, Liguria, Sardegna, Toscana e Corsica, avvengono fenomeni molto particolari: grazie ai venti dominanti e alla conformazione idrografica di questa zona, si formano correnti di risalita che riportano in sospensione nell’acqua il plancton, il krill e le sostanze di cui si nutrono le centinaia di animali marini che popolano quest’area. Proprio per questo che balenottere, comuni delfini, zifi e capodogli sembrano darsi appuntamento, specie nel periodo estivo, nel bacino Ligure-Provenzale dove si nutrono in abbondanza per sopperire alla scarsità di cibo del periodo invernale.

Si crede l’esistenza di un vero e proprio gruppo di cetacei stanziali del bacino ligure-provenzale. Dopo numerosi studi, si è arrivati alla conclusione che i cetacei che popolano questo mare appartengano ad esso in tutto e per tutto e non sono viaggiatori che hanno sbagliato strada, anche se gli scambi con l’Oceano Atlantico sono presenti. Inoltre si è osservato come i cetacei adottino comportamenti sociali peculiari, probabilmente dettati dalla ristrettezza del bacino, dalla scarsità di predatori e dalla mancanza di esigenze migratorie; ciò che si nota immediatamente è la mancanza di grossi branchi,  spesso gli animali sono in gruppi esigui o addirittura isolati o in coppia; variano anche le stagioni riproduttive. La scarsa produzione di biomassa da parte degli organismi vegetali per carenza di movimenti ascensionali dell’acqua del Mediterraneo non caratterizza invece il Mar Ligure occidentale, dove è molto abbondante.

 

Luogo
Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Liguria
Parole chiave
Cinque Terre, mare, natura, Portofino

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