Un weekend a… Viterbo

Viterbo è un cuore di pietra desideroso di aprirsi al viaggiatore che ami lasciarsi incantare da atmosfere medievali che narrano "storie di cavalieri, d'armi e d'amori" e di machiavelliche strategie papaline.

 

Qui nel 1272, davanti all’altare della Chiesa del Gesù, si consumò infatti l’efferato delitto di Enrico di Cornovaglia, descritto da Dante nell’Inferno. Qui fiorirono le leggende di Santa Rosa, la fanciulla che divenne il simbolo della lotta guelfa contro le pretese egemoniche dell’Impero.

Città d’arte e di cultura, offre al visitatore numerose opportunità: dalle chiese medioevali ai palazzi rinascimentali, dalle aree archeologiche alle terme, dalla buona cucina alle tradizioni culturali.

 

Cosa vedere

Il Palazzo Papale

Da non perdere il Palazzo Papale che dalla metà del XIII secolo domina come una fortezza il colle San Lorenzo e abbraccia la piazza sottostante composta da eleganti archi; il Duomo romanico di San Lorenzo, sede dell’incoronazione di ben sette papi; il quartiere San Pellegrino, centro residenziale della Viterbo medievale. Ugualmente suggestivo, anche se architettonicamente meno raffinato di San Pellegrino, è Piano Scarano, uno dei rioni più antichi della città, un tempo per lo più abitato da contadini ed artigiani.

 

La Cattedrale

Costruita sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Ercole. Già pieve nel 775, nel 1192 cominciarono i lavori che trasformarono la chiesa in edificio romanico. Il campanile, costruito nel 1369, presenta le caratteristiche del gotico toscano. La facciata fu realizzata per volere del Cardinale Giovan Francesco De Gambara nel 1570.

La cattedrale fu più volte ristrutturata, in particolare i rifacimenti seicenteschi eliminarono l’originaria struttura medioevale. Anche il duomo, come molti edifici storici viterbesi, fu colpito dai bombardamenti del 1944, pertanto parte della chiesa è stata ricostruita.

L’interno è suddiviso in tre navate. La parte centrale è ricoperta da un pavimento cosmatesco. Nella navata destra si possono ammirare: il fonte battesimale del XV secolo, le Cappelle di Santa Caterina verso l’entrata e quella dei Santi Valentino ed Ilario a metà della navata, e diversi dipinti del XVII secolo, tra cui quello di Giovan Francesco Romanelli con la Sacra Famiglia e S. Bernardino.

 

Il Centro Storico

Passeggiare per le vie di Viterbo significa passeggiare nella storia. Così piazza del Plebiscito si schiude al visitatore offrendo un complesso artistico che sembra aver fermato il tempo: Palazzo dei Priori, con l’elegante portico, il palazzo dei Governatori, il palazzo del Podestà, con la torre dell’orologio e l’antica chiesa di Sant’angelo, la Rocca Albornoz in piazza della Rocca che domina e testimonia la potenza del cardinale ed uomo politico, Alvarez de Albornoz, arcivescovo di Toledo, cancelliere del re di Castiglia e cardinale dal 1350, nominato da Innocenzo VI legato in Italia e vicario generale nei domini della Chiesa.

Per le vie del centro sono da ammirare le chiese romaniche come Santa Maria Nuova, una delle più antiche di Viterbo, San Sisto e molte altre.

 

Le Fontane

viterbo_francobolo

Innumerevoli sono le fontane che costellano la “Città dei Papi”. Imponenti e slanciate, nella loro foggia a fuso, erano titolari di una fondamentale funzione pubblica. Intorno gravitavano le piazze della città, allietate da una presenza che sembra poter dissetare anche la pietra. Le più belle sono quelle di: Piazza della Morte (1200), piazza Fontana Grande (1206), piazza San Faustino (1251), piazza della Rocca (XVI sec.), piazza delle Erbe (1621), piazza del Gesù (XVII sec.) e Piano Scarano (1367).

 

 

Le Terme

Le Terme dei Papi © piccolofeudo.com

Viterbo occupa un’area prevalentemente termale: diverse le sorgenti dalle importanti proprietà curative. Le terme, utilizzate per tutto il Medioevo e frequentate da papi e personaggi illustri, offrono cure terapeutiche ma anche opportunità di svago e relax.

 

La cucina

Un’ altra cucina che si può individuare in quella laziale è quella che si è sviluppata nel territorio di Viterbo, centro agricolo-commerciale notevole, con qualche industria alimentare.

Qui si coltivano, soprattutto, l’olivo, il frumento e la vite che dà prodotti molto pregiati come il vino di Montefiascone, il Gradoli e il Vignanello.

La carne

La “scammarita”© italian-salami.com

Vaste aree sono occupate dalla coltivazione del frumento, mentre l’allevamento del bestiame ha minore importanza, anche se è florido per quanto riguarda l’allevamento del maiale da cui si ricavano alcuni particolari salumi come la “scammarita”, un prodotto d’origine umbra che da tempo ha trovato cittadinanza nelle contrade del Viterbese.

Le castagne e le nocciole

Le castagne © tusciaup.com

Appartiene al Viterbese la regione dei Monti Cimini, da sempre terra di castagne; nella stessa zona, altrettanto pregiate sono le nocciole che vengono coltivate nella varietà definita “tonda gentile romana”, molto usate nell’industria dolciaria.

Il vino

Est Est Est di Montefiascone DOC © vinoincantina.it

Ma, i prodotti della zona sono molti: olio, vino (sulle rive del Lago di Bolsena si produce il celebre “Est! Est!! Est!!!”), formaggio pecorino e frutta con la quale un po’ ovunque si confezionano marmellate artigianali.

Prodotti tipici

Le “puntarelle” © cucina.fanpage.it

La cucina locale, pur partecipando di tutte le tradizioni romane e laziali, si caratterizza per un uso particolarmente diffuso di legumi ed ortaggi che vengono cucinati in vario modo sia come contorni che in forma di frittate. Presenti in tutto il Lazio con funzione caratterizzante, particolarmente apprezzate sono le “puntarelle”, un piatto storico formato da una varietà di cicoria, quella detta di Catalogna, le cui foglie tagliate a strisce sottili messe in acqua fredda si arricciano.

Piatti tipici

Carciofi alla romana © gustissimo.it

L’altro ortaggio meritevole di menzione è il carciofo che viene cucinato “alla romana” (in tegame con aglio e menta) e “alla giudìa”, secondo una preparazione di tradizione ebraica.

Le anguille

Le anguille alla bisentina © pinterest.it

E, ancora, del lago di Bolsena, che prende il nome dall’antica omonima città etrusca, nell’arte della cucina, da ricordare le famose “anguille alla bisentina” che derivano il loro nome dalla Bisentina, un’isoletta che sorge in mezzo al Lago dove si pescano appunto ottime anguille.

 

Come arrivare

In aereo
Da Fiumicino, Raccordo Anulare fino all’uscita 5, SS 2 (Cassia Bis e Cassia) fino a Viterbo (possibilità di strada panoramica: SP Cimina deviando a Monterosi fino a Viterbo); Da Fiumicino, Raccordo Anulare fino all’uscita 10, autostrada A1 fino all’uscita Orte, raccordo fino a Viterbo.

In treno:
Linea Roma Ostiense-Viterbo.
Linea Orte-Montefiascone-Viterbo.
Linea Roma Nord-Civita Castellana-Viterbo.

In auto:
Da Roma: Dall’uscita 5 del Raccordo Anulare, SS 2 (Cassia Bis e Cassia) fino a Viterbo possibilità di strada panoramica: SP Cimina deviando a Monterosi fino a Viterbo. Dall’uscita 10 del Raccordo Anulare, autostrada A1 fino all’uscita Orte, raccordo fino a Viterbo. Da Perugia: Superstrada E45 fino a Orte, raccordo fino a Viterbo.
Da Siena: SS 2 (Cassia) fino a Viterbo; Raccordo Siena-Bettolle, autostrada A1 fino a Orte, raccordo per Viterbo.

Contatti
Ufficio Turistico di Viterbo
Via Ascenzi, 4 – 01100 Viterbo
Tel. +39 0761.32.59.92
www.promotuscia.it

 

 

Luogo
Lazio
Parole chiave
Viterbo, weekend

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